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Perché la caldaia si accende e spegne continuamente

Ecco perché la caldaia si accende e spegne spesso: potenza minima, temperatura di mandata, termostato, portata, valvole e regolazioni da controllare. Cosa fare.
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Caldaia con accensione e spegnimento anomali


Una caldaia non deve necessariamente mantenere il bruciatore acceso senza interruzioni per tutto il periodo in cui il riscaldamento è attivo, infatti, accensioni e spegnimenti fanno parte del normale funzionamento, soprattutto quando il fabbisogno dell'abitazione è ridotto oppure quando il generatore ha già raggiunto la temperatura richiesta.

La situazione merita invece attenzione quando il bruciatore rimane acceso per periodi molto brevi, si arresta e riparte ripetutamente a distanza di pochi minuti, mentre la richiesta di riscaldamento è ancora presente.

Questo comportamento viene comunemente definito ciclo breve.

caldaiaCaldaia a condensazione - Ariel Energia



Durata dei cicli e tempi di attesa dipendono da diversi fattori:

  • tipo di caldaia
  • impianto
  • temperatura esterna
  • volume d'acqua
  • regolazione
  • potenza richiesta in quel momento.


Occorre inoltre distinguere tra lo spegnimento comandato dal termostato ambiente e quello deciso autonomamente dalla caldaia perché l'acqua ha raggiunto il proprio limite di temperatura: le cause sono diverse.


La caldaia può spegnere il bruciatore lasciando attivo il riscaldamento


Un comportamento spesso interpretato come anomalo è quello in cui il simbolo del riscaldamento resta presente sul display mentre la fiamma si spegne.

Non significa necessariamente che il termostato abbia interrotto la richiesta: la centralina può aver semplicemente rilevato che la temperatura dell'acqua ha raggiunto il valore previsto, pertanto, il circolatore può continuare a far muovere l'acqua nell'impianto mentre i radiatori cedono calore e la temperatura diminuisce.

Raggiunta la soglia prevista dalla logica di controllo, il bruciatore viene riacceso.

Questo ciclo diventa meno favorevole quando la temperatura sale quasi immediatamente dopo ogni accensione e il bruciatore deve interrompersi continuamente.

In quel caso bisogna capire perché l'impianto non riesca ad assorbire con continuità la potenza prodotta.


Cicli brevi della caldaia: rapporto con la potenza minima


Le moderne caldaie modulanti possono variare la quantità di calore prodotta dal bruciatore, ma soltanto entro un determinato intervallo.

Esiste quindi una potenza massima e una potenza minima di modulazione.

Supponiamo che una casa richieda in un determinato momento 2 kW per mantenere la temperatura interna; se la caldaia riesce a modulare stabilmente fino a 2 kW, può continuare a funzionare compensando quasi direttamente le dispersioni dell'edificio.

Se invece la sua potenza minima è di 5 kW, continuerà a produrre almeno 3 kW in più rispetto alla richiesta istantanea.

L'energia eccedente viene inizialmente assorbita dall'acqua e dai terminali, ma la temperatura di mandata aumenta progressivamente fino alla soglia di arresto.

Il bruciatore si spegne, l'impianto cede il calore accumulato e dopo un certo intervallo la macchina riparte.


Caldaia che si accende e si spegne, un problema soprattutto delle mezze stagioni


La potenza necessaria per riscaldare un edificio varia con la temperatura esterna.

Nelle condizioni climatiche più gravose la richiesta è elevata e la caldaia può lavorare a lungo senza raggiungere il limite minimo di modulazione.

Quando fuori il clima diventa più mite, le dispersioni diminuiscono, pertanto, il generatore può effettuare cicli più frequentemente rispetto all'inverno.

Un certo aumento delle interruzioni quando il carico diventa molto basso è fisiologico.

L'obiettivo è evitare che una cattiva regolazione renda questi cicli molto più frequenti del necessario.


Una caldaia sovradimensionata raggiunge prima il limite minimo


Negli impianti domestici è frequente trovare caldaie con una potenza massima molto superiore al fabbisogno effettivo dell'edificio.

