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Trovare acqua sul pavimento di un garage, di una cantina o di un locale interrato dopo un temporale non significa automaticamente che l’impermeabilizzazione delle pareti sia deteriorata.
Paratia antiallagamento aperta e chiusa - Acquastop
L’acqua può raggiungere il locale seguendo percorsi differenti e due infiltrazioni che producono una pozza apparentemente identica possono richiedere interventi completamente diversi.
In un’autorimessa con rampa scoperta, per esempio, l’acqua può scendere dalla pavimentazione esterna e superare la capacità della canaletta davanti al portone.
In altri casi può penetrare attraverso una parete controterra, una fessura o una ripresa di getto dopo che il terreno circostante si è saturato.
Può anche risalire dal raccordo tra pavimento e muro, emergere da una caditoia collegata a una rete in pressione oppure entrare attraverso una bocca di lupo.
La prima fase dell’intervento non consiste quindi nello scegliere un impermeabilizzante, ma nel ricostruire il percorso dell’acqua.
Bisogna osservare quando compare, individuare il primo punto bagnato e capire in quale direzione si muove prima di decidere come intervenire.
Il rapporto temporale tra precipitazione e comparsa dell’acqua fornisce indicazioni preziose.
Se durante un acquazzone l’acqua arriva immediatamente dalla rampa e si accumula davanti alla porta, il problema riguarda con buona probabilità la gestione delle acque superficiali.
Paratia chiusa davanti alla rampa del garage - Foto Acquastop
Quando l’acqua emerge dal pavimento o dal raccordo muro-pavimento soltanto dopo diversi giorni di precipitazioni continue, occorre prendere in considerazione anche un aumento temporaneo del livello dell’acqua nel terreno.
Una risalita rapida attraverso una caditoia, magari accompagnata da gorgoglii o problemi contemporanei in altri scarichi, indirizza invece verso la rete di smaltimento.
Nessuno di questi segnali permette da solo di formulare una diagnosi definitiva, ma osservare la sequenza degli eventi consente di evitare molti interventi casuali.
Una macchia fotografata il giorno successivo dice infatti molto meno del punto preciso dal quale l’acqua ha iniziato a entrare durante il temporale.
Una rampa in discesa si comporta come un piccolo collettore che porta naturalmente l’acqua verso il punto più basso.
Paratia antiallagamento davanti al garage - Acquastop
Durante una pioggia intensa non deve essere considerata soltanto la superficie inclinata visibile: alla portata che cade direttamente sulla pavimentazione possono aggiungersi quantitativi provenienti dal vialetto, dal cortile, dal marciapiede o da altre zone esterne.
Il problema aumenta quando le pendenze circostanti indirizzano accidentalmente altra acqua verso l’accesso carrabile.
La canaletta collocata davanti al portone deve quindi essere dimensionata in funzione dell’effettiva superficie scolante e non soltanto della larghezza della rampa.
Anche una griglia apparentemente molto grande può nascondere una sezione ridotta, una tubazione insufficiente o un pozzetto che non riesce a ricevere tutta la portata durante gli eventi più intensi.
Se l’acqua supera la soglia soltanto durante i temporali violenti, sostituire la guarnizione del portone difficilmente elimina la causa principale.
Occorre verificare l’intero sistema composto da rampa, canaletta, tubazione e recapito finale, perché la capacità effettiva dipende sempre dall’elemento più debole della catena.
Quando il problema è rappresentato dall’acqua che scende dalla rampa e tende a superare la soglia, può essere valutata anche una paratia antiallagamento davanti all’apertura.
Il suo compito non è impermeabilizzare il fabbricato, ma creare una barriera sul percorso dell’acqua prima che questa attraversi il portone.
Acquastop realizza sistemi destinati anche a garage e rimesse, con soluzioni removibili che, a seconda del modello e della configurazione, possono essere installate senza guide fisse permanenti.
Una protezione di questo tipo deve comunque essere inserita in un sistema coerente: non aumenta la capacità di una canaletta sottodimensionata, non libera un tubo ostruito e soprattutto non risolve infiltrazioni provenienti dalla platea o dalle pareti controterra.
