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Se il climatizzatore perde acqua dallo split interno, la prima cosa da fare è spegnerlo, soprattutto se il gocciolamento è vicino a prese elettriche, mobili, tende o pareti delicate.
Condizionatore con unità esterna - Getty Images
Nella maggior parte dei casi il problema dipende dallo scarico condensa ostruito, dalla vaschetta sporca, da filtri intasati, da una pendenza errata del tubo o da ghiaccio sulla batteria interna.
La condensa è normale durante il raffrescamento, ma deve uscire dal tubo di scarico, non cadere in casa.
Se l’acqua scende dal muro, gocciola da un angolo dello split o compare nella canalina, non conviene continuare a usare l’impianto: si rischiano macchie, muffa e danni elettrici.
Alcuni controlli semplici si possono fare da soli, ma se la perdita continua serve un tecnico.
Il climatizzatore produce acqua perché, quando raffresca o deumidifica, l’aria calda e umida della stanza passa sulla batteria fredda dello split.
L’umidità contenuta nell’aria si trasforma in condensa, viene raccolta in una vaschetta interna e poi smaltita attraverso il tubo di scarico.
Fin qui il funzionamento è normale. Il problema nasce quando l’acqua non riesce più a uscire correttamente.
Se il tubo è ostruito, piegato, montato male o se la vaschetta è sporca, la condensa resta dentro lo split e può traboccare.
Per questo un climatizzatore che gocciola non indica sempre un guasto grave, ma segnala comunque che il percorso dell’acqua va controllato.
Il climatizzatore va spento subito se l’acqua cade dallo split interno, raggiunge prese elettriche, ciabatte, elettrodomestici, mobili o controsoffitti.
Spegnimento del condizionatore - Getty Images
Va spento anche se il gocciolamento è abbondante, se la parete dietro lo split è bagnata o se si sente rumore di acqua all’interno dell’unità.
Continuare a usarlo può peggiorare la perdita e far traboccare altra condensa.
Non bisogna infilare oggetti nello split, smontare parti elettriche o soffiare aria compressa nel tubo senza sapere dove finiscono sporco e residui.
In sicurezza si possono controllare filtri, punto di uscita dello scarico e zona da cui cade l’acqua.
Per smontaggi, vaschetta, pompa condensa o tubazioni interne è meglio chiamare un tecnico.
La causa più comune di un climatizzatore che perde acqua è lo scarico condensa ostruito.
Raccordo tubi di scarico - Daniele F. Toscana
Nel tubo possono accumularsi polvere, alghe, piccoli insetti, residui organici e sporco trascinato dalla vaschetta.
Quando il passaggio si riduce, l’acqua defluisce lentamente o non defluisce affatto.
Il segnale tipico è il gocciolamento dalla parte bassa dello split, spesso dopo un po’ dall’accensione.
All’inizio la macchina sembra funzionare bene, poi la vaschetta si riempie e l’acqua trova una via di uscita verso la stanza.
Se dallo split cade acqua ma dal tubo esterno non esce nulla, lo scarico è probabilmente ostruito, piegato o scollegato.
Il tubo di scarico della condensa lavora spesso per gravità, quindi deve avere un percorso libero verso il punto di smaltimento.
Tubo di scarico immerso nell'acqua - Daniele F. Toscana
Se il tubo è quasi orizzontale, ha curve troppo strette o presenta un tratto in contropendenza, l’acqua può fermarsi e tornare verso lo split.
Il problema può comparire anche quando il tubo scende correttamente in verticale, ma il terminale è immerso nell’acqua della cassetta di scarico oppure appoggia sul fondo della vaschetta.
In questi casi l’uscita può restare parzialmente tappata e la condensa non defluisce bene, anche se la pendenza sembra corretta.
La perdita può essere intermittente: compare dopo molte ore di funzionamento, nelle giornate umide o quando la produzione di condensa aumenta.
Se non è possibile garantire uno scarico libero e continuo, può servire una pompa condensa installata correttamente.
Dentro lo split c’è una vaschetta che raccoglie la condensa prima di inviarla allo scarico.
Se questa vaschetta è sporca, ostruita o non perfettamente in sede, l’acqua può traboccare e gocciolare da un lato dell’unità interna.
Unità esterna del condizionatore - Getty Images
La vaschetta può riempirsi di polvere, biofilm e residui, soprattutto se i filtri vengono puliti raramente o se il climatizzatore lavora molte ore al giorno.
Il segnale più comune è una perdita localizzata: acqua che scende da un angolo dello split, lungo la parete o sempre dallo stesso punto.
Se dopo la pulizia dei filtri il problema continua, il controllo deve riguardare anche vaschetta, scarico e corretto allineamento dell’unità.
I filtri sporchi non sono sempre la causa diretta della perdita, ma possono favorirla.
Pulizia filtri del condizionatore - Getty Images
Quando il passaggio dell’aria è ridotto, la batteria interna lavora male e in alcune condizioni può formarsi ghiaccio.
