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La canna fumaria di una stufa a pellet non è un semplice tubo utilizzato per portare il fumo all'esterno, ma rientra nel sistema di combustione e influenza direttamente accensione, stabilità della fiamma, rendimento, formazione dei depositi e sicurezza dell'apparecchio.
La presenza di un estrattore fumi all'interno della stufa può far pensare che il percorso di evacuazione abbia un'importanza secondaria rispetto a quello di un camino a tiraggio naturale. Non è così.
Il ventilatore aiuta a controllare il processo di combustione, ma deve lavorare insieme a un sistema fumario con caratteristiche compatibili con quelle previste dal costruttore.
Stufa a pellet Palermo 12C - Ariel Energia
Il corretto funzionamento può essere ostacolato da:
Il problema può manifestarsi con accensioni difficili, vetro che si sporca velocemente, pellet non completamente bruciato, allarmi della stufa, odore di fumo.
Per questo la scelta della posizione dell'apparecchio dovrebbe essere effettuata insieme allo studio della canna fumaria, non dando la priorità a ragioni estetiche.
Nel linguaggio comune si usa spesso l'espressione canna fumaria per indicare tutto ciò che collega la stufa all'esterno, ma è opportuno distinguere tecnicamente i diversi tratti:
Queste parti devono essere considerate insieme: un camino correttamente dimensionato può essere penalizzato da un collegamento alla stufa con troppe curve; allo stesso modo un breve canale da fumo non risolve il problema di un terminale mal posizionato sul tetto.
Il tiraggio è legato alla differenza di pressione che permette ai prodotti della combustione di muoversi attraverso il sistema fumario.
In un camino caldo, i gas della combustione hanno una densità inferiore rispetto all'aria esterna e tendono a salire.
Altezza del camino, temperatura dei fumi, temperatura esterna e caratteristiche del percorso concorrono quindi alla formazione del tiraggio naturale.
La stufa a pellet aggiunge un elemento meccanico: l'estrattore fumi.
La centralina ne regola la velocità per mantenere determinate condizioni di combustione.
Attenzione: questo non rende irrilevante la canna fumaria, infatti, se la resistenza del percorso è troppo elevata, il ventilatore deve lavorare in condizioni più gravose.
Se invece il camino genera un tiraggio naturale eccessivo, può alterare il flusso previsto attraverso il focolare.
La stufa e la canna fumaria devono essere abbinate, non compensate reciprocamente.
Non esiste un unico valore di tiraggio corretto per qualsiasi stufa a pellet.
La documentazione del produttore indica le condizioni necessarie per il modello installato e costituisce uno dei riferimenti essenziali per l'installatore.
Quando necessario, il tiraggio viene verificato strumentalmente nei punti predisposti e nelle condizioni stabilite dalle procedure tecniche applicabili.
Per questo interventi arbitrari, come modificare i parametri dell'estrattore attraverso il menu tecnico, non costituiscono una correzione della canna fumaria.
Possono mascherare temporaneamente un problema di percorso o presa d'aria, ma non eliminarne la causa.
La configurazione più favorevole è generalmente quella che permette di salire verso la copertura con un percorso semplice e prevalentemente verticale.
Ogni deviazione, infatti, introduce una resistenza al movimento dei fumi.
Per questo è preferibile evitare una sequenza di curve progettata soltanto per aggirare travi, mobili, finestre o altri ostacoli.
Non significa che ogni curva sia vietata, ma che è opportuno valutarne attentamente quantità e configurazione.
La posizione della canna fumaria dovrebbe quindi contribuire alla scelta del punto in cui installare la stufa, non essere una conseguenza da risolvere a lavori ormai impostati.
Un tratto quasi orizzontale non beneficia del tiraggio naturale nella stessa misura di uno verticale e rappresenta anche una zona nella quale possono accumularsi più facilmente residui della combustione.
Più aumenta la sua lunghezza, maggiore diventa la resistenza del percorso.
Occorre inoltre considerare la possibilità di formazione di condensa e la necessità di poter pulire il tratto.
Possibile formazione di condensa all'interno della canna fumaria - Getty Images
Le lunghezze massime, le pendenze e le configurazioni ammesse variano in base al tipo di apparecchio e dal sistema fumario utilizzato, non sono valori universali da considerare per tutte le stufe a pellet.