È necessario valutare la geometria dell’apertura, le superfici laterali e inferiori sulle quali avviene la tenuta e il livello che l’acqua potrebbe raggiungere all’esterno.
Bisogna inoltre considerare dove verrà indirizzata l’acqua una volta fermata dalla barriera.
Il risultato migliore si ottiene quindi quando drenaggio e protezione dell’accesso vengono studiati insieme, anziché considerare la paratia come una soluzione indipendente dal resto dell’edificio.
Una canaletta progettata correttamente può perdere rapidamente gran parte della propria efficacia quando la griglia viene coperta da foglie, fango o piccoli detriti.
Il fenomeno può svilupparsi proprio durante il temporale: la prima acqua trascina il materiale verso il punto più basso e la superficie libera della griglia diminuisce mentre la precipitazione continua ad aumentare.
La manutenzione non dovrebbe interessare soltanto la parte visibile dall’alto.
Sabbia e sedimenti possono depositarsi nel corpo della canaletta, ridurne la sezione utile oppure raggiungere il tubo di scarico.
In un garage che ha funzionato regolarmente per molti anni e si allaga improvvisamente durante un singolo evento, prima di attribuire il problema all’impermeabilizzazione della struttura è quindi ragionevole controllare lo stato dell’intero sistema di raccolta.
Se invece la griglia appare libera ma l’acqua rimane all’interno della canaletta, è probabile che la difficoltà si trovi più a valle.
La tubazione può essere parzialmente ostruita, il pozzetto può risultare già pieno oppure il recapito finale può non ricevere la portata necessaria.
La pulizia deve quindi seguire il percorso dell’acqua e non fermarsi alla prima parte raggiungibile.
Quando una grande quantità di acqua proveniente dal cortile raggiunge l’imbocco della rampa, intercettarla prima della discesa può ridurre sensibilmente la portata che arriva davanti al garage.
Paratie antiallagamento - Acquastop
In alcune configurazioni viene quindi prevista una seconda canaletta trasversale nella parte superiore della rampa, oltre a quella collocata vicino al portone.
Non si tratta però di una soluzione da applicare automaticamente: se entrambe le raccolte confluiscono nella stessa tubazione già insufficiente, si rischia semplicemente di trasferire più rapidamente l’acqua verso il punto che costituisce il vero collo di bottiglia.
Prima di aggiungere nuovi scarichi bisogna individuare quali superfici alimentano effettivamente la rampa e dove sia possibile recapitare le diverse portate.
A volte piccoli interventi sulle quote esterne producono risultati migliori di un aumento indiscriminato delle griglie.
Un cordolo, una lieve modifica della pavimentazione o una diversa gestione delle acque del cortile possono impedire che una superficie molto più grande della rampa venga indirizzata verso il garage.
Il principio è cercare di ridurre l’afflusso prima che l’acqua raggiunga il punto nel quale diventa necessario smaltirla o fermarla.
Una pensilina sopra l’accesso può ridurre la quantità di pioggia che cade direttamente davanti al portone, ma non impedisce all’acqua proveniente dalle zone più alte di scendere lungo la rampa.
Inoltre una copertura progettata senza considerare correttamente gronda e scarico può concentrare nuova acqua proprio accanto al garage.
I pluviali devono quindi essere controllati con particolare attenzione: un elemento scollegato, lesionato o scaricato direttamente sul terreno vicino al fabbricato può aumentare notevolmente la quantità d’acqua che raggiunge una parete interrata.
Anche le sistemazioni esterne cambiano nel tempo. Un nuovo vialetto, il rifacimento del giardino o un cedimento localizzato possono creare pendenze verso l’edificio che prima non esistevano.
In queste condizioni intervenire esclusivamente sulla parete interna rischia di lasciare invariata una sorgente d’acqua facilmente evitabile.
Prima di realizzare opere più invasive conviene quindi osservare il comportamento dell’intera area esterna durante una precipitazione.
L’acqua dovrebbe essere indirizzata lontano dal fabbricato, mentre depressioni, contropendenze e scarichi mal posizionati possono concentrarla esattamente nel punto in cui l’edificio entra a contatto con il terreno.
