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Come progettare una canalina a scomparsa sul terrazzo

Come scegliere e posare una canalina a scomparsa per il terrazzo valutando portata, pendenze, impermeabilizzazione, materiali, ispezione e manutenzione.
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Indice dei Contenuti

Perché la canalina deve essere progettata insieme al terrazzo


Una canalina a scomparsa per terrazzo permette di raccogliere l’acqua piovana attraverso una fessura sottile oppure una griglia rivestita con lo stesso materiale della pavimentazione.

Canalina a scomparsa in terrazzo Canalina scarico a scomparsa in terrazzo - Daniele F. Toscana



Il risultato è discreto, ma lo scarico non può essere scelto considerando soltanto l’estetica.

La sua efficacia dipende dalle pendenze, dalla continuità dell’impermeabilizzazione, dalla portata del canale, dalla posizione dell’uscita e dalla capacità della tubazione a valle.

Deve inoltre rimanere possibile raggiungere le parti nelle quali possono accumularsi foglie e sedimenti. Il progetto dovrebbe quindi essere definito prima della formazione del massetto e della posa delle piastrelle.

Inserire una canalina molto sottile soltanto alla fine dei lavori può infatti obbligare a utilizzare quote insufficienti, creare raccordi difficili con la membrana e lasciare poco spazio per la tubazione di scarico.

Una canalina quasi invisibile funziona bene solo quando rimane perfettamente integrata con tutto il sistema di drenaggio.


Che cosa significa canalina a scomparsa


Con l’espressione canalina a scomparsa vengono indicate soluzioni costruttive differenti, accomunate dalla volontà di ridurre la presenza visiva dello scarico.


La canalina a fessura presenta un’apertura lineare molto stretta tra due porzioni della pavimentazione.

Sotto questa apertura si trova un corpo di raccolta di sezione maggiore, collegato alla tubazione di smaltimento.

La canalina con griglia rivestibile utilizza invece un elemento removibile sul quale viene applicata una striscia della stessa ceramica o pietra impiegata per il terrazzo.

Una volta completata la posa rimangono visibili essenzialmente le aperture perimetrali attraverso le quali entra l’acqua.

Una situazione differente si presenta con la pavimentazione sopraelevata.

L’acqua attraversa in questo caso le fughe aperte tra le lastre e raggiunge il piano impermeabile sottostante, dove deve trovare pendenze e scarichi dedicati.

La canalina può essere visibile in superficie oppure collocata sotto il pavimento.

Le tre configurazioni non sono automaticamente intercambiabili.

Prima di scegliere il prodotto bisogna stabilire quale livello della stratigrafia deve essere drenato, dove si trova l’impermeabilizzazione e quale percorso dovrà seguire l’acqua fino alla rete di scarico.


Dove conviene installare una canalina lineare


Uno scarico lineare è utile quando l’acqua deve essere intercettata lungo una fascia invece di essere concentrata in una piccola caditoia.

Sezione di una canalina a scomparsaSezione di una canalina a scomparsa - Daniele F. Toscana



La posizione deve però corrispondere alla zona verso la quale convergono realmente le pendenze.

Collocare la canalina nel punto esteticamente meno evidente, ignorando le quote del terrazzo, rischia di creare avvallamenti o contropendenze.

Una soluzione frequente consiste nell’installarla davanti a una portafinestra, in modo da intercettare l’acqua prima che raggiunga la soglia.

La canalina non deve tuttavia diventare l’unica protezione dell’apertura: impermeabilizzazione, quota della soglia e prestazioni del serramento continuano a svolgere un ruolo fondamentale.

Un’altra posizione possibile è lungo il parapetto, soprattutto quando il collegamento al pluviale o al bocchettone si trova sul perimetro.

La canalina può anche essere posta lungo la linea di incontro tra due superfici inclinate.

In questo caso riceve acqua proveniente da due direzioni e consente di evitare la formazione delle quattro pendenze tipiche di una caditoia centrale.

La soluzione lineare diventa invece meno vantaggiosa quando manca lo spazio nel pacchetto di posa, la tubazione è molto distante oppure non è possibile garantire un accesso adeguato per la manutenzione.