Non si tratta necessariamente di un errore di installazione, anzi, nelle caldaie combinate spesso la potenza elevata viene richiesta per produrre acqua calda sanitaria istantanea.

acqua calda sanitariaProduzione acqua calda sanitaria - Getty Images



Il problema nasce quando alla grande potenza massima corrisponde anche una potenza minima relativamente elevata.

Una macchina da 24 kW che riesce a scendere molto in basso può essere più adatta ai piccoli carichi di un'altra apparentemente simile che modula su un intervallo più ristretto.

Il consiglio: in fase di sostituzione della caldaia, occorre valutare l'effettivo fabbisogno dell'abitazione scindendo quello per riscaldamento dalla richiesta sanitaria.

Inoltre, tra le caratteristiche tecniche della nuova caldaia, è bene verificare la potenza minima.


Aumentare la potenza massima non risolve un funzionamento intermittente


Quando una casa sembra scaldarsi lentamente, può nascere la tentazione di installare una caldaia più potente.

Attenzione, però, perché se il problema è costituito dai cicli brevi, questa scelta potrebbe addirittura accentuare il problema.

Il comportamento a basso carico dipende infatti dall'estremo inferiore del campo di modulazione, non dalla quantità massima di calore che il generatore può produrre: avere 30 kW disponibili non aiuta quando l'abitazione ne sta richiedendo solo 2.

Ecco spiegato perché la taglia del generatore va scelta in rapporto all'edificio.

Invece, l'eventuale necessità di elevata potenza sanitaria deve essere affrontata considerando anche le caratteristiche di modulazione oppure soluzioni con accumulo, quando coerenti con il progetto.


Temperatura di mandata troppo alta e accensioni brevi della caldaia


Se la caldaia invia ai radiatori acqua molto più calda del necessario, la temperatura del circuito sale velocemente, i terminali cedono molta energia e gli ambienti raggiungono rapidamente il setpoint.

Le valvole termostatiche iniziano a chiudere, il carico diminuisce ulteriormente e il generatore si trova con sempre meno superficie disponibile sulla quale scaricare la propria potenza.

caldaia mod Wind 23Modello Wind 23 - Ariel Energia



Si crea quindi una catena di eventi che favorisce le interruzioni.

Questo è uno dei motivi per cui utilizzare per tutta la stagione una mandata impostata sulle esigenze della giornata più fredda è poco efficace.

In condizioni climatiche miti, verificando che non venga meno il comfort nei vari ambienti, può essere sufficiente abbassare la temperatura dell'acqua.


Abbassare la mandata può allungare i cicli della caldaia


Quando i radiatori vengono alimentati con acqua meno calda, cedono una potenza inferiore ma possono farlo per un periodo più lungo.

La caldaia ha quindi maggiori possibilità di ridurre la propria fiamma e seguire il carico senza raggiungere immediatamente la temperatura di arresto.

Con una caldaia a condensazione Ariel Energia si aggiunge un ulteriore vantaggio: temperature dell'acqua più contenute favoriscono generalmente un ritorno più freddo allo scambiatore e quindi condizioni migliori per la condensazione.

Non bisogna però abbassare indiscriminatamente il setpoint.

Il criterio rimane quello di utilizzare la temperatura di mandata più bassa compatibile con il fabbisogno dell'edificio nelle condizioni climatiche del momento.


Regolazione climatica per ridurre i cicli brevi della caldaia


Una sonda esterna permette alla caldaia di modificare automaticamente la temperatura di mandata in funzione del clima.

Quando fuori fa freddo, la centralina aumenta progressivamente il setpoint dell'acqua; al contrario, quando la temperatura esterna sale, lo riduce.

In questo modo la potenza emessa dai radiatori segue meglio le dispersioni dell'edificio.

Una curva climatica correttamente tarata permette spesso alla caldaia di rimanere accesa più a lungo a potenza ridotta, diminuendo le continue richieste di arresto generate dal raggiungimento troppo rapido della temperatura dell'acqua o dell'ambiente.

Bisogna evitare una curva eccessivamente alta, in quanto riproduce il problema di una mandata fissa troppo elevata; allo stesso modo, impostandola troppo bassa, potremmo avere stanze fredde.


