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Gli alberi da giardino possono rendere più fresca una facciata, schermare una finestra e creare una zona d’ombra piacevole.
Il problema nasce quando vengono piantati considerando soltanto l’aspetto del giovane esemplare.
Una pianta alta poco più di due metri può sembrare adatta a qualunque spazio, ma dopo alcuni anni può raggiungere tetti, muri, vialetti e impianti interrati.
Prima della messa a dimora bisogna quindi valutare dimensioni adulte, forma della chioma, sviluppo radicale e necessità di manutenzione.
Contano anche il terreno, l’esposizione e la presenza di tubazioni.
Gli alberi di grande sviluppo trovano la collocazione migliore in terreni ampi, lontano da edifici e pavimentazioni - Getty Images
Una scelta sbagliata non provoca sempre un danno immediato.
Spesso i primi segnali arrivano lentamente: una lastra si solleva, il cancello sfrega, il pozzetto si intasa oppure la grondaia si riempie di foglie più volte durante la stagione.
Le distanze alberi non si calcolano osservando solo il tronco.
Bisogna considerare il diametro futuro della chioma, l’altezza della specie e lo spazio necessario per potare senza lavorare sopra tetti, balconi o proprietà confinanti.
Un albero con chioma larga sei metri, piantato a due metri dalla parete, finirà quasi certamente per raggiungere la facciata.
I rami potranno battere contro persiane e grondaie durante il vento. Le foglie si accumuleranno sui tetti e la parete resterà più a lungo in ombra.
In un piccolo giardino residenziale conviene orientarsi verso specie dalla crescita contenuta.
Un grande albero da parco inserito in pochi metri quadrati richiederà tagli frequenti e finirà per assumere una forma poco equilibrata.
La distanza minima prevista dalle norme, inoltre, non coincide sempre con quella realmente adatta alla pianta.
Vialetti e marciapiedi mostrano spesso il problema prima della casa.
Le radici superficiali crescono sotto massetti, cordoli e lastre, creando pressioni progressive.
All’inizio compare una fuga più larga.
In seguito una piastrella si inclina o si forma un gradino pericoloso.
Le superfici continue in calcestruzzo tollerano male questi movimenti e tendono a fessurarsi.
Gli autobloccanti possono deformarsi, ma risultano più semplici da rimuovere e riposare.
Anche ghiaia e pavimentazioni drenanti possono adattarsi meglio, purché il sottofondo non venga compattato fino a soffocare il terreno.
Un caso frequente riguarda l’albero piantato lungo il vialetto di ingresso.
Dopo alcuni anni le radici occupano lo spazio sotto la pavimentazione, mentre il colletto resta circondato da cemento.
Il risultato è negativo per entrambi: il pavimento si alza e la pianta riceve meno aria e acqua.
Prima di piantare è utile conoscere la posizione di scarichi, condotte idriche, cavidotti, pozzetti e linee di irrigazione.
Le radici sono attirate dalle zone umide, soprattutto quando una tubazione perde o un giunto non è più ben sigillato.
La distanza tra alberi, recinzioni e abitazione aiuta a prevenire interferenze con radici e chiome durante la crescita - Getty Images
Una condotta integra offre poche possibilità di ingresso.
Al contrario, un vecchio tubo fessurato può essere raggiunto dalle radici, che penetrano nelle aperture e aumentano gradualmente l’ostruzione.
Lo stesso vale per pozzetti non chiusi bene e drenaggi costantemente bagnati.
Prima dello scavo conviene individuare almeno questi punti:
Questa verifica evita di collocare il tronco proprio sopra un impianto che, prima o poi, dovrà essere ispezionato o riparato.
L’ombra estiva può ridurre il surriscaldamento delle pareti esposte a sud e a ovest.
Il vantaggio, però, dipende dal tipo di chioma.
Un albero deciduo lascia cadere le foglie durante l’inverno e permette al sole di raggiungere la casa nei mesi freddi.
Una specie sempreverde crea invece una schermatura più costante.
Sui lati già umidi e poco soleggiati, una chioma fitta può rallentare l’asciugatura della facciata.
Possono comparire muschio, patine verdi e macchie vicino allo zoccolo.
Anche il prato sottostante può diradarsi per mancanza di luce.
Nella pratica, l’albero che protegge bene una parete calda potrebbe essere inadatto sul lato nord.
Orientamento e clima locale contano quanto la specie.
