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Bonus ristrutturazione: cosa fare in caso di causale bonifico errata

Laddove il contribuente indichi nella causale del bonifico parlante un riferimento normativo sbagliato non ci sarà preclusione al diritto alla detrazione fiscale prevista
23 Febbraio 2020 ore 09:53 - NEWS Detrazioni e agevolazioni fiscali

Il pagamento delle spese di ristrutturazione


Al fine di godere della detrazione IRPEF del 50% per le spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio (ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo, ecc.) di cui all'art. 16-bis del DPR n. 917/86 (TUIR), come ben noto, è necessario che il pagamento dell'onere sia effettuato con bonifico bancario o postale (anche on line), da cui risultino:

  1. la causale del versamento, con riferimento alla norma;

  2. il codice fiscale del beneficiario della detrazione;

  3. il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

È questo il c.d. bonifico parlante. Nel caso in cui l'ordinante del bonifico sia persona diversa da quella indicata nella disposizione di pagamento quale beneficiario della detrazione, in presenza di tutte le altre condizioni previste dalla norma, la detrazione deve essere fruita da quest'ultimo.
Ciò lo ha precisato tempo fa l'Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 17/E del 24 aprile 2015.

Bonifico bonus ristrutturazione
Tuttavia, è possibile pagare con altre modalità diverse dal bonifico quelle spese come ad esempio oneri di urbanizzazione, diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo, ecc., per le quali in genere sono previste specifiche modalità di assolvimento (come il bollettino di c/c postale).

Si tenga altresì presente che laddove vi siano più soggetti che sostengono la spesa e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio e che per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell'amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.


Il pagamento per l'ecobonus


Fermo restando le regole sopracitate anche per la detrazione spettante in merito alle spese di riqualificazione energetica (c.d. ecobonus), ai fini di tale beneficio, le regole di pagamento dell'onere sono diverse a seconda che il contribuente sia titolare o meno di reddito d'impresa.

Nel dettaglio per chi non è titolare di reddito di impresa, il pagamento deve essere effettuato anche in tal caso con bonifico parlante (anche on line), da cui risultino: a) la causale del versamento, con indicazione degli estremi della norma agevolativa; b) il codice fiscale del beneficiario della detrazione; il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).

Bonifico ecobonus
I contribuenti titolari di reddito di impresa sono invece esonerati dall'obbligo di pagamento tramite la predetta modalità, salvo che determinano il reddito applicando il principio di cassa (Risposta Agenzia delle Entrate n. 46 del 2018).

Infatti, per chi determina il reddito d'impresa secondo il regime ordinario (e non di cassa), il momento dell'effettivo pagamento della spesa non è rilevante per la determinazione di tale tipologia di reddito, poiché vale la regola secondo cui il momento di imputazione dei costi si verifica, per i servizi, alla data in cui sono ultimate le prestazioni e, per i beni mobili, alla data di consegna o spedizione, salvo che sia diversa e successiva la data in cui si verifica l'effetto traslativo.


La ritenuta sul bonifico parlante



Restano validi, sia ai fini del bonus ristrutturazioni che dell'ecobonus, anche i bonifici parlanti effettuati tramite conti aperti presso gli istituti di pagamento, cioè le imprese, diverse dalle banche, autorizzate dalla Banca d'Italia a prestare servizi di pagamento.

In questi casi, però, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che per poter godere del beneficio, è necessario che l'istituto, in qualità di sostituto d'imposta, assolva tutti gli adempimenti riguardanti il versamento della ritenuta d'acconto, della certificazione della stessa (tramite modello CU) e della trasmissione della dichiarazione (modello 770).

Con riferimento alla ritenuta d'acconto si ricorda, infatti, che al momento del pagamento con bonifico parlante da parte del contribuente che intende avvalersi della detrazione, le banche, Poste Italiane Spa e gli altri istituti di pagamento devono operare una ritenuta dell'8% a titolo di acconto dell'imposta sul reddito dovuta dall'impresa che effettua i lavori. La base di calcolo su cui operare la ritenuta è l'importo del bonifico diminuito dell'Iva. Nessuna ritenuta è operata, invece, in caso di pagamento con modalità diverse dal bonifico.

In caso di bonifico errato


Spesso può accadere che per distrazione oppure per confusione o ancora per scarsa conoscenza delle disposizioni normative previste, nel predisporre il bonifico parlante si indichi una causale errata. Ad esempio si riporta la causale prevista per la detrazione riguardante le spese di recupero del patrimonio edilizio quando in realtà l'intervento è inquadrabile come di riqualificazione energetica oppure viceversa.

Il contribuente, tuttavia, può stare tranquillo in questo caso poiché, nel rispetto di tutte le altre condizioni previste non perderà il diritto al beneficio. Infatti, come si apprende anche dalla guida predisposta dall'Agenzia delle Entrate, quando sul bonifico sono stati riportati, per mero errore materiale, i riferimenti normativi della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio, l'agevolazione può comunque essere riconosciuta senza necessità di ulteriori adempimenti (Circolare n. 11/E del 2014).