Un breve tratto di raccordo previsto dal progetto è molto diverso da una tubazione fatta correre per una lunga distanza in orizzontale per raggiungere una parete esterna lontana.
Quando il percorso comincia a richiedere numerosi compromessi, è preferibile riconsiderare la posizione della stufa.
Ogni curva costringe il flusso a cambiare direzione e la conseguente perdita di pressione può ulteriormente aumentare in base alla geometria del raccordo e dal comportamento dei fumi.
Bisogna considerare anche che fuliggine e particelle possono accumularsi con maggiore facilità nei punti meno lineari.
L'effetto diventa significativo quando più curve vengono utilizzate in successione.
Una rete complessa deve anche essere pulita: un tubo rettilineo raggiungibile attraverso un'apertura di ispezione è relativamente semplice da controllare; una serie di cambi di direzione nascosti in una controparete può rendere difficile raggiungere tutti i depositi.
L'uscita fumi della stufa fornisce un'informazione importante, ma il dimensionamento del camino non dovrebbe essere ridotto al principio secondo cui tutto il percorso deve avere necessariamente lo stesso diametro del bocchettone.
Le condizioni termo-fluidodinamiche dipendono da:
Quando necessario, il sistema deve essere dimensionato mediante il calcolo previsto per i camini asserviti a un singolo apparecchio.
Una sezione troppo piccola aumenta la resistenza.
Una sezione eccessivamente grande, soprattutto in una vecchia canna non isolata, può favorire un forte raffreddamento dei fumi e peggiorare il comportamento del sistema.
Il caso tipico è quello della stufa a pellet collegata direttamente a un vecchio camino in muratura di grande sezione: il fatto che il vano esistente sia libero e raggiunga il tetto non significa automaticamente che sia adatto.
Riutilizzare un camino esistente può ridurre le opere murarie, ma richiede una verifica preliminare.
Bisogna conoscere materiale, sezione interna, altezza, andamento, stato delle pareti e presenza di eventuali vecchi collegamenti.
Un condotto utilizzato per decenni con un altro generatore può avere depositi, fessure o dimensioni poco adatte alla nuova stufa.
Particolare attenzione meritano i cambi di sezione, i disassamenti e i punti nascosti all'interno dei solai.
Il consiglio è procedere con una videoispezione, molto utile in presenza di percorsi non direttamente osservabili, che deve comunque essere coadiuvata dalla valutazione tecnica di un esperto che ne stabilisca l'idoneità.
Quando la canna fumaria percorre una facciata esterna è maggiormente esposta alle basse temperature.
I prodotti della combustione possono raffreddarsi più rapidamente, con conseguenze sul tiraggio e sulla possibile formazione di condensa.
Coibentazione della canna fumaria stufa a pellet - Pixabay
Per questo le installazioni esterne utilizzano sistemi fumari con caratteristiche di isolamento adatte alla specifica applicazione.
La coibentazione aiuta a mantenere più stabile la temperatura dei fumi e protegge anche rispetto alle temperature superficiali, secondo la classificazione e le distanze previste dal prodotto installato.
Particolare attenzione va dedicata ai passaggi vicino a gronde, coperture, strutture lignee e cappotti termici.
Il sistema fumario delle stufe a pellet deve utilizzare componenti destinati all'impiego previsto e correttamente abbinati al generatore.
Per i sistemi metallici entrano in gioco caratteristiche come resistenza alla temperatura, pressione, corrosione, condensa e incendio da fuliggine, espresse attraverso la designazione del prodotto.
Non è sufficiente che un tubo sia genericamente in acciaio inox.
Anche giunti, guarnizioni, raccordi e terminali devono far parte di una configurazione compatibile.
L'installatore deve quindi scegliere il sistema sulla base della documentazione del produttore e della designazione dei componenti.
Gli elementi modulari vengono assemblati secondo una direzione precisa stabilita dal produttore.
Invertire gli innesti può compromettere la tenuta ai prodotti della combustione o la corretta gestione dell'eventuale condensa.
È quindi necessario seguire il sistema di montaggio previsto, comprese guarnizioni, fascette e modalità di bloccaggio quando richieste.
Lo stesso vale per raccordi telescopici o adattatori: non dovrebbero diventare punti improvvisati di compensazione tra componenti appartenenti a sistemi non coordinati.