Il portone del garage non dovrebbe essere considerato la principale barriera contro una quantità importante di acqua.
Paratia davanti alla porta - Acquastop
Guarnizioni e profili inferiori possono limitare l’ingresso della pioggia battente e di piccoli ruscellamenti, ma normalmente non sono pensati per contrastare una lama d’acqua significativa che si accumula davanti alla chiusura.
La quota della soglia, le pendenze esterne e la canaletta devono quindi funzionare insieme.
Una superficie realizzata in contropendenza può trattenere acqua contro il portone anche quando la precipitazione è terminata.
Il problema può comparire anche dopo una ristrutturazione: la posa di un nuovo pavimento sopra quello esistente può aumentare la quota esterna e ridurre il dislivello originariamente presente rispetto al garage.
In queste situazioni pochi centimetri possono modificare sensibilmente il comportamento dell’acqua.
Prima di sostituire guarnizioni o aggiungere profili conviene quindi verificare con una livella le pendenze e osservare quale quota raggiunge il ristagno durante i temporali più intensi.
Se l’acqua arriva stabilmente sopra la soglia, la priorità diventa impedirne l’accumulo oppure predisporre una protezione capace di resistere alla pressione prevista.
Una parete interrata è a contatto con un terreno che contiene umidità anche quando non piove.
Dopo precipitazioni prolungate il quantitativo d’acqua presente nel suolo può però aumentare considerevolmente e, se il drenaggio esterno è insufficiente, la struttura viene sottoposta a condizioni più severe.
Questo spiega perché alcune infiltrazioni compaiano soltanto dopo diverse ore o diversi giorni di pioggia.
Il comportamento dipende dalla permeabilità del terreno, dalla presenza di strati poco drenanti, dalla quota della falda e dalle modalità con cui l’acqua viene allontanata dall’edificio.
In queste situazioni è importante distinguere un semplice alone di umidità da una vera infiltrazione con gocce o ruscellamenti. Nel secondo caso bisogna individuare le discontinuità attraverso le quali l’acqua riesce a passare.
Un rivestimento applicato indiscriminatamente sulla parete interna può nascondere temporaneamente la manifestazione senza chiarire la causa.
Quando l’origine è laterale, l’analisi deve considerare impermeabilizzazione esterna, drenaggio, stato della struttura e possibili percorsi dell’acqua.
La zona bagnata rappresenta infatti soltanto il punto nel quale il fenomeno diventa visibile all’interno del locale.
Il calcestruzzo può presentare fessure dovute a ritiro, deformazioni o movimenti e non tutte hanno rilevanza strutturale o consentono il passaggio dell’acqua.
Paratia davanti al garage di casa - Acquastop
Quando però una fessura attraversa una parte sufficiente dello spessore e dietro di essa si accumula acqua, può diventare un percorso preferenziale.
Un altro punto delicato è la ripresa di getto, cioè la zona nella quale due porzioni di calcestruzzo realizzate in momenti diversi si incontrano.
Nelle strutture progettate per stare a contatto con acqua questi nodi vengono trattati con dettagli specifici, come waterstop o profili idroespandenti.
Molto frequente è anche l’infiltrazione dal raccordo muro-pavimento, dove si incontrano elementi costruttivi differenti.
Poiché la macchia compare in basso, il fenomeno viene talvolta confuso con la risalita capillare.
La differenza può essere evidente durante la pioggia: un ingresso sotto pressione può produrre gocce e una vera pozza, mentre l’umidità capillare tende generalmente a manifestarsi in maniera più diffusa.
Sigillare superficialmente il punto visibile senza classificare la fessura o il giunto rischia di spostare semplicemente l’uscita dell’acqua verso una zona adiacente.
Quando il pavimento controterra presenta fessure o giunti, l’acqua può comparire direttamente sul piano di calpestio.
In alcuni casi la prima impressione è che l’infiltrazione provenga dalla parete, ma osservando il fenomeno durante la precipitazione si nota che il bagnato nasce al centro della superficie oppure lungo una discontinuità della platea.
Questo comportamento richiede particolare attenzione perché può indicare la presenza di acqua sotto il pavimento.