Ciò in quanto, comunque, il comportamento del contribuente non inficia sulla corretta applicazione della ritenuta d'acconto da parte della banca/posta. Inoltre dalla stessa guida si apprende anche che se per errore è stato effettuato un bonifico diverso da quello dedicato (quindi è stato eseguito un bonifico ordinario) o non sono stati indicati sul bonifico tutti i dati richiesti, e non è stato possibile ripetere il bonifico stesso, la detrazione spetta solo qualora il contribuente sia in possesso di una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà rilasciata dall'impresa, con la quale quest'ultima attesta che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (Circolare n. 43/2016).

In sede di controllo, comunque, l'Amministrazione finanziaria verificherà se il comportamento risulta posto in essere per eludere il rispetto della normativa sull'applicazione della ritenuta.

riproduzione riservata
Articolo: Bonifico lavori di ristrutturazione ed errore nella causale
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Bonifico lavori di ristrutturazione ed errore nella causale: Commenti e opinioni



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Alert Commenti
  • Mario Brescia
    Mario Brescia
    Giovedì 8 Luglio 2021, alle ore 19:04
    Sto facendo una ristrutturazione edilizia e per errore ho pagato tre bonifici parlanti invertendo il codice fiscale del fruitore della detrazione, cioè io, con la partita IVA dei fornitori.
    Come si fa a ripetere il bonifico parlante senza fare pagare due volte la ritenuta d'acconto la fornitore?
    Basta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà?
    Il problema è la cessione del credito alla banca, accetterà la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà? .
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Mario Brescia
      Lunedì 12 Luglio 2021, alle ore 18:44
      La circolare n. 11/E del 2014 chiarisce che il mero errore di compilazione del bonifico parlante, non comporta la perdita dei benefici. In ogni caso Le consiglio di farsi fare dall'impresa una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà, con la quale quest'ultima attesta che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (Circolare n. 43/2016). Cordiali saluti. 
      rispondi al commento
  • Luciano
    Luciano
    Sabato 26 Giugno 2021, alle ore 10:57
    Ho effettuato bonifici per l'acquisto di mobili indicando come detrazione "Lavori di ristrutturazione edilizia anzichè "Bonus Mobili".
    Come posso rimediare?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Luciano
      Lunedì 28 Giugno 2021, alle ore 16:26
      È un errore che non pregiudica in nessun modo le detrazioni fiscali, l'importante è che sia stato riportato il Suo codice fiscale ed il numero e la data della fattura. In  ogni caso, per ulteriore tranquillità,  si faccia fare una autodichiarazione dal rivenditore di mobili che i corrispettivi accreditati a Suo favore sono stati correttamente contabilizzati. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Luciano
        Luciano Pasquale
        Mercoledì 30 Giugno 2021, alle ore 16:35
        Grazie, gentilissimo!
        rispondi al commento
  • Vincenzo
    Vincenzo
    Mercoledì 26 Maggio 2021, alle ore 22:24
    Purtroppo ho effettuato il bonifico per lavori di ristrutturazione senza usare il bonifico parlante.
    Me ne sono accorto dal 730 precompilato.
    Come unica rimedio ho trovato quella di ottenere "una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà rilasciata dall’impresa con la quale quest’ultima attesti che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito d’impresa"
    Volevo chiedervi, se il bonifico è stato inviato a novembre 2020 oramai è tardi per poter chiedere questa dichiarazione sostitutiva alla ditta?
    Ci sono altre possibilità per rimediare?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Vincenzo
      Domenica 30 Maggio 2021, alle ore 15:54
      No, le possibilità sono le due da Lei elencate. Rifare il bonifico non è più fattibile mentre la dichiarazione da parte della ditta esecutrice dei lavori è obbligatoria e non può sottrarsi. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Valeria
    Valeria
    Lunedì 3 Maggio 2021, alle ore 21:46
    Ho effettuato il bonifico per detrazioni fiscali dal sito on line di Poste Italiane.
    Nella causale comunicazioni al beneficiario ho indicato la CILA con numero di protocollo per opere di manutenzione straordinaria in luogo del numero di fattura ragione sociale e PI dell'impresa e mio Codice fiscale.
    Nella ricevuta del bonifico, a parte il numero della fattura, si rilevano tutti gli altri dati, anche se non indicati in causale.
    Cosa devo fare?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Valeria
      Martedì 4 Maggio 2021, alle ore 09:36
      Stia tranquilla, non perde le detrazioni fiscali. E' importante, però, che l'impresa le faccia una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà, con la quale quest'ultima attesta che i corrispettivi accreditati a Suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (Circolare n. 43/2016). Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Federico