L’ombra deve migliorare il comfort senza trasformare lo spazio tra tronco e muro in una fascia sempre fredda e umida.
Nei giardini ridotti è preferibile scegliere specie con altezza e chioma prevedibili.
Vanno valutate anche varietà compatte o innestate, che mantengono uno sviluppo più contenuto rispetto alla specie originaria.
Non basta però leggere l’altezza indicata sull’etichetta.
Il comportamento cambia secondo terreno, clima, irrigazione e potature.
Un albero coltivato in un suolo fertile e irrigato può crescere più del previsto.
Al contrario, una pianta costretta tra pavimento e muro può svilupparsi male e produrre radici superficiali.
Le specie vigorose, come grandi conifere, pioppi, salici e platani, richiedono spazi ampi.
Possono essere adatte a un parco o a un lotto esteso, ma raramente sono una buona scelta vicino a un’abitazione con pochi metri di terreno libero.
Una potatura regolare può allontanare rami da tetti e finestre.
Non può però correggere per sempre una distanza insufficiente.
Tagli frequenti e severi producono spesso ricacci lunghi, deboli e difficili da controllare.
Alberi ben posizionati migliorano ombra e comfort senza interferire con muri, pavimentazioni e impianti - Piante Faro
La differenza tra teoria e pratica è evidente nei giardini piccoli.
Sulla carta sembra possibile mantenere qualsiasi albero entro una certa altezza.
Nella realtà una specie vigorosa reagisce ai tagli ricostruendo rapidamente la chioma.
Ogni intervento diventa più costoso e richiede personale capace di lavorare in quota.
La potatura deve accompagnare lo sviluppo naturale, non contrastarlo continuamente.
Se ogni anno bisogna eliminare rami che toccano il tetto, il problema non è più soltanto la manutenzione: è la posizione dell’albero.
Gli sbagli più frequenti nascono da valutazioni fatte sul giovane esemplare e non sulla pianta adulta.
Alcuni possono sembrare piccoli durante la messa a dimora, ma diventano difficili da correggere dopo dieci anni.
Un errore di posizione non resta confinato al verde.
Può coinvolgere pavimenti, impianti, rapporti con i vicini e sicurezza delle persone.
Gli alberi esistenti non vanno giudicati solo dalla distanza dalla casa.
Bisogna valutarne salute, inclinazione, stabilità e interferenze reali.
Un esemplare vicino ma sano può essere gestibile; uno più lontano, con cavità o grandi rami secchi, può richiedere maggiore attenzione.
Meritano una verifica professionale i funghi alla base, le spaccature del tronco, l’inclinazione aumentata, il terreno sollevato su un lato e i grossi rami secchi sopra zone di passaggio.
Anche lavori recenti possono cambiare la situazione.
Scavi, nuove pavimentazioni e taglio di radici modificano l’equilibrio della pianta.
Le radici delle arboree svolgono una funzione portante oltre ad assorbire acqua e nutrienti.
Per questo non andrebbero rimosse senza sapere quali conseguenze avrà il taglio.
Spesso è più prudente modificare un vialetto, sostituire alcune lastre o spostare una tubazione piuttosto che compromettere un albero adulto.
Un buon progetto considera l’albero come parte stabile del giardino.
Prima di piantare bisogna immaginare la chioma adulta, la posizione delle radici, le zone d’ombra e il percorso degli impianti.
Serve anche spazio per potature, pulizia delle grondaie e manutenzione dei pavimenti.
Nei pressi della casa sono preferibili superfici permeabili e riparabili.
Gli scarichi devono restare accessibili e il tronco non deve ostacolare cancelli, rampe o passaggi.
Dove lo spazio è poco, un albero più contenuto offre spesso un risultato migliore rispetto a una grande specie costretta con tagli continui.
Gli alberi da giardino migliorano davvero la casa quando possono crescere senza entrare in conflitto con murature e sottoservizi.
La scelta più prudente non è rinunciare al verde, ma dare alla pianta lo spazio necessario prima che siano radici, rami e pavimentazioni a imporre una correzione.
Quando il giardino ospita già vialetti, impianti di irrigazione o reti di scarico, la fase di progettazione diventa ancora più importante.
Prima di scavare conviene individuare il percorso delle tubazioni e verificare se esistono vecchi drenaggi o pozzetti nascosti.
Nei giardini costruiti molti anni fa questa documentazione spesso non esiste più, quindi può essere necessario individuare i sottoservizi prima dell'impianto.
