|
Le piante bruciate dal freddo mostrano danni che vanno riconosciuti e gestiti con attenzione per evitare peggioramenti e favorire il recupero.
Fiori con danni da gelo - Pixabay
Foglie annerite, tessuti molli dopo la gelata e successiva secchezza sono segnali comuni nelle piante ornamentali.
Viceversa nelle piante grasse il gelo provoca spesso il collasso dei tessuti succulenti, che diventano acquosi e traslucidi.
Il freddo agisce a livello cellulare, rompendo le membrane interne e causando necrosi, soprattutto nelle parti giovani e ricche di linfa.
Dopo una gelata è fondamentale intervenire con prudenza, evitando potature immediate, concimazioni eccessive o irrigazioni abbondanti.
La potatura va rimandata alla ripresa vegetativa, mentre acqua e nutrienti devono essere dosati con cautela.
Protezioni mirate e una corretta collocazione aiutano a prevenire nuovi danni e a curare le piante gelate in modo efficace.
Capire se ci si trova di fronte a piante bruciate dal freddo o semplicemente stressate da un abbassamento temporaneo delle temperature è il primo passo per intervenire correttamente.
Foglie danneggiate da una gelata - Getty Images
Nelle piante ornamentali e da giardino più comuni, i danni da gelo si manifestano con foglie annerite o ingiallite, consistenza molle subito dopo la gelata e successiva secchezza dei tessuti.
I germogli giovani e le parti più esposte sono quasi sempre le prime a subire il danno, mentre i rami lignificati resistono meglio.
Nel caso delle piante grasse, la situazione è diversa e spesso più critica.
I tessuti succulenti, ricchi d'acqua, tendono a collassare: le foglie diventano traslucide, molli e acquose, segno tipico di piante gelate.
A differenza di altre specie, il danno può non essere immediatamente visibile, ma comparire dopo alcuni giorni.
Il freddo intenso danneggia le piante perché agisce direttamente sulla struttura delle cellule vegetali.
Quando la temperatura scende sotto lo zero, l'acqua presente nei tessuti si congela e aumenta di volume, rompendo le membrane cellulari.
Questo processo provoca la morte dei tessuti colpiti, che non sono più in grado di svolgere le normali funzioni fisiologiche.
Nelle piante gelate, il danno è spesso più evidente nelle parti giovani e ricche di linfa, come foglie e germogli.
Le piante bruciate dal freddo soffrono inoltre per la disidratazione invernale.
Il terreno freddo limita l'assorbimento di acqua, mentre vento e sole continuano a favorire la traspirazione.
Dopo una gelata è importante evitare interventi impulsivi, perché un'azione sbagliata può aggravare i danni.
Proteggere le piante con tessuto non tessuto - Getty Images
Le piante bruciate dal freddo vanno prima osservate con attenzione.
Nelle ore immediatamente successive i tessuti possono apparire molli o scuri, ma il danno reale diventa evidente solo dopo alcuni giorni.
Per questo motivo non è consigliabile potare subito.
Le piante gelate in vaso, se possibile, dovrebbero essere spostate in una zona riparata, luminosa ma non riscaldata artificialmente, per evitare ulteriori sbalzi termici.
È fondamentale sospendere concimazioni e rinvasi, che aumenterebbero lo stress.
Anche l'irrigazione va gestita con cautela: il terreno deve restare leggermente umido, mai bagnato.
La potatura delle piante bruciate dal freddo va sempre rimandata al momento giusto, perché intervenire troppo presto può esporre i tessuti sani a nuove gelate.
La "morte" di una parte della pianta infatti agirà da barriera, come una crosticina che di forma su una ferita.
Alcune piante resistono più di altre al freddo - Getty Images
In generale, è consigliabile attendere la fine dell'inverno o l'inizio della ripresa vegetativa, quando diventa più semplice distinguere le parti vive da quelle compromesse.
I rami danneggiati appaiono secchi, scuri o privi di gemme, mentre quelli sani mantengono elasticità e colore uniforme.