    Federico
    Mercoledì 31 Marzo 2021, alle ore 10:41
    Per errore, In bonifici già pagati da qualche mese, ho inserito nella causale sempre come riferimento normativo il 16-bis del D.P.R. 917/1986sia per le detrazioni per ristrutturazione recuperabili al 50%, sia per i lavori da bonus facciate recuperabili al 90%..Come posso fare?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Federico
      Venerdì 2 Aprile 2021, alle ore 11:30
      La circolare n. 11/E del 2014 chiarisce che il mero errore di compilazione del bonifico parlante, non comporta la perdita dei benefici, anche scambiando le tipologie di interventi. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Maria Grazia
    Maria Grazia
    Domenica 14 Marzo 2021, alle ore 16:53
    Mi sono accorta che, per errore, in un bonifico ho inserito il nome e il CODICE FISCALE dell’impresa edile nello spazio riservato alle detrazioni per l’ordinante.
    L’impresa mi ha consegnato una dichiarazione sostitutiva ma, adesso, non so come farla avere all’A. d. E. visto che utilizzo la dichiarazione precompilata dell’A. d. E.
    Potrei avere un suggerimento?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Maria Grazia
      Martedì 16 Marzo 2021, alle ore 17:50
      La dichiarazione sostitutiva redatta dall'impresa non deve essere inviata all'AdE ma custodita, assieme alle ricevute dei bonifici e ad altri documenti inerenti i lavori, ed esibita solo in caso di controlli. In ogni caso le detrazioni fiscali non sono a rischio. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Maria Grazia
        Maria Grazia Pasquale
        Martedì 16 Marzo 2021, alle ore 18:24
        Grazie per la spiegazione, non ero assolutamente a conoscenza di quanto da Lei detto, credevo di dover modificare il 730 precompilato e inviare una copi all'AdE.
        rispondi al commento
  • Cristina
    Cristina
    Martedì 2 Marzo 2021, alle ore 00:18
    Ho pagato on line i bonifici per ristrutturazione casa, compilando causale ma non ho messo riferimento fattura cosa succede?
    Non ho il diritto al 50% di detrazione?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Cristina
      Giovedì 4 Marzo 2021, alle ore 08:46
      Stia tranquilla, non perde le detrazioni fiscali. La circolare n. 19/2020 dell'AdE dispone che il bonifico deve riportare la causale del versamento dalla quale si evinca che il pagamento è effettuato per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione. Inoltre va indicato il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Altri dati sono utili ma non indispensabili. Cordiali saluti.  
      rispondi al commento
  • Angelo
    Angelo
    Mercoledì 20 Gennaio 2021, alle ore 15:07
    Nella causale del bonifico per la detrazione del bonus condizionatori, ho indicato il nome dell'azienda in modo errato
    Nell'intestazione del bonifico il nome dell'azienda è corretto.
    Ho indicato correttamente n. fattura e e partita iva dell'azienda, ma il nome l'ho errato.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Angelo
      Lunedì 25 Gennaio 2021, alle ore 12:11
      È un errore che non pregiudica in nessun modo le detrazioni fiscali. In ogni caso si faccia fare una autodichiarazione dalla ditta esecutrice dei lavori che i corrispettivi accreditati a Suo favore sono stati correttamente contabilizzati. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Angelo
        Angelo Pasquale
        Lunedì 25 Gennaio 2021, alle ore 12:56
        Il nome indicato male sul bonifico è dell'azienda dove ho acquistato i condizionatori.
        per quanto riguarda l'installazione, verrà eseguito pIù avanti.
        devo anche in questo caso certificare il pagamento?
        anche i lavori di installazione sono detraibili al 50%(detrazione senza ristrutturazioe)?
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Angelo
          Lunedì 25 Gennaio 2021, alle ore 15:17
          Se il bonifico è corretto non serve l'autodichiarazione dell'azienda. Anche la prestazione di posa in opera fatta successivamente è detraibile nella misura del 50%. Cordiali saluti.
          rispondi al commento
  • Anna
    Anna
    Giovedì 24 Dicembre 2020, alle ore 12:22
    Ho ristrutturato casa ma per ignoranza, nella causale del bonifico in merito agli infissi installati ad efficienza energetica, ho messo per ristrutturazione e non per efficienza energetica, quindi invece di avere il 50%, vorrei portare il 65 % .
    Come posso fare?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Anna
      Lunedì 28 Dicembre 2020, alle ore 12:48
      Non si preoccupi, non perderà la detrazione fiscale del 65%.  La Circolare n. 11/E del 14 maggio 2014 chiarisce che il mero errore materiale nella compilazione del bonifico parlante non è causa della perdita dei benefici di legge. E' importante che l'impresa le faccia una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà, con la quale quest'ultima attesta che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (Circolare n. 43/2016). Cordiali saluti.
      rispondi al commento
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