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Come drenare l’acqua davanti a portefinestre e grandi vetrate

Come progettare una canaletta drenante davanti a portefinestre e vetrate valutando pendenze, soglia, impermeabilizzazione, portata dello scarico e manutenzione.
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Indice dei Contenuti

Perché l’acqua davanti a una portafinestra è un punto critico


La zona nella quale un terrazzo, un balcone o un patio incontra una portafinestra è uno dei punti più delicati dell'involucro edilizio, perché in pochi centimetri devono convivere pavimentazione esterna, pendenze, impermeabilizzazione, serramento, soglia e sistema di smaltimento dell'acqua meteorica.

La zona davanti alla porta finestra è un punto critico La zona davanti alla porta finestra è un punto critico - Daniele F. Toscana



In condizioni normali può sembrare sufficiente inclinare il pavimento verso l'esterno, ma durante un temporale intenso la situazione cambia: molta acqua raggiunge la superficie in pochi minuti, il vento può spingerla contro il serramento e gli scarichi possono lavorare vicino alla propria capacità massima.

Il rischio aumenta in presenza di grandi vetrate scorrevoli e soglie a filo o quasi complanari.

Ridurre il dislivello tra interno ed esterno migliora continuità visiva e accessibilità, ma elimina parte della differenza di quota che tradizionalmente contribuiva a proteggere l'ambiente interno.

La canaletta lineare collocata davanti alla soglia serve a intercettare l'acqua prima che raggiunga il serramento e a convogliarla verso lo scarico o verso il sistema drenante sottostante.

Questa non deve però essere considerata una barriera autonoma, perché il nodo funziona soltanto quando pendenza, drenaggio, impermeabilizzazione e serramento sono progettati come un unico sistema.


Canaletta e soglia svolgono funzioni differenti


La soglia costituisce parte del sistema di tenuta della portafinestra, mentre la canaletta svolge soprattutto una funzione preventiva: riduce la quantità di acqua che riesce a raggiungere il serramento e alleggerisce il lavoro affidato alle sue guarnizioni e ai sistemi di drenaggio integrati.


Una portafinestra con buone prestazioni di tenuta all'acqua non dovrebbe quindi essere utilizzata per compensare un terrazzo privo di drenaggio adeguato.

La UNI 11173:2015 fornisce criteri per la scelta di finestre e portefinestre esterne considerando, tra le altre prestazioni, permeabilità all'aria, tenuta all'acqua e resistenza al vento in relazione all'esposizione dell'edificio.

Anche la posa ha un ruolo determinante: la UNI 11673-1:2017 riguarda la progettazione della posa in opera dei serramenti e la coerenza prestazionale dei relativi giunti, aspetto particolarmente importante nei raccordi inferiori e laterali di una grande vetrata.

Durante una pioggia accompagnata da vento, infatti, l'acqua non cade soltanto in verticale ma può essere proiettata direttamente contro profili, guarnizioni e soglia.

Il progetto deve quindi lavorare per livelli successivi, allontanando l'acqua con le pendenze, intercettandola con il drenaggio, mantenendo continuo lo strato impermeabile e affidando al serramento la funzione per la quale è stato progettato.


Il drenaggio deve considerare tutto il fronte della vetrata


Una canaletta molto corta posizionata soltanto davanti all'anta normalmente utilizzata per il passaggio può lasciare meno protette le estremità della portafinestra.

Drenaggio lungo tutta la larghezza della finestraDrenaggio lungo tutta la larghezza della finestra - Daniele F. Toscana



Durante un temporale l'acqua segue infatti pendenze, fughe e piccole irregolarità della superficie e può raggiungere anche montanti laterali e terminali della soglia.

Il drenaggio deve quindi essere progettato rispetto all'intero fronte esposto, senza dare per scontato che la parte da proteggere coincida con la sola larghezza dell'anta apribile.

Una grande vetrata scorrevole richiede una valutazione differente rispetto a una normale portafinestra di dimensioni contenute.

