|
Una botola che collega un ambiente riscaldato con un sottotetto non climatizzato interrompe la continuità del solaio e crea un punto nel quale isolamento termico e tenuta all'aria devono essere ricostruiti attraverso un elemento apribile.
Se la botola è costituita da un semplice pannello appoggiato su una cornice, privo di guarnizioni e con poco isolamento, durante i mesi freddi la differenza di temperatura tra abitazione e sottotetto diventa immediatamente percepibile.
Botola da sottotetto - Amazon
Il problema può manifestarsi in due modi differenti:
La verifica, e conseguente intervento, deve comprendere sia la tenuta perimetrale sia l'isolamento di pannello e telaio.
Una botola può sembrare responsabile della presenza di una corrente d'aria anche quando, in realtà, il problema principale è l'isolamento termico.
L'aria della stanza a contatto con una superficie molto fredda si raffredda, diventa più densa e tende a scendere.
Questo movimento può essere percepito come una piccola corrente sotto il vano, pur in assenza di un'apertura significativa verso il sottotetto.
Come capire se c'è davvero un passaggio d'aria attraverso la botola?
Si può osservare il comportamento lungo il perimetro della botola; nelle giornate fredde e ventose, un flusso concentrato in corrispondenza di un bordo o di un angolo indirizza verso una perdita di tenuta.
Se invece la sensazione di freddo interessa uniformemente tutta la superficie inferiore del pannello, è più probabile che l'isolamento sia insufficiente.
Prima di modificare la chiusura è quindi utile capire se il punto debole sia il contatto tra anta e telaio oppure l'anta stessa.
Molte vecchie botole sono costituite da un pannello appoggiato direttamente su una battuta in legno o metallo.
Anche quando visivamente il coperchio sembra chiuso, tra le due superfici possono rimanere piccoli passaggi continui.
Il problema aumenta se telaio e pannello non sono perfettamente piani.
Una fessura di dimensioni ridotte ma sviluppata lungo tutto il perimetro può permettere un passaggio d'aria significativo.
Per ovviare a questo inconveniente, è utile applicare una guarnizione elastica che crei un contatto continuo.
Attenzione alle dimensioni della guarnizione: se è troppo sottile, non raggiunge il pannello; se è troppo spessa, può impedire la corretta chiusura o deformare una botola leggera.
Una botola ampia realizzata con un pannello relativamente sottile può deformarsi o flettersi nel tempo.
Il legno in particolare risente delle variazioni di umidità.
Il risultato è che la parte centrale continua ad appoggiare correttamente, mentre uno o più angoli rimangono leggermente sollevati.
Osservando la linea tra botola e telaio con il pannello chiuso è possibile rilevare se lo spazio è uniforme su tre lati ma aumenta progressivamente vicino a un angolo.
In tal caso, bisogna verificare prima la planarità del pannello e poi a posizione delle cerniere o degli appoggi.
Una botola appoggiata per semplice gravità può aderire sufficientemente quando è pesante e ben piana, ma non sempre garantisce una pressione uniforme sulla guarnizione.
Un sistema di chiusura adeguato permette invece di mantenere il pannello nella posizione prevista e comprimere il giunto.
Bisogna evitare però una pressione eccessiva che può schiacciare definitivamente la guarnizione, deformare il pannello o rendere scomoda l'apertura.
Quando per chiudere la botola bisogna spingere fortemente un solo angolo, è probabile che esista un problema geometrico da correggere prima di provvedere alla regolazione della chiusura.
Anche con una perfetta tenuta perimetrale, una botola costituita soltanto da una tavola, una lastra sottile o un pannello non isolato può disperdere molto più calore rispetto al solaio circostante.
Infatti, se sul solaio è presente uno strato continuo di materiale isolante ma l'apertura viene chiusa con un elemento quasi privo di isolamento, il risultato è una discontinuità termica molto evidente.
Questo elemento non deve semplicemente chiudere il foro, bensì offrire una prestazione coerente, per quanto possibile, con quella degli elementi adiacenti e mantenere la propria funzionalità di apertura.