Utilizzo del termostato on/off e cicli della caldaia


Un normale termostato ambiente funziona come un interruttore: quando la temperatura scende sotto la soglia prevista, invia una richiesta di riscaldamento.
Raggiunto il setpoint, la interrompe.

Ciò significa che se l'abitazione si scalda rapidamente, il comando può quindi generare numerosi periodi di funzionamento relativamente brevi.

È importante distinguere questa situazione dal caso in cui la richiesta ambiente rimane presente ma il bruciatore viene spento dalla centralina perché l'acqua è già troppo calda:

  • nel primo caso, bisogna osservare: regolazione ambiente, posizione del termostato, isteresi e temperatura di mandata;
  • nel secondo, sono particolarmente rilevanti: potenza minima, portata e capacità dell'impianto di assorbire calore.


Un comando modulante può ridurre la necessità di spegnere il bruciatore


Quando caldaia e regolatore utilizzano un sistema di comunicazione compatibile, il controllo ambiente può richiedere una quantità di energia più coerente con la distanza dalla temperatura desiderata.

Avvicinandosi al setpoint, il generatore può ridurre progressivamente la potenza e questo permette di sfruttare meglio il campo di modulazione.

caldaia smartGestione della caldaia attraverso lo smartphone - Getty Images

Attenzione: un termostato dotato di Wi-Fi o controllo tramite smartphone non è però automaticamente modulante, infatti, molti dispositivi lavorano comunque attraverso un semplice contatto on/off.

Prima di sostituire il comando bisogna quindi verificare il tipo di comunicazione accettato dalla caldaia e le funzioni effettivamente disponibili.


Posizione del termostato: può incidere sullo spegnimento della caldaia?


Un termostato installato nel posto sbagliato può far sembrare intermittente un impianto che presenta invece un problema di regolazione degli ambienti.

Se il sensore si trova vicino a un radiatore, riceve sole diretto o è installato nella stanza che si riscalda più velocemente, raggiunge il setpoint prima del resto dell'abitazione.

termostatoLa posizione del termostato ambiente influisce sul funzionamento corretto della caldaia - Getty Images



La caldaia si spegne mentre le camere più fredde hanno ancora bisogno di calore e si formano così numerose accensioni relativamente brevi.

Aumentare la temperatura di mandata per riscaldare più velocemente le stanze fredde può peggiorare il fenomeno perché scalda ancora più rapidamente quella del termostato.

In questi casi devono essere valutati posizione del sensore e bilanciamento della rete prima di intervenire sulla potenza della caldaia.


Le valvole termostatiche possono ridurre molto il carico dell’impianto


Le valvole termostatiche sono utili per limitare il calore nelle stanze che hanno già raggiunto la temperatura impostata.

Quando iniziano a chiudere, però, diminuiscono la portata attraverso i radiatori e la superficie effettivamente disponibile per assorbire energia.

Se quasi tutte le valvole sono chiuse e rimane aperto soltanto un piccolo terminale, il fabbisogno visto dalla caldaia può essere estremamente basso.

Il problema non si risolve lasciando tutte le valvole sempre completamente aperte, ma riducendo la temperatura generale dell'acqua affinché le valvole lavorino in modo meno drastico.


Caldaia per una casa divisa in molte zone: come reagisce il generatore


Negli impianti con valvole di zona, ogni parte dell'abitazione può richiedere calore indipendentemente.

Quando l'intera casa è attiva, la caldaia dispone di un carico importante.

Se rimane aperta soltanto una zona molto piccola, la situazione cambia completamente: un generatore scelto per un'abitazione di 150 m² può trovarsi temporaneamente a riscaldare soltanto il bagno da pochi metri quadrati.

La sua potenza minima può risultare molto superiore a quella assorbita da quella singola zona.

Di conseguenza, la temperatura di mandata sale rapidamente e il bruciatore entra in un'alternanza di arresti e riaccensioni.

La planimetria dell'abitazione e la potenza minima del generatore della caldaia devono essere valutati simultaneamente e lo stesso vale per il volume d'acqua e la regolazione idraulica.


Il volume d’acqua determina quanto rapidamente sale la temperatura


L'acqua dell'impianto assorbe energia mentre la caldaia è accesa.

Maggiore è il volume disponibile, più energia occorre per aumentarne la temperatura di alcuni gradi.

