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Quanto aiutano i colori chiari in facciata contro il caldo

Quanto incidono i colori delle facciate sul surriscaldamento estivo, come funzionano riflettanza ed emissività e quando una pittura chiara migliora il comfort.
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Indice dei Contenuti

Colori chiari in facciata per combattere il caldo


I colori chiari in facciata possono aiutare concretamente a ridurre il surriscaldamento estivo, perché una superficie con elevata riflettanza solare assorbe meno energia rispetto a una finitura scura.

Appastamenti con colore chiaro in facciata Appartamenti con colore chiaro in facciata - Getty Images



Gli effetti più evidenti riguardano la temperatura esterna della parete, che in determinate condizioni può diminuire di diversi gradi, mentre il beneficio sulla temperatura interna e sui consumi per il condizionamento dipende molto da isolamento, orientamento, esposizione al sole, clima e caratteristiche dell'edificio.

Non è però il colore bianco in sé a determinare le prestazioni: il parametro più importante è la riflettanza solare, spesso indicata come SR o TSR, insieme all'emissività termica.

Esistono infatti pitture e rivestimenti relativamente scuri capaci di riflettere una quota elevata della radiazione solare.

Le facciate riflettenti risultano generalmente più interessanti negli edifici esistenti poco isolati e nelle esposizioni molto soleggiate, mentre negli immobili molto coibentati il vantaggio energetico tende a ridursi.


Quanto può aiutare una facciata chiara contro il caldo


Una facciata chiara può essere sensibilmente più fresca di una superficie scura sottoposta alla stessa radiazione solare, ma non esiste un valore unico valido per qualsiasi edificio.


Negli studi disponibili, l'effetto cambia notevolmente in funzione della riflettanza del rivestimento, dell'orientamento della parete, della quantità di sole ricevuta, del vento, dell'isolamento e della geometria dell'ambiente circostante.

Le evidenze scientifiche sono particolarmente solide per quanto riguarda la temperatura superficiale della parete.

Prove sperimentali europee hanno registrato riduzioni fino a circa 4,7 °C utilizzando rivestimenti cool rispetto a prodotti convenzionali dello stesso colore.

In simulazioni dedicate agli edifici residenziali mediterranei sono state ottenute riduzioni medie della temperatura superficiale esterna fino a circa 7,5 °C, con differenze istantanee molto superiori nelle situazioni più favorevoli.

Questi numeri non significano però che tinteggiare una casa di bianco possa abbassare automaticamente di 5, 10 o 20 °C la temperatura delle stanze.

È necessario distinguere almeno tre fenomeni:

  • temperatura della superficie esterna;
  • flusso di calore che attraversa la parete;
  • temperatura dell'aria interna.


La prima può cambiare parecchio perché il rivestimento si trova direttamente sotto il sole.

Perché questa differenza raggiunga l'interno deve invece attraversare intonaco, muratura, eventuale intercapedine e isolamento.

Più efficace è l'involucro, minore sarà l'influenza immediata del colore della facciata sull'ambiente interno.

Il principio rimane comunque valido: riducendo l'energia solare assorbita dalla parete si limita una delle cause del surriscaldamento estivo dell'involucro.

È per questo che le superfici ad alta riflettanza vengono studiate come una delle strategie passive utilizzabili per migliorare il comportamento degli edifici nei periodi caldi.


Perché i colori chiari si scaldano meno al sole


Per capire perché una facciata chiara può rimanere più fresca bisogna considerare cosa accade quando la radiazione solare raggiunge la superficie.

Comportamento dei colori chiari e scuri al soleComportamento dei colori chiari e scuri al sole - Daniele F. Toscana



Una parte dell'energia viene riflessa verso l'ambiente, mentre un'altra viene assorbita dal materiale e trasformata in calore.

La proprietà che descrive la quota riflessa viene generalmente indicata come riflettanza solare, solar reflectance oppure albedo.

