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Una batteria di accumulo fotovoltaico può essere installata sul balcone o sul terrazzo solo se il sistema è espressamente progettato per l’uso esterno.
Batteria di accumulo all'aperto - Marstek
Questa soluzione può risolvere la mancanza di un garage, una cantina asciutta o un locale tecnico, ma richiede una verifica precisa del modello scelto e delle condizioni del luogo.
Batteria, inverter, moduli di potenza, collegamenti e accessori devono essere compatibili con pioggia, umidità, sole, gelo, sbalzi di temperatura ed eventuale salsedine.
Non basta proteggere un apparecchio da interno con una tettoia o inserirlo in un armadio impermeabile, perché una schermatura improvvisata può ostacolare ventilazione, raffreddamento e manutenzione.
Prima dell’installazione occorre controllare grado di protezione, temperature ammesse, distanze di sicurezza, modalità di fissaggio e percorso dei cavi.
Il balcone deve quindi essere progettato come una vera zona tecnica, accessibile, ventilata e separata da ristagni d’acqua, materiali combustibili e percorsi di passaggio.
Un accumulatore progettato esclusivamente per ambienti interni non diventa adatto al terrazzo soltanto perché viene chiuso dentro un mobile metallico o un armadio impermeabile.
L’involucro aggiuntivo modifica la dissipazione del calore, il ricambio d’aria, l’accessibilità degli interruttori e il comportamento dei sensori.
Può trattenere condensa, aumentare la temperatura interna e impedire al dispositivo di raffreddarsi secondo le modalità previste dal costruttore.
Anche i cavi, i connettori e le apparecchiature ausiliarie potrebbero non essere adatti all’ambiente creato all’interno del mobile.
Un armadio molto chiuso protegge dalla pioggia ma può trasformarsi in una camera surriscaldata durante l’esposizione solare.
La possibilità di utilizzare un involucro supplementare deve risultare dalle istruzioni del produttore o da una soluzione tecnica espressamente approvata.
Le distanze libere necessarie al raffreddamento e alla manutenzione non devono essere ridotte per rendere l’insieme più compatto.
Una batteria protetta dalla pioggia ma soffocata dal caldo non è installata meglio.
Un terrazzo completamente scoperto espone l’apparecchiatura a sole, pioggia battente, grandine, neve, gelo e forti escursioni termiche.
Batteria di accumulo al litio - Datouboss
La posizione può essere compatibile con alcuni prodotti, ma richiede la verifica più completa.
Una loggia o un balcone coperto riducono l’acqua proveniente dall’alto, senza eliminare quella trasportata dal vento.
Anche una parete arretrata può bagnarsi durante i temporali, soprattutto ai piani alti o negli edifici molto esposti.
Un vano aperto su un lato offre una protezione maggiore, ma non deve essere confuso con un locale tecnico.
Temperatura e umidità seguono comunque l’andamento esterno e l’aria può circolare in modo limitato se il vano è piccolo.
La valutazione deve comprendere le condizioni peggiori e non soltanto quelle osservate durante una giornata di pioggia ordinaria.
Tracce di acqua sulle pareti, orientamento delle raffiche, accumulo di neve e percorso del sole aiutano a individuare la posizione meno critica.
Il codice IP classifica la protezione offerta dall’involucro contro l’ingresso di corpi solidi e acqua secondo la norma IEC 60529.
Batteria di accumulo durante un temporale - Marstek
La prima cifra riguarda la protezione dai solidi, mentre la seconda descrive quella rispetto alle condizioni di prova con l’acqua.
Un grado elevato è importante per un accumulo all’aperto, ma non riassume tutte le condizioni ambientali.
Non descrive automaticamente resistenza ai raggi ultravioletti, alla salsedine, alla corrosione galvanica, alle escursioni termiche, agli urti o alla permanenza in acqua.
Anche la protezione dichiarata dipende dall’installazione corretta.
Pressacavi non serrati, connettori montati male, aperture realizzate in cantiere e guarnizioni danneggiate possono ridurre la tenuta dell’involucro.
L’indicazione IP deve essere letta insieme al manuale, verificando orientamento ammesso, posizione degli ingressi dei cavi e condizioni escluse.