Questo non significa che ogni canaletta debba necessariamente essere lunga esattamente quanto il serramento: geometria, estremità, raccordi e posizione degli scarichi dipendono dal sistema utilizzato.

L'obiettivo è evitare che l'acqua possa aggirare il drenaggio e raggiungere direttamente i punti più vulnerabili della soglia.

Nei sistemi modulari possono essere presenti elementi rettilinei, terminali, raccordi e angoli; ogni giunzione deve però conservare le caratteristiche previste dal produttore e mantenere la continuità del percorso dell'acqua.


Quanto vicino deve stare la canaletta alla portafinestra


Per proteggere efficacemente la soglia, il drenaggio viene generalmente collocato in prossimità del serramento.

Lasciare una larga fascia di pavimentazione tra canaletta e portafinestra permette infatti all'acqua che cade direttamente in quella zona di raggiungere comunque il nodo inferiore.

Non esiste tuttavia una distanza universale applicabile a ogni progetto.

La posizione dipende da:

  • conformazione della soglia;
  • sistema drenante;
  • pavimentazione;
  • stratigrafia impermeabile;
  • prescrizioni indicate dal produttore.


Esistono sistemi progettati specificamente come drenaggi di facciata, destinati a essere installati lungo porte, vetrate e superfici verticali e capaci, in alcune configurazioni, di dialogare anche con lo strato drenante sottostante.

L'aspetto realmente importante non è ottenere la distanza esteticamente più ridotta tra telaio e griglia, ma fare in modo che l'acqua incontri prima il sistema di drenaggio e soltanto successivamente il punto vulnerabile del serramento.


La pendenza deve funzionare anche sotto la pavimentazione


La presenza di una canaletta non permette di trascurare la geometria del terrazzo.

Pendenza davanti alla portafinestraPendenza davanti alla portafinestra - Daniele F. Toscana



Se il piano finito dirige l'acqua verso la portafinestra, durante un acquazzone il canale diventa praticamente l'unica difesa tra la superficie esterna e l'interno dell'abitazione.

Una configurazione più sicura utilizza invece la pendenza del pavimento per allontanare l'acqua dall'edificio o convogliarla verso le linee di drenaggio previste dal progetto.

La pendenza deve essere ottenuta negli strati corretti della stratigrafia e non compensata casualmente modificando lo spessore dell'adesivo sotto le piastrelle.

La superficie visibile, tuttavia, non descrive sempre ciò che succede negli strati inferiori.

In una pavimentazione incollata una parte dell'acqua raggiunge direttamente griglie e scarichi, mentre un'altra può penetrare attraverso fughe, giunti e raccordi e raggiungere il sistema di tenuta sottostante.

Il fenomeno è ancora più evidente nelle pavimentazioni sopraelevate, dove l'acqua attraversa intenzionalmente le fughe aperte tra le lastre.

In questo caso il vero piano di drenaggio è costituito dall'impermeabilizzazione sottostante, che deve possedere geometria e scarichi capaci di accompagnare l'acqua verso i punti di smaltimento.

Per questo una canaletta non dovrebbe essere utilizzata come rimedio finale a una contropendenza esistente: prima di scegliere il prodotto occorre capire il percorso completo dell'acqua, dalla superficie colpita dalla pioggia fino alla rete di scarico.


Impermeabilizzazione, soglia e canaletta devono essere raccordate


Uno dei dettagli più importanti rimane invisibile dopo il completamento dei lavori: lo strato impermeabile del terrazzo deve raccordarsi correttamente con la zona della portafinestra e con gli elementi del sistema drenante.
canalina di scolo
Interrompere la membrana qualche centimetro prima del telaio e affidare la tenuta al solo silicone posto tra pavimento e serramento crea un nodo fragile.

Un sigillante superficiale è sottoposto a movimenti, raggi solari, acqua e manutenzione e non dovrebbe rappresentare l'unico elemento incaricato di impedire l'ingresso dell'acqua.

Nelle pavimentazioni incollate il bordo della canaletta può essere predisposto per collegarsi a membrane o sistemi impermeabilizzanti sotto piastrella; flange, nastri e componenti di raccordo devono però essere compatibili tra loro e installati secondo le indicazioni del sistema.

