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Bonifico detrazioni errato: come rimediare?

Una condizione essenziale per godere delle detrazioni è quella del pagamento tramite bonifico parlante: vediamo quali sono le informazioni corrette da inserire.
- NEWS Detrazioni e agevolazioni fiscali

Bonus casa 2018 e bonifico parlante


A disposizione dei cittadini che hanno intenzione di effettuare lavori di ristrutturazione, riqualificazione energetica, acquisto di mobili ed elettrodomestici ci sono numerose agevolazioni fiscali.
Per poter usufruire delle detrazioni fiscali, cioè della possibilità di detrarre dall'IRPEF parte delle spese sostenute, ovvero del bonus casa, però, è necessario il rispetto di determinati requisiti.

Bonus casa su interventi edilizi

Quali documentazioni bisogna possedere per accedere al bonus?



  • fatture relative alle spese sostenute;

  • bonifico bancario che attesta il pagamento di interventi di ristrutturazione, di risparmio energetico, di acquisto di mobili, arredi e grandi elettrodomestici nonché delle spese per prestazioni professionali ad essi collegati;

  • dichiarazione di ristrutturazione da cui risulti una data di inizio lavori, come ad esempio una comunicazione al Comune in cui è ubicato l'immobile, o di un titolo abilitativo comunale o una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà.


Per gli interventi di riqualificazione globale, coibentazione dell'involucro e isolamento dell'edificio, è obbligatorio disporre anche della seguente documentazione che sarà poi trasmessa all'Enea Agenzia Nazionale per l'Efficienza Energetica:


  • APE attestato di prestazione energetica che deve essere redatto da un professionista abilitato e indipendente dalla ditta che esegue i lavori;

  • asseverazione cioè la certificazione dei produttori necessaria per caldaie, finestre e infissi;

  • scheda informativa che è un documento contenente i dati identificativi del soggetto, dell'immobile e la quantificazione del risparmio energetico conseguente all'intervento.


Cosa è il Bonifico parlante?


Tra i requisiti appena elencati abbiamo parlato di bonifico parlante, vediamo in dettaglio di cosa si tratta. Il principio fondamentale del bonifico parlante è che deve riportare correttamente il riferimento normativo, i dati di spesa e l'importo relativo agli interventi di ristrutturazione edilizia utili in fase di dichiarazione dei redditi a certificare importo e diritto alla detrazione.

Tra i dati richiesti per la compilazione vi è una specifica causale, utile proprio a rendere chiaro al Fisco che si tratta di un pagamento ammesso alle detrazioni fiscali.


Quali sono le detrazione che richiedono il bonifico parlante?



  • detrazione per gli interventi di ristrutturazione su immobile di proprietà;

  • detrazione per l'acquisto di mobili;

  • detrazioni per l'acquisto di elettrodomestici.


Come si fa un bonifico parlante?


Elenchiamo di seguito le informazioni richieste per la compilazione

  • causale del bonifico: inserire la dicitura Bonifico per detrazioni previste dall'art. 16-bis del Dpr 917/1986 con indicazione della relativa fattura che possa così collegare il pagamento all'acquisto;

    Codice Fiscale del richiedente: se il bonus ristrutturazioni è richiesto per lavori su case in comproprietà, bisognerà inserire nome, cognome e codice fiscale di tutti i proprietari.
    Nel caso di ristrutturazioni di parti comuni condominiali, bisognerà inserire anche il codice fiscale del condominio e dell'amministratore o dell'inquilino che effettua il pagamento;

    numero di P. Iva o CF titolare dell'azienda che effettua i lavori e a cui è quindi intestato il bonifico.


Per le spese che non è possibile pagare con bonifico, ad esempio gli oneri di urbanizzazione, diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo è possibile utilizzare altre modalità.

Bonifico errato: come rimediare?


L'Agenzia delle Entrate ha più volte ricordato che qualora il bonifico fosse mancante dei dati relativi a riferimento normativo, codice fiscale del richiedente e della ditta che effettua i lavori, non sarà valido ai fini del riconoscimento del bonus ristrutturazioni.

Errori comuni nel bonifico parlante
Nel caso in cui la compilazione del bonifico non risulti corretta, ad esempio nel caso in cui il codice fiscale sia errato, o non ci sia coincidenza tra bonificante e soggetto che richiede lo sgravio, errata compilazione della causale, l'unica soluzione è quella di ripetere il pagamento.

Si dovrebbe a tal punto cercare di concordare con il destinatario del bonifico l'annullamento del primo pagamento, per poter ripetere correttamente l'operazione.

L'Agenzia delle Entrate, in diverse occasioni è intervenuta in merito alla questione bonifico collegato agli interventi edilizi nel tentativo di semplificare le procedure e modalità di pagamento. Attraverso alcune precisazioni ha reso nota la possibilità, da parte del contribuente, di sanare le eventuali sviste qualora ci siano errori nella compilazione dei bonifici, permettendo così al cittadino di rimediare al danno commesso.