Non è prudente interpretare la presenza della parola impermeabile come autorizzazione a collocare la batteria dove si formano ristagni o dove viene raggiunta direttamente dall’irrigazione.
Le batterie di accumulo funzionano correttamente entro precisi intervalli di temperatura.
Corretta installazione esterna batteria di accumulo - Daniele F. Toscana
Quando il calore diventa eccessivo, il sistema di gestione può ridurre automaticamente la potenza per proteggere le celle e limitare il rischio di deterioramento.
La temperatura dell’apparecchio, inoltre, non coincide sempre con quella dell’aria.
Una batteria installata su una parete esposta a sud o a ovest può surriscaldarsi rapidamente, soprattutto se presenta un involucro scuro o si trova in una zona poco ventilata.
Anche i modelli adatti all’installazione esterna possono subire un calo delle prestazioni durante le ore più calde.
L’idoneità all’aperto non significa quindi che il dispositivo possa essere collocato senza precauzioni in qualunque punto del balcone o del terrazzo.
Una posizione ombreggiata e ben ventilata rappresenta in genere la soluzione migliore.
Quando necessario, si può prevedere una piccola copertura superiore, purché non chiuda lateralmente l’apparecchio e non riduca gli spazi necessari alla circolazione dell’aria.
La protezione deve essere stabile, resistente al vento e inclinata in modo da evitare che l’acqua venga convogliata verso cavi e collegamenti.
Sono invece da evitare armadi, pannelli e schermature improvvisate, che possono trattenere il calore e peggiorare le condizioni di funzionamento della batteria.
Le basse temperature possono ridurre sia la potenza disponibile sia la capacità di ricarica della batteria, rallentando il funzionamento del sistema nelle giornate più rigide.
Alcuni modelli integrano dispositivi di riscaldamento interno, progettati per riportare le celle entro un intervallo termico più favorevole.
Questa funzione consente di mantenere operativo l’accumulo anche in presenza di gelo, ma utilizza una parte dell’energia immagazzinata e può quindi ridurre temporaneamente l’efficienza complessiva.
L’idoneità dichiarata alle basse temperature non rende comunque accettabile qualsiasi posizione esterna.
Una nicchia nella quale si accumulano neve e ghiaccio può creare ristagni, ostacolare la ventilazione e aumentare il rischio che l’acqua di fusione raggiunga la base, i cavi o i collegamenti inferiori.
La zona scelta deve permettere il corretto deflusso dell’acqua e consentire la rimozione della neve senza urtare l’involucro con pale, raschietti o altri utensili rigidi.
Una copertura superiore progettata correttamente può limitare l’accumulo diretto di neve e ghiaccio, purché rimanga aperta sui lati e non riduca gli spazi necessari alla ventilazione e alla manutenzione.
La protezione dalla pioggia non riguarda soltanto la faccia anteriore della batteria.
L’acqua può colare lungo la parete, rimbalzare sul pavimento, entrare dal retro oppure raggiungere la base durante un temporale intenso.
Se lo scarico del balcone si ostruisce, il livello può salire rapidamente proprio nella zona in cui è installata l’apparecchiatura.
La batteria non dovrebbe essere collocata nel punto più basso del terrazzo, davanti a una caditoia o lungo il percorso naturale dell’acqua.
È preferibile prevedere una base rialzata o il supporto indicato dal produttore, senza creare però un gradino instabile o un ostacolo al deflusso.
Il rialzo non autorizza a considerare accettabile un balcone soggetto a frequenti allagamenti. Pendenze, bocchettoni e troppo pieno devono essere controllati prima dell’installazione.
L’irrigazione automatica, il lavaggio del pavimento e l’acqua proveniente dai vasi vanno considerati come esposizioni ricorrenti.
Il getto non deve essere orientato verso l’involucro e i sottovasi non dovrebbero trovarsi accanto ai collegamenti elettrici.
Un’apparecchiatura esterna attraversa ogni giorno variazioni di temperatura.
Batteria di accumulo esterna - Datouboss
Quando l’aria umida entra in contatto con una superficie più fredda può formarsi condensa, anche se la batteria non riceve direttamente la pioggia.
I pressacavi, le guarnizioni e i punti di ingresso devono essere installati come previsto dal costruttore.
Un foro lasciato aperto o sigillato con un prodotto generico permette all’umidità di raggiungere zone non protette.