Anche il collegamento laterale merita la stessa attenzione.

La membrana deve raggiungere correttamente i lati del vano e coordinarsi con montanti, zoccolature, intonaci e rivestimenti, perché proprio negli angoli si incontrano materiali differenti e cambi di direzione che rendono più delicata la continuità della tenuta impermeabile.

Il nodo non dovrebbe quindi essere progettato soltanto attraverso una sezione verticale al centro della portafinestra: anche estremità e angoli devono essere definiti prima che serramentista, impermeabilizzatore e piastrellista eseguano ciascuno la propria parte.


Soglia a filo e drenaggio devono essere progettati insieme


Le grandi vetrate contemporanee vengono spesso richieste con un passaggio quasi complanare tra interno ed esterno.

Il vantaggio è evidente dal punto di vista estetico e funzionale, ma ridurre il dislivello significa diminuire anche il margine geometrico che separa l'acqua superficiale dall'ambiente interno.

Nel proprio campo di applicazione, il D.M. 236/1989 stabilisce che la soglia tra balcone o terrazza e ambiente interno non debba presentare un dislivello tale da costituire ostacolo al transito di una persona su sedia a ruote.

Questo non significa, però, che qualsiasi portafinestra debba essere installata indistintamente a quota zero senza prevedere altre misure di protezione.

Più la soglia viene abbassata, maggiore diventa l'importanza del drenaggio antistante, del raccordo impermeabile e delle prestazioni del serramento.

In presenza di una guida inferiore quasi incassata è inoltre essenziale evitare che la pavimentazione esterna o i materiali di posa chiudano gli eventuali fori di drenaggio previsti dal costruttore.

Il progetto dovrebbe essere verificato anche nella condizione meno favorevole, considerando una pioggia intensa, vento, canaletta parzialmente sporca e scarico che lavora vicino alla propria capacità massima.

Se in questa situazione il primo punto nel quale l'acqua può sfiorare è la guida della portafinestra, il nodo dispone di un margine di sicurezza limitato.

Una soluzione più robusta dovrebbe invece prevedere un percorso esterno attraverso il quale l'acqua in eccesso possa allontanarsi prima di raggiungere una quota pericolosa per l'interno.


Come dimensionare canaletta e scarico


Larghezza e profondità della canaletta non dovrebbero essere scelte soltanto sulla base dell'estetica.

Scarico della canalina di scolo Scarico della canalina di scolo - ScarMaxx



Un profilo molto sottile può risultare adeguato davanti a una piccola superficie parzialmente coperta, ma non necessariamente davanti a una grande terrazza completamente esposta.

Il dimensionamento dipende dalla superficie contribuente, dall'intensità di pioggia assunta nel progetto, dalle pendenze, dalla geometria dell'area e dalla capacità dello scarico collegato.

Una terrazza di pochi metri quadrati protetta da un forte aggetto presenta condizioni molto differenti rispetto a un grande patio che convoglia l'acqua verso una vetrata.

Non esiste quindi una larghezza minima della canaletta valida per ogni abitazione.

Occorre valutare il comportamento idraulico dell'intero sistema, perché una canaletta capace di raccogliere rapidamente molta acqua può comunque riempirsi se la tubazione collegata non riesce ad allontanarla con la stessa velocità.

Nel caso di terrazze che costituiscono coperture continue, la UNI 8178-2:2019 richiama tra i propri riferimenti la UNI EN 12056-3 relativa alla progettazione e al calcolo dei sistemi per l'evacuazione delle acque meteoriche dalle coperture.

Il riferimento va quindi utilizzato nel corretto campo di applicazione e non come regola dimensionale universale per qualsiasi balcone o patio.


Lo scarico finale può diventare il collo di bottiglia


La capacità visibile della canaletta rappresenta soltanto una parte del sistema.

Diametro e pendenza delle tubazioni, numero di curve, lunghezza del percorso e caratteristiche del pozzetto o del pluviale influenzano direttamente la quantità di acqua che può essere effettivamente smaltita.