La lunghezza della canalina non determina da sola la portata


Una canalina lunga non è necessariamente capace di smaltire più acqua di una più corta.

La portata effettiva dipende da diversi elementi: larghezza della fessura o superficie libera della griglia, sezione interna del canale, numero delle uscite, diametro delle tubazioni, pendenza dei collegamenti e capacità della rete posta a valle.

Un canale di notevole lunghezza collegato a una sola uscita di piccola sezione può riempirsi progressivamente partendo dal tratto più distante dal bocchettone.

Se anche il fondo presenta irregolarità o rimane fuori livello, in quella zona possono accumularsi sedimenti e acqua.

Il dimensionamento deve partire dalla superficie servita e dalla quantità di acqua meteorica da gestire.

La UNI EN 12056-3:2001, relativa ai sistemi per l’evacuazione delle acque meteoriche negli edifici, costituisce uno dei riferimenti tecnici per progettazione e calcolo dei sistemi di scarico.

Non esiste quindi una lunghezza standard della canalina valida per ogni terrazzo.

Anche ciò che avviene dopo il canale deve essere verificato: un ingresso superficiale molto ampio non risolve il problema se l’acqua raggiunge successivamente una tubazione sottodimensionata, quasi orizzontale oppure parzialmente ostruita.


Calcolare anche l’acqua proveniente da coperture e pluviali


La superficie del terrazzo non rappresenta necessariamente l’unica area che contribuisce allo scarico.

Una copertura inclinata, una tettoia, una pergola o un balcone soprastante possono concentrare l’acqua in una parte limitata della pavimentazione.

Anche un pluviale che termina direttamente sul terrazzo aggiunge una portata che deve essere considerata nel dimensionamento.

Durante piogge accompagnate da vento può inoltre arrivare acqua dalle pareti e dalla facciata.

Particolare attenzione richiede il collegamento di un pluviale direttamente alla canalina.

Il flusso proveniente dalla copertura è concentrato e può essere molto superiore a quello che raggiungerebbe naturalmente pochi centimetri di pavimentazione.

Quando gli apporti sono importanti può risultare preferibile collegare il pluviale direttamente alla rete mediante gli elementi previsti dal progetto, anziché obbligare tutta l’acqua ad attraversare la sottile apertura superficiale della canalina.

La verifica deve quindi considerare l’intero percorso: area che raccoglie la pioggia, punti nei quali questa viene concentrata, canale, bocchettone, tubazioni e recapito finale.


Prevedere cosa accade se lo scarico si ostruisce


Foglie, terriccio, ghiaccio o un problema nella tubazione possono ridurre temporaneamente la capacità di qualsiasi scarico.

Canalina di scolo vicino al parapetto Canalina di scolo vicino al parapetto - Daniele F. Toscana



Per questo motivo il progetto non dovrebbe limitarsi alla domanda “dove va l’acqua quando tutto funziona?”, ma considerare anche dove può andare quando lo scarico non riesce più a riceverla.

Questo aspetto diventa particolarmente importante davanti alle portefinestre e in presenza di soglie quasi a filo.

Le quote del terrazzo dovrebbero evitare che un modesto aumento del livello dell’acqua la indirizzi immediatamente verso gli ambienti interni.

Dove il progetto e la configurazione dell’edificio lo consentono, può essere previsto anche un troppo pieno o scarico di sicurezza, posto a una quota controllata.

La sua necessità e le sue dimensioni devono essere valutate in funzione della superficie servita, della geometria del terrazzo e del sistema di smaltimento utilizzato.

La canalina costituisce quindi una parte della protezione dall’acqua, non può sostituire da sola la corretta progettazione di soglie, impermeabilizzazione e percorsi di emergenza.


Fessura sottile, griglia rivestibile e rischio di ostruzione


Più l’apertura viene nascosta, maggiore diventa l’importanza della manutenzione.

Una fessura molto sottile limita l’impatto visivo ma può essere facilmente coperta da foglie, terriccio, residui vegetali e piccoli frammenti trascinati dalla pioggia.

Lo sporco che non passa attraverso l’apertura può fermarsi sulla superficie e ridurre progressivamente la sezione disponibile.