Un vecchio impianto con grandi tubazioni e radiatori in ghisa può quindi avere una notevole inerzia; una moderna rete compatta con piccoli terminali e molte zone indipendenti può contenerne molta meno.

A parità di potenza minima, la seconda configurazione raggiungerà più rapidamente la soglia di arresto quando il carico degli ambienti è ridotto.

Per un normale generatore a condensazione bisogna verificare:

  • temperatura di mandata
  • potenza minima
  • portate
  • zone
  • regolazione.


L'aggiunta di volume deve derivare da un'esigenza tecnica dimostrata e compatibile con lo schema previsto dal produttore.


Portata insufficiente e innalzamento della temperatura in caldaia


La caldaia trasferisce il calore prodotto dal bruciatore all'acqua che attraversa lo scambiatore, quindi, se tale portata è troppo bassa, una piccola quantità d'acqua riceve molta energia e la propria temperatura cresce velocemente.

La centralina, raggiungendo così il limite impostato, spegne il bruciatore.

La scarsa portata può dipendere da più cause:

  • molte valvole chiuse
  • circolatore non correttamente regolato
  • filtro intasato
  • valvole di intercettazione parzialmente chiuse
  • presenza di depositi
  • problemi nella distribuzione.


È opportuno un controllo idraulico svolto da un professionista se, unitamente ai cicli brevi, alcuni radiatori scaldano male.


Filtro sporco dell'impianto di riscaldamento, cosa provoca


Negli impianti di riscaldamento circolano nel tempo ossidi e impurità, soprattutto nelle reti metalliche datate, pertanto, filtri, defangatori o altri dispositivi destinati a trattenere questi residui devono essere mantenuti efficienti.

Se diventano fortemente ostruiti, la portata può diminuire.

In questa situazione, la caldaia continua a produrre calore, ma l'acqua circola con maggiore difficoltà e la temperatura nello scambiatore cresce rapidamente.

I sintomi più ricorrenti sono: cicli brevi, scarsa resa dei radiatori più lontani e differenze anomale tra varie zone.

L'utente può osservare che il comportamento dell'impianto è cambiato rispetto al passato, ma pulizia dei componenti e verifiche della rete devono essere effettuate seguendo le procedure previste e da personale qualificato.


Fanghi nei radiatori possono ridurre lo scambio e la circolazione


Un radiatore parzialmente ostruito può scaldarsi in modo irregolare e ricevere meno acqua del previsto.

Se il fenomeno interessa numerosi terminali, l'intero impianto riesce ad assorbire meno potenza e la caldaia raggiunge più rapidamente la temperatura impostata.

Se uno o più termosifoni non si riscaldano uniformemente, le cause possono essere molteplici:

  • presenza di aria nel radiatore
  • regolazione della valvola da rivedere
  • portata.


Quando però il sistema mostra contemporaneamente distribuzione irregolare, acqua molto sporca e problemi di circolazione, è utile effettuare una verifica professionale e una pulizia dell'impianto.


Regolazione del circolatore elettronico della caldaia


Le caldaie moderne utilizzano generalmente pompe ad alta efficienza che possono modificare il proprio funzionamento.

La regolazione della prevalenza e della portata influenza direttamente il comportamento della rete.

eco wind 24-28-35Caldaia a condensazione modello Eco Wind 24-28-35 - Ariel Energia



Una pompa troppo lenta può lasciare poca circolazione e favorire un rapido aumento della temperatura nel generatore.

Una regolazione eccessivamente spinta può invece produrre rumori alle valvole, aumentare le portate nei circuiti favoriti e peggiorare il bilanciamento.

L'impostazione varia in base alle peculiarità dell'abitazione.

Ad esempio, la rete a collettori di un appartamento recente richiede una valutazione diversa rispetto a un vecchio impianto a colonne.


Spegnimento prematuro della caldaia: probabile impianto sbilanciato


Quando alcuni radiatori ricevono molta più acqua degli altri, i locali favoriti si riscaldano rapidamente.

Se all'interno di uno di questi ultimi si trova il termostato ambiente, il generatore viene arrestato prima che il resto della casa abbia raggiunto il comfort.