Pare, infatti, in base agli ultimi chiarimenti, che si possa considerare valido il bonifico anche nel caso in cui non riporti tutti i dati richiesti, a condizione che il cittadino rilasci un'apposita dichiarazione, specificando l'impossibilità di ripetere il pagamento. Il versamento si potrà considerare valido, anche se con indicazione errata o mancante, qualora risulti comunque soddisfatta la finalità della norma agevolativa, che consiste nell'effettuare una corretta tassazione del reddito derivante dalla esecuzione delle opere di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica.


Da quanto detto emerge dunque che si considera errore sanabile anche il pagamento delle spese con bonifico ordinario anziché parlante: il beneficiario del bonifico, però, deve rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio dalla quale si evinca che i corrispettivi accreditati sono stati inclusi nella contabilità dell'impresa ai fini della loro concorrenza alla corretta determinazione del reddito.

É opportuno sottolineare che in mancanza di specifiche indicazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate il rischio di contestazioni in sede di controlli resta, quindi è vivamente consigliato attenersi a quanto stabilito dalla norma, ovvero in caso di errore annullare il pagamento e rifarlo.


È necessario ricorrere all'aiuto di uno specialista?


In linea generale eseguire un pagamento tramite bonifico non è un'operazione tanto complessa da dover ricorrere alla consulenza di un commercialista.

Se si ha poca dimestichezza il consiglio è quello di eseguire il bonifico in banca e non online così da poter chiedere aiuto al personale, che con ogni probabilità avrà già avuto modo di compilare altri bonifici parlanti.

riproduzione riservata
Articolo: Bonifico ristrutturazioni: gli errori più comuni
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Bonifico ristrutturazioni: gli errori più comuni: Commenti e opinioni