Quello che entra, invece, si deposita sul fondo del canale e deve poter essere rimosso.

La presenza di alberi vicini, vasi e fioriere cambia notevolmente le condizioni di utilizzo rispetto a un balcone completamente libero e protetto.

La griglia rivestibile risolve in modo differente il problema estetico: il coperchio viene completato con una porzione della stessa piastrella o pietra utilizzata sul terrazzo, ma deve continuare a essere facilmente removibile.

Il rivestimento aggiunge inoltre peso: una lunga lastra di pietra può rendere difficile il sollevamento, mentre un elemento ceramico sottile e poco sostenuto può rompersi.

La fuga intorno alla parte removibile deve conservare l’apertura prevista dal sistema per l’ingresso dell’acqua.

Riempirla completamente con un materiale rigido per rendere invisibile lo scarico impedirebbe sia il drenaggio sia l’ispezione.


Ispezionabilità dello scarico e accesso alla tubazione


Il punto nel quale il canale incontra l’uscita è una delle zone nelle quali tendono a concentrarsi maggiormente sedimenti e detriti.

Canalina di scolo in acciaio inox Canalina di scolo in acciaio inox - Sxsjmy



Per questo motivo lo scarico dovrebbe rimanere raggiungibile senza demolire la pavimentazione.

Molti sistemi lineari prevedono un elemento removibile in corrispondenza del bocchettone.

L’apertura deve consentire di estrarre eventuali cestelli, pulire il fondo del canale e, quando necessario, introdurre strumenti nella tubazione.

Una fessura continua molto stretta, priva di un accesso specifico, può consentire la raccolta dell’acqua ma rendere difficile intervenire se l’ostruzione si forma proprio all’imbocco del tubo.

Anche la posizione dell’accesso deve essere considerata durante la progettazione.

Il punto d’ispezione non dovrebbe finire sotto una grande fioriera, un mobile fisso o un elemento della pavimentazione che non può essere rimosso.

Nelle pavimentazioni sopraelevate può essere utile individuare le lastre da sollevare e riportarne la posizione nella documentazione dell’opera.

La scomparsa estetica della canalina deve quindi riguardare la percezione quotidiana dello scarico, non la sua possibilità di essere raggiunto quando serve.


Materiali e resistenza della canalina all’esterno


Le canaline destinate ai terrazzi possono essere costruite in acciaio inossidabile, materiali plastici, calcestruzzo polimerico oppure con sistemi che combinano materiali differenti.

L’acciaio inox permette di ottenere profili sottili e bordi precisi, ma la lega e la finitura devono essere adeguate all’ambiente nel quale vengono installate.

Salsedine, ristagni, detergenti aggressivi e contaminazione con particelle di ferro possono favorire macchie e fenomeni di corrosione localizzata.

Durante la pulizia dell’acciaio inossidabile è quindi opportuno evitare spazzole o utensili precedentemente utilizzati su acciaio comune, che possono trasferire particelle ferrose sulla superficie.

I componenti plastici non sviluppano ruggine e permettono di ridurre il peso del sistema, ma devono essere idonei alle temperature previste, ai carichi e all’eventuale esposizione agli agenti atmosferici.

Il calcestruzzo polimerico offre una struttura rigida e viene utilizzato in numerose tipologie di canale, ma richiede un appoggio e uno spessore coerenti con il prodotto.

Non è indispensabile che griglia, corpo canale e tubazione siano realizzati nello stesso materiale.

Devono però essere verificate la compatibilità tra i diversi componenti e quella di guarnizioni, membrane, adesivi e sigillanti impiegati nei raccordi.


Classe di carico e sicurezza al passaggio


Il fatto che una canalina venga installata su un terrazzo privato non significa che possa essere scelta senza considerare i carichi.

Oltre al passaggio delle persone possono essere presenti grandi fioriere, arredi pesanti, carrelli o attrezzature utilizzate durante la manutenzione.

Per i prodotti che rientrano nel relativo campo di applicazione, la UNI EN 1433:2008 disciplina le canalette per la raccolta e il convogliamento delle acque superficiali nelle aree soggette al passaggio di pedoni e veicoli e comprende anche sistemi a griglia e a fessura.