Aumentare la temperatura di mandata non è risolutivo, anzi, rende ancora più rapida la risposta dei termosifoni già favoriti.

Il bilanciamento idraulico ha proprio lo scopo di distribuire le portate in modo coerente con le necessità dei diversi circuiti.

Dopo una corretta regolazione, i radiatori lontani possono ricevere più acqua e quelli vicini soltanto quella necessaria.

Questo permette spesso di utilizzare una mandata inferiore e di far lavorare la caldaia per periodi più lunghi.


Aria nell’impianto di riscaldamento, quanto incide sulla portata della caldaia


La presenza di aria nei radiatori o nei punti alti della rete può limitare il passaggio dell'acqua e creare rumori.

Un terminale che non si riempie correttamente di acqua calda assorbe meno energia e può rendere meno uniforme la distribuzione.

Se il problema è localizzato, l'effetto sulla caldaia può essere limitato; se interessa parti importanti della rete, può contribuire a ridurre la portata complessiva.

Lo sfiato dei radiatori è un normale controllo che può essere eseguito dall'utente quando la configurazione dell'impianto lo consente.

Tuttavia, se l'aria ricompare frequentemente, è necessario capire da dove entra o perché viene prodotta e verificare pressione, vaso di espansione e stato dell'impianto.


Pressione anomala dell'impianto di condizionamento e blocco della caldaia


La pressione dell'impianto viene monitorata dalla caldaia e deve rimanere nel campo previsto dal costruttore.

Una pressione troppo bassa può provocare blocchi o impedire un corretto funzionamento.

Una pressione che aumenta molto quando l'acqua si scalda potrebbe invece essere indice di un problema al sistema di espansione.

È necessario rivolgersi a un professionista quando:

  • perde acqua dalla valvola di sicurezza
  • presenta forti variazioni di pressione.


Non conviene rabboccare continuamente l'impianto senza individuarne la causa.


Vaso di espansione difettoso: può causare l'arresto della caldaia


Il vaso di espansione assorbe l'aumento di volume dell'acqua quando questa viene riscaldata.

Se non svolge correttamente la propria funzione, la pressione può salire sensibilmente durante il funzionamento e diminuire molto quando l'impianto si raffredda.

Nei casi più marcati può intervenire la valvola di sicurezza oppure la caldaia può andare in blocco per pressione insufficiente dopo la perdita d'acqua.

eco wind easy 24Caldaia a condensazione Eco Wind Easy 24 - Ariel Energia



Si tratta di un fenomeno differente dalle normali interruzioni del bruciatore per raggiungimento della temperatura: il manometro e gli eventuali messaggi sul display aiutano a distinguere le due situazioni, ma l'intervento corretto è quello eseguito da un tecnico specializzato.


Quando le sonde di temperatura possono provocare arresti anomali della caldaia


La centralina decide come modulare il bruciatore utilizzando le temperature rilevate dai sensori.

Se una sonda fornisce un valore errato o instabile, il generatore può interpretare come raggiunto un limite che in realtà non corrisponde alle condizioni dell'impianto.

Lo stesso può accadere con collegamenti elettrici o componenti di controllo difettosi.

manutenzione professionaleManutenzione professionale da parte di un tecnico specializzato - Getty Images



In questi casi il comportamento può essere meno regolare rispetto al normale short cycling e può essere accompagnato da codici diagnostici.

Non è possibile verificare una sonda senza procedure e valori di riferimento specifici del modello di caldaia.


Scambiatore della caldaia sporco: ostacola il trasferimento del calore


Il calore prodotto dal bruciatore deve attraversare lo scambiatore ed essere trasferito all'acqua.

Incrostazioni o depositi possono influire sul funzionamento.

Anche il lato combustione richiede la manutenzione prevista dal costruttore per mantenere le condizioni corrette di scambio e accensione della caldaia.

Un generatore non dovrebbe essere regolato per compensare un problema di manutenzione.

Se cicli insoliti compaiono insieme ad altri segnali, come anomalie di temperatura, rumorosità o codici di errore, è preferibile controllare lo stato della macchina invece di modificare ripetutamente il setpoint.