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Alert Commenti
  • Massimo
    Massimo
    Giovedì 16 Giugno 2022, alle ore 15:28
    Un anno fa ho effettuato in banca un bonifico parlante per detrazione 50%.
    Purtroppo la banca ha invertito il codice fiscale dell'ordinante con il ricevente.
    Ora è passato un anno e devo fare la denuncia ma il mio commercialista mi ha fatto notare appunto l'errore.
    Come posso rimediare?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Massimo
      Lunedì 20 Giugno 2022, alle ore 15:26
      Se il pagamento è andato a buon fine, Le consiglio di farsi fare dall'impresa una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà, con la quale attesti che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (Circolare n. 43/2016).  Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Angelo
    Angelo
    Martedì 24 Maggio 2022, alle ore 15:04
    Ho effettuato un bonifico per detrazioni fiscali nel Novembre 2021 usufruendo dello sconto in fattura del 50%.
    Iil credito è stato ceduto all'impresa tramite professionista abilitato, il quale ha posto il visto di conformità.
    L'impresa ha accettato il credito ceduto sul portale dell'A.D.E. ma nell'aprile 2022 mi comunicava che la banca a cui voleva rivendere il credito non lo ha accettato perche nella compilazione del bonifico è stato sbagliato il C.F. del beneficiario della detrazione, inserendo per errore la p.IVA dell'impresa e non il mio C.F.
    Come posso rimediare e a cosa vado incontro?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Angelo
      Martedì 24 Maggio 2022, alle ore 16:33
      E' indispensabile farsi dare dall'impresa una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà, con la quale attesti che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (Circolare n. 43/2016). Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Angelo
        Angelo Pasquale
        Martedì 24 Maggio 2022, alle ore 22:56
        Mi scusi se insisto, ma chi non riesce a rivendere il credito è l'impresa non io, la procedura da parte del commercialista è stata fatta e accettata dall'impresa anche se il codice fiscale era sbagliato, credito ceduto è presente nel cassetto fiscale dell'impresa che però non riesce a rivendere.
        E vorrebbe ricorrere per vie legali. io cosa posso fare per corregge questo errore di questo bonifico del 2021 e a cosa andrei incontro se l'impresa mi fa causa?
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Angelo
          Mercoledì 25 Maggio 2022, alle ore 11:44
          Mi riferisco alla dichiarazione sostitutiva che la stessa impresa deve fornire alla banca in cui dichiara che ha incassato e contabilizzato le somme da Lei pagate. Se per la banca questa soluzione non porta a buon fine, anche se remota, va valutata la possibilità di rifare il bonifico parlante, previa restituzione delle somme già versate. In ogni caso non credo che questo errore materiale ed in buona fede sia la causa principale del problema; da novembre ad oggi, per le numerose truffe perpetrate ai danni dello Stato, le norme sulla cessione del credito sono cambiate più volte rendendolo, in molti casi, incedibile.  Più che legale è un problema da affrontare con il Suo commercialista per una idonea soluzione contabile. L'azione legale la vedo improbabile per i motivi espressi in precedenza. Cordiali saluti.  
          rispondi al commento
  • Totino
    Totino
    Domenica 24 Ottobre 2021, alle ore 16:21
    Ho effettuato un bonifico per ristrutturazione edilizia ma ho sbagliato l'intestazione della società indicando "Edilia," anziché "Edilizia".
    Può ritenersi valido ai fini della richiesta per la detrazione fiscale?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Totino
      Mercoledì 27 Ottobre 2021, alle ore 16:39
      Non corre nessun rischio. Per stare tranquilli, Le consiglio di farsi fare dall'impresa una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà, con la quale attesti che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (Circolare n. 43/2016). Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Marcel2
    Marcel2
    Lunedì 9 Agosto 2021, alle ore 18:47
    Io e mia moglie nell'anno 2021 fruiamo del Bonus Facciate detraendo il 50% ciscuno del 90% della spesa.
    Quali ricevute IM.I.S. dobbiamo conservare?
    Cioè di quali anni?
    Anche antecedenti al 2021?
    E fino a quale anno?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Marcel2
      Giovedì 12 Agosto 2021, alle ore 17:59
      Vanno conservate, per almeno 10 anni, tutte le copie dei bonifici "parlanti" che hanno riguardato quella tipologia di intervento, anche se antecedenti al 2021. Quindi, ad esempio, se i lavori sono iniziati nel 2019 ed ha effettuato anche il primo pagamento, da quell'anno dovrà conservare le ricevute. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Gianluca68
    Gianluca68
    Sabato 31 Luglio 2021, alle ore 18:26
    Ho fatto un bonifico parlante per risparmio energetico ed ho invertito il codice fiscale del benficiario con quello del fruitore.
    Devo rifare il bonifico e richiamare quello sbagliato ?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Gianluca68
      Venerdì 6 Agosto 2021, alle ore 08:11
      Non è necessario. Comunque si faccia fare dall'impresa una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà, con la quale attesti che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (Circolare n. 43/2016). Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Fabry
    Fabry
    Venerdì 2 Luglio 2021, alle ore 10:54
    Complimenti per l'articolo, esaustivo e ben fatto!
    Da poco nel bonifico ristrutturazione ho sbagliato nei commenti del bonifico la data della fattura (15/6/21 anzichè 18/6/21).
    Tutto il resto è giusto.
    Avrò problemi nella detrazione in seguito di 730?
    Fabrizio
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Fabry
      Lunedì 5 Luglio 2021, alle ore 16:55
      Non si preoccupi, non perderà la detrazione fiscale. La Circolare n. 11/E del 14 maggio 2014 chiarisce che il mero errore materiale nella compilazione del bonifico parlante non è causa della perdita dei benefici di legge. Per ulteriore sicurezza si faccia fare  dall'impresa una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà, con la quale quest'ultima attesta che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (Circolare n. 43/2016). Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Michele
    Michele
    Mercoledì 23 Giugno 2021, alle ore 16:03
    Ho fatto un bonifico parlante inserendo l'importo sbagliato (senza IVA).
    Come posso rimediare?
    Posso fare un secondo bonifico parlante con riferimento alla stessa fattura specificando che è un ravvedimento nella casuale?
    Grazie per bel servizio che offrite
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Michele
      Giovedì 24 Giugno 2021, alle ore 16:48
      Il primo consiglio è quello di rifare l'operazione. Se non è possibile la restituzione della somma versata può integrare la restante parte con un nuovo bonifico parlante indicando nella causale "integrazione fattura n. .... del ...." a cui dovrà seguire una autodichiarazione dell'impresa. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Filippo
    Filippo
    Domenica 13 Giugno 2021, alle ore 03:46
    Le scrivo perchè ho utilizzato come modalità di pagamento per i lavori di ristrutturazione un bonifico ordinario anziché quello parlante previsto dalla banca, dove però non ho inserito il mio codice fiscale.
    Per quando riguarda il bonifico ho già scaricato la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà da far firmare alla ditta, ma per il codice fiscale cosa posso fare?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Filippo
      Martedì 15 Giugno 2021, alle ore 13:16
      La circolare dell'agenzia delle entrate la n. 43 del 18/11/2016 con l'autodichiarazione dell'impresa "sana" la detrazione fiscale anche per coloro che hanno effettuato il pagamento a mezzo di bonifico ordinario. Va da sé che anche il codice fiscale viene riabilitato altrimenti non potrebbe beneficiarne, anche perché la procedura non lo prevede. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Gianluca71
    Gianluca71
    Martedì 12 Gennaio 2021, alle ore 10:40
    Proprio ieri ho fatto il mio primo bonifico parlante per detrazioni bonus ristrutturazioni e credo di aver commesso un errore.
    Mi spiego, ho fatto il bonifico tramite Internet Banking della mia banca, ho usato il bonifico predisposto per le ristrutturazioni.
    Ho indicato il mio codice fiscale nella casella ordinante, ma non ho inserito il mio codice fiscale nella causale poichè lo spazio non mi permetteva di inserire questa informazione.
    Ho sbagliato? Posso rimediare?
    Lo spazio della causale è troppo piccolo per mettere tutto quello che viene richiesto.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Gianluca71
      Mercoledì 13 Gennaio 2021, alle ore 11:57
      Stia tranquillo, non è un errore. Nella causale va inserito il riferimento della fattura ed, eventualmente, l'oggetto se c'è spazio. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
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