La classe e le condizioni d’impiego devono però essere quelle dichiarate per lo specifico prodotto.

Una canalina nata per un ambiente interno, come una doccia, non deve essere automaticamente considerata adatta a un terrazzo esposto alle intemperie.

La parte visibile deve inoltre rimanere stabile e complanare con la pavimentazione.

Un bordo sporgente può diventare un punto d’inciampo, mentre un profilo eccessivamente ribassato crea una zona nella quale si accumula lo sporco.

L’apertura deve essere valutata anche rispetto agli utilizzatori e al passaggio di ruote, passeggini o ausili alla mobilità.

Negli spazi ai quali si applicano prescrizioni specifiche sull’accessibilità occorre verificare anche i relativi requisiti normativi.


Collegare la canalina all’impermeabilizzazione


Il punto più delicato di uno scarico non è necessariamente il centro della canalina, ma il raccordo tra il corpo di raccolta e l’impermeabilizzazione.

La membrana non dovrebbe terminare semplicemente contro il bordo esterno del canale.
canalina scolo terrazzo a scomparsa
I sistemi destinati a balconi e terrazzi possono disporre di flange, collari o tessuti predisposti per creare una connessione continua con lo strato impermeabile.

La funzione del dettaglio è evitare che l’acqua presente negli strati della pavimentazione possa passare intorno al bocchettone e raggiungere massetto, solaio o altri elementi che devono rimanere protetti.

Il semplice cordone di silicone applicato lungo la parte visibile non sostituisce questo raccordo.

Un sigillante può essere necessario come elemento di finitura o per consentire determinati movimenti tra materiali differenti, ma non deve trasformarsi nella principale barriera contro le infiltrazioni.

Prima della posa bisogna quindi verificare che canalina e sistema impermeabilizzante siano effettivamente compatibili e che il produttore preveda un dettaglio idoneo al tipo di membrana utilizzato.

Modifiche improvvisate al corpo del canale, comprese perforazioni eseguite per drenare acqua proveniente dagli strati inferiori, possono invece compromettere tenuta e funzionamento.


Le pendenze devono interessare anche il piano impermeabilizzato


Creare la pendenza soltanto attraverso lo spessore della colla o delle piastrelle non risolve correttamente il problema del drenaggio.

Raccordo angolare Raccordo angolare - Sxsjmy



Una parte dell’acqua può attraversare fughe, giunti e micro discontinuità del rivestimento e raggiungere gli strati sottostanti.

Se il piano sul quale è applicata l’impermeabilizzazione presenta avvallamenti o rimane quasi orizzontale, questa acqua può ristagnare.

Il supporto della membrana deve quindi essere progettato in modo da indirizzare l’acqua verso i punti di drenaggio, evitando contropendenze.

Non è opportuno indicare un’unica percentuale di pendenza valida per qualsiasi terrazzo e qualsiasi sistema.

Il valore deve essere definito considerando rivestimento, geometria, stratigrafia, dimensioni della superficie e indicazioni dei sistemi utilizzati.

Quando lo scarico è predisposto per ricevere anche l’acqua a quota dell’impermeabilizzazione, la pendenza consente a questa componente di raggiungere il punto di raccolta.

Se il prodotto drena esclusivamente la superficie finita, deve invece essere verificato come viene gestita l’acqua presente nello strato inferiore.

Questa distinzione è particolarmente importante nelle pavimentazioni drenanti, nei sistemi su ghiaia e nelle terrazze sopraelevate.


Raccordare la canalina alla pavimentazione


Anche il bordo tra canale e rivestimento deve essere progettato prima di iniziare i tagli delle piastrelle.

Una striscia molto stretta di ceramica collocata accanto alla fessura può risultare fragile e rompersi sotto il passaggio.

Quando possibile, la posizione del canale dovrebbe quindi essere coordinata con il modulo della pavimentazione.

La zona vicina alla canalina deve inoltre essere adeguatamente sostenuta.

Vuoti nell’adesivo sotto il bordo della piastrella consentono piccole flessioni e possono favorire scheggiature e ristagni.

Il raccordo non deve neppure bloccare i movimenti previsti dalla pavimentazione.