Quando il ghiaccio si scioglie, l’acqua prodotta può superare la normale capacità di raccolta.
Il primo controllo semplice riguarda quindi i filtri.
Se sono pieni di polvere, vanno puliti seguendo le indicazioni del produttore e lasciati asciugare bene prima di rimontarli.
Se invece si nota brina, poca aria in uscita, raffrescamento debole o gocciolamento dopo lo spegnimento, il problema può essere più serio.
Le cause possibili includono batteria sporca, ventilatore inefficiente o carenza di gas refrigerante.
Lo split interno deve essere installato correttamente e con il giusto allineamento. Se è inclinato male, anche di poco, la condensa può non raggiungere il punto di scarico e uscire da un lato.
Unità esterna condizionatore - Daniele F. Toscana
Il problema può esserci fin dall’installazione oppure comparire dopo urti, vibrazioni o lavori sulla parete.
Un indizio utile è la posizione della perdita.
Se il climatizzatore gocciola sempre dallo stesso angolo, il controllo dell’allineamento diventa importante.
Non bisogna però tirare o spostare lo split a mano, perché l’unità è collegata a tubazioni frigorifere, scarico condensa e cavi elettrici.
Se si sospetta un montaggio fuori bolla, è meglio far verificare staffa, fissaggi e tubo di scarico.
In alcuni impianti la condensa non scarica per gravità, ma viene spinta da una piccola pompa.
Succede quando lo split è lontano da uno scarico utile, quando il tubo deve salire o quando il percorso non consente una pendenza naturale.
Se la pompa si blocca o si sporca, l’acqua resta nella vaschetta e può traboccare.
I segnali possono essere gocciolamento interno, rumori anomali, vibrazioni, pompa che parte spesso o spegnimenti improvvisi.
Anche il galleggiante o il piccolo serbatoio della pompa possono bloccarsi a causa dello sporco.
In questi casi il fai da te deve essere limitato: se l’impianto dipende da una pompa condensa, la manutenzione va fatta con attenzione.
Se l’acqua non cade direttamente dallo split ma compare vicino alla canalina, la causa può essere diversa.
Unità esterna del condizionatore - Daniele F. Toscana
Dentro la canalina passano tubo condensa, tubazioni frigorifere e cavi.
Una macchia sulla parete può dipendere da uno scarico scollegato, da una giunzione difettosa o da tubi freddi isolati male.
Quando l’isolante delle tubazioni frigorifere è tagliato, schiacciato o interrotto, l’umidità dell’aria può condensare sulla superficie fredda e gocciolare.
In questo caso pulire i filtri non risolve il problema.
Se la macchia compare solo con il climatizzatore acceso, la causa è probabilmente legata all’impianto.
Se invece compare dopo temporali, va considerata anche un’infiltrazione dall’esterno.
L’acqua vicino all’unità esterna non è sempre un problema.
In raffrescamento, la condensa viene prodotta soprattutto dallo split interno e scaricata tramite il tubo dedicato.
In modalità riscaldamento, invece, i climatizzatori a pompa di calore possono produrre acqua durante i cicli di sbrinamento dell’unità esterna.
La situazione diventa problematica quando l’acqua finisce su balconi dei vicini, facciate, passaggi pedonali o zone senza scarico.
In condominio anche una perdita normale, se gestita male, può creare contestazioni.
L’unità esterna va quindi osservata insieme al punto in cui l’acqua viene smaltita.
Il percorso deve essere ordinato, sicuro e compatibile con il contesto.
Prima di chiamare un tecnico, si possono fare alcuni controlli sicuri.
Il primo è capire da dove cade l’acqua: centro dello split, lato destro, lato sinistro, canalina, parete, tubo di scarico o unità esterna.
Questa informazione aiuta molto nella diagnosi.
Controllare da dove cade l'acqua - Getty Images
Poi si controllano i filtri, che devono essere puliti e asciutti.
Si può verificare anche se dal tubo di scarico condensa esce acqua mentre il climatizzatore funziona.
Se lo split gocciola ma il tubo non scarica, il problema è probabilmente nello scarico.
Bisogna controllare anche che il terminale non sia piegato, immerso in acqua, ostruito o schiacciato.
Se la perdita continua, serve una verifica tecnica.
Serve un tecnico se il climatizzatore continua a perdere dopo la pulizia dei filtri, se lo scarico non defluisce, se compare ghiaccio sulla batteria, se la parete si bagna vicino alla canalina o se l’impianto ha una pompa condensa difettosa.
Manutenzione in caso di perdita acqua climatizzatore - Getty Images
L’intervento è consigliato anche quando il climatizzatore raffresca poco, produce cattivi odori, fa rumori anomali o perde acqua ogni estate.
Il tecnico può controllare vaschetta, scarico, pendenza del tubo, isolamento delle tubazioni, batteria interna, ventilatore, pompa condensa e carica refrigerante.
Spesso non si tratta di un guasto grave, ma di manutenzione trascurata o di un difetto di installazione da correggere prima che causi danni maggiori.
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