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Cessione del credito bonus edilizi: le regole per il 2023

Quali sono le modalità per la cessione del credito in caso di Bonus edilizi. Le regole previste per il 2023: quante cessioni sono possibili, a chi e quali limiti
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Le novità sulla cessione crediti 2023


La cessione credito Superbonus 110 o relativa ad altri bonus edilizi è una materia in continua evoluzione.

Molte sono le disposizioni legislative che si sono succedute nel tempo, tanto da rendere l'argomento complesso già di per sé, oggetto di molteplici revisioni, anche al fine di evitare il verificarsi di casi di frodi.

Le ultime novità sulle cessione credito sono state apportate dal Decreto Aiuti quater.

Facciamo il punto della situazione e riepiloghiamo quelle che sono le regole attualmente in vigore per il 2023.


Detrazione, sconto in fattura o cessione del credito


Coloro che intendono eseguire dei lavori in casa per i quali è possibile accedere a bonus edilizi hanno a disposizione tre soluzioni al fine di avvalersi dei benefici fiscali riconosciuti dallo Stato.

Cessione del credito fiscale
In primo luogo sarà possibile portare le spese sostenute in detrazione nella dichiarazione dei redditi, tenendo conto delle modalità temporali di rimborso stabilite dal Fisco che variano a seconda del bonus considerato.

Si possono inoltre, in via alternativa, scegliere tra lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Lo sconto in fattura sul prezzo da pagare è lo sconto praticato al cliente dal fornitore, il quale potrà recuperare la somma non incassata cedendo ad altri il credito acquisito.

Infine, vi è la cessione credito che consente al contribuente committente dei lavori di monetizzare immediatamente il diritto a lui spettante nei confronti del Fisco, mediante il trasferimento ad altro soggetto della detrazione fiscale.


Che cos'è la cessione del credito


Per il codice civile la cessione del credito è un accordo con il quale il creditore trasferisce a un terzo un proprio diritto di credito. Il cessionario potrà a sua volta trasferire il credito ricevuto oppure riscuoterlo dal debitore.

Nel caso di Bonus edilizi, a essere ceduto sarà il credito di imposta che si vanta nei confronti del Fisco per aver eseguito determinati lavori.

La pratica della cessione del credito fiscale in caso di Superbonus è stata introdotta con il Decreto Rilancio del 2020. Le cessioni numerose che sono state effettuate hanno comportato una serie di truffe ai danni dello Stato, situazione che ha reso necessario porre dei limiti.

Il Decreto Rilancio aveva previsto infatti la possibilità di cedere senza alcun limite i crediti di imposta maturati ma questo ha finito per essere causa di molteplici comportamenti di natura fraudolenta.


Modalità di cessione del credito


Con la cessione del credito il committente dei lavori ha la possibilità di essere rimborsato immediatamente dal soggetto a cui si è ceduto il credito, dell'importo della detrazione (anziché attendere 5 o 10 anni a seconda dei casi).

Il soggetto che ha comprato il credito potrà a sua volta recuperare liquidità, cedendo ad altri il credito.

Si crea così una catena di cessioni che sono soggette a delle regole.
Con l'intervento del Decreto Sostegni ter, in un'ottica antifrode, è stato introdotto il divieto di effettuare cessioni multiple.

Modalità cessione credito
Se da un lato tali misure hanno cercato di porre un freno a una pratica che era divenuta inaccettabile, si è andati verso il blocco dei cantieri e l'arresto dei lavori.

Ecco che si è resa necessaria l'adozione di una soluzione di compromesso tramite il Decreto Aiuti quater.

Quante cessioni del credito sono possibili?


Secondo le nuove regole le cessioni del credito possono essere fino a 5.

La prima cessione può essere liberamente fatta a favore di soggetti privati, siano essi familiari o parenti.

Tre cessioni sono consentite a favore di istituti di credito, intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario, piuttosto che imprese di assicurazione (cosiddetti soggetti qualificati).

Le banche a loro volta possono effettuare un'ultima cessione a soggetti con partita IVA (imprese o professionisti) che abbiano il conto corrente presso l'istituto di credito stesso, quando non è possibile effettuare la cessione ad altro soggetto qualificato.


Tracciabilità delle cessioni del credito


Abbiamo visto che il Decreto Aiuti quater consente nuovamente le cessioni multiple a categorie di soggetti specificatamente individuati.

Le novità in materia tuttavia non sono finite, poiché per porre dei limiti alle pratiche truffaldine, sono stati anche fissati dei requisiti a garanzia della tracciabilità dei crediti fiscali che vengono ceduti.


Ai crediti, infatti, viene associato un codice identificativo nel momento della prima emissione, da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Tale codice rimarrà invariato nel corso del tempo e questo farà sì che si possa con facilità risalire al primo cedente accertando dunque l'effettività dell'intervento edilizio che è stato realizzato nonché la sussistenza del diritto alla detrazione.


Comunicazione Agenzia delle Entrate


Molti sono gli interventi edilizi per i quali è possibile avvalersi della cessione del credito. Si tratta di interventi di ristrutturazione, di riqualificazione energetica degli edifici o finalizzati all'adozione di misure antisismiche.

Comunicazione cessione credito
Per poter utilizzare tale strumento è indispensabile darne comunicazione all'Agenzia delle Entrate.

A tal fine occorre collegarsi via internet alla piattaforma predisposta per la cessione del credito dall'Agenzia delle Entrate e attendere 5 giorni lavorativi.

Entro tale termine calcolato dall'inoltro, verrà inviata ricevuta di accettazione o rifiuto della pratica.

La comunicazione deve essere effettuata solo telematicamente ed entro il 15 marzo dell'anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese, salvo eventuali spostamenti resi noti dall'Amministrazione Finanziaria.

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Cessione del credito le regole per il 2023
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