I fumi prodotti da una stufa a pellet contengono vapore acqueo.
Quando si raffreddano sufficientemente lungo il percorso, una parte può condensare sulle pareti interne del sistema fumario.
Una canna esterna non isolata, un camino molto grande oppure lunghi tratti freddi possono aumentare il fenomeno.
Stufa a pellet modello Lisbona - Ariel Energia
Ma è importante evitare la formazione di condensa e non trascurare la pulizia: condensa e residui della combustione possono formare depositi più tenaci rispetto alla semplice polvere asciutta.
Attenzione dunque a macchie scure vicino ai giunti, colature o odori anomali che meritano una verifica.
Vicino alla partenza verticale è frequente l'impiego di raccordi configurati in modo da consentire accesso e pulizia del tratto.
Durante il funzionamento una parte delle particelle può depositarsi nella zona inferiore invece di rimanere sospesa fino al terminale.
Disporre di un punto raggiungibile rende possibile rimuovere questi residui durante la manutenzione.
Ecco spiegato perché è bene evitare di nascondere completamente il raccordo dietro una parete fissa solo per ragioni estetiche.
Quando il sistema fumario viene mascherato con una controparete, deve essere studiato prima come verranno raggiunti i punti destinati all'ispezione.
Lo scarico dei prodotti della combustione viene realizzato con sbocco a tetto secondo le quote e le condizioni previste per la specifica copertura.
Portare i fumi a tetto permette di disperderli in una zona generalmente più favorevole rispetto a finestre, balconi, passaggi e spazi frequentati.
Corretta ubicazione del terminale della canna fumaria - Pinterest
Non significa però che sia sufficiente far superare al tubo la tegola di pochi centimetri.
La posizione del terminale rispetto alla copertura, agli ostacoli e alle zone nelle quali il vento può produrre riflusso, deve essere valutata secondo la regolamentazione tecnica applicabile.
La quota corretta dipende dalla geometria del tetto.
Il terminale ha il compito di favorire la dispersione dei prodotti della combustione e proteggere il camino dall'ingresso diretto degli agenti atmosferici.
La presenza di vento può modificare sensibilmente la pressione attorno alla copertura.
Per questo motivo, il comignolo non va scelto soltanto per il suo design e la quota dello sbocco non può essere determinata solo in base all'altezza del tetto dal lato strada.
Un edificio più alto, un torrino, una parete verticale o una parte sopraelevata della stessa abitazione possono modificare il flusso del vento attorno al terminale.
Così, una stufa che funziona correttamente per settimane può entrare in allarme durante giornate particolarmente ventose.
Prima di attribuire il problema all'elettronica, è opportuno verificare il comportamento del sistema fumario.
Per espellere correttamente i prodotti della combustione bisogna fornire alla stufa la quantità d'aria necessaria alla combustione.
Se l'ambiente è molto ermetico e l'aria non riesce a entrare in modo corretto, si possono creare condizioni di pressione che interferiscono con il funzionamento dell'apparecchio.
Utilizzo cappa di aspirazione della cucina e funzionamento della canna fumaria della stufa a pellet - Getty Images
Il problema diventa più evidente nelle abitazioni con nuovi serramenti molto performanti oppure quando sono in funzione aspiratori potenti (una cappa da cucina, un impianto di ventilazione).
Non bisogna studiare la canna fumaria isolandola dalla ventilazione del locale.
Una canna fumaria può attraversare tetti in legno, solai, pareti leggere e strutture che contengono materiali combustibili.
In questi punti non è sufficiente praticare un foro leggermente più grande del tubo.
Le temperature superficiali del sistema e le distanze di sicurezza dipendono dalla designazione del camino e dai componenti utilizzati.
Considerare la presenza di travi in legno o cappotto termico sul percorso della canna fumaria - Getty Images
Sono disponibili elementi specifici per determinati attraversamenti, ma devono essere installati secondo le condizioni previste.
Questo aspetto è particolarmente delicato nelle coperture con travi in legno, isolamento termico e membrane.
Il dettaglio costruttivo del passaggio della canna fumaria merita quindi la stessa attenzione del resto del camino.
Quando un camino esterno viene fissato a una facciata con isolamento a cappotto, occorre coordinare sistema fumario e involucro.
I supporti devono trasferire i carichi al supporto adeguato senza affidarsi semplicemente allo strato isolante.
