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Un terrazzo dovrebbe permettere all’acqua di defluire in tempi ragionevoli.
Tuttavia, quando dopo ogni pioggia rimangono pozze che impiegano ore a scomparire, il problema non è solo fastidioso.
Al contrario, il ristagno diventa un vero segnale che l’acqua non sta seguendo il percorso previsto oppure che esistono punti in cui tende a fermarsi sistematicamente.
Il ristagno non è solo un problema estetico ma un vero rischio, perché prolunga il contatto dell’acqua con pavimentazione, fughe, giunti e raccordi.
Più a lungo l’acqua rimane, più aumenta la possibilità che penetri nei punti più delicati e soggetti a usura, come sigillature, bordi e scarichi.
Con il tempo, ciò che inizialmente sembra solo qualche pozzanghera può trasformarsi in un problema ben più serio.
La causa più evidente è la mancanza di pendenza adeguata.
Un terrazzo dovrebbe inclinare almeno leggermente verso lo scarico o verso il punto di deflusso.
Quando questa pendenza è insufficiente o presenta piccole contropendenze, l’acqua finisce per accumularsi in alcune zone invece di scorrere via.
Non è necessario che l’intera superficie presenti una pendenza sbagliata.
Al contrario, il ristagno nasce spesso da piccoli avvallamenti, magari sorti nel tempo o già presenti in origine.
Di conseguenza, l’acqua in generale defluisce, ma finisce comunque per rimanere intrappolata in una o più zone.
Ristagno acqua piovana e necessità di pendenza pavimento - foto iStock
Un segnale molto indicativo è la sua ripetitività, perché la pozza tende a comparire sempre nello stesso punto e con la stessa forma, indipendentemente dall’intensità della pioggia.
Questo comportamento ricorrente, infatti, rappresenta la tipica traccia di un avvallamento o di una pendenza che non funziona correttamente in quella zona.
Gli avvallamenti possono derivare da diverse situazioni e, spesso, la causa è combinata.
Possono essere dovuti ad assestamenti del supporto, a riprese di lavori non perfettamente planari oppure a stratigrafie che, con il tempo, hanno ceduto anche solo in minima parte.
Di conseguenza, basta davvero poco per creare sul terrazzo una piccola conca capace di trattenere l’acqua.
È anche per questo che alcuni terrazzi possono sembrare perfetti a occhio, ma poi, non appena piove, rivelano immediatamente i punti in cui l’acqua tende a fermarsi.
Forte grandinata sulle piastrelle e rischio ristagni acqua terrazzo - foto iStock
In effetti, la pioggia funziona come un test impietoso, perché mette in evidenza la geometria reale della superficie e non quella che percepiamo visivamente.
Se l’avvallamento è accompagnato da fughe che tendono a scurirsi o da depositi che si formano sempre nello stesso punto, è molto probabile che il ristagno sia stabile e non un fenomeno occasionale.
Un’altra causa molto frequente riguarda gli scarichi, cioè bocchettoni, griglie e pluviali collegati.
In molti casi non serve un intasamento completo, perché anche un semplice restringimento, oppure la presenza di foglie, residui, sabbia o sporco, può ridurre la capacità di smaltimento.
Di conseguenza, durante le piogge più intense il terrazzo non riesce a far defluire l’acqua abbastanza rapidamente e questa tende a rimanere più a lungo sulla superficie.
Il segnale più evidente è il modo in cui il terrazzo reagisce alle diverse intensità di pioggia, perché con precipitazioni leggere tende ad asciugarsi, mentre con piogge medie o forti compaiono ristagni.
Questo comportamento, infatti, è tipico di uno scarico che funziona ma non riesce a smaltire l’acqua in modo sufficientemente rapido.
Il ristagno non si limita a restare in superficie e, con il passare del tempo, può favorire il degrado delle fughe, che diventano progressivamente più permeabili.
Di conseguenza, quando l’acqua rimane a contatto troppo a lungo, aumenta la possibilità che penetri nei punti più deboli e inizi a infiltrarsi sotto la pavimentazione.
Non significa che ogni pozza porti automaticamente a infiltrazioni, tuttavia il rischio aumenta.
Il terrazzo, infatti, è un sistema composto da pavimento, fughe, strati sottostanti, impermeabilizzazione e raccordi con pareti e soglie.
Quando il ristagno persiste, finisce per mettere sotto stress soprattutto i dettagli, e sono proprio questi elementi più delicati a cedere per primi.
Un segnale che merita particolare attenzione è la comparsa di efflorescenze, aloni o macchie in prossimità delle fughe, oppure la presenza di piastrelle che iniziano a suonare vuote proprio nei punti in cui l’acqua ristagna più spesso.
Questi indizi suggeriscono che il problema non è solo superficiale.
Le zone di raccordo sono particolarmente delicate, perché includono la soglia della porta finestra, il battiscopa esterno e l’attacco tra parete e pavimento.
Quando l’acqua ristagna in prossimità di questi punti, l’attenzione deve aumentare, poiché si tratta di aree in cui le sigillature lavorano molto e in cui eventuali micro fessure possono trasformarsi facilmente in ingressi per l’umidità.
Esempio di infiltrazione - foto iStock
Quando i ristagni si presentano in modo sistematico vicino alle soglie, è necessario valutare la situazione con maggiore attenzione.
Trattasi infatti di un problema apparentemente localizzato, che può evolvere in un’infiltrazione interna se il dettaglio costruttivo non è progettato o mantenuto correttamente.
Il primo passo consiste nel capire se il problema dipende dalla geometria del terrazzo oppure dagli scarichi e dalla loro manutenzione.
Quando le pozze si formano sempre nello stesso punto e lo scarico risulta pulito, è più probabile che la causa sia un avvallamento o una pendenza che non accompagna correttamente il deflusso.
Se invece il comportamento varia molto in base alle condizioni, entra in gioco l’efficienza dello scarico, che potrebbe non lavorare in modo costante.
Scarico terrazzo esterno - foto iStock
È utile osservare quanto tempo impiega l’acqua a scomparire e verificare se, dopo l’asciugatura, rimane un alone di deposito.
Inoltre, è importante controllare se le zone di ristagno coincidono con fughe degradate o con punti di raccordo particolarmente critici, perché questi dettagli possono offrire indicazioni preziose sul problema.
Rimandare può andare bene solo quando il ristagno è minimo e sporadico.
Se invece le pozze tornano spesso e durano a lungo, è consigliabile intervenire subito.
Il problema infatti rischia di estendersi agli strati sotto la pavimentazione o ai dettagli perimetrali.
Il terrazzo, infatti, subisce continui cicli di bagnato asciutto e forti sbalzi termici, condizioni che amplificano anche difetti piccoli.
Se il ristagno è sistematico, conviene programmare un intervento mirato prima che la situazione peggiori.
Anche una correzione minima oggi può evitare danni molto più costosi domani.
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