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Quando si parla di allarme wireless, il tema delle false segnalazioni viene spesso liquidato come un fastidio marginale.
A volte l'impianto di sorveglianza potrebbe inviare false segnalazioni - Foto Tapo
In realtà, è uno dei motivi principali per cui molti impianti vengono progressivamente disattivati o utilizzati solo in parte.
Un allarme che suona senza motivo non solo crea disagio, ma mina alla base la fiducia dell'utente nel sistema.
L'esperienza dimostra che il vero nemico della sicurezza non è il ladro, ma l'abitudine a ignorare l'allarme.
E questa abitudine nasce quasi sempre da segnalazioni inutili o ripetute.
Non tutte le segnalazioni “inutili” sono uguali.
Ci sono falsi allarmi veri e propri, in cui il sistema rileva un'intrusione inesistente, e segnalazioni improprie, causate da un uso scorretto o da una configurazione inadatta.
Nella pratica quotidiana, però, il risultato non cambia: il sistema, anche se top come quello proposto da aziende come Tapo, perde credibilità.
Un esempio classico è il sensore volumetrico che scatta di notte per una tenda mossa dall'aria o per un animale domestico.
Dal punto di vista tecnico non è un malfunzionamento, ma per l'utente è un errore del sistema.
Contrariamente a quanto si pensa, nella maggior parte dei casi il problema non è il dispositivo, ma il contesto in cui viene installato.
Rilevatore di movimento - Getty Images
Ambienti con correnti d'aria, variazioni termiche marcate o movimenti non previsti mettono in difficoltà anche sensori di buona qualità.
Uno scenario molto comune è quello del soggiorno con balcone: porta finestra socchiusa, aria che entra, tenda leggera che si muove.
Il sensore interpreta il movimento come presenza umana e scatta.
Dopo due o tre episodi simili, l'utente inizia a disattivare l'allarme interno “solo per la notte”.
Un errore tipico è pensare che più sensibilità significhi più sicurezza.
In realtà, un sensore regolato al massimo in un ambiente vissuto è una ricetta perfetta per i falsi allarmi.
I sensori devono essere posizionati bene - Foto PGST
Anche il posizionamento gioca un ruolo decisivo: sensori puntati verso finestre, fonti di calore o zone di passaggio continuo aumentano il rischio di segnalazioni inutili.
Le raccomandazioni di cui sopra sono fornite da aziende serie del calibro di PGST.
Qui emerge un punto spesso ignorato: la sicurezza non è questione di eccesso, ma di equilibrio.
Un sensore che vede tutto non protegge meglio, disturba soltanto di più.
La presenza di animali è una delle cause più frequenti di segnalazioni indesiderate.
Anche sensori dichiarati “pet friendly” hanno limiti precisi di peso, altezza e comportamento dell'animale.
Gli animali domestico potrebbero essere un problema - Sora
Un gatto che salta su un mobile o un cane che corre di notte può rientrare nei parametri di rilevazione.
Molti proprietari scoprono il problema solo dopo l'installazione, quando le prime notti diventano un susseguirsi di notifiche.
A quel punto, la tentazione di spegnere tutto è forte. Ed è qui che la sicurezza inizia a indebolirsi sul serio.
Un'altra causa sottovalutata è lo stato delle batterie.
Batterie scariche o in esaurimento possono generare comunicazioni instabili, ritardi o segnalazioni errate.
In una casa vissuta, dove le notifiche sono tante, gli avvisi di batteria bassa vengono spesso ignorati o rimandati.
Il risultato è un sistema che si comporta in modo imprevedibile, alimentando la sensazione di inaffidabilità.
Non è un problema tecnologico, ma di gestione nel tempo.
Il vero danno delle false segnalazioni non è il rumore o la notifica, ma il cambiamento di comportamento che inducono.
Telecamera di un kit antifurto - AGS Home
L'utente inizia a non reagire subito, a pensare “sarà come l'altra volta”, a disattivare temporaneamente sensori o intere zone.
Questa progressiva normalizzazione del falso allarme è il punto di non ritorno. Un sistema che viene ignorato è, di fatto, un sistema che non protegge.
La soluzione non è aggiungere dispositivi o aumentare la sensibilità, ma progettare l'allarme sulla vita reale della casa.
Centralina di un antifurto wireless - PGST
Sensori adeguati al contesto, regolazioni realistiche, zone ben definite e un periodo iniziale di test sono passaggi fondamentali.
È importante accettare che un allarme wireless, soprattutto in una casa vissuta, richieda qualche aggiustamento iniziale.
Chi pretende la perfezione immediata rimane deluso; chi osserva e corregge ottiene risultati molto più affidabili.
C'è una verità scomoda che emerge dall'esperienza pratica: un allarme che genera troppe segnalazioni smette di essere ascoltato.
La sicurezza non aumenta con il numero di notifiche, ma con la loro affidabilità.
Meglio un sistema che segnala poco ma bene, piuttosto che uno che interviene continuamente senza motivo.
Ridurre i falsi allarmi non significa abbassare il livello di protezione, ma renderlo sostenibile nel tempo.
Il successo di un allarme wireless non si misura dalla scheda tecnica, ma dalla sua capacità di convivere con la casa e con chi la abita.
Kit antifurto - PGST
Le false segnalazioni sono il banco di prova più duro, perché mettono alla prova la pazienza e la fiducia dell'utente.
Un sistema ben progettato, correttamente regolato e gestito nel tempo diventa quasi invisibile.
Ed è proprio quando non si fa notare che un allarme sta facendo davvero il suo lavoro.
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