L’armadio aggiuntivo molto chiuso può peggiorare il fenomeno, perché l’aria umida entra durante l’apertura e rimane intrappolata quando la temperatura scende.
La presenza periodica di gocce, aloni o ossidazione sui componenti esterni richiede un controllo dell’installatore.
Asciugare la superficie senza verificare la causa lascia inalterato il problema.
La salsedine rappresenta una condizione più severa rispetto alla normale esposizione all’aperto e richiede verifiche specifiche prima dell’installazione.
Casa vicino al mare - Getty Images
Le particelle di sale trasportate dall’aria possono depositarsi su metalli, connettori, guarnizioni e canalizzazioni, trattenendo l’umidità sulle superfici per periodi più lunghi.
Nel tempo questo fenomeno può favorire corrosione, ossidazione e perdita di efficienza dei collegamenti, anche quando l’apparecchiatura possiede un elevato grado di protezione IP.
L’idoneità generica per l’uso esterno non garantisce quindi la compatibilità con gli ambienti costieri.
Alcuni produttori prevedono limitazioni precise in base alla distanza dal mare, all’esposizione alle brezze marine e alla concentrazione di aerosol salino.
Le condizioni ammesse devono essere sempre verificate nella documentazione tecnica del modello scelto.
Una posizione arretrata sotto una loggia può ridurre il deposito diretto, ma non elimina la presenza del sale nell’aria.
Anche staffe, ancoraggi, viti, canalizzazioni e connettori devono essere realizzati con materiali adatti all’ambiente costiero.
Non avrebbe senso proteggere correttamente la batteria lasciando esposti alla corrosione i componenti necessari al suo fissaggio e al collegamento con il resto dell’impianto.
I sistemi residenziali comprendono dispositivi elettronici di controllo, sensori, sezionamenti e funzioni di protezione.
Questi elementi riducono il rischio, ma non rendono il sistema privo di possibili guasti.
Danneggiamenti meccanici, problemi elettrici, difetti interni e temperature anomale possono innescare fenomeni di surriscaldamento.
Nei casi più gravi, una cella agli ioni di litio può entrare in fuga termica, liberando calore e gas e coinvolgendo progressivamente le celle vicine.
Il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ed ENEA hanno svolto studi e sperimentazioni specifiche sui rischi di incendio ed esplosione dei sistemi di accumulo al litio.
L’installazione all’aperto può evitare di collocare una batteria in un piccolo locale interno, ma non elimina il problema della propagazione.
Un balcone può trovarsi immediatamente sotto una finestra, accanto a una tenda, vicino a un rivestimento combustibile o lungo l’unico percorso di uscita.
La sicurezza dipende quindi dalla posizione completa, non dalla semplice distinzione tra interno ed esterno.
Non esiste una distanza unica applicabile a ogni batteria residenziale.
Gli spazi devono essere ricavati dal manuale del prodotto, dalla configurazione dell’edificio e dalla valutazione del progettista.
La posizione non dovrebbe ostacolare l’apertura della portafinestra o costringere le persone a passare davanti alla batteria per uscire.
È opportuno evitare, quando il progetto consente alternative, la collocazione sotto finestre di camere, accanto a tende da sole, armadi esterni, legna, combustibili, bombole o materiali facilmente infiammabili.
Il sistema non deve essere nascosto dietro pannelli decorativi che impediscono di riconoscere un allarme, vedere un’anomalia o raggiungere il sezionamento.
Le distanze di sicurezza e manutenzione non possono essere ridotte perché il balcone è stretto.
Quando non esiste una posizione conforme alle indicazioni del costruttore, bisogna scegliere un altro prodotto, modificare il progetto o rinunciare a quella collocazione.
In un appartamento con un’unica portafinestra di accesso al terrazzo, collocare l’accumulo accanto al passaggio concentra apparecchiatura, cavi e persone nella stessa zona.
Batteria di accumulo - Fossbot
Il problema aumenta se il balcone rappresenta anche un percorso verso un’altra uscita, una scala esterna o uno spazio utilizzato durante un’emergenza.
La batteria dovrebbe rimanere raggiungibile per la manutenzione senza restringere il passaggio ordinario.