La soluzione dipende dallo spazio disponibile, dal tipo di botola e dalla frequenza di utilizzo.
Uno dei punti più delicati è il raccordo tra isolamento del pannello e isolamento del solaio.
Può accadere che la parte centrale della botola sia ben coibentata mentre lungo il perimetro rimane una fascia priva di protezione.
Questa zona forma un ponte termico lineare intorno all'apertura.
Sportello botola con chiave di chiusura - Amazon
Il problema può essere accentuato dal telaio, soprattutto se realizzato con un materiale molto conduttivo e direttamente collegato al lato freddo.
L'isolamento del solaio dovrebbe quindi arrivare il più possibile vicino al vano mantenendo però libera la parte necessaria al funzionamento della botola.
La manutenzione futura deve rimanere possibile e il pannello deve aprirsi completamente senza trascinare o comprimere l'isolante circostante.
La cornice della botola attraversa normalmente lo spessore del solaio o del controsoffitto.
Se è realizzata con elementi poco isolanti e mette direttamente in comunicazione la parte calda con quella fredda, può creare una fascia a temperatura inferiore lungo tutto il perimetro.
Questo fenomeno non produce necessariamente uno spiffero, però può rendere freddo il bordo interno e favorire la formazione di condensa nelle condizioni più critiche.
Macchie di muffa - Getty Images
In presenza di aloni o annerimenti lungo la cornice conviene quindi capire se l'aria stia realmente attraversando il giunto oppure se la superficie sia semplicemente molto fredda.
È utile osservare la posizione del fenomeno: sporco concentrato precisamente nella fessura suggerisce passaggio d'aria, mentre muffa o condensa distribuite sulla superficie del telaio possono essere maggiormente collegate al ponte termico.
Quando un solaio viene isolato in un secondo momento, la botola rappresenta spesso il punto più difficile da trattare.
I pannelli o i materassini vengono posati sulla maggior parte della superficie, ma intorno all'apertura viene lasciato uno spazio ampio per consentire il passaggio.
Quella fascia non isolata può diventare responsabile di una parte importante della sensazione di freddo percepita sotto il vano.
Anche l'isolamento nell'area circostante la botola è fondamentale; ecco perché devono essere controllate eventuali zone scoperte, pannelli spostati, materiale schiacciato e interruzioni create dai percorsi di accesso.
Lo stesso vale per scatole, cavi e altri elementi presenti nel solaio che possono rendere irregolare il raccordo.
Molti sottotetti non riscaldati comunicano con l'esterno attraverso aperture necessarie alla ventilazione della copertura.
In queste condizioni la temperatura può essere vicina a quella esterna e il vento può creare variazioni di pressione, magari appena percepibili finché non arrivano forti raffiche di vento che amplificano la percezione dello spiffero.
Se il passaggio d'aria cambia nettamente in funzione del vento, la causa è probabilmente legata alla tenuta piuttosto che al solo isolamento termico del pannello.
La soluzione non consiste nel chiudere le aperture di ventilazione del sottotetto, ma nel migliorare la separazione tra volume ventilato e ambiente interno.
In molte abitazioni la botola integra una scala retrattile.
In questo caso il sistema è più complesso perché non esiste soltanto un pannello, ma prevede:
Di conseguenza, le possibili perdite d'aria aumentano.
Il pannello può essere poco isolato, la guarnizione può non comprimersi correttamente oppure può esserci un passaggio tra cassonetto e foro nel solaio.
La verifica deve quindi distinguere il giunto apribile tra sportello e telaio dal giunto fisso tra telaio e solaio.
Sono due punti differenti e richiedono trattamenti diversi: il primo deve rimanere apribile e viene normalmente gestito con guarnizioni; il secondo deve essere raccordato stabilmente al sistema di tenuta all'aria e all'isolamento circostante.
Una cornice decorativa può coprire lo spazio tra il telaio della botola e il foro realizzato nel soffitto.