Acqua calda sanitaria: il comportamento della caldaia


In una caldaia combinata, aprire un rubinetto di acqua calda genera una richiesta diversa da quella del riscaldamento.

Il bruciatore può quindi accendersi anche se il termostato ambiente non sta chiedendo calore.

Piccoli prelievi frequenti possono produrre numerose accensioni nell'arco della giornata.

acqua sanitariaBrevi utilizzi di acqua calda sanitaria - Getty Images



Alcune caldaie dispongono di funzioni comfort che mantengono parti del circuito sanitario calde per ridurre il tempo di attesa al rubinetto.

Il comportamento dipende dallo specifico modello e dalle impostazioni disponibili.


Caldaia con funzione di preriscaldo sanitario


Alcune caldaie combinate sono progettate per ridurre l'attesa dell'acqua calda mantenendo lo scambiatore o un piccolo volume interno a una temperatura prestabilita.

Il generatore può quindi eseguire brevi accensioni anche quando nessuno sta usando i radiatori.

Questa funzione non deve essere confusa con un'anomalia del circuito di riscaldamento.

La documentazione della caldaia permette di verificare se è presente una modalità comfort, eco o preriscaldo e come viene gestita.

Disattivarla può ridurre alcune accensioni, ma può aumentare il tempo necessario per ricevere acqua calda al rubinetto, pertanto, è una scelta personale di utilizzo.


Caldaia con funzione antigelo e tempo anti-ciclo per evitare le riaccensioni immediate


Le centraline moderne possono comandare autonomamente pompa e bruciatore per proteggere l'apparecchio o l'impianto in determinate condizioni.

Una funzione antigelo, per esempio, può entrare in azione quando le temperature rilevate scendono sotto le soglie previste dal produttore.

Possono esistere anche cicli destinati a evitare il bloccaggio del circolatore dopo lunghi periodi di inattività.

Quando il bruciatore si spegne per raggiungimento della temperatura, molte caldaie prevedono una logica che impedisce una riaccensione immediata: lo scopo è evitare che piccole variazioni provochino una continua commutazione.

Attenzione: allungare il tempo anti-ciclo non riduce però la potenza minima e non aumenta la capacità dell'impianto di assorbire calore; prolunga soltanto il periodo tra un'accensione e la successiva.

Una regolazione eccessiva può quindi tradursi in maggiori oscillazioni della temperatura dell'acqua o dell'ambiente.


Limitare la potenza massima della caldaia non modifica quella minima


In alcuni generatori il tecnico può impostare una potenza massima specifica per il circuito di riscaldamento.

La funzione è utile quando una caldaia dispone, per esempio, di elevata potenza per la produzione sanitaria ma l'abitazione richiede molto meno durante il riscaldamento.

Non bisogna però confondere questo intervento con la modifica della potenza minima.

Infatti, se il bruciatore non può scendere sotto un determinato valore, abbassare la potenza massima non sposta necessariamente quel limite inferiore.


Sovradimensionamento e cattiva regolazione della caldaia


Prendiamo in considerazione un appartamento nel quale la caldaia alimenta sei radiatori.

Durante una giornata fredda tutti i terminali sono aperti e il generatore rimane acceso per lunghi periodi modulando regolarmente.

Con clima mite, invece, il soggiorno riceve molto sole, tre valvole termostatiche chiudono e il termostato mantiene comunque la richiesta perché la camera più lontana non ha ancora raggiunto il setpoint.

La caldaia si trova a riscaldare soltanto una piccola parte dell'impianto.

Anche alla potenza minima, la mandata raggiunge rapidamente il limite e il bruciatore si arresta per riaccendersi poco dopo.

Questo scenario sta ad indicare che il carico disponibile è semplicemente diventato inferiore a quello che può gestire in modo continuo.

Si può intervenire con la riduzione della curva climatica e il bilanciamento dei terminali che produce un allungamento dei cicli.


Cicli brevi e caldaia a condensazione: non è la situazione ottimale


Una caldaia a condensazione lavora bene quando riesce a mantenere temperature dell'acqua moderate e un funzionamento modulato.

Continue partenze ad alta potenza seguite da arresti repentini costituiscono l'opposto di questa condizione ideale.