Il passaggio della tubazione deve inoltre rispettare le condizioni di sicurezza rispetto ai materiali attraversati.
Fori e fissaggi possono diventare anche punti di ingresso dell'acqua se il raccordo con la facciata non viene sigillato correttamente.
Il consiglio è stabilire la posizione della canna fumaria prima di completare il cappotto, in modo da predisporre fissaggi e attraversamenti senza interventi improvvisati sulla facciata finita.
I componenti della canna fumaria si riscaldano e si raffreddano a ogni ciclo della stufa.
Le variazioni di temperatura producono dilatazioni.
Staffaggi e giunzioni devono quindi sostenere il camino senza impedire i movimenti previsti dal sistema.
Un tubo bloccato rigidamente in più punti può trasmettere sollecitazioni ai raccordi durante il riscaldamento.
Al contrario, una canna esterna troppo libera può essere sollecitata dal vento.
Il progetto dei supporti segue pertanto le indicazioni del sistema installato e deve considerare lunghezza, posizione, peso e tratto terminale esposto.
Eventuali rumori metallici durante riscaldamento e raffreddamento possono essere semplici effetti della dilatazione, ma se diventano anomali o compaiono insieme a spostamenti visibili dei raccordi è opportuno far controllare l'installazione.
Installare una stufa in un appartamento può richiedere di attraversare parti comuni o raggiungere la copertura lungo la facciata.
Oltre agli aspetti tecnici entrano quindi in gioco quelli condominiali, edilizi e architettonici.
Il fatto che il sistema debba raggiungere il tetto non autorizza a scegliere liberamente qualsiasi percorso sulla facciata.
Canna fumaria stufa a pellet su facciata condominiale - Getty Images
Devono essere valutati decoro, parti comuni, eventuali vincoli e regolamenti locali, oltre alla possibilità tecnica di realizzare l'opera, pertanto, è opportuno affrontare questi aspetti prima dell'acquisto della stufa per evitare di incorrere in problemi amministrativi.
In presenza di edifici vincolati o situazioni condominiali complesse, è utile effettuare una verifica preventiva con i professionisti competenti.
La presenza di una vecchia canna collettiva nel fabbricato non significa che una nuova stufa a pellet possa esservi collegata.
Devono essere verificate:
Il collegamento a un sistema non previsto per quel funzionamento può creare interazioni tra gli apparecchi e problemi di sicurezza.
Per le stufe a pellet domestiche si ricorre normalmente a un sistema fumario dedicato e conforme alla configurazione prevista.
Se si vuole riutilizzare un cavedio comune come spazio tecnico per nuovi condotti separati, è un progetto diverso dal collegamento di più stufe allo stesso camino.
Occorre in questo caso verificare spazi disponibili, distanze, possibilità di ispezione e modalità di posa dei singoli condotti.
Braciere, camera di combustione, scambiatori e passaggi interni dell'apparecchio richiedono attività proprie.
Il sistema fumario richiede invece pulizia e controllo specifici.
Non sono due interventi equivalenti.
Una stufa molto pulita può essere collegata a una canna parzialmente ostruita.
Allo stesso modo, una canna in buone condizioni non compensa uno scambiatore interno pieno di residui.
La periodicità di manutenzione deve rispettare le istruzioni del fabbricante, le condizioni dell'impianto e le disposizioni applicabili.
I fattori che influiscono sulla quantità dei depositi sono: intensità d'uso, qualità del pellet e configurazione del sistema.
La pulizia del sistema fumario deve inoltre essere eseguita in modo da raggiungere tutti i tratti interessati, non soltanto quello immediatamente visibile dietro la stufa.
Una canna fumaria viene spesso progettata durante la ristrutturazione, quando pareti e pavimenti sono ancora liberi.
Successivamente, con l'inserimento nell'ambiente di mobili, boiserie, controsoffitti, un'apertura inizialmente accessibile può finire nascosta dietro un mobile fisso.
Stufa a pellet Oslo 12C HS - Ariel Energia
Prima di completare l'arredamento, è opportuno controllare la posizione dei punti destinati a pulizia e ispezione, perché la loro accessibilità è fondamentale per manutenzione o eventuali interventi per sostituzioni.
La priorità è rendere agevole l'intervento, non il disagio di vedere il componente.