Quando il sistema richiede un giunto elastico tra cornice e rivestimento, sostituirlo con malta rigida aumenta il rischio di fessurazioni e distacchi.

La canalina deve inoltre essere coordinata con i giunti strutturali, perimetrali e di movimento.

Non è corretto interrompere una linea di giunto semplicemente perché viene attraversata dal canale.

Le prescrizioni per la progettazione, posa e manutenzione delle piastrellature ceramiche sono oggi contenute nella UNI 11493-1:2025, che ha sostituito la precedente edizione del 2016.


Canalina davanti a una portafinestra


La canalina installata davanti a una portafinestra è una delle soluzioni più interessanti dal punto di vista estetico, ma anche una delle più delicate tecnicamente.

Canalina davanti alla portafinestraCanalina davanti alla portafinestra - Daniele F. Toscana



Il sistema deve coordinare serramento, controtelaio, soglia, impermeabilizzazione, pavimento e scarico.

Collocare il canale immediatamente contro il telaio può sembrare la scelta più efficace, ma non sempre lascia spazio sufficiente per raccordare correttamente la membrana o per effettuare future manutenzioni.

Può essere preferibile arretrare leggermente la canalina e realizzare tra questa e il serramento una piccola fascia correttamente impermeabilizzata e pendenziata.

La soglia quasi a filo richiede inoltre una particolare attenzione al comportamento dell’acqua durante gli eventi meteorici più intensi.

La pioggia spinta dal vento può raggiungere direttamente il serramento senza attraversare la canalina, mentre un’ostruzione può causare un temporaneo innalzamento del livello sulla pavimentazione.

Lo scarico lineare migliora quindi la gestione dell’acqua in prossimità dell’apertura, ma non sostituisce la verifica della quota interna, della tenuta del serramento e dell’eventuale percorso di emergenza dell’acqua.


Canalina lungo il parapetto


Portare lo scarico lineare sul bordo esterno del terrazzo permette di lasciare libera la parte centrale della pavimentazione e può facilitare il collegamento a un bocchettone laterale.

Canalina lungo il parapettoCanalina lungo il parapetto - Daniele F. Toscana



Anche in questa posizione il nodo costruttivo richiede attenzione.

Il raccordo tra piano orizzontale e parete verticale deve mantenere la continuità dell’impermeabilizzazione e il canale non dovrebbe rendere inaccessibile il risvolto della membrana.

Se lo scarico attraversa il parapetto, il collegamento deve essere progettato in modo da allontanare correttamente l’acqua dal frontalino.

Uno scarico che provoca colature continue sulla faccia esterna può lasciare aloni sulle finiture e mantenere bagnati giunti e altri dettagli costruttivi.

La posizione periferica può inoltre essere più esposta allo sporco portato dal vento.

Per questo motivo bisogna assicurarsi che la canalina e soprattutto il punto di uscita siano raggiungibili dall’interno del terrazzo senza costringere chi effettua la manutenzione a sporgersi oltre il parapetto.

La scelta tra posizione vicino al serramento e posizione sul bordo esterno deve quindi derivare dalla configurazione complessiva delle pendenze e della rete di scarico.


Canalina sotto una pavimentazione sopraelevata


Nelle pavimentazioni sopraelevate il principio di drenaggio è differente rispetto a una superficie con fughe sigillate.

L’acqua attraversa gli spazi aperti tra le lastre e raggiunge la membrana impermeabile sottostante, sulla quale deve poter scorrere verso gli scarichi.
illuminazione per terrazzo
La canalina può coincidere con una fuga della pavimentazione oppure essere completamente nascosta sotto le lastre.

In entrambi i casi è il piano inferiore a dover possedere pendenze adeguate.

I supporti della pavimentazione non devono creare barriere al percorso dell’acqua né trasferire carichi su parti della canalina non progettate per riceverli.

Anche foglie, terriccio e piccoli residui possono attraversare le fughe e raggiungere l’intercapedine.

La possibilità di sollevare le lastre facilita la manutenzione, ma non elimina la necessità di controllare periodicamente il piano inferiore.

Il canale e il bocchettone devono essere raggiungibili rimuovendo un numero limitato di elementi.

