Casa in stile giapponese

NEWS DI Architettura07 Novembre 2014 ore 19:15
La casa tradizionale giapponese è un capolavoro di design, comfort ed eco-sostenibilità, grazie all'uso di materiali naturali e soluzioni formali semplici ed eleganti.

Casa tradizionale giapponese


Casa giapponese tradizionale: non esiste separazione netta tra interno ed esternoNei propri scritti, il noto designer milanese Bruno Munari, affronta più volte il tema della casa tradizionale giapponese, a suo parere sintesi perfetta tra comodità, praticità, armonia ed estetica.
In particolare, nel libro Arte come Mestiere - in un capitolo dal significativo titolo Come si vive in una casa Giapponese tradizionale - troviamo una perfetta descrizione, non solo di questa tipologia abitativa, ma anche dello stile di vita che vi si pratica: entriamo quindi a dare un'occhiata.

La prima cosa da notare è che la casa giapponese è costruita con materiali molto fragili e dal costo irrisorio:
Munari la definisce infatti vecchia casa tradizionale di legno, paglia e carta.

Tramite un cancelletto dalla strada si accede al piccolo giardino anteriore, sempre presente: casa e giardino - spesso realizzato secondo uno degli stili tradizionali, come ad esempio il karesanshui o giardino secco - formano infatti un insieme armonioso e inscindibile, e dall'interno dell'abitazione è sempre possibile contemplare il giardino, quasi come una vivente (e sempre mutevole) stampa di paesaggio.
Lo spazio tra la strada e l'ingresso di casa costituisce quindi una sorta di filtro, e viene spesso abbellito con pareti di canne di bambù, piccole vasche di pietra o vegetazione.

L'ingresso ha solitamente un pavimento di pietra, ed è separato dalla zona più interna con un gradino in legno: qui, nella casa vera e propria - cioè lo spazio in cui si vive di più - troviamo invece i famosi tatami, costituiti da stuoie di paglia di riso intrecciata molto stretta, bordate di stoffa scura (spesso nera) e con dimensioni di circa un metro per due.
La dimensione dei tatami definisce anche il modulo spaziale di tutta la casa: si parla infatti di stanze di due tatami (due metri per due), di otto tatami (quattro metri per quattro) e così via.

L'interno di una casa tradizionale giapponese.Non esistono rigide divisioni dello spazio interno: tranne gli armadi a muro, le pareti sono infatti costituite da leggerissime intelaiature in legno o bambù schermate con fogli di carta di riso, che scorrono a pavimento e soffitto entro apposite guide ricavate tra i tatami.
Anche le pareti perimetrali sono scorrevoli, ma in questo caso l'intelaiatura di legno è più robusta e la carta viene sostituita dal vetro, traslucido o trasparente. Sul perimetro esterno corre inoltre un ballatoio di legno protetto da uno sporto di gronda molto aggettante: il passaggio è perciò fruibile anche quando piove.

Lo spazio interno appare quindi mutevole e flessibile, perchè con pochi movimenti si può variare il numero delle stanze secondo le necessità del momento: d'inverno - e spesso anche di notte - si chiudono le pareti perimetrali e si dispongono gli spazi interni per ricavare ambienti piccoli e facilmente riscaldabili anche con una stufetta, mentre d'estate e di giorno si cercha di sfruttare le correnti d'aria naturali per rinfrescare la casa.

I mobili sono pochissimi: tutti gli oggetti vengono infatti riposti negli onnipresenti armadi a muro, mentre la presenza dei tatami consente di sedersi direttamente sul pavimento, rendendo superflue anche le sedie:
perfino il letto non è fisso ed è sostituito dal futon (letteralmente materasso arrotolato), un sottile materassino completo di piumino che la sera viene steso sui tatami e la mattina si ripone negli armadi a muro.
Gli unici arredi indispensabili (e perciò sempre presenti) sono quindi tavolini laccati molto bassi, che insieme a qualche vaso con mazzi di fiori accuratamente disposti e stampe tradizionali appese alle pareti completano l' ambiente .

Un ultimo elemento caratteristico è infine il tokonoma, così descritto dal Munari:
In quella parte della casa dove si vive di più c'è una specie di nicchia quadrata col pavimento sopraelevato: è il Tokonoma, un angolo della casa costruito con vecchio materiale della vecchia casa, un legame col passato [...]. In questo Tokonoma si appende l'unico quadro della casa (non sempre quello, ce ne sono altri arrotolati negli armadi a muro) e si mette un vaso di fiori disposto ad arte.

Gli interni di queste case sono quindi assolutamente minimalisti ed essenziali, ma comunque accoglienti: i materiali naturali, come ad esempio il legno e il bambù delle strutture, le fibre vegetali dei tatami e la carta di riso dei divisori sono infatti assai piacevoli al tatto, mentre i colori neutri (verde oliva, nocciola, grigio, nero, beige e così via) con le loro texture fanno risaltare i pochi tocchi di colore.


Come si vive in una casa giapponese tradizionale


Per vivere in una casa giapponese tradizionale occorrono garbo ed educazione.Bruno Munari asserisce che bisogna essere educati per vivere in una casa di legno e carta. Infatti, la fragilità dei materiali impone di adottare alcune accortezze: per prima cosa, è ad esempio necessario lasciare le proprie scarpe sulla soglia esterna e indossare gli appositi zoccoli sempre a disposizione.

Inoltre, non si possono buttare a terra rifiuti (sopratutto cenere di sigaretta) né rovesciare liquidi, sia per evitare rischi di incendio (molto pericolosi in questi edifici altamente infiammabili) sia per non sporcare i tatami o le pareti.
È anche sconsigliabile appoggiarsi alle pareti, che - ricordiamo - sono costituite da sottili intelaiature di legno schermate da fogli di carta. Infine, l'ordine è fondamentale, perchè la scarsità di mobili richiede che ogni oggetto dopo l'uso venga accuratamente riposto.

Tuttavia, la manutenzione è molto semplice, perchè - come fa notare ancora una volta il Munari - se per caso si sporca una porta, si cambia la carta con poche lire e tutto ritorna nuovo.


Stile giapponese a casa vostra


Un soggiorno contemporaneo ispirato allo stile giapponese.Pur non essendo possibile, per ovvi motivi climatici e culturali - costruire una casa giapponese in Italia, tuttavia possiamo ugualmente ispirarci a questo stile.

Ad esempio, cominciando dalla zona notte, possiamo scegliere un letto giapponese, molto basso (per richiamare il tradizionale futon) e magari con un'intelaiatura in bambù, mentre il normale parquet o moquette può essere sostituito dai tatami.
Un armadio con le ante costituite dai tipici divisori scorrevoli in legno e carta (o in vetro opalino), bassi tavolini laccati a mo' di comodini, lampade di carta di riso e stampe con ideogrammi completeranno efficacemente la composizione.

I divisori scorrevoli in legno e carta - leggerissimi e silenziosi - trovano posto anche nella zona giorno, ad esempio per separare la cucina dal soggiorno o ricavare un angolo studio.

Possimo inoltre ridurre gli arredi al minimo indispensabile, sfruttando nicchie e armadi a muro per riporre gli oggetti ed eliminando credenze, scaffali e librerie; e scegliere mobili dalle linee semplici e minimaliste con complementi d'arredo tipicamente giapponesi, tra cui ad esempio i vasi di canne di bambù (inizialmente ideati per l'Ikebana), i servizi da the, le ciotole e i vasi in ceramica raku o i lampadari di carta di riso.

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