Non è necessario che nella zona esista una falda permanentemente alta: strati di terreno poco permeabili, forti precipitazioni o drenaggi non funzionanti possono creare accumuli temporanei e innalzare localmente il livello dell’acqua.
Applicare immediatamente un rivestimento impermeabile sulla superficie senza conoscere le pressioni alle quali sarà sottoposto può quindi essere inappropriato.
In presenza di vera pressione idrostatica anche le superfici orizzontali possono essere soggette a spinte verso l’alto.
Se insieme all’acqua compaiono fessure significative, deformazioni o sollevamenti, il problema non dovrebbe essere affrontato come una semplice infiltrazione superficiale.
Diventa necessario valutare anche il comportamento della struttura e le condizioni del terreno sottostante.
L’acqua che compare in un interrato può provenire da un punto molto distante dalla macchia visibile.
Paratia antiallagamento a protezione della rampa di un garage seminterrato - Acquastop
Un pluviale rotto, una tubazione meteorica interrata non più a tenuta o un pozzetto lesionato possono concentrare grandi quantità d’acqua vicino alla struttura.
Anche lo scavo eseguito in passato attorno all’edificio può influire: materiali di riempimento più drenanti del terreno naturale possono diventare veri e propri percorsi preferenziali, convogliando l’acqua verso le fondazioni.
Un’altra zona da controllare è rappresentata da bocche di lupo e pozzi luce. Se l’acqua entra nel vano più rapidamente di quanto possa defluire, il livello può salire fino al serramento e infiltrarsi all’interno, dando l’impressione che il problema provenga dalla muratura.
Foglie e terreno possono ostruire lo scarico sul fondo, mentre coperture difficili da rimuovere rendono complicata la manutenzione.
Il sopralluogo dovrebbe quindi interessare anche ciò che avviene sopra la quota del garage.
Controllare scarichi esterni, giardino, cortile e finestre seminterrate può rivelare cause molto più semplici da correggere rispetto a un intervento completo sull’impermeabilizzazione della struttura.
Un segnale abbastanza caratteristico è l’acqua che emerge da una griglia interna senza che siano visibili infiltrazioni dalle pareti.
In questo caso può essersi verificato un riflusso della rete a valle.
Durante precipitazioni molto intense il livello nelle tubazioni può aumentare fino a ostacolare il normale deflusso e spingere l’acqua verso i punti collocati più in basso.
La UNI EN 13564-1:2003 definisce tipi e requisiti dei dispositivi anti-allagamento impiegati negli scarichi degli edifici funzionanti a gravità.
Ciò non significa che sia sufficiente aggiungere una valvola di non ritorno su qualsiasi tubazione. Il dispositivo deve essere adatto alla configurazione dell’impianto, rimanere accessibile e non impedire il corretto funzionamento degli scarichi.
Quando il punto da drenare si trova a una quota sfavorevole rispetto al livello raggiungibile dalla rete, può essere necessario valutare un sistema di sollevamento.
La soluzione dipende dalle quote, dal tipo di acque raccolte e dalle caratteristiche della rete esistente.
Eventuali modifiche devono inoltre essere compatibili con le prescrizioni locali e con le modalità di collegamento previste dal gestore.
Quando la rampa o il pavimento del garage si trovano troppo in basso per scaricare affidabilmente per gravità, l’acqua può essere raccolta in un pozzetto e sollevata mediante una pompa.
Paratie antiallagamento - Acquastop
Il sistema deve essere dimensionato sulla portata prevista, mentre la vasca deve avere una capacità coerente con il funzionamento dell’impianto.
Sono importanti anche galleggianti, sensori, valvole e soprattutto la possibilità di raggiungere la pompa per la pulizia o la sostituzione.
Nasconderla sotto una pavimentazione non ispezionabile rende difficile intervenire proprio quando serve.
Va considerata inoltre una criticità spesso sottovalutata: i temporali possono provocare contemporaneamente forti afflussi d’acqua e interruzioni dell’energia elettrica.
Se la protezione del garage dipende completamente da una sola elettropompa, è necessario capire cosa succede durante un blackout.
In funzione del rischio possono essere valutati allarmi, ridondanza o sistemi di alimentazione di emergenza.