In terrazzi di grandi dimensioni è utile conservare uno schema che indichi le lastre da sollevare per accedere ai principali punti di scarico.


Altezza disponibile e posizione dell’uscita


Le canaline a scomparsa vengono spesso scelte anche perché alcuni modelli presentano altezze contenute, ma il corpo del canale rappresenta soltanto una parte dello spazio necessario.

La quota deve essere verificata partendo dalla soletta o dal supporto strutturale e considerando tutti gli strati: formazione delle pendenze, impermeabilizzazione, eventuale drenaggio, massetto, adesivo e pavimentazione.

A questo spazio si aggiungono il bocchettone e la tubazione.

Un’uscita verticale consente di trasferire l’acqua direttamente verso il basso, ma richiede la possibilità di attraversare il solaio o di raggiungere una tubazione sottostante.

L’uscita laterale può evitare questo attraversamento, ma non significa automaticamente avere bisogno di meno profondità.

Devono comunque trovare spazio il diametro del tubo e la pendenza necessaria fino al punto di collegamento.

Quando la quota è insufficiente non è corretto scavare localmente il solaio senza una verifica strutturale.

L’intervento può infatti interessare il copriferro o altri elementi della struttura.

In una ristrutturazione può quindi essere necessario modificare il percorso della tubazione, spostare la canalina oppure scegliere un sistema specificamente progettato per quote ridotte.


Posa della canalina e collegamento dei moduli


La canalina deve raggiungere la posizione e la quota previste prima di completare gli strati circostanti.

Terrazzo con canalina a scomparsa Terrazzo con canalina a scomparsa per scarico acque - Daniele F. Toscana



Il corpo viene stabilizzato, collegato allo scarico e regolato considerando lo spessore reale del rivestimento e dell’adesivo.

Utilizzare soltanto la misura nominale della piastrella può lasciare il bordo finale leggermente più alto o più basso del pavimento.

Durante la formazione del massetto il canale non deve spostarsi sotto la pressione del materiale.

Anche la tubazione deve collegarsi senza forzature.

Un tubo portato in posizione applicando una tensione sul raccordo può modificare l’allineamento della canalina mentre gli strati vengono realizzati.

Quando il sistema è formato da più moduli, le giunzioni devono mantenere continuità della sezione e corretta quota.

I raccordi devono utilizzare gli elementi, le guarnizioni o le tecniche previste dal produttore e non essere affidati semplicemente alla vicinanza dei due pezzi.

Per profili metallici particolarmente lunghi devono essere considerati anche gli effetti delle variazioni termiche.

Durante le lavorazioni la fessura va infine protetta dall’ingresso di malta, adesivi e detriti senza impedire i controlli necessari prima della posa definitiva del rivestimento.


Prova di tenuta e prova di deflusso


Prima di rendere inaccessibili i raccordi è opportuno verificare separatamente tenuta e comportamento idraulico del sistema.

La prova di deflusso non dovrebbe consistere soltanto nel versare acqua direttamente dentro la canalina.

In questo modo si controlla essenzialmente che il tubo sia aperto, ma non si verifica se la superficie conduce effettivamente l’acqua verso lo scarico.

L’acqua deve quindi interessare le zone previste del terrazzo, così da evidenziare eventuali avvallamenti e contropendenze.

Va osservato anche il comportamento del canale: accumuli persistenti nei tratti lontani dall’uscita possono indicare problemi di quota, mentre uno svuotamento molto lento può richiedere il controllo del collegamento a valle.

La verifica del sistema impermeabile deve invece essere eseguita secondo le modalità e i tempi previsti dai prodotti utilizzati.

Membrane liquide, adesivi, sigillanti e altri materiali richiedono specifici tempi di maturazione.

Bagnare il sistema troppo presto può alterare proprio il raccordo che si vuole controllare.

Le prove devono quindi essere previste nella sequenza dei lavori, non improvvisate quando il rivestimento è ormai terminato.


Inserire la canalina durante una ristrutturazione


Aggiungere una canalina lineare su un terrazzo esistente è possibile soltanto dopo aver verificato le quote disponibili.