Il valore può essere espresso da 0 a 1 oppure in percentuale: una riflettanza di 0,70 significa, in termini semplificati, che circa il 70% della radiazione considerata viene riflessa.

Per una parete opaca, trascurando la trasmissione attraverso il materiale, riflettanza e assorbanza sono sostanzialmente complementari.

Se una superficie passa, per esempio, da una riflettanza di 0,25 a 0,65, la sua assorbenza scende indicativamente da 0,75 a 0,35.

Con una radiazione incidente sulla facciata di 600 W/m², un aumento della riflettanza di questo ordine corrisponderebbe idealmente a circa 240 W/m² di energia solare in meno assorbita dalla superficie.

Il calcolo descrive il bilancio radiativo iniziale, non la diminuzione della temperatura dentro casa, perché successivamente entrano in gioco conduzione, convezione, inerzia della muratura, vento e isolamento.

Accanto alla riflettanza bisogna considerare anche l'emissività termica, cioè la capacità della superficie riscaldata di cedere energia sotto forma di radiazione infrarossa.

Una superficie progettata per limitare il surriscaldamento dovrebbe quindi combinare una riflettanza solare elevata con una buona emissività.

Il meccanismo delle cosiddette cool walls, o facciate ad alta riflettanza, consiste proprio nel limitare l'energia solare assorbita e favorire contemporaneamente la dispersione del calore accumulato.

Questo spiega anche perché parlare semplicemente di parete bianca sia tecnicamente riduttivo.

Il colore osservato dall'occhio fornisce un'indicazione, ma non descrive completamente il comportamento del rivestimento rispetto all'intero spettro della radiazione solare.


Una facciata bianca è sempre più efficace di una facciata scura?


Il bianco normalmente riflette una quantità elevata della luce visibile e per questo, a parità di materiale, tende a riscaldarsi meno di colori molto scuri.

Dal punto di vista energetico, però, il colore visibile non è sufficiente per stabilire quanto una facciata sia realmente riflettente.

Il motivo è che la radiazione solare non comprende soltanto la porzione visibile percepita dall'occhio umano.

Una quota importante dell'energia arriva anche nel vicino infrarosso.

Due pitture apparentemente simili possono quindi comportarsi in maniera diversa quando vengono esposte al sole.

È da questo principio che nascono i cosiddetti cool colors, pigmenti progettati per aumentare la riflettanza soprattutto nelle lunghezze d'onda non visibili.

In questo modo è possibile produrre superfici beige, rosse, marroni o relativamente scure che assorbono meno energia rispetto a una pittura convenzionale dello stesso colore.

La documentazione sulle cool walls sottolinea infatti che una superficie riflettente non deve necessariamente essere bianca.

Per valutare un prodotto è molto più utile conoscere il valore misurato di SR, solar reflectance, oppure TSR, Total Solar Reflectance, rispetto alla semplice denominazione cromatica.

Questa distinzione è particolarmente importante quando esistono vincoli architettonici, paesaggistici o condominiali che impediscono di utilizzare facciate completamente bianche.

Una tonalità compatibile con il contesto può comunque possedere caratteristiche solari migliori rispetto a un rivestimento tradizionale.

Lo stesso vale nella situazione opposta: scegliere genericamente una pittura definita chiara non garantisce automaticamente una riflettanza particolarmente elevata.

Per confrontare due prodotti destinati alla stessa facciata sarebbe quindi più corretto controllare almeno la riflettanza solare dichiarata e il relativo metodo di prova.

Il codice colore può continuare a guidare la scelta estetica, mentre il valore TSR permette di effettuare un confronto maggiormente legato alle prestazioni termiche.


Di quanti gradi può diminuire la temperatura della facciata


La riduzione della temperatura superficiale è probabilmente il beneficio più facilmente misurabile di una facciata ad alta riflettanza.