Il taglio va effettuato fino al tessuto vitale, utilizzando attrezzi ben affilati e disinfettati per ridurre il rischio di infezioni.
Nelle piante gelate, soprattutto arbusti e ornamentali, è preferibile procedere in modo graduale, eliminando prima i danni più evidenti e valutando la risposta della pianta nel tempo, così da curare le piante gelate senza stress eccessivi.
Nel caso delle piante grasse, il freddo rappresenta uno dei fattori di rischio più seri, perché i tessuti succulenti contengono elevate quantità di acqua.
Danni da gelo su un'aloe vera - Sora
Anche in questo caso dopo una gelata, le parti danneggiate appaiono molli, traslucide o tendenti al marrone, segno che le cellule sono collassate.
È fondamentale attendere che il danno sia ben definito prima di intervenire, evitando tagli affrettati.
La rimozione delle parti compromesse va effettuata con lame perfettamente pulite, incidendo fino al tessuto sano e compatto.
Dopo il taglio, la pianta deve rimanere in un ambiente asciutto e ben aerato per favorire la cicatrizzazione.
Le irrigazioni vanno sospese per diversi giorni, perché l'umidità favorisce marciumi e infezioni, compromettendo definitivamente il recupero.
Le piante bruciate dal freddo possono apparire secche e sofferenti, ma questo non significa che abbiano bisogno di più acqua.
Foglie con danni da gelo - Getty Images
Al contrario, un'irrigazione eccessiva rappresenta uno degli errori più comuni e pericolosi, perché il terreno freddo rallenta l'attività radicale e favorisce marciumi.
Nelle piante gelate, l'acqua deve essere somministrata con molta moderazione, solo quando il substrato è asciutto in superficie e sempre verificando che il drenaggio sia efficace.
Con l'aumento graduale delle temperature si potrà tornare a una gestione idrica più regolare.
Anche la concimazione va rimandata: durante lo stress da freddo la pianta non riesce ad assorbire i nutrienti.
Solo in primavera, con la ripresa vegetativa, un concime equilibrato potrà aiutare davvero a curare le piante gelate e stimolare nuova crescita.
Dopo aver affrontato una gelata, proteggere le piante diventa fondamentale per evitare ulteriori stress e ricadute.
Materiale per pacciamatura - Pixabay
Le piante bruciate dal freddo sono più vulnerabili e possono subire danni anche con temperature solo leggermente sotto la media.
Per questo è utile intervenire con teli traspiranti o tessuto non tessuto, che creano una barriera contro il gelo senza impedire il passaggio dell'aria.
Questa pratica ovviamente, andrebbe effettuata ovviamente prima di una gelata per evitare tutta questa situazione.
La pacciamatura alla base aiuta a mantenere più stabile la temperatura del terreno e a proteggere l'apparato radicale.
Le piante gelate coltivate in vaso dovrebbero essere spostate in zone riparate, come vicino a muri esposti a sud oppure dentro casa se possibile, evitando però ambienti troppo riscaldati.
In alcuni casi, nonostante le cure, una pianta non riesce a riprendersi dopo una gelata.
In taluni casi bisogneerà rimuovere la pianta - Pixabay
I segnali più chiari sono l'assenza di nuovi germogli, foglie che non ricompaiono con l'aumento delle temperature e rami che restano completamente secchi e fragili.
Nelle piante bruciate dal freddo, questo indica che il danno ha coinvolto anche i tessuti vitali.
Per verificarlo, è possibile incidere leggermente un ramo o un fusto.
Se all'interno il tessuto appare chiaro e leggermente umido la pianta è ancora viva, mentre un colore scuro e secco indica un danno irreversibile.
Nel caso delle piante gelate, soprattutto piante in vaso e piante grasse, il collasso dei tessuti può non permettere alcun recupero.
In queste situazioni è preferibile rimuovere la pianta e orientarsi su specie più resistenti al freddo.
|
|
|
|
||||
Testata Giornalistica online registrata al Tribunale di Napoli n.19 del 30-03-2005 | ||||
|
Copyright 2026 © MADEX Editore S.r.l. |
||||