Una canaletta lunga diversi metri collegata a una sola piccola uscita non garantisce automaticamente una grande portata complessiva.

La situazione può peggiorare se foglie, sedimenti o altri detriti raggiungono il bocchettone e riducono ulteriormente la sezione disponibile.

In alcuni prodotti sono previste uscite centrali o terminali, raccordi verso bocchettoni e collegamenti a scarichi ispezionabili.

La scelta dovrebbe tenere conto anche della possibilità di raggiungere questi elementi, perché un canale facilmente pulibile che termina in una tubazione nascosta e non accessibile rimane vulnerabile a un'ostruzione posta immediatamente a valle.

Il progetto deve quindi seguire l'acqua anche oltre la griglia, verificando tutto il percorso fino al punto nel quale viene effettivamente immessa nella rete di smaltimento.


La quota della griglia deve permettere all’acqua di entrare


La canaletta può essere correttamente dimensionata e risultare comunque inefficace se la griglia viene installata più in alto rispetto alle superfici dalle quali dovrebbe ricevere acqua.

Canalina di scolo in acciaio Canalina di scolo in acciaio - Sxsjmy



Anche piccoli errori di quota possono creare un ristagno immediatamente prima del canale.

Durante la posa occorre quindi controllare la relazione tra bordo della canaletta, pavimentazione e pendenza finale, considerando gli spessori reali di piastrelle, adesivi e altri strati di finitura.

Il problema può comparire anche durante una ristrutturazione.

Sovrapporre un nuovo rivestimento sopra quello esistente aumenta la quota del pavimento e può modificare la relazione con la soglia, sommergere parzialmente il bordo della canaletta o alterare le pendenze originarie.

Prima di procedere con una posa in sovrapposizione vicino a una portafinestra bisogna quindi verificare tutte le quote disponibili: un centimetro apparentemente irrilevante può modificare in maniera sostanziale il comportamento dell'acqua davanti al serramento.


Canale con griglia o drenaggio a fessura


Il sistema visibile può essere costituito da una griglia tradizionale oppure da una sottile fessura integrata nel disegno della pavimentazione.

Entrambe le configurazioni possono funzionare correttamente, purché il componente appartenga a un sistema progettato per la portata e per l'uso previsti.

La griglia presenta una superficie di ingresso facilmente individuabile e rende generalmente intuitiva l'ispezione del canale.

Le soluzioni a fessura lineare riducono invece l'impatto visivo e possono coordinarsi molto bene con pavimenti di grande formato e serramenti minimali.

La scelta estetica deve però rimanere subordinata alla capacità di drenaggio.

Sezione di ingresso, volume del canale e accessibilità interna devono permettere sia il deflusso dell'acqua sia le successive operazioni di pulizia.

Una fessura molto discreta può quindi funzionare correttamente quando fa parte di un prodotto dimensionato e predisposto per il raccordo con la stratigrafia; lasciare semplicemente un piccolo vuoto tra due file di piastrelle non equivale invece a realizzare un sistema di drenaggio.


La griglia deve essere sicura per il passaggio


Davanti a una portafinestra la canaletta si trova normalmente lungo uno dei percorsi più utilizzati dell'abitazione, quindi griglia e bordo vengono calpestati ogni volta che si passa tra interno ed esterno.

Canalina per drenaggio davanti portafinestraCanalina per drenaggio davanti portafinestra - Daniele F. Toscana



Il componente deve essere stabile, resistere ai carichi previsti e non creare aperture nelle quali possano incastrarsi tacchi, ruote o piccoli ausili.

La UNI EN 1433:2008 specifica requisiti e classi per canalette destinate alla raccolta e al convogliamento delle acque superficiali in aree interessate dal passaggio di pedoni o veicoli.

La classe richiesta su un terrazzo pedonale è naturalmente diversa rispetto a quella necessaria in un'area carrabile, ma questo non rende opportuno utilizzare coperture improvvisate prive di caratteristiche verificabili.