Canaline a scomparsa Canaline a scomparsa - Sxsjmy



Una semplice sovrapposizione della nuova pavimentazione aumenta il livello finale e può creare problemi davanti alle porte, lungo i parapetti e nei punti nei quali devono rimanere rispettate determinate altezze.

Se il vecchio bocchettone rimane alla quota originaria, il nuovo collegamento deve raggiungerlo mantenendo una geometria adeguata.

Pochi centimetri disponibili possono rendere difficile ottenere contemporaneamente pendenza della superficie, spazio per impermeabilizzazione e pendenza della tubazione.

Prima di decidere la sovrapposizione devono essere verificati anche stato del vecchio rivestimento, adesione al supporto, condizioni dell’impermeabilizzazione e posizione delle tubazioni.

La presenza di infiltrazioni già esistenti richiede particolare cautela.

Coprire semplicemente la pavimentazione e aggiungere una nuova canalina può intercettare l’acqua superficiale senza risolvere il percorso che questa compie negli strati inferiori.

Quando non è possibile raccordare correttamente la nuova impermeabilizzazione allo scarico e ai risvolti, una demolizione localizzata o più estesa può risultare tecnicamente preferibile a una sovrapposizione forzata.


Giunti, movimenti termici e gelo


Il terrazzo è continuamente sottoposto a variazioni di temperatura, irraggiamento solare e acqua.

Canalina e pavimentazione possono inoltre essere realizzate con materiali caratterizzati da dilatazioni differenti.

Il canale non dovrebbe quindi trasformarsi in una lunga fascia rigida capace di impedire i movimenti previsti dal sistema di pavimentazione.

Devono essere rispettati giunti strutturali, perimetrali e di frazionamento e i relativi dettagli di raccordo.

Il problema diventa ancora più evidente nelle lunghe canaline metalliche esposte al sole.

Nelle località soggette a temperature inferiori allo zero bisogna inoltre evitare ristagni permanenti all’interno del corpo del canale e delle tubazioni.

Piccole quantità d’acqua trattenute da sedimenti o contropendenze possono congelare e aumentare di volume, sollecitando giunti e componenti.

Tutte le parti del sistema, comprese guarnizioni e componenti plastici, devono essere dichiarate idonee alle condizioni climatiche previste.

Durante la rimozione di neve o ghiaccio è opportuno evitare utensili che possano deformare una fessura sottile o graffiare i profili.

Anche eventuali prodotti disgelanti devono essere compatibili con metalli, rivestimento e impermeabilizzazione.


Come pulire e mantenere una canalina a scomparsa


La manutenzione ordinaria inizia prima che lo sporco raggiunga l’interno del canale.

Foglie, polvere, terriccio e residui vegetali devono essere rimossi dalla superficie con regolarità, soprattutto sui terrazzi circondati da alberi o ricchi di piante.
idropulitrice
Una spazzola morbida o un aspiratore consentono di raccogliere i detriti prima che la pioggia li trascini nella fessura.

Versare semplicemente grandi quantità d’acqua non equivale a pulire: può spostare il materiale dalla canalina alla tubazione e creare un’ostruzione più difficile da raggiungere.

Periodicamente devono essere aperti griglie, coperchi e punti d’ispezione.

Il fondo del canale va liberato dai sedimenti evitando di spingere tutto direttamente nell’uscita.

Eventuali cestelli o filtri devono essere puliti e rimontati correttamente.

Anche i detergenti devono essere scelti con attenzione.

Prodotti fortemente acidi o contenenti sostanze aggressive possono danneggiare metalli, fughe, guarnizioni e sigillanti.

Lo stesso vale per l’idropulitrice utilizzata a distanza troppo ravvicinata: un getto concentrato può erodere i giunti e spingere acqua in punti nei quali normalmente non arriverebbe.

Durante la pulizia conviene infine osservare il bordo tra pavimento e canalina.

Sigillature distaccate, piastrelle scheggiate o movimenti della cornice sono segnali che meritano una verifica prima che il danno raggiunga gli strati sottostanti.


Segnali di una canalina che non scarica correttamente


Un ristagno sulla pavimentazione dopo la pioggia non significa necessariamente che la canalina sia troppo piccola.