Non tutti i locali richiedono soluzioni complesse, ma quando pochi minuti di fermo possono provocare un allagamento importante, l’affidabilità dell’impianto diventa parte integrante del progetto e non può essere considerata un elemento secondario.
Non tutti gli accessi carrabili hanno la stessa geometria, infatti cambiano larghezza del portone, tipo di battuta, presenza di muri laterali, quota della pavimentazione e spazio disponibile per l’installazione.
Anche per questo esistono paratie su misura, sistemi regolabili e soluzioni modulari per aperture più ampie.
Tra i sistemi proposti da Acquastop sono presenti modelli destinati a configurazioni differenti, da scegliere in funzione del varco da proteggere e delle condizioni d’uso.
La larghezza, però, non è l’unico parametro importante e bisogna valutare il possibile livello raggiunto dall’acqua, la regolarità delle superfici sulle quali avviene la tenuta e la rapidità con cui la barriera deve poter essere predisposta.
In un garage esposto a temporali improvvisi ha poco senso disporre di una protezione difficile da montare o conservata in un luogo non facilmente raggiungibile.
È utile stabilire in anticipo dove tenere il dispositivo e come installarlo in condizioni di sicurezza.
La paratia deve inoltre integrarsi con la gestione delle acque esterne: fermare il passaggio attraverso il portone è efficace soltanto se l’accumulo prodotto davanti alla barriera non crea un nuovo percorso verso aperture o locali adiacenti.
Quando una parete controterra è accessibile dall’esterno, il principio più diretto consiste nel fermare l’acqua prima che attraversi la struttura.
Test sulle paratie antiallagamento - Acquastop
L’intervento può richiedere lo scavo lungo la muratura, la preparazione del supporto e la realizzazione o il ripristino di un sistema impermeabile continuo.
In base alla struttura e alle condizioni del terreno possono essere impiegate membrane, rivestimenti specifici, protezioni meccaniche ed elementi drenanti.
La parte più delicata non è coprire la porzione corrispondente alla macchia interna, ma garantire continuità in corrispondenza di fondazioni, giunti, raccordi e attraversamenti.
Lo scavo non è però sempre possibile: la parete può confinare con un altro edificio, una strada o una proprietà vicina, oppure trovarsi a una profondità tale da rendere necessarie opere importanti.
Bisogna inoltre considerare stabilità del terreno, sottoservizi e sicurezza delle lavorazioni vicino alle fondazioni.
Un altro errore frequente consiste nel considerare qualsiasi membrana bugnata come un’impermeabilizzazione.
Questi elementi possono avere funzioni drenanti, protettive o di separazione, ma non sostituiscono automaticamente la barriera impermeabile prevista dal sistema.
Negli edifici esistenti dove la faccia esterna della parete non è raggiungibile può essere necessario intervenire dal lato interno.
In questo caso l’acqua arriva prima alla struttura e tende a spingere il rivestimento verso il locale: è la condizione comunemente indicata come controspinta.
Esistono sistemi cementizi specificamente progettati per questo tipo di applicazione, ma non equivale a stendere una normale pittura impermeabile sopra un muro bagnato.
Il supporto deve essere preparato correttamente, le parti incoerenti rimosse e giunti, fessure e raccordi devono essere trattati in modo adeguato.
Per infiltrazioni concentrate attraverso una discontinuità ben individuata possono essere utilizzate anche iniezioni di resine, scelte in funzione della presenza d’acqua e dell’eventuale movimento della fessura.
Sigillare soltanto il punto nel quale compare l’acqua può però non essere sufficiente: sotto pressione il percorso può modificarsi e l’infiltrazione ricomparire poco distante.
Prima di intervenire è quindi importante ricostruire il sistema delle discontinuità.
Va inoltre ricordato che un’impermeabilizzazione interna può contrastare l’ingresso visibile senza eliminare necessariamente il contatto tra acqua e lato esterno della struttura.
Non tutte le pareti umide di un garage sono interessate da acqua proveniente dal terreno sotto pressione.
I locali interrati possono mantenere temperature inferiori rispetto all’aria esterna e, durante i periodi caldi e umidi, alcune superfici possono raggiungere condizioni nelle quali si forma condensa superficiale.