Nei casi disciplinati dal D.M. 236/1989, i grigliati inseriti nelle pavimentazioni devono inoltre avere maglie non attraversabili da una sfera di 2 cm; quando sono costituiti da elementi paralleli, questi devono essere disposti ortogonalmente al senso di marcia, così da ridurre il rischio di ostacolo per ruote e bastoni di sostegno.


Con pavimenti sopraelevati il drenaggio avviene su due livelli


Una terrazza con lastre posate su supporti regolabili ha un comportamento diverso rispetto a una normale pavimentazione incollata.

Le fughe rimangono aperte e l'acqua passa intenzionalmente al livello inferiore, raggiungendo l'impermeabilizzazione.

Davanti alla portafinestra possono quindi esistere due quote drenanti: quella superficiale immediatamente visibile e quella più bassa costituita dalla membrana.

La canaletta deve essere compatibile con entrambe oppure essere integrata in un sistema che permetta all'acqua proveniente dal sottofondo di raggiungere correttamente gli scarichi.

Alcuni drenaggi di facciata presentano aperture laterali o strutture perforate proprio per permettere lo scambio con lo strato inferiore.

Supporti, elementi di contenimento e bordi delle lastre non devono però creare barriere che trattengano l'acqua dietro il canale.

Anche lo spazio sotto la pavimentazione deve restare ispezionabile e pulibile, perché piccoli frammenti di foglie e sedimenti possono attraversare le fughe e accumularsi nel tempo sulla membrana.


Pioggia battente, vento e protezione della vetrata


Una pioggia tranquilla raggiunge prevalentemente il pavimento e segue le pendenze, mentre durante un temporale con vento parte dell'acqua viene spinta quasi orizzontalmente contro la vetrata.

Canalina di scolo Canalina di scolo - Daniele F. Toscana



La canaletta può intercettare l'acqua che scende lungo i profili e quella trasportata sulla superficie, ma non può impedire alla pioggia di colpire direttamente guarnizioni e giunti.

Per questo il nodo deve avere una protezione ridondante: serramento e posa devono essere adeguati all'esposizione, il raccordo inferiore deve rimanere impermeabile e i sistemi di drenaggio integrati nel telaio devono poter funzionare liberamente.

Un balcone profondo, una loggia o un forte aggetto possono ridurre sensibilmente la quantità di acqua che raggiunge direttamente il serramento, ma non costituiscono una protezione assoluta.

Direzione e intensità del vento possono cambiare e rendere bagnata una zona che durante eventi provenienti da altre direzioni rimane quasi asciutta.

La presenza di un elemento di copertura può quindi modificare le condizioni di progetto e la quantità di pioggia da gestire, ma non giustifica l'eliminazione dei dettagli di drenaggio e impermeabilizzazione.


Vanno considerate anche le superfici che scaricano sul terrazzo


La superficie da utilizzare per valutare il drenaggio non coincide necessariamente con il solo pavimento visibile davanti alla portafinestra.

Sezione canalina di scolo davanti portafinestraSezione canalina di scolo davanti portafinestra - Foto Daniele F. Toscana



Tettoie, balconi superiori, tende, porzioni di copertura e altri elementi possono raccogliere acqua e scaricarla localmente sul terrazzo.

Una tettoia senza gronda, per esempio, può concentrare lungo il proprio bordo tutta la pioggia ricevuta dalla copertura.

Analogamente, un pluviale che termina vicino alla vetrata può aumentare notevolmente la portata locale che raggiunge la canaletta.

Prima del dimensionamento bisogna quindi individuare tutte le superfici che contribuiscono effettivamente al flusso d'acqua.

Convogliare nella stessa linea drenante anche lo scarico di una copertura è possibile soltanto se il sistema è stato progettato per ricevere quella portata.

Quando ciò non è previsto, è generalmente preferibile mantenere percorsi separati, portando l'acqua della copertura direttamente verso la propria rete di smaltimento invece di concentrarla davanti alla soglia.


Prevedere dove va l’acqua se lo scarico si blocca


Un buon progetto non dovrebbe essere verificato soltanto nelle condizioni ideali.