In alcuni casi si possono adottare piccoli accorgimenti che riducono il rischio di interferenze:
Queste attenzioni costano poco durante i lavori ma possono evitare interventi molto più onerosi negli anni successivi.
Chi acquista una casa trova spesso alberi già adulti.
In questi casi la domanda non è se siano stati piantati bene, ma se oggi convivano ancora in sicurezza con l'edificio.
Una verifica visiva permette già di individuare alcuni elementi che meritano attenzione.
Radici affioranti, terreno rialzato vicino al tronco, cavità, funghi alla base, grosse branche secche o rami che sfregano contro il tetto non dovrebbero essere ignorati.
Anche piccoli cambiamenti possono avere un significato.
Se una pavimentazione perfettamente piana inizia lentamente a deformarsi oppure una canaletta si ostruisce sempre nello stesso punto, è opportuno capire se l'albero stia contribuendo al problema.
Nei contesti residenziali la progettazione del verde deve tenere conto di edifici, percorsi pedonali e sottoservizi - Getty Images
Intervenire presto è quasi sempre più semplice rispetto ad aspettare che il difetto diventi evidente.
Non ogni albero richiede il parere di uno specialista.
Esistono però situazioni nelle quali una verifica professionale è la scelta più prudente.
Vale soprattutto quando sono presenti:
In questi casi un arboricoltore qualificato può valutare stabilità, salute della pianta e possibili interventi senza arrivare subito all'abbattimento.
Molte situazioni si risolvono con potature mirate o piccoli interventi sul terreno, evitando decisioni affrettate.
Negli anni ho visto molti proprietari preoccuparsi delle radici delle arboree quando il problema era nato molto prima, cioè al momento della scelta della specie.
Spesso si pianta l'albero che piace di più senza chiedersi quanto spazio avrà bisogno tra dieci o vent'anni.
Personalmente eviterei alberi molto vigorosi in giardini inferiori a trecento o quattrocento metri quadrati, soprattutto se la casa occupa gran parte del lotto.
In questi casi diventa quasi inevitabile intervenire con potature continue, rimozione di radici o lavori sulle pavimentazioni.
Al contrario, ritengo che piccoli alberi ornamentali possano offrire ombra, privacy e valore estetico senza creare particolari problemi, purché vengano collocati rispettando le giuste distanze alberi e lasciando spazio sufficiente alla loro crescita naturale.
L'errore più costoso non è scegliere una specie poco bella.
È scegliere una pianta troppo grande per lo spazio disponibile.
Quando si devono acquistare alberi da giardino oppure realizzare nuovi impianti, può essere utile confrontare prodotti e servizi offerti da aziende specializzate.
Vivai come PIANTE FARO e VIVAIO IL LAVANDETO DI ASSISI, propongono specie con caratteristiche molto diverse, dalle varietà ornamentali compatte agli alberi destinati a spazi più ampi.
La scelta, però, non dovrebbe basarsi soltanto sul catalogo disponibile.
Un vivaio competente è in grado di indicare sviluppo della chioma, comportamento dell'apparato radicale e distanza consigliata da edifici e pavimentazioni.
Queste informazioni sono spesso più importanti dell'aspetto della pianta al momento dell'acquisto.
Molti problemi nascono da valutazioni troppo superficiali. Prima della messa a dimora vale la pena fermarsi qualche minuto e verificare alcuni aspetti fondamentali.
Gli errori più frequenti sono:

La scelta della specie è il primo passo per evitare che alberi troppo grandi creino problemi vicino all'abitazione - Piante Faro
Evitare questi errori significa preservare sia la salute dell'albero sia quella delle strutture circostanti.
La scelta degli alberi da giardino dovrebbe sempre partire dallo spazio disponibile e non dall'effetto immediato.
Un esemplare ben posizionato può vivere per decenni senza creare interferenze con casa, vialetti o impianti.
Al contrario, una specie troppo vigorosa inserita in un piccolo giardino costringerà a continui interventi di contenimento.
Prima della piantumazione conviene osservare dove passeranno ombra e radici negli anni futuri, verificare la presenza dei sottoservizi e rispettare le corrette distanze alberi previste sia dalle esigenze della pianta sia dalle norme vigenti.
Un buon progetto non cerca soltanto un risultato gradevole nel primo anno.
Punta a far convivere edificio, pavimentazioni e verde senza trasformare la manutenzione in un problema continuo.
È questa la differenza tra un giardino che migliora con il tempo e uno che richiede correzioni sempre più costose.
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