Il fenomeno interessa spesso tubazioni, angoli e zone scarsamente ventilate e può presentarsi anche quando non piove.
Diversa è la risalita capillare, attraverso la quale l’acqua viene richiamata nei pori dei materiali e tende a interessare la parte inferiore delle murature.
In entrambi i casi possono comparire aloni o degrado delle finiture, ma il comportamento è differente rispetto a un’infiltrazione che produce gocce o ruscellamenti immediatamente dopo le precipitazioni.
Anche le efflorescenze saline forniscono informazioni utili: non permettono da sole di individuare la sorgente, ma indicano che acqua o umidità hanno attraversato il materiale nel tempo.
Coprire immediatamente tutto con una pittura impermeabile può nascondere questi segnali diagnostici.
Prima della finitura conviene quindi stabilire se il problema dipenda dall’aria interna, dalla capillarità o da un vero ingresso di acqua dall’esterno.
Fermare l’acqua non significa che pareti e pavimenti tornino immediatamente asciutti. Massetti, intonaci, murature e materiali porosi possono trattenere una quantità significativa di umidità anche dopo che la causa è stata eliminata.
Barriere antiallagamento - Acquastop
È quindi necessaria una fase di asciugatura graduale, eventualmente favorita da ventilazione e deumidificazione in relazione alle condizioni climatiche.
L’odore di umido che rimane nel locale non dimostra necessariamente che l’infiltrazione sia ancora attiva: può provenire dall’acqua assorbita dagli strati durante l’allagamento.
Anche pannelli, mobili in legno o altri materiali devono essere controllati per stabilire se possano essere recuperati.
Verniciare immediatamente la parete può invece rallentare la diagnosi e provocare nuovi distacchi, bolle o degrado della finitura se il supporto contiene ancora molta acqua.
Conviene inoltre attendere almeno un nuovo evento piovoso significativo quando si vuole verificare l’efficacia dell’intervento, se le condizioni lo consentono.
La finitura finale dovrebbe arrivare soltanto dopo aver accertato che il percorso dell’acqua è stato effettivamente interrotto e che gli strati interessati hanno raggiunto condizioni compatibili con i materiali da applicare.
Un ristagno di pochi centimetri proveniente dalla rampa è molto diverso da un garage che si riempie rapidamente durante un’alluvione.
In quest’ultimo caso non bisogna scendere in cantine, seminterrati o autorimesse per tentare di salvare automobili o altri beni mentre l’acqua continua a entrare.
Le indicazioni della Protezione Civile raccomandano di raggiungere i piani superiori e di evitare il contatto con apparecchi e impianti elettrici bagnati.
Dopo l’evento devono essere controllati prese basse, quadri, motorizzazioni del portone, pompe e collegamenti raggiunti dall’acqua prima di procedere alla riattivazione.
Anche lo svuotamento di un seminterrato completamente allagato può richiedere cautela quando il terreno esterno è ancora saturo.
L’acqua presente all’interno contribuisce temporaneamente a bilanciare parte della pressione esercitata dall’esterno e una rimozione troppo rapida può aumentare il differenziale sulle strutture.
Questo problema riguarda però gli allagamenti rilevanti, non la normale infiltrazione dovuta a una canaletta insufficiente.
In presenza di grandi volumi d’acqua, rischio elettrico, deformazioni o fessure importanti, la gestione del locale dovrebbe essere affidata a personale qualificato.
Quando le condizioni sono sicure, documentare l’infiltrazione durante o immediatamente dopo la precipitazione può rendere molto più efficace il successivo sopralluogo.
È importante fotografare o riprendere il primo punto bagnato, non soltanto la pozza finale.
Può essere utile annotare a che ora è iniziata la pioggia, dopo quanto tempo è comparsa l’acqua e quanto impiega a cessare una volta terminato il temporale.
Anche la sequenza degli eventi fornisce informazioni: se prima si riempie la canaletta e soltanto dopo l’acqua supera la soglia, la dinamica è molto diversa da quella di una parete che inizia a bagnarsi mentre il drenaggio esterno rimane vuoto.