Foglie e detriti possono ridurre la capacità della griglia, un bocchettone può ostruirsi e un pluviale può risultare temporaneamente sovraccarico durante un temporale particolarmente intenso.
armadio per terrazzo
Se terrazzo o balcone sono delimitati da muri, parapetti e soglie, l'acqua continua ad aumentare di livello fino a trovare il punto di sfioro più basso; quel punto non dovrebbe coincidere con l'interno dell'abitazione.

Nelle configurazioni che lo richiedono possono essere previsti troppo pieni, scarichi secondari o percorsi di emergenza capaci di allontanare l'acqua prima che raggiunga quote pericolose.

La soluzione dipende dalla geometria della superficie e non implica necessariamente la presenza di un secondo scarico in ogni terrazzo.

È però sempre utile verificare il percorso d'emergenza dell'acqua: chiedersi dove andrebbe in caso di ostruzione permette spesso di individuare vulnerabilità che non emergono osservando soltanto il funzionamento ordinario.


Pulizia e manutenzione della canaletta


Il drenaggio davanti a una portafinestra raccoglie inevitabilmente anche terra, polvere, capelli, aghi di pino, foglie e residui vegetali.

Se il materiale si accumula, la superficie libera di ingresso e la capacità dello scarico possono diminuire progressivamente.

La griglia deve quindi poter essere rimossa oppure il sistema deve prevedere accessi specifici per l'ispezione del canale.

Anche bocchettoni e collegamenti principali dovrebbero rimanere raggiungibili, evitando di nascondere completamente i punti nei quali è più probabile che si formi un'ostruzione.

Le canalette a fessura richiedono particolare attenzione perché un'apertura stretta può migliorare notevolmente l'estetica ma non deve impedire di raggiungere il vano sottostante.

Un drenaggio completamente chiuso sotto elementi incollati diventa problematico se, per una semplice pulizia, è necessario demolire parte della pavimentazione.

La manutenzione ordinaria può comprendere la rimozione dei residui visibili, la verifica delle fessure e l'osservazione del comportamento dopo una pioggia.

Un ristagno persistente può indicare accumulo di sporco, pendenza insufficiente oppure rallentamento dello scarico.

La pulizia più approfondita deve essere eseguita secondo le modalità previste dal produttore, evitando di danneggiare guarnizioni e raccordi impermeabili.

Se l'acqua continua a tornare verso la soglia nonostante il canale sia pulito, occorre controllare tutto il percorso e non modificare artigianalmente la griglia per aumentarne l'apertura.


Gelo, sedimenti e ambiente esterno influenzano la durata


Una canaletta esterna rimane esposta per tutto l'anno e deve continuare a funzionare anche dopo cicli di pioggia, sporco, variazioni termiche e manutenzione.

Canalina di scolo con raccordo ad LCanalina di scolo con raccordo ad L - Scarmaxx



Nelle zone fredde l'acqua residua può congelare, mentre terrazzi circondati dalla vegetazione sono soggetti a un maggiore accumulo di materiale organico.

In località marine anche la scelta dei componenti metallici deve tenere conto dell'aggressività dell'ambiente e della possibile presenza di aerosol salino.

L'acciaio inox viene frequentemente utilizzato nei sistemi di drenaggio esterni, ma esistono differenti qualità e finiture che devono essere scelte in relazione alle condizioni di esposizione previste.

Anche una geometria interna favorevole al deflusso può limitare il ristagno di acqua e sedimenti, ma nessun sistema dovrebbe essere considerato completamente esente da manutenzione periodica, soprattutto davanti a una portafinestra dove le conseguenze dell'ostruzione possono essere importanti.


Se compare acqua all’interno bisogna individuarne il percorso


Quando dopo un temporale compare umidità vicino alla portafinestra, il punto in cui l'acqua diventa visibile non coincide necessariamente con quello dal quale è entrata.

L'infiltrazione può attraversare la soglia, passare da un raccordo laterale, penetrare sotto la pavimentazione oppure raggiungere il massetto da una zona più lontana.

