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Belladonna: coltivazione e proprietà di una pianta pericolosa

NEWS Piante24 Agosto 2020 ore 15:02
Poco utilizzata per decorare gli spazi esterni, la Atropa Belladonna, per le sue molteplici proprietà, è una pianta impiegata soprattutto in campo farmaceutico.

Terapeutica e tossica: ecco le caratteristiche della pianta Belladonna


La Atropa Belladonna è una pianta perenne erbacea appartenente alla famiglia delle Solanaceae che cresce spontaneamente in Europa, Nord Africa, Asia orientale e in alcuna zone dell’America Settentrionale.

Belladonna con ape
Molto diffusa anche in Italia, la pianta Belladonna presenta fusti semi legnosi e del tutto legnosi alla base, con un fogliame verde scuro. I fiori, che sbocciano in primavera, sono di piccole dimensioni, a forma di campanella e dalla tonalità viola chiaro o lilla.

La fioritura prosegue in genere fino a settembre e, nel caso della varietà Lutea, i boccioli possono essere anche gialli. Insieme ai fiori, vengono prodotte anche i frutti, delle bacche rotonde inizialmente verdi che, giunte a piena maturazione, diventano di colore nero lucido, con un aspetto molto simile a quello dei mirtilli e un diametro di circa 1 cm.

Belladonna bacche
Poco presente all’interno di giardini e terrazzi a scopo decorativo, la Belladonna è molto conosciuta per il fatto che sia le sue bacche che le foglie risultano essere estremamente tossiche, in quanto contengono un alcaloide molto potente. Se ingerite, infatti, queste parti della pianta provocano deliri e allucinazioni.

Dalla pianta viene inoltre ricavata una droga chiamata atropina ed è molto antico l’utilizzo della Belladonna nella medicina e in campo cosmetico. Prima dell’età medievale, la pianta era impiegata come anestetico, mentre presso gli antichi Romani era un potente veleno utilizzato molte volte per uccidere le mogli di alcuni imperatori.


Belladonna bocciolo da temperatetheferns.info.com

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Belladonna cespuglio da marketpixlr.com

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Belladonna bacca da alchetron.com

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Belladonna fiori da Amazon

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Belladonna da indianmedicinalplantsinfo.com

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Il nome Belladonna, con il quale la specie è comunemente conosciuta, fa riferimento all’usanza diffusa nel Medioevo e nel Rinascimento, di impiegare la pianta per indurre la dilatazione della pupilla rendendo gli occhi più attraenti. Il termine atropa, invece, deriva dal greco antico e si riferisce ad Atropos, una delle tre Moire del mondo mitologico, che provvedeva a tagliare via il filo della vita.


Coltivazione della Belladonna


Come già accennato, raramente la Belladonna viene impiegata come pianta ornamentale sui balconi o nelle aree esterne della casa , vista la tossicità delle sue parti vegetali e quindi il pericolo che potrebbe crearsi negli spazi domestici. La Belladonna, però, può essere propagata molto facilmente vista la facilità con cui uccelli e altri animali possono trasportarne i semi.

Belladonna fiore
Inoltre, la coltivazione domestica della Belladonna non è semplice poiché la germinazione dei semi è possibile solo dopo una lunga vernalizzazione mentre le piante, una volta cresciute, sono decisamente sensibili al marciume radicale e richiedono una particolare attenzione verso l’umidità presente nel suolo.

La Belladonna viene coltivata in modo intensivo solo a livello industriale, in particolar modo per il settore farmaceutico, vista la validità fitoterapica e omeopatica dei suoi estratti.
Ad ogni modo, se si decide per qualche ragione di coltivare in casa la Belladonna, bisognerà prestare attenzione ad alcuni importanti fattori.

Belladonna atropa fiore e bacche
Nella messa a dimora, prima di introdurre la pianta, sarà necessario pulire con attenzione il terreno da parassiti, semi o piante infestanti. Il periodo migliore per iniziare la coltivazione della pianta è senza dubbio quello tardo primaverile, quindi nel mese di maggio.
L’esposizione della Belladonna fiore dovrà essere a mezz’ombra oppure in ombra totale e per evitare che la pianta venga danneggiata dal freddo, prima dell’arrivo dell’inverno si consiglia di coprirne il piede con della pacciamatura o con dello stallatico.

La concimazione, in linea generale, non deve essere troppo abbondante se le piante sono robuste e in buona salute; le innaffiature invece devono essere regolari ma non troppo copiose, facendo attenzione a non creare ristagni idrici che potrebbero creare marciumi pericolosi per la specie.


La Atropa Belladonna può essere moltiplicata sia per seme che per talea. Come già detto, la semina non è affatto semplice, in quanto i semi devono passare all’esterno tutta la stagione invernale. Prima le sementi vanno immerse in acqua calda per uccidere eventuali parassiti e a inizio primavera, nel mese di marzo, si potranno inserire i semi in un lettorino con terriccio ben drenato.

La moltiplicazione per talea è sicuramente un’operazione molto più semplice da eseguire.
Da un esemplare adulto bisognerà prelevare dei segmenti lunghi almeno 10 cm e inserirli in un terriccio leggero e mantenuto costantemente umido e all’ombra.

Nel mese di aprile, poi, si provvederà alla divisione delle radici, estraendo gli esemplari dal terreno in modo che ciascuna porzione di radice abbia almeno un germoglio.


Belladonna: proprietà e utilizzo


Gli alcaloidi presenti nella pianta, e in particolar modo l’atropina, sono utilizzati soprattutto in medicina e nel campo dell’Omeopatia. La proprietà dell’atropina che consente di mantenere dilatata la pupilla dell’occhio per ore è sfruttata principalmente in caso di visite oculistiche, in particolar modo nel caso di misurazioni difficili. Gli altri principi attivi presenti nella pianta sono utilizzati in genere contro i dolori addominali acuti, per alleviare i sintomi del morbo di Parkinson e nel caso di disturbi cardiaci.

Belladonna farmaco da rdalchemy.com
Per secoli la Belladonna è stata impiegata in erboristeria sotto forma di polveri, tinture e sali, non solo per contrastare gli stati dolorosi ma anche come antinfiammatorio e come miorilassante. Per il suo potere analgesico, inoltre, la Belladonna venne utilizzata anche dalla regina Vittoria per il primo parto indolore della storia.

In Omeopatia, la Belladonna farmaco è impiegata per contrastare patologie influenzali e dell’apparato respiratorio come faringiti, tonsilliti, rinofaringiti e febbre.
Viste le proprietà della pianta e la sua tossicità, si consiglia di assumere i preparati a base di Belladonna erba sotto controllo medico. Come accennato, gli eventuali sintomi da avvelenamento comprendono principalmente stati di allucinazione e delirio.


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Articolo: Belladonna pianta: proprietà e tossicità
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Belladonna pianta: proprietà e tossicità: Commenti e opinioni


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