Le immagini possono inoltre documentare efflorescenze, crepe e quota raggiunta dall’acqua prima che pulizia e asciugatura cancellino questi segnali.
In presenza di fenomeni ricorrenti conviene conservare una piccola documentazione cronologica, confrontando diversi episodi.
Un’infiltrazione che si verifica sempre dopo dieci minuti di temporale suggerisce infatti un meccanismo diverso da una che compare soltanto dopo tre giorni di pioggia continua. Informazioni di questo tipo possono ridurre notevolmente i tentativi a vuoto.
Canalette, pozzetti, pompe, valvole e scarichi funzionano nel tempo soltanto se possono essere raggiunti per il controllo e la pulizia.
Barriere antiallagamento per la casa - Acquastop
Coprire un pozzetto sotto una nuova pavimentazione senza lasciare un accesso oppure rendere irraggiungibile il fondo di una bocca di lupo significa trasformare una soluzione efficace in un punto vulnerabile.
L’acqua trasporta sabbia, foglie e materiale che tende prima o poi a depositarsi.
Anche eventuali sensori di livello possono essere utili nei locali già interessati da allagamenti: non eliminano la causa, ma possono segnalare rapidamente la presenza d’acqua o un funzionamento anomalo della pompa.
In un garage condominiale bisogna inoltre stabilire se il percorso interessi elementi privati o comuni.
Una singola autorimessa può ricevere acqua dalla rampa condivisa, dal cortile sovrastante, da una parete perimetrale o dalla rete comune di raccolta.
Il punto nel quale compare la macchia non permette quindi di determinare automaticamente responsabilità e ripartizione dei costi.
Una relazione tecnica può essere utile proprio per distinguere il luogo in cui il danno si manifesta dalla parte dell’edificio nella quale nasce effettivamente il problema.
L’azienda Acquastop opera dal 1992 nel settore dei sistemi antiallagamento e realizza paratie destinate alla protezione di garage, rimesse, abitazioni, attività commerciali e altri ambienti esposti all’ingresso dell’acqua.
Tra le soluzioni disponibili rientrano paratie removibili, modelli realizzati su misura, regolabili e sistemi modulari adatti anche ad aperture di dimensioni maggiori.
In base al modello e alla configurazione dell’accesso, alcune soluzioni possono essere installate senza guide laterali permanenti, limitando così l’impatto sull’ingresso quando la barriera non viene utilizzata.
La scelta deve tenere conto della larghezza del varco, delle caratteristiche della soglia e della quota dell’acqua che potrebbe raggiungere l’apertura.
Prima dell’installazione è comunque necessario accertare che il problema derivi effettivamente dal ruscellamento proveniente dall’esterno: una paratia protegge infatti l’accesso del garage, mentre infiltrazioni provenienti da pareti, pavimento o rete di scarico richiedono interventi differenti.
Per problematiche legate alle infiltrazioni di acqua, si consiglia di prendere contatto con l'azienda Acquastop srls, esperta in questo settore e con un personale tecnico molto professionale.
Da oltre 10 anni si occupa esclusivamente di iniezioni di resine idroespansive sia in campo civile sia industriale, 35.000 foto presenti in archivio illustrano gli interventi effettuati con professionalità, 14.000 preventivazioni sono state eseguite in tutto il territorio nazionale e in Francia.
1.800 lavorazioni sono state eseguite su tutte le strutture edili immaginabili, su tutti i tipi di solaio in latero cemento, predalles o calcestruzzo, su ogni genere di muro controterra, cisterne, serbatoi, dighe, passaggio tubazioni, dunque su ogni materiale. Gli insuccessi corrispondono allo 0,5%.
La società adotta un sistema innovativo e non invasivo, volto a risolvere situazioni di infiltrazioni dovute a eventuali imprecisioni esecutive o eventi accidentali che possono modificare la capacità originaria impermeabilizzante della guaina tradizionale.
Il sistema offre tanti vantaggi, è immediatamente risolutivo già durante la lavorazione, rimedia situazioni di infiltrazioni nei giardini pensili, nei muri controterra, nei box interrati, nei giunti di dilatazione, nei serbatoi interrati, nelle risalite di falda, nei terrazzi e nei balconi.