Visivamente tutto appare rifinito, ma dietro il profilo può rimanere un'intercapedine non sigillata.
L'aria del sottotetto trova allora un passaggio che non attraversa neppure la guarnizione dell'anta.
Il sintomo può essere uno spiffero avvertito lungo il bordo esterno della cornice invece che tra pannello e telaio.
Questa distinzione è utile per evitare di sostituire inutilmente più volte la guarnizione.
Quando la botola viene installata, il vano perimetrale deve essere raccordato in modo coerente con i materiali del solaio e con il sistema di tenuta all'aria previsto.
Il flusso d'aria attraverso la botola non influenza soltanto il comfort della stanza sottostante.
Durante l'inverno l'aria interna è normalmente più calda e può contenere una quantità maggiore di vapore rispetto all'aria del sottotetto.
Se passa attraverso una fessura e raggiunge superfici molto fredde, il vapore può condensare.
Botola per sottotetto con scala retrattile - Getty Images
Il fenomeno può manifestarsi sui bordi della botola, sulle strutture vicine o sull'intradosso della copertura.
Per questo la tenuta all'aria del solaio ha una funzione diversa dal semplice contenimento degli spifferi: ridurre il trasporto di umidità.
Non bisogna però attribuire automaticamente tutta la condensa alla botola, perché concorrono alla sua formazione anche: ventilazione della copertura, isolamento e discontinuità del solaio.
Si può considerare una botola in legno alla quale è stato applicato superiormente uno spesso pannello isolante.
La superficie inferiore diventa meno fredda, ma durante le giornate ventose si continua a percepire aria fredda in corrispondenza di due angoli.
Osservando la chiusura si nota che il pannello è leggermente imbarcato e la vecchia guarnizione è completamente schiacciata.
La coibentazione ha corretto una parte della dispersione attraverso la superficie, ma non il passaggio d'aria lungo il perimetro.
L'intervento corretto è quello che consente di riportare la chiusura in condizioni geometriche corrette e ripristinare una guarnizione capace di lavorare uniformemente.
In una situazione opposta, con guarnizione perfettamente continua ma pannello sottile e molto freddo al tatto, l'intervento prioritario sarebbe invece l'aumento della resistenza termica della botola.
Una prima verifica può essere eseguita osservando la botola chiusa dall'interno:
Si può poi aprire la botola e verificare lo stato delle guarnizioni, cercando parti mancanti, indurite, schiacciate o staccate.
Dal lato del sottotetto, quando l'accesso è sicuro, si può osservare lo spessore del pannello e capire se sia presente un vero strato isolante.
Se il difetto riguarda il contatto tra pannello e telaio, l'intervento consiste normalmente nel creare una battuta continua e stabile sulla quale possa lavorare una guarnizione adatta.
Prima della sostituzione bisogna pulire la superficie e controllare che non vi siano deformazioni importanti.
Scala annessa alla botola - Pinterest
La guarnizione deve seguire l'intero perimetro senza interruzioni negli angoli.
Il punto di giunzione va realizzato in modo da non lasciare un varco.
Se la botola è incernierata, bisogna verificare che la nuova guarnizione non impedisca il movimento o provochi un carico eccessivo sulle cerniere.
Migliorare isolamento e tenuta non dovrebbe trasformare l'accesso al sottotetto in un punto difficile da utilizzare.
La botola serve normalmente per ispezionare copertura, impianti, antenne, canne fumarie o altri elementi presenti nel volume superiore.
Guarnizioni, rivestimenti e pannelli aggiuntivi devono quindi permettere apertura completa e manutenzione.
È opportuno valutare la sostituzione se:
Nel caso di scale retrattili può essere utile valutare direttamente un sistema progettato con pannello isolato e guarnizioni integrate.
È determinante la qualità del raccordo tra cassonetto e solaio: un elemento performante installato lasciando aperto il giunto perimetrale può continuare a produrre spifferi.
|
|