Il generatore della caldaia non si trova a lavorare nel regime stabile per cui è stato progettato.

Non è corretto attribuire una percentuale fissa di consumo aggiuntivo a ogni accensione, perché il risultato dipende dall'apparecchio e dall'impianto, tuttavia, è ragionevole cercare di eliminare i cicli brevi evitabili attraverso dimensionamento e regolazione corretti.


Bruciatore caldaia che resta acceso a lungo e rapporto consumi


La presenza della fiamma sul display per molto tempo viene talvolta interpretata come segno di elevato consumo.

Invece, con una caldaia modulante può accadere il contrario.

Il bruciatore può rimanere acceso a potenza molto bassa semplicemente per compensare le dispersioni dell'edificio.

eco wind aurum 24-28-35Caldaia a condensazione modello Eco Wind Aurum 24-28-35 - Ariel Energia



Un funzionamento di questo tipo può essere più favorevole rispetto a una sequenza di brevi accensioni a potenza maggiore.

Il consumo dipende dalla quantità complessiva di gas utilizzata e dall'energia richiesta dalla casa, non dalla quantità di minuti durante i quali compare il simbolo della fiamma.

La capacità di rimanere accesa a carico ridotto è proprio una delle caratteristiche che distingue una caldaia modulante da un generatore che lavora soltanto acceso o spento.


Cosa verificare prima di chiamare il tecnico


Innanzitutto, conviene osservare se il bruciatore si spegne mentre il termostato continua a richiedere calore, se il comportamento avviene soltanto nelle giornate miti oppure anche con tutti i radiatori aperti durante il freddo e se le stanze raggiungono regolarmente la temperatura impostata.

È utile verificare anche la normale pressione visualizzata, la presenza di eventuali codici di errore, la temperatura di mandata impostata e il comportamento delle valvole termostatiche.

verificare valvola termostatica Verificare valvola termostatica ed eventuale presenza di aria nel termosifone - foto Getty Images



Se quasi tutte sono chiuse e i radiatori diventano molto caldi in poco tempo, una temperatura generale eccessiva può essere parte del problema.

L'utente può inoltre controllare che i radiatori non presentino aria all'interno e che il termostato non sia esposto a sole diretto o altre fonti di calore.


Quando richiedere l’intervento del tecnico per una verifica di caldaia e impianto


Bisogna richiedere l'intervento di un tecnico specializzato:

  • se si manifestano blocchi
  • se appaiono codici di errore
  • in presenza di forti variazioni di pressione
  • se si verificano perdite d'acqua
  • quando la caldaia produce rumori insoliti
  • in caso di mancata accensione della fiamma
  • se il ripristino è diventato frequente.


Il tecnico può verificare portata, sensori, circolatore, scambiatore, combustione, filtri, dispositivi di regolazione e parametri previsti dal produttore.

Può inoltre stabilire se le frequenti interruzioni siano generate dal raggiungimento del setpoint dell'acqua, dal comando ambiente oppure da una condizione di protezione della caldaia.


Come ridurre i cicli brevi della caldaia senza perdere comfort


In primis, va identificata la causa del problema.

Se la temperatura di mandata è inutilmente alta, può essere ridotta o gestita attraverso una curva climatica più adatta.

Se alcuni radiatori scaldano troppo e altri poco, è necessario intervenire sul bilanciamento invece di aumentare il setpoint generale.

Quando il termostato interrompe troppo rapidamente la richiesta, vanno verificate posizione, tipo di regolazione e compatibilità con la modulazione della caldaia.

Se molte valvole o zone chiudono contemporaneamente, bisogna assicurare che il circuito continui a offrire portata e carico compatibili con il generatore.

E poi c'è il capitolo manutenzione: filtri sporchi, aria all'interno dei termosifoni, depositi che ostacolano la circolazione, devono essere trattati e risolti, non compensati facendo lavorare l'acqua a temperatura maggiore.

Bisogna però ricordare che una caldaia che si accende e spegne spesso non è sempre sinonimo di guasto: spesso sta mostrando che, in quel momento, produce calore più velocemente di quanto l'impianto riesca a utilizzarlo.


Fine Articolo
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Caldaia che si accende e spegne spesso: cause e rimedi ai cicli brevi
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