Temperatura in casa Temperatura in casa - Getty Images



È anche il parametro sul quale gli studi disponibili mostrano i risultati più consistenti.

In una ricerca sperimentale svolta attraverso cinque celle di prova ad Algete, vicino Madrid, sono stati confrontati materiali convenzionali e rivestimenti cool dello stesso colore.

Le superfici maggiormente riflettenti hanno prodotto una diminuzione della temperatura della parete fino a circa 4,7 °C e una riduzione fino al 50% dei picchi di flusso termico attraverso l'involucro.

Un altro studio dedicato agli edifici residenziali del Mediterraneo ha ottenuto attraverso simulazioni una riduzione media della temperatura superficiale esterna fino a circa 7,5 °C, con differenze istantanee che in condizioni particolarmente favorevoli raggiungevano valori molto più elevati.

Gli stessi autori avvertono implicitamente della necessità di non trasformare questi estremi in una prestazione attesa per qualsiasi edificio.

In un canyon urbano sperimentale, dove le pareti risultavano condizionate dall'ombra e dagli scambi radiativi con le superfici circostanti, la differenza registrata era invece di circa 1,5 °C.

Questo dato mostra quanto possa incidere il contesto: una parete completamente esposta al sole e una facciata inserita in una strada stretta non ricevono la stessa quantità di energia.

Anche l'ora del giorno è determinante: una parete occidentale può essere sottoposta a un forte irraggiamento durante il pomeriggio, mentre una facciata orientata a est riceve il carico maggiore nelle ore mattutine.

Una superficie a nord può invece rimanere in ombra per gran parte della giornata.

Una differenza di diversi gradi sulla finitura esterna è comunque significativa anche quando non si traduce integralmente nell'ambiente interno.

Temperature superficiali inferiori significano infatti un gradiente termico minore verso la muratura e quindi una minore quantità di calore disponibile per attraversare l'involucro.


Quanto cambia la temperatura dentro casa con una facciata chiara


La domanda più interessante per chi abita un edificio è inevitabilmente quanto possa diventare più fresca la casa.
tintura pareti esterne
È anche una delle domande alle quali risulta più difficile attribuire un numero unico.

La temperatura interna non dipende direttamente dal colore della facciata ma dal bilancio termico complessivo dell'edificio.

Oltre alle pareti intervengono copertura, finestre, schermature solari, ventilazione, infiltrazioni d'aria, massa termica, isolamento e calore prodotto dagli occupanti e dagli apparecchi domestici.

Uno studio svolto su edifici residenziali portoghesi ha simulato il passaggio da una TSR del 50% a una TSR del 92% su tetto e facciate.

Negli edifici vecchi non isolati la temperatura interna massima in condizioni free-floating diminuiva indicativamente di 2,0-4,7 °C, mentre negli edifici nuovi isolati la riduzione risultava compresa tra circa 1,2 e 3,0 °C.

È importante sottolineare che in questo caso venivano modificati contemporaneamente sia la copertura sia le pareti.

Non sarebbe quindi corretto attribuire l'intera differenza alla sola tinteggiatura delle facciate.

Il confronto rimane comunque interessante perché evidenzia un principio generale: quanto più debole è termicamente l'involucro, tanto maggiore tende a essere l'effetto delle proprietà della superficie esterna sugli ambienti interni.

Con una muratura scarsamente isolata, il calore accumulato sulla faccia esterna riesce a propagarsi più facilmente verso l'interno.

In presenza di un cappotto efficace, invece, gran parte delle oscillazioni termiche viene attenuata prima di raggiungere gli ambienti abitati.

Ciò non rende inutile una superficie riflettente su un edificio isolato.

La parete esterna continua a raggiungere temperature inferiori e diminuiscono i carichi termici che insistono sull'involucro, ma il cambiamento percepito all'interno può essere molto più contenuto.

Per questo una promessa commerciale del come "questa pittura abbassa la temperatura della casa di 5 °C" dovrebbe essere valutata con prudenza se non vengono specificate le condizioni nelle quali il risultato è stato misurato.