Canalina di  scolo a scomparsa Canalina di scolo a scomparsa - Daniele F. Toscana



La causa può trovarsi nelle pendenze, nella fessura ostruita, nell’uscita oppure nella tubazione a valle.

Se l’acqua rimane nel corpo del canale anche molto tempo dopo che la pavimentazione si è asciugata, è opportuno verificare la presenza di sedimenti, contropendenze o restringimenti nello scarico.

Aloni ed efflorescenze vicino al bordo del terrazzo oppure macchie sul soffitto del locale sottostante possono invece indicare che una parte dell’acqua non raggiunge correttamente il bocchettone e si muove negli strati costruttivi.

Anche la comparsa di odori richiede un controllo.

Bisogna verificare il tipo di rete alla quale è collegato lo scarico, l’eventuale presenza di dispositivi previsti dal sistema e la formazione di ristagni nel canale o nella tubazione.

Il proprietario può intervenire sulle parti normalmente accessibili per rimuovere foglie e sporco.

Infiltrazioni, cedimenti del corpo della canalina, deterioramento dell’impermeabilizzazione e ostruzioni profonde richiedono invece una verifica tecnica, perché la pulizia superficiale non può correggere problemi della stratigrafia o della rete di scarico.


Un caso concreto con portafinestra quasi a filo


In un terrazzo da ristrutturare si vuole creare continuità visiva tra il pavimento del soggiorno e quello esterno, riducendo il più possibile il dislivello della soglia.

Il progetto prevede una canalina a fessura immediatamente davanti al serramento, collegata al vecchio scarico laterale.

La verifica delle quote mostra però due problemi; per raggiungere il bocchettone esistente la tubazione dovrebbe attraversare il massetto con una pendenza insufficiente.

Inoltre la canalina occuperebbe quasi tutto lo spazio necessario per raccordare correttamente la membrana impermeabile alla zona sotto il controtelaio.

Si decide quindi di spostare il canale di alcuni centimetri verso l’esterno.

Tra serramento e canalina viene mantenuta una fascia pendenziata e impermeabilizzata, mentre il corpo dello scarico viene collegato alla membrana mediante il sistema previsto dal produttore.

Anche il vecchio bocchettone viene verificato e il collegamento viene realizzato con una sezione compatibile con la portata richiesta.

In corrispondenza dell’uscita rimane un elemento removibile per l’ispezione e il disegno delle piastrelle viene adattato alla nuova posizione, evitando una sottile striscia di ceramica tra canalina e soglia.

Lo scarico risulta leggermente più visibile rispetto alla prima soluzione, ma diventa più semplice raccordare impermeabilizzazione e tubazione e rimane accessibile per la manutenzione.


Canalina sul terrazzo condominiale


Prima di modificare uno scarico su un terrazzo inserito in un condominio bisogna stabilire quali elementi siano di proprietà esclusiva e quali appartengano invece al sistema comune dell’edificio.

L’articolo 1117 del Codice civile comprende, salvo titolo contrario, tra le parti comuni gli impianti idrici e fognari e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione verso le proprietà individuali.

Spostare una canalina o un bocchettone può quindi avere conseguenze differenti rispetto alla semplice sostituzione della griglia.

L’intervento può interessare una colonna comune, l’impermeabilizzazione, la soletta, il frontalino o altri elementi dell’edificio e deve essere valutato caso per caso.

Per le opere disciplinate dall’articolo 1122 del Codice civile deve inoltre essere data preventiva notizia all’amministratore; i lavori eseguiti nella proprietà individuale non possono arrecare danno alle parti comuni né pregiudicare stabilità, sicurezza o decoro architettonico.

Questo non significa che qualsiasi sostituzione di una canalina richieda automaticamente una deliberazione assembleare.

Bisogna distinguere una normale manutenzione da un intervento che modifica parti comuni, quote, scarichi o aspetto esterno.

Prima dei lavori il tecnico deve infine verificare anche l’eventuale necessità di titoli o comunicazioni edilizie, oltre a regolamenti comunali, vincoli sull’edificio e disposizioni locali relative allo smaltimento delle acque meteoriche.



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Canalina a scomparsa sul terrazzo: scelta, posa e manutenzione dello scarico
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