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Distacchi elettrici continui per problemi di rete: cosa fare e come sollecitare il distributore

Distacchi elettrici ripetuti per guasti o lavori del distributore: come ridurre danni da sbalzi, raccogliere prove, chiedere indennizzi e avviare reclami.
Pubblicato il

Prima distinzione che cambia tutto: venditore e distributore non sono la stessa cosa


Quando la corrente va e viene per problemi legati a cabine, linee o interventi sulla rete, l’interlocutore tecnico è quasi sempre il distributore, cioè il soggetto che gestisce contatori e infrastruttura locale.

Quadro elettrico Impianto elettrico - Getty Images



Il venditore, invece, è l’azienda con cui hai il contratto e che ti invia la bolletta.

In concreto significa questo: per segnalare un guasto o chiedere il ripristino urgente della fornitura si contatta il distributore tramite il numero dedicato.

Se invece si tratta di un reclamo formale, di una richiesta danni o di una contestazione strutturata, il passaggio corretto è inviare un reclamo scritto al venditore, che poi è tenuto a coinvolgere il distributore.

ARERA, l’Autorità pubblica indipendente che regola e controlla i servizi di energia tutelando i consumatori, indica proprio questo percorso: reclamo al venditore, trasmissione al distributore e risposta motivata.


Riconoscere se la causa è fuori casa


Non serve trasformarsi in perito, ma conviene evitare un errore frequente: attribuire al distributore un problema che nasce nell’impianto domestico (dispersioni, differenziale sensibile, morsetti lenti, carichi eccessivi).


Due segnali aiutano:

  • se l’interruzione è totale e interessa anche vicini/parti comuni, oppure se la corrente torna da sola dopo alcuni minuti senza che tu abbia toccato nulla;
  • Se invece scatta solo un interruttore del quadro e puoi ripristinare subito, è più probabile un evento interno o un sovraccarico su una linea.


Questa verifica è utile anche “politicamente”: quando contatti il numero guasti o scrivi un reclamo, la differenza tra “salta tutto” e “scatta il differenziale della cucina” cambia la priorità dell’intervento.


Sbalzi di tensione: la cosa che rovina davvero gli impianti


Il danno spesso non arriva durante il blackout, ma al rientro della tensione: riattacchi bruschi, oscillazioni, sequenze di on/off ravvicinate stressano alimentatori elettronici e compressori.

Danni a causa di sbalzi di tensione Danni a causa di sbalzi di tensione - Sora



Se si nota che la rete è instabile, meglio ridurre i carichi e non far ripartire tutto insieme appena torna la corrente.

A livello pratico, nelle abitazioni con elettronica sensibile e impianti evoluti, ciò che soffre di più è la combinazione di router e apparati di rete, TV e console, PC e NAS, ma anche caldaie moderne, pompe di calore, schede di elettrodomestici e motori.

Quando i distacchi diventano ricorrenti, affidarsi solo alla fortuna è il modo più veloce per ritrovarsi con una scheda bruciata nel momento peggiore.

La protezione elettrica non è un vezzo ma manutenzione preventiva.


Protezioni consigliabili per pompe e climatizzazione


In un impianto domestico moderno alcuni dispositivi, installati da un elettricista abilitato, riducono in modo significativo i rischi legati a rientri e sbalzi di tensione.

ElettricistaElettricista - Getty Images



Uno scaricatore di sovratensione (SPD) nel quadro protegge da sovratensioni transitorie e manovre di rete.

Un relè di minima e massima tensione, meglio se con ritardo di reinserzione, evita riaccensioni ravvicinate: interrompe l’alimentazione quando la tensione è fuori soglia e la ripristina solo a valori stabilizzati.

In presenza di autoclave o pompe (pozzo, sollevamento, irrigazione) la protezione è doppia.

Va infatti tutelata l’elettronica ma anche il motore, prevenendo ripartenze ripetute che surriscaldano gli avvolgimenti.

Lo stesso vale per le pompe di calore, spesso soggette a restart automatici in caso di rete instabile.


Fotovoltaico e wallbox: cosa sapere in caso di blackout


Con un impianto fotovoltaico è normale che l’inverter si disattivi in assenza di rete: è una misura di sicurezza chiamata anti-islanding.

Cosa cambia con il fotovoltaico? Cosa cambia con il fotovoltaico

- Getty Images

Avere il fotovoltaico, però, non significa avere continuità elettrica durante un blackout.

Per alimentare carichi selezionati come router, luci o frigorifero serve una configurazione specifica con accumulo e sistema di back-up dedicato.

Senza questa predisposizione, l’impianto si spegne insieme alla rete.

Anche una wallbox per la ricarica dell’auto elettrica può risentire di sbalzi e microinterruzioni, generando blocchi o errori.

In questi casi sono fondamentali protezioni adeguate nel quadro e una linea correttamente dimensionata.

Se la tensione è instabile, conviene sospendere la ricarica e riprenderla a rete stabilizzata.


Continuità per i carichi critici: UPS sì, generatore no


Per chi lavora da casa o ha un impianto di allarme e domotica, l’UPS non serve per tenere accesa la casa, ma per evitare spegnimenti sporchi e micro-interruzioni su modem/router, PC, NAS e centrale di allarme.
ciabattta multipresa torretta
Un UPS ben scelto consente anche di spegnere tutto in modo ordinato quando s capisce che l’interruzione non è di pochi secondi.

Diverso il discorso dei generatori: hanno senso solo se si hanno esigenze reali di continuità (ad esempio apparecchiature particolari o contesti rurali), perché richiedono gestione, sicurezza e spesso pratiche.

In molte abitazioni la combinazione più razionale è, protezioni in quadro più UPS per pochi carichi strategici.


Se ci sono distacchi ripetuti: cosa annotare per non farti rimbalzare


Quando le interruzioni di corrente si verificano più volte nel tempo, la parte più sottovalutata è la documentazione.

Senza dati concreti, il rischio è che la segnalazione venga trattata come un episodio isolato.

Senza dati concreti non si va molto lontaniSenza dati concreti non si va molto lontani - Getty Images



Conviene quindi annotare una traccia essenziale: data, orario, durata approssimativa e se l’interruzione è stata totale o ha coinvolto solo alcune linee dell’abitazione.

Se si dispone di un impianto fotovoltaico con sistema di monitoraggio, di dispositivi domotici o di un UPS che registra gli eventi, bisogna conservare i log.

In ambito condominiale, se si fermano autoclave o ascensore, una comunicazione dell’amministratore o del manutentore può fornire ulteriore riscontro.

Non è burocrazia inutile ma ciò che permette di trasformare una semplice lamentela in una segnalazione verificabile e tecnicamente valutabile.


Rimborso per interruzione corrente: cosa prevede ARERA


ARERA prevede un indennizzo automatico quando la durata di un’interruzione supera gli standard di qualità fissati dall’Autorità.

Quadro elettricoQuadro elettrico -

Getty Images

Per i clienti domestici in bassa tensione con potenza fino a 6 kW, l’importo base è pari a 34,50 euro.

Questa cifra aumenta di 17,25 euro per ogni ulteriori 4 ore di interruzione oltre la soglia prevista, fino a un limite massimo di riferimento che arriva a 240 ore complessive.

L’indennizzo viene riconosciuto automaticamente, senza necessità di domanda formale, attraverso il venditore o il distributore a seconda dei casi.

Tuttavia non si applica in tutte le circostanze: può essere escluso ad esempio, in caso di morosità, se il disservizio è imputabile al cliente o oltre determinati limiti temporali.

Inoltre, l’indennizzo automatico non esclude la possibilità di chiedere un risarcimento ulteriore per eventuali danni dimostrabili secondo le regole ordinarie del Codice Civile.


Danni a elettrodomestici o impianti: come impostare la richiesta in modo credibile


Se a seguito dell’interruzione (o del rientro) si danneggiano apparecchi e componenti, ARERA indica che il primo passo è inviare un reclamo scritto al proprio venditore, che lo trasmette al distributore.

Il distributore deve fornire una risposta scritta motivata.

Danni agli elettrodomestici, come fare? Danni agli elettrodomestici, ecco come fare -

Sora

Se il reclamo non viene accolto perché il distributore non si ritiene responsabile, puoi tentare la risoluzione con la conciliazione.

Nella pratica, una richiesta ben strutturata e difficilmente contestabile include un elenco degli eventi con date e orari nonché la descrizione dettagliata del danno subito.

Vanno allegati inoltre i documenti di riparazione o una diagnosi tecnica (anche una semplice relazione dell’assistenza che descriva il guasto), oltre all’indicazione dei ticket guasti aperti e dei numeri di segnalazione.


Qualità della tensione e misure: quando serve un dato oggettivo


Quando il problema non è l’assenza totale di corrente ma la qualità della tensione, buchi di tensione, sottotensioni o eventi ripetuti, può essere necessario disporre di dati misurati.
misuratore tensione elettrica
Il riferimento regolatorio è il TIQE, cioè il Testo Integrato della Qualità dei servizi di Distribuzione dell’energia elettrica, documento con cui ARERA stabilisce standard, obblighi e modalità di controllo della qualità tecnica della rete.

Il TIQE prevede che, su richiesta dell’utente, il distributore possa installare e gestire un registratore individuale della qualità della tensione, conforme alle norme CEI EN 50160 (che definisce i limiti di qualità della tensione fornita) e CEI EN 61000-4-30 (che stabilisce come devono essere effettuate le misure). I costi sono a carico del richiedente.

Non è una scelta necessaria in ogni caso, ma in presenza di apparecchiature sensibili può rendere molto più solida una contestazione tecnica.


Sollecito, reclamo e conciliazione: la sequenza che funziona


Per il ripristino immediato resta fondamentale la segnalazione al pronto intervento guasti del distributore: serve a registrare ufficialmente l’evento e a ottenere un riferimento tracciabile.
prolunga avvolgibile
Se però le interruzioni si ripetono e si desidera un intervento strutturale, il percorso più efficace è un reclamo scritto al venditore, quindi all’azienda con cui si ha il contratto. Il reclamo deve essere tracciabile e circostanziato.

Se la risposta è assente o insoddisfacente, oppure trascorrono 40 giorni senza riscontro, è possibile attivare il Servizio Conciliazione ARERA, passaggio gratuito e regolato prima di eventuali azioni legali.

Se invece ci sono segnali di pericolo, odore di bruciato, quadri che scaldano, scintille, cavi danneggiati, la priorità è mettere in sicurezza l’impianto e chiamare un tecnico.



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