Quanto si può risparmiare sul condizionamento estivo


Una facciata che assorbe meno calore può ridurre il lavoro dell’impianto di climatizzazione, ma il risparmio varia molto in base a clima, isolamento, esposizione e caratteristiche dell’edificio.

Risparmi sul condizionatore Risparmi sul condizionatore - Foto Getty Images



Uno studio europeo ha stimato una riduzione annuale dell’energia per il raffrescamento compresa tra 0,6 e 3,5 kWh/m², mentre simulazioni su edifici mediterranei hanno rilevato, nelle condizioni più favorevoli, risparmi fino a 2,9 kWh/m² per ogni aumento di 0,10 della riflettanza solare.

Un’analisi basata su oltre 100.000 simulazioni EnergyPlus ha inoltre rilevato, nei climi caldi statunitensi, riduzioni dei costi HVAC dell’1,8-8,3% nelle abitazioni unifamiliari, con benefici generalmente maggiori negli edifici più vecchi.

Non esiste quindi una percentuale di risparmio valida per tutti.

Le facciate riflettenti risultano più efficaci negli edifici poco isolati, molto esposti al sole e situati in climi caldi, mentre il vantaggio diminuisce nelle costruzioni moderne e ben coibentate.

Dal punto di vista economico sono soprattutto interessanti quando la tinteggiatura della facciata è già prevista.


I colori chiari funzionano di più sugli edifici vecchi o sulle case isolate?


L'isolamento termico è uno dei fattori che maggiormente influenzano l'efficacia energetica di una facciata riflettente.

Edifici storici in centro Edifici storici in centro - Getty Images



Il rivestimento agisce infatti sulla quantità di energia assorbita dalla superficie esterna, mentre l'isolamento determina quanto facilmente questo calore riesca successivamente a raggiungere l'interno.

Negli edifici costruiti con murature poco isolate, tipiche di una parte consistente del patrimonio edilizio esistente, una parete molto riscaldata dal sole può trasferire una quantità importante di energia verso gli ambienti.

Ridurre la temperatura superficiale può quindi produrre un effetto più evidente.

Negli edifici moderni con cappotto termico, la variazione esterna viene invece fortemente attenuata.

La facciata può diventare comunque parecchi gradi più fresca, ma la differenza osservata nelle stanze tende a essere inferiore.

Le grandi simulazioni condotte negli Stati Uniti mostrano chiaramente questa tendenza: in California, le tipologie edilizie più vecchie presentavano generalmente benefici superiori, in alcuni casi di diverse volte rispetto agli edifici di nuova costruzione.

Una delle spiegazioni individuate dagli studiosi riguarda proprio la minore qualità termica degli involucri più datati.

Questo rende le pitture e i rivestimenti ad alta riflettanza particolarmente interessanti durante la manutenzione di una facciata esistente, soprattutto quando non è possibile oppure non è previsto un intervento più invasivo di isolamento.

Naturalmente una pittura cool non può sostituire un cappotto termico.

I due interventi agiscono su fenomeni differenti: la prima limita l'assorbimento della radiazione solare, mentre il secondo riduce gli scambi termici attraverso la parete durante tutto l'anno.

Possono però lavorare insieme: su una parete isolata, una superficie maggiormente riflettente mantiene più bassa la temperatura dello strato esterno e riduce il carico termico al quale viene sottoposto il sistema.

La scelta dovrebbe quindi essere effettuata considerando la stratigrafia della parete e non soltanto il colore dell'intonaco.


Quali facciate conviene rendere più riflettenti in base all'orientamento


L'efficacia di un colore chiaro dipende dalla quantità di radiazione che raggiunge realmente la parete.

Esposizione al sole di una casaEsposizione al sole di una casa - Daniele F. Toscana



Per questo orientamento e ombreggiamento sono importanti almeno quanto la riflettanza del prodotto.

