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Nella maggior parte dei casi i cattivi odori in casa non arrivano da un tubo rotto.
Arrivano dall’aria che ristagna, dai sifoni che si svuotano, dall’umidità che non si vede.
Potrebbero essere cattivi odori di chiuso e da pratiche di pulizia che coprono il problema invece di risolverlo.
All’inizio la sensazione è fastidiosa e confusa.
Si sente qualcosa che non torna, ma non si capisce da dove venga.
Odore di fogna: qual è la causa quando non ci sono perdite - Getty Images
Qui nasce l’errore più comune: associare subito l’odore a un guasto.
In realtà, il più delle volte l’impianto non è rotto.
È solo messo in condizioni diverse rispetto al passato.
Cambiano le abitudini, cambia la casa, cambia anche l’aria.
Se l’odore è intermittente, localizzato o legato a certi momenti della giornata, quasi sempre non c’è una perdita.
C’è un equilibrio che si è spostato e che va riequilibrato con piccoli interventi, non con lavori invasivi.
L’intermittenza è un indizio prezioso.
Un cattivo odore che appare al mattino, dopo la doccia, quando fa caldo o quando si rientra dopo ore raramente dipende da un guasto strutturale.
Quello che cambia non è il “difetto”, ma il movimento dell’aria e dell’acqua.
Quando si apre una finestra, quando parte la cappa, quando si scarica il water, le pressioni negli scarichi cambiano.
Basta poco perché gli odori risalgano per qualche minuto.
Spesso gli odori possono essere intermittenti - Vortice Spa
Molti pensano: “se non puzza sempre, allora non è un problema”.
Non è così. Gli odori intermittenti sono spesso i più insidiosi, perché ci si abitua e si rimanda ogni intervento.
Osservare quando l’odore compare è più utile che cercare subito dove.
Il sifone dovrebbe creare una barriera d’acqua che blocca i miasmi.
Funziona solo se resta pieno.
In bagni poco usati o in box doccia secondari, l’acqua evapora lentamente e la barriera sparisce.
In questi casi non serve comprare prodotti miracolosi o chimici aggressivi.
Spesso basta far scorrere acqua con regolarità.
È un gesto semplice, ma risolve molto più di quanto si creda.
Altre volte il sifone è mal progettato o sporco.
Residui di sapone, capelli, grasso e sporco si accumulano e creano odore anche senza risalita dai tubi.
Qui la pulizia mirata fa la differenza.
Molti sbagliano usando candeggina pura negli scarichi.
Disinfetta per pochi minuti, poi lascia la materia organica che continua a puzzare.
Meglio acqua calda, spazzolini dedicati e detergenti specifici usati con criterio e senza esagerare.
Aprire le finestre non basta se si apre “a caso”.
Dieci minuti con un solo spiraglio raramente rinnovano davvero l’aria.
Serve ventilazione trasversale: finestre opposte aperte per pochi minuti, ma con decisione.
Case molto ermetiche, soprattutto dopo la sostituzione degli infissi, trattengono odori e umidità più di prima.
Non è colpa delle finestre.
È il modo in cui si gestisce il ricambio d’aria che va ripensato.
Ventilazione meccanica in bagno Vortice Spa
I purificatori d’aria aiutano con polveri e allergeni.
Sugli odori che arrivano dagli scarichi, però, fanno poco o nulla.
Molti li comprano aspettandosi miracoli e poi restano delusi.
In molte abitazioni si vedono esempi chiari: prodotti come quelli di Dyson o sistemi di ventilazione distribuiti da aziende come Vortice Spa funzionano solo se accompagnati da abitudini corrette.
Senza aria nuova e senza manutenzione, la tecnologia da sola non risolve.
Bagno e cucina concentrano acqua, umidità e scarichi nello stesso spazio.
Sono anche gli ambienti che, in molte case, si arieggiano meno.
Un bagno poco usato è il primo a puzzare. Il sifone si asciuga, la condensa si deposita sulle pareti, gli asciugamani umidi restano lì per giorni.
L’odore di chiuso arriva piano, ma poi diventa evidente.
In cucina l’odore spesso non viene dal lavello.
Arriva dalla pattumiera, dalla spugna, dal panno umido o dal filtro della cappa.
Pulirli solo quando “si vede sporco” non basta.
L’odore nasce prima. Notare quali stanze sono più colpite aiuta a capire dove intervenire senza pensare subito a problemi strutturali.
Dopo i lavori, la casa cambia comportamento.
Nuove superfici trattengono umidità, nuovi infissi sigillano di più, le correnti d’aria non sono più le stesse.
L’odore non nasce quasi mai “per colpa” della ristrutturazione.
Diventa solo più percepibile, perché l’aria circola meno e gli ambienti trattengono di più.
Purificatore d'aria Dyson
Dare la colpa all’ultimo intervento è comprensibile, ma spesso sbagliato.
Si rischia di rifare lavori inutili invece di lavorare sulle abitudini e sulla manutenzione ordinaria.
Prima di elencare metodi che funzionano davvero, serve una premessa chiara.
Non esiste un rimedio valido per tutte le case ed ogni situazione è diversa.
Chiudere tutto “per non far entrare freddo” è uno degli errori più diffusi.
Si risparmia pochissimo e si accumula molta umidità.
Asciugare i panni in casa senza deumidificatore o finestra aperta crea un carico di umidità enorme.
Poi compaiono muffa e odori, e si pensa a infiltrazioni che non esistono.
Alcune abitudini errate possono peggiorare la condensa e gli odori - Vortice spa
Un altro errore è pulire solo ciò che si vede.
Pareti lucide e pavimenti brillanti non servono se i sifoni sono pieni di residui e continuano a puzzare.
Una volta al mese, versare acqua calda negli scarichi poco usati mantiene il sifone attivo e riduce i cattivi odori.
Pulire il filtro della cappa e cambiare la spugna del lavello con regolarità taglia alla fonte una buona parte degli odori in cucina.
Purificatore d'aria in camera da letto - Dyson
Controllare le guarnizioni della doccia e asciugare le superfici dopo l’uso limita muffa, condensa e odore di umido nel tempo.
Sono gesti semplici. Non spettacolari. Ma fanno molta più differenza di tanti prodotti costosi.
Bisogna subito arieggiare bene, far scorrere acqua negli scarichi poco usati, pulire sifoni, pattumiere e spugne.
Inoltre è bene annotare quando compare l’odore, in quali stanze e dopo quali azioni.
Infine, meglio lasciar stare demolizioni, aperture di muri e trattamenti “miracolosi” senza un’analisi chiara. Spesso creano più problemi di quanti ne risolvano.
Purificatore d'aria in zona giorno Dyson
Il problema più grande non sono gli impianti, ma le abitudini quotidiane.
Spendiamo soldi in spray, purificatori e prodotti aggressivi, poi non apriamo le finestre cinque minuti o lasciamo asciugamani bagnati in bagno per giorni.
Molti elettrodomestici vengono venduti come risolutivi.
Nella pratica fanno poco se la gestione della casa resta sbagliata.
Anche marchi seri mostrano limiti: un purificatore filtra, ma non “aggiusta” scarichi, sifoni o muffa.
Invece osservare, arieggiare, asciugare, mantenere cambierà davvero gli odori in casa.
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