Applicare immediatamente nuovo silicone lungo tutto il telaio può quindi coprire temporaneamente il sintomo senza risolvere la causa dell'infiltrazione.

Anche il momento nel quale compare l'acqua fornisce informazioni utili.

Un problema che si manifesta soprattutto durante piogge con forte vento può coinvolgere maggiormente serramento e giunti di posa, mentre un'infiltrazione che compare quando il terrazzo presenta ristagni importanti orienta maggiormente la verifica verso quote, pendenze e drenaggio.

Se l'umidità persiste a lungo dopo la pioggia può invece essere coinvolto lo strato impermeabile, nel quale l'acqua può rimanere e spostarsi prima di diventare visibile all'interno.

Le verifiche dovrebbero quindi cercare di ricostruire il percorso dell'acqua, eventualmente attraverso prove controllate eseguite da un tecnico, invece di aggiungere sigillante indiscriminatamente nel punto in cui compare la macchia.


Zerbini, vasi e arredi non devono coprire il drenaggio


La posizione della canaletta davanti alla portafinestra coincide spesso con quella nella quale viene spontaneo collocare uno zerbino.

Canalina di scolo in acciao Canalina di scolo in acciaio - Daniele F. Toscana



Se il tappeto copre gran parte della griglia, però, può rallentare notevolmente l'ingresso dell'acqua proprio durante le precipitazioni più intense.

Lo stesso problema può essere provocato da vasi e fioriere, basi di mobili da esterno e altri oggetti posizionati stabilmente sopra la fascia drenante.

La canaletta dovrebbe quindi rimanere libera lungo tutta la lunghezza necessaria al funzionamento.

Se serve uno zerbino esterno è possibile prevedere un elemento specifico, eventualmente integrato nel progetto, oppure collocarlo in una zona che non interferisca con l'ingresso dell'acqua.

Anche durante la pulizia del terrazzo sarebbe opportuno evitare di spingere terra e foglie direttamente verso la griglia: il drenaggio deve raccogliere principalmente acqua meteorica, non diventare il punto nel quale si concentrano tutti i residui della pavimentazione.


Inserire una canaletta durante una ristrutturazione


Installare un drenaggio lineare davanti a una portafinestra esistente richiede spazio per il corpo della canaletta, quota sufficiente per il collegamento allo scarico e possibilità di raccordare il nuovo elemento alla stratigrafia impermeabile.

Canalina di scolo per drenaggio Canalina di scolo per drenaggio - ScarMaxx



In una nuova costruzione queste dimensioni possono essere previste prima della realizzazione del massetto, mentre in un vecchio balcone lo spazio disponibile può essere molto ridotto.

Una soglia già vicina al solaio e un massetto sottile possono rendere difficile l'inserimento di un nuovo componente senza modificare una porzione più ampia del pavimento.

Esistono sistemi a basso spessore progettati anche per interventi di ristrutturazione, ma nessun prodotto elimina la necessità di trovare una corretta via di scarico e di mantenere la continuità dell'impermeabilizzazione.

Tagliare semplicemente una striscia di pavimento davanti alla vetrata e inserire una canaletta può funzionare quando il problema è esclusivamente legato all'acqua superficiale e il nuovo elemento può essere raccordato in maniera affidabile alla tenuta esistente.

Se la membrana sottostante è invece deteriorata, il canale raccoglierà parte della pioggia ma non impedirà all'acqua di penetrare attraverso il resto della terrazza.

Anche il raccordo tra nuova e vecchia impermeabilizzazione deve poter essere realizzato in continuità, condizione che non è sempre possibile con un intervento estremamente localizzato.

Prima di demolire conviene quindi ricostruire la sezione esistente, verificare quote e scarichi e valutare le condizioni dello strato impermeabile.

In alcune situazioni può essere più corretto riprogettare una porzione più ampia della terrazza piuttosto che forzare una canaletta in uno spazio che non consente di realizzare correttamente tutti i raccordi.



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Canale drenante davanti a portefinestre e vetrate: posa, pendenze e scarico
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