Una facciata a nord che rimane quasi sempre in ombra assorbe già relativamente poca radiazione diretta.

Incrementarne ulteriormente la riflettanza produrrà generalmente un beneficio inferiore rispetto allo stesso intervento realizzato su una superficie fortemente soleggiata.

Le esposizioni est e ovest possono essere particolarmente critiche durante l'estate.

La parete a est riceve sole diretto durante la mattina, mentre quella occidentale viene investita nelle ore pomeridiane, spesso quando la temperatura dell'aria esterna è già elevata.

In determinate condizioni proprio la facciata ovest può contribuire al surriscaldamento delle abitazioni nel tardo pomeriggio e in serata.

La parete sud presenta una situazione più complessa. In estate l'elevata altezza solare può consentire a balconi, aggetti e schermature orizzontali di ridurre parte dell'irraggiamento.

Durante l'inverno il sole è invece più basso e può fornire apporti termici utili.

Uno studio condotto su differenti configurazioni residenziali a Nanchino ha mostrato proprio questo compromesso.

Estendere le superfici cool alle facciate migliorava il bilancio energetico estivo, ma gli autori sconsigliavano in quello specifico clima l'applicazione sulla parete sud a causa della perdita degli apporti solari invernali.

Non basta quindi leggere l'orientamento su una planimetria.

Devono essere osservati anche edifici vicini, alberi, balconi e qualsiasi elemento capace di mettere in ombra la parete.

In un centro storico con strade strette, per esempio, una facciata rivolta apparentemente verso un'esposizione favorevole potrebbe ricevere pochissimo sole diretto.

In un edificio isolato e privo di ostacoli la stessa parete avrebbe invece condizioni completamente differenti.


Il vantaggio estivo può aumentare i consumi durante l'inverno?


Una superficie molto riflettente limita l'assorbimento della radiazione solare durante tutto l'anno.

In estate questo è un vantaggio, perché riduce il riscaldamento della facciata e il calore che può raggiungere gli ambienti interni.

In inverno, però, una maggiore riflettanza può ridurre anche gli apporti solari gratuiti che contribuiscono al riscaldamento dell'edificio.

Per questo il beneficio è generalmente maggiore nei climi caldi, mentre nelle zone con inverni rigidi deve essere valutato sull'intero arco dell'anno.

Conta anche l'esposizione: una facciata sud può ricevere apporti solari utili nei mesi freddi, mentre su una parete nord questo effetto è molto più limitato.

La scelta della finitura dovrebbe quindi considerare clima, orientamento e fabbisogno energetico annuale.

Una riflettanza molto elevata può essere vantaggiosa in una località mediterranea, ma non rappresenta necessariamente la soluzione migliore in ogni zona climatica.


Facciate chiare e isola di calore urbana: quanto cambia la temperatura della città


Se molti edifici assorbono meno radiazione solare, diminuisce anche la quantità di calore successivamente ceduta all’ambiente urbano.

Facciate chiare in isola di calore urbanaFacciate chiare in isola di calore urbana - Getty Images



Per questo le facciate ad alta riflettanza possono contribuire a mitigare l’isola di calore, soprattutto se applicate su larga scala.

L’effetto sulla temperatura dell’aria è però molto più contenuto rispetto a quello sulla singola parete: una facciata può risultare diversi gradi più fresca senza produrre una diminuzione equivalente della temperatura della strada o del quartiere.

Va considerato inoltre che l’energia riflessa non scompare, ma può raggiungere pavimentazioni, edifici vicini e persone, soprattutto nelle strade strette delimitate da edifici alti.

Per questo l’aumento della riflettanza funziona meglio se inserito in una strategia più ampia, insieme ad alberature, zone ombreggiate, ventilazione degli spazi aperti e riduzione delle superfici che accumulano calore.