La porta non deve urtarla, i cavi non devono attraversare il pavimento e l’eventuale pannello di protezione non deve creare uno spigolo nel percorso.
La posizione più vicina all’impianto elettrico non è necessariamente quella più sicura.
Qualche metro aggiuntivo di conduttura può essere preferibile a un accumulo installato contro l’unico accesso, purché la nuova distanza sia compatibile con il sistema e correttamente dimensionata.
Per nascondere la batteria viene talvolta proposto un armadio in muratura, metallo o legno.
La chiusura può ridurre l’impatto visivo e proteggere dalla pioggia, ma introduce condizioni termiche diverse da quelle considerate nella certificazione del prodotto.
Porte, griglie e fessure non devono essere dimensionate per tentativi.
Un mobile in legno o materiale plastico può aggiungere una quantità di materiale combustibile vicino all’apparecchiatura.
Un armadio metallico esposto al sole può invece riscaldarsi e trasmettere calore all’interno.
Qualsiasi protezione dovrebbe conservare le distanze indicate dal costruttore, impedire il ristagno d’acqua, lasciare accessibili comandi e targhette e non alterare i percorsi di sfogo o ventilazione previsti.
Se il produttore non contempla l’installazione in un vano, l’involucro aggiuntivo deve essere valutato dal progettista e approvato nelle modalità necessarie.
Non dovrebbe essere realizzato dal falegname o dal fabbro dopo che l’impianto è già in funzione.
Un sistema di accumulo concentra un peso rilevante su una base relativamente piccola.
A questo si sommano inverter, supporti, eventuali zavorre, coperture e moduli aggiunti in futuro.
La soletta deve essere verificata considerando posizione e distribuzione del carico.
Collocare la batteria vicino alla facciata, sul bordo del balcone o sopra una zona degradata non produce le stesse condizioni.
Le norme tecniche per le costruzioni disciplinano sicurezza, azioni e verifiche delle strutture, comprese quelle esistenti.
Non è possibile ricavare la capacità di un balcone osservandone soltanto spessore, età o materiale del parapetto.
Per sistemi pesanti, batterie modulari o balconi datati è prudente richiedere la valutazione di un tecnico strutturista.
La verifica assume maggiore importanza quando il peso viene concentrato su piedini stretti anziché distribuito mediante una base.
Non bisogna sommare una batteria a grandi fioriere, unità esterne e armadi senza considerare l’insieme dei carichi presenti nella stessa fascia.
I sistemi a torre poggiano generalmente su una base dedicata e possono richiedere anche un collegamento alla parete per impedirne il ribaltamento.
Schema funzionamento batteria di accumulo - Daniele F. Toscana
Il pavimento deve essere piano, stabile e capace di trasferire il peso alla struttura sottostante.
Una piastrella posata su vuoti o un massetto degradato può fessurarsi sotto gli appoggi, facendo perdere la verticalità alla torre.
La base non dovrebbe interrompere il deflusso dell’acqua: se viene realizzato un piccolo basamento, i bordi devono permettere pulizia e asciugatura e non trasformarsi in una barriera davanti allo scarico.
Spessori in legno, mattoni appoggiati o supporti non previsti non sono adatti a compensare il dislivello.
L’installatore deve utilizzare il sistema fornito o una soluzione progettata per carico, ambiente e fissaggio.
Una batteria sospesa libera il pavimento, ma trasferisce tutto il peso e le sollecitazioni alla parete e agli ancoraggi.
Calcestruzzo, laterizio pieno, muratura forata, tamponamento leggero e parete con cappotto richiedono dettagli differenti.
Non è prudente scegliere i tasselli soltanto in base alla lunghezza o al diametro.
In presenza di isolamento esterno, il fissaggio deve raggiungere il supporto resistente senza comprimere il cappotto e senza creare una via d’ingresso per l’acqua.
Il parapetto non dovrebbe essere utilizzato come supporto senza una verifica.
Una ringhiera o un muretto progettati come protezione anticaduta non sono automaticamente adatti a sostenere un sistema di accumulo.
Il manuale del prodotto deve inoltre consentire quella specifica modalità di montaggio.
Alcune batterie sono progettate per il solo appoggio a pavimento o richiedono una combinazione di base e vincolo superiore.
Ancorare la batteria alla soletta può richiedere perforazioni attