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Durante l’inverno l’aria di casa cambia in modo molto lento.
All’inizio sembra solo una stagione più fredda del solito, poi arrivano piccoli fastidi: la gola asciutta al mattino, la pelle che tira, una sensazione di freddo che non combacia con i gradi segnati dal termostato.
In inverno l'aria in casa diventa più secca: quando fare ricambio di aria - Getty Images
Nella maggior parte dei casi il motivo è legato all’umidità, o meglio alla sua assenza.
Quando i valori scendono troppo, il comfort quotidiano ne risente, anche se la temperatura è corretta.
Capire cosa succede davvero all’aria che circola in casa aiuta a intervenire con maggiore equilibrio sul problema dell'aria secca in casa.
Con l’arrivo del freddo il riscaldamento resta acceso per molte ore consecutive.
L’aria viene scaldata in modo costante, ma non riceve nuova umidità.
Questo passaggio altera il rapporto naturale tra temperatura e vapore acqueo presente nell’ambiente.
L'aria secca è dovuta allamancanza di umidità in casa - Foto Dyson
L’aria calda, per sua natura, può contenere più umidità rispetto a quella fredda.
Quando però il calore è prodotto artificialmente, l’umidità relativa diminuisce anche se la quantità reale di acqua nell’aria resta invariata.
Il risultato è un ambiente caldo ma asciutto, che nel tempo perde equilibrio.
Questo processo avviene in modo graduale e spesso non viene notato subito, almeno finché il corpo non inizia a mandare segnali chiari.
Inoltre, durante l’inverno le finestre restano chiuse per molte ore per limitare le dispersioni di calore.
È una scelta comprensibile, ma riduce drasticamente il ricambio d’aria naturale e impedisce all’umidità esterna di entrare.
Se non c'è ricambio d'aria si ha il problema dell'aria secca - Foto Olimpia Splendid
Negli edifici più recenti, caratterizzati da un buon isolamento e da infissi performanti, l’aria interna resta praticamente sigillata.
Viene riscaldata e riutilizzata più volte, diventando progressivamente più secca.
L’assenza di infiltrazioni spontanee accentua il problema giorno dopo giorno.
Senza un ricambio controllato, l’umidità può scendere sotto livelli confortevoli senza che ce ne si renda conto.
I primi segnali arrivano spesso dal corpo. Naso e gola risultano asciutti, soprattutto al risveglio.
Gli occhi possono diventare più sensibili e la pelle perde elasticità anche in ambienti ben riscaldati.
L'aria secca può portare reazioni al corpo e alla casa - Dyson
Anche la casa fornisce indizi precisi.
Il legno è uno dei materiali più sensibili alla mancanza di umidità: pavimenti, porte e mobili possono mostrare piccole fessure, scricchiolii o lievi movimenti nel tempo.
Quando questi segnali si presentano insieme, è probabile che l’aria interna sia troppo secca.
Per mantenere un buon livello di comfort abitativo, l’umidità relativa dovrebbe restare tra il 40% e il 60%.
Questo intervallo rende l’aria più respirabile e contribuisce a una percezione del calore più naturale.
Nei mesi invernali, soprattutto con il riscaldamento sempre attivo, è frequente scendere sotto il 35%.
Un semplice igrometro permette di controllare i valori reali e di capire come l’ambiente reagisce durante la giornata.
Monitorare l’umidità aiuta a prevenire fastidi fisici e a proteggere i materiali presenti in casa.
Un ambiente troppo secco influisce anche sul modo in cui il corpo percepisce la temperatura.
Quando l’umidità è bassa, il calore corporeo viene disperso più velocemente.
L’aria asciutta favorisce l’evaporazione dell’umidità dalla pelle, aumentando la dispersione termica.
Anche con una temperatura adeguata, la sensazione di freddo può risultare più marcata.
In molti casi si tende ad alzare il riscaldamento, ma senza risolvere la causa reale e con un conseguente aumento dei consumi.
Prima di ricorrere a dispositivi specifici, conviene osservare le abitudini quotidiane.
Piccoli accorgimenti, se costanti, possono aiutare a ristabilire un equilibrio più naturale.
Tra le pratiche più comuni rientrano:
Queste soluzioni consentono di aumentare gradualmente l’umidità senza raffreddare eccessivamente le superfici.
Se l’umidità resta stabilmente bassa, l’uso di un umidificatore può diventare necessario.
È importante però non eccedere e mantenere sempre il controllo dei valori.
Umidificatore di Olimpia splendid
Alcuni produttori come Olimpia Splendid propongono modelli pensati per l’uso domestico, con regolazioni semplici e adatte a stanze di diverse dimensioni.
Anche soluzioni più evolute, come quelle sviluppate da Dyson, permettono di gestire l’umidità in modo preciso, evitando sbalzi improvvisi.
L’obiettivo non è aumentare l’umidità indiscriminatamente, ma riportarla entro un intervallo stabile.
Nelle abitazioni dotate di ventilazione meccanica controllata, il ricambio d’aria è continuo.
Questo migliora la qualità dell’aria interna, ma può incidere sull’umidità se il sistema non è ben regolato.
Umidificatore e purificatore Dyson
Alcuni impianti moderni prevedono il recupero di parte dell’umidità, una funzione utile soprattutto nei mesi freddi.
In assenza di queste soluzioni, è importante trovare un equilibrio tra ricambio d’aria e comfort interno.
Uno degli errori più frequenti è concentrarsi esclusivamente sulla temperatura, trascurando l’umidità.
Aumentare il calore non rende l’ambiente più confortevole se l’aria resta secca.
Temperatura e umidificazione alta possono essere errori - Foto Olimpia Splendid
Un altro sbaglio riguarda l’umidificazione eccessiva, spesso fatta senza misurazioni.
L’obiettivo non è alzare i valori a caso, ma mantenerli entro un intervallo equilibrato e costante. Un approccio graduale permette di ottenere risultati più stabili nel tempo.
L’aria secca in inverno è un fenomeno comune, ma non inevitabile.
Comprenderne le cause consente di intervenire in modo mirato, migliorando il comfort senza aumentare inutilmente i consumi energetici.
Trovare il giusto equilibrio tra temperatura, umidità e ricambio d’aria rende gli ambienti più piacevoli da vivere.
Nei mesi freddi, la qualità dell’aria interna diventa parte integrante del benessere quotidiano, tanto quanto il calore percepito.
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