Quando il vetro si annerisce rapidamente si tende spesso ad attribuire la causa a uno scarso tiraggio.
Può essere una possibilità, ma non è l'unica.
La causa può essere:
Un tiraggio non corretto dovrebbe quindi essere verificato nel contesto dell'intero apparecchio e lo stesso vale per l'accumulo di pellet incombusto.
La diagnosi è più affidabile quando mette in relazione combustibile, aria, apparecchio e sistema fumario.
Una stufa a pellet correttamente installata non dovrebbe diffondere normalmente prodotti della combustione nell'ambiente.
Un odore persistente, annerimenti attorno ai giunti o tracce anomale sulle pareti vicine al tubo devono quindi essere verificati.
Il problema potrebbe dipendere da una guarnizione danneggiata, un innesto montato male, una pressione anomala del sistema oppure un componente non idoneo.
Anche eventuali colature meritano attenzione perché possono indicare formazione di condensa.
L'utente, quando rileva tali segnali, dovrebbe interrompere l'uso della stufa a pellet e rivolgersi a personale qualificato, come lo staff tecnico di Ariel Energia, affinché provveda allo smontaggio e ripristino del sistema fumario.
Se la stufa a pellet funzionava correttamente e nel tempo comincia a mostrare accensioni più lente o anomalie di combustione, uno degli elementi da controllare è l'accumulo di residui lungo il percorso fumario.
Le zone più sensibili possono essere raccordi, curve, tratti a minore velocità e parti fredde.
Una riduzione graduale della sezione utile può costringere l'estrattore a lavorare in condizioni sempre meno favorevoli fino al momento in cui la centralina segnala un'anomalia.
Il controllo periodico serve proprio a monitorare il tiraggio della canna fumaria e ad intervenire prima che si verifichi il blocco della stufa a pellet.
Poiché il terminale è esposto a pioggia, vento, foglie e altri agenti esterni, deve essere verificato: le aperture devono essere libere e il comignolo non deve presentare danni o spostamenti.
Anche gli staffaggi della canna esterna possono richiedere un controllo, soprattutto dopo eventi meteorologici intensi o quando il tratto emergente dalla copertura è importante.
La manutenzione del comignolo richiede personale esperto e qualificato - Getty Images
Questa manutenzione implica un intervento sul tetto che deve obbligatoriamente essere effettuato da personale qualificato: accesso alla copertura, smontaggio e pulizia del terminale richiedono competenze e attrezzature specifiche.
Durante la sostituzione dell'apparecchio è frequente concentrarsi sulle caratteristiche della nuova macchina e mantenere tutto il percorso fumario esistente.
Non bisogna invece trascurare la verifica della compatibilità.
Un sistema perfettamente adeguato alla macchina precedente non è automaticamente corretto per quella nuova.
Prima del collegamento devono quindi essere controllate documentazione del nuovo apparecchio, caratteristiche della canna esistente e stato di manutenzione.
Le opere di evacuazione dei prodotti della combustione fanno parte degli impianti disciplinati dal D.M. 37/2008 nel relativo campo di applicazione.
Al termine dei lavori devono essere effettuate le verifiche previste e prodotta la documentazione pertinente dall'impresa abilitata.
Per il proprietario questa documentazione è importante anche in futuro, perché permette di conoscere caratteristiche del sistema installato, materiali utilizzati e schema dell'intervento.
Conservare manuale dell'apparecchio, documenti del sistema fumario e dichiarazioni facilita manutenzioni, sostituzioni e controlli successivi.
Immaginiamo un soggiorno nel quale la posizione esteticamente preferita per la stufa si trova sulla parete opposta rispetto al punto in cui è possibile salire verso il tetto.
Per raggiungerlo servirebbero un primo tratto verticale, più cambi di direzione e un lungo attraversamento orizzontale nascosto nel controsoffitto.
Sulla parete laterale, invece, la stufa potrebbe collegarsi a un camino che sale quasi direttamente fino alla copertura.
Scegliere la prima posizione soltanto perché centra meglio il mobile televisione significa trasformare la canna fumaria in una rete complessa che dovrà funzionare e poter essere pulita per tutta la vita dell'apparecchio.
Non dobbiamo dimenticare, infatti, che la canna fumaria, pur essendo invisibile, condiziona ogni ora di funzionamento della stufa.
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