Le facciate chiare possono quindi contribuire alla mitigazione dell’isola di calore, ma non rappresentano da sole una soluzione sufficiente.


Quanto durano le prestazioni di una pittura riflettente


La riflettanza dichiarata al momento dell'applicazione non rimane necessariamente invariata per tutta la vita della facciata.

Edifici con facciate chiareEdifici con facciate chiare - Getty Images



Polveri, smog, depositi atmosferici, pioggia, radiazione ultravioletta e modifiche del legante possono alterare progressivamente le proprietà ottiche del rivestimento.

Il fenomeno è particolarmente importante per le superfici ad alta riflettanza: se una pittura riflette meno luce rispetto a quando era nuova, assorbirà inevitabilmente una quantità maggiore di energia.

Uno dei riferimenti più interessanti per il contesto italiano è uno studio pluriennale effettuato a Milano.

Dopo quattro anni di esposizione naturale, la riflettanza solare di una finitura bianca era passata indicativamente da 0,75 a 0,55, con una perdita assoluta di 0,20.

Una finitura beige era invece scesa da circa 0,46 a 0,38.

La variazione aveva conseguenze anche sul comportamento energetico simulato dell'edificio.

L'invecchiamento della superficie bianca aumentava il fabbisogno di raffrescamento di circa il 5% nella configurazione con isolamento esterno e dell'11% nella parete non isolata.

La temperatura superficiale poteva inoltre diventare fino a circa 6 °C superiore rispetto alla stessa finitura nuova.

Il dato dimostra perché, nella scelta di una pittura cool, sia utile conoscere non soltanto la riflettanza iniziale ma anche l'eventuale prestazione aged, cioè misurata dopo procedure di invecchiamento o esposizione.

Non esiste invece una frequenza universale per la pulizia delle facciate.

Una superficie installata lungo una strada urbana trafficata può sporcarsi diversamente da una parete situata in campagna o vicino al mare.

Per lo stesso motivo non sarebbe corretto sostenere che una facciata riflettente debba essere necessariamente lavata ogni due, tre o cinque anni.

La manutenzione deve essere impostata in base al materiale utilizzato, all'ambiente e all'effettivo decadimento della superficie.


Cosa prevede la normativa italiana per colori chiari e facciate riflettenti


In Italia non esiste attualmente una regola nazionale che imponga un determinato valore di riflettanza solare alle normali facciate verticali equivalente a quella prevista per alcune coperture.
pittura chiara per esterni
Il quadro dei requisiti minimi di prestazione energetica è stato aggiornato dal D.M. 28 ottobre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 dicembre 2025.

Il provvedimento aggiorna il precedente D.M. 26 giugno 2015 e affronta anche le strategie passive utilizzabili per limitare i fabbisogni estivi e il surriscaldamento.

Per le coperture, il decreto considera l'impiego di materiali ad alta riflettanza e indica valori non inferiori a 0,65 per quelle piane e 0,30 per quelle a falda.

Questi limiti riguardano però espressamente strutture di copertura orizzontali o inclinate e non devono essere trasferiti automaticamente alle pareti esterne verticali.

Anche nei CAM Edilizia 2025 il tema della mitigazione dell'isola di calore e dell'adattamento climatico è presente, ma i valori di SRI numericamente prescritti riguardano soprattutto coperture e superfici esterne pavimentate.

Proprio sull'SRI, Solar Reflectance Index, è necessaria un'ulteriore precisazione.

L'indice combina riflettanza ed emissività per rappresentare la temperatura raggiungibile da una superficie rispetto a riferimenti convenzionali.

Il Cool Roof Rating Council specifica però che la procedura SRI è impostata per superfici orizzontali e non dovrebbe essere trasferita direttamente alle pareti verticali.

Per una facciata risulta quindi più trasparente utilizzare direttamente riflettanza solare o TSR ed emissività termica.

A livello europeo, la Direttiva UE 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici rafforza l'attenzione verso surriscaldamento, schermature, capacità termica e strategie di raffrescamento passivo, ma non introduce una soglia armonizzata di albedo obbligatoria per tutte le facciate.

Il progetto della parete rimane quindi principalmente prestazionale: colore, riflettanza, isolamento ed esposizione devono essere valutati insieme in relazione al comportamento reale dell'edificio.


Come scegliere una pittura chiara o una finitura cool per la facciata


Per scegliere una pittura capace di limitare realmente il surriscaldamento non è sufficiente chiedere un prodotto bianco, chiaro o genericamente termoriflettente: il confronto dovrebbe basarsi su proprietà misurabili.

Appartamenti con facciate di colori differenti Appartamenti con facciate di colori differenti - Getty Images



Il primo dato da cercare è la riflettanza solare, indicata nelle schede tecniche come SR oppure, frequentemente, TSR. Più elevato è il valore, minore è generalmente la quota di radiazione solare assorbita dal rivestimento.

Il secondo parametro utile è l'emissività termica, che descrive la capacità della superficie di emettere energia nell'infrarosso.

Una cool façade efficiente tende a combinare riflettanza elevata ed emissività elevata.

È inoltre opportuno verificare come sono stati ottenuti i valori dichiarati.

Tra i riferimenti tecnici utilizzati a livello internazionale rientrano ASTM E903 per alcune misure delle proprietà solari e ASTM C1371 per l'emittanza di materiali opachi.

I numeri diventano realmente confrontabili soltanto conoscendo il metodo con cui sono stati misurati.

Quando disponibile, dovrebbe essere richiesta anche la riflettanza dopo invecchiamento.

La differenza può diventare consistente nell'arco di pochi anni e modificare sensibilmente il comportamento estivo della superficie.

In un capitolato tecnico possono quindi essere tenuti separati i requisiti estetici da quelli prestazionali.

Il progettista può indicare tonalità, finitura e compatibilità architettonica da una parte e richiedere dall'altra valori minimi documentati di TSR ed emissività.

Questa impostazione consente anche di confrontare prodotti dello stesso colore.

Due pitture beige quasi indistinguibili alla vista potrebbero infatti possedere valori di riflettanza molto diversi.

Va infine controllata l'esposizione reale della parete. Investire in un prodotto ad altissima riflettanza su una facciata quasi sempre ombreggiata potrebbe generare un vantaggio minimo, mentre lo stesso sovraccosto potrebbe essere più utile sulle pareti maggiormente irradiate.


Quand'è che conviene usare colori chiari sulle facciate di casa


La convenienza maggiore si presenta generalmente quando il miglioramento della riflettanza può essere ottenuto con un sovraccosto limitato rispetto a un intervento già necessario.

Edificio moderno con facciata chiaraEdificio moderno con facciata chiara scelta in base alla temperatura casa - Getty Images



Se la facciata deve essere comunque ritinteggiata, confrontare una finitura convenzionale con un prodotto ad alta riflettanza permette di valutare soltanto il costo aggiuntivo della soluzione cool.

La situazione economica cambia completamente se devono essere installati ponteggi ed eseguiti lavori esclusivamente per modificare le proprietà solari della parete.

La letteratura disponibile indica inoltre come candidati particolarmente interessanti gli edifici esistenti poco isolati, soprattutto nei climi caldi e sulle facciate realmente esposte alla radiazione.

Negli immobili molto isolati rimane il beneficio sulla temperatura superficiale, ma una parte minore della variazione termica riesce a raggiungere gli ambienti interni.

Può essere rilevante anche il rapporto tra superficie delle pareti e superficie della copertura.

Negli edifici multipiano, la quantità complessiva di facciata può essere molto maggiore rispetto al tetto e interessare direttamente numerosi livelli abitati.

Per un edificio situato in una zona mediterranea, con climatizzazione estiva, pareti est e ovest fortemente irradiate e involucro non particolarmente performante, una finitura ad alta riflettanza rappresenta quindi una misura passiva tecnicamente sensata da valutare.

Una facciata nord permanentemente ombreggiata presenta invece un potenziale inferiore.

In una zona climatica con forte fabbisogno di riscaldamento deve essere valutato attentamente anche il possibile sacrificio degli apporti solari durante l'inverno.

Non è disponibile, allo stato delle evidenze raccolte, un tempo di ritorno economico medio affidabile valido per l'intero territorio italiano.

Mancano studi nazionali sufficientemente ampi che integrino contemporaneamente costo dei materiali, ponteggi, manutenzione, decadimento della riflettanza, zona climatica, prezzo dell'elettricità e caratteristiche degli impianti.

Per un intervento reale conviene quindi chiedere al produttore TSR iniziale, emissività, eventuale TSR invecchiata e metodo di prova, quindi mettere questi dati in relazione con esposizione, stratigrafia della parete e clima locale.

È su questi parametri che si può distinguere una finitura semplicemente chiara da una facciata progettata davvero per assorbire meno calore.


Quali norme UNI considerare per le facciate contro il caldo


Le norme UNI non stabiliscono un colore obbligatorio né una riflettanza solare minima generalizzata per le facciate verticali.

Scelta colore della facciata di casa Scelta colore facciata esterna di casa - Daniele F. Toscana



Le soglie previste dalla normativa nazionale per le superfici ad alta riflettanza riguardano infatti le coperture e non possono essere trasferite automaticamente alle pareti esterne.

Le norme tecniche sono però importanti per valutare quanto una finitura chiara o riflettente possa essere efficace su uno specifico edificio.

La UNI 10349-1:2016 fornisce i dati climatici convenzionali italiani e i metodi per determinare l'energia solare ricevuta da una superficie in funzione dell'inclinazione e dell'orientamento.

È quindi utile per confrontare, ad esempio, il comportamento di facciate esposte a est, ovest, sud o nord.

La UNI EN ISO 52010-1:2018 consente di calcolare l'irradianza solare incidente su superfici con qualsiasi orientamento e inclinazione, comprese facciate e finestre.

Per valutare le conseguenze sull'edificio entra invece in gioco la UNI EN ISO 52016-1:2018, che comprende i metodi di calcolo del fabbisogno di raffrescamento, delle temperature interne e dei carichi termici; dal 2025 è disponibile anche la relativa Appendice nazionale italiana.

La riflettanza della pittura deve quindi essere letta insieme a clima, esposizione e comportamento termico dell'intero involucro.


Colori della facciata e comportamento al sole


In linea generale, più una finitura è chiara, minore tende a essere il riscaldamento superficiale, ma il colore visibile non basta per prevederne con precisione le prestazioni.

  • Bianco: generalmente molto riflettente e tra le soluzioni più efficaci contro il surriscaldamento.
  • Avorio e crema: comportamento simile al bianco, con un assorbimento solare normalmente contenuto.
  • Beige e sabbia: buona capacità di limitare il riscaldamento, anche se inferiore alle tonalità più chiare.
  • Giallo chiaro e pastello: generalmente favorevoli, ma molto dipende dai pigmenti utilizzati.
  • Grigio chiaro: può offrire un buon compromesso tra estetica e riduzione dell'assorbimento.
  • Terracotta e rosso: comportamento molto variabile; possono esistere versioni ad alta riflettanza nel vicino infrarosso.
  • Grigio scuro, marrone e blu scuro: tendono ad assorbire maggiormente la radiazione solare.
  • Nero: normalmente presenta l'assorbimento maggiore e raggiunge temperature superficiali più elevate.


Per scegliere una finitura è quindi preferibile, come gia detto, confrontare il valore SR o TSR dichiarato dal produttore, anziché basarsi soltanto sulla tonalità.



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Colori chiari in facciata: quanto riducono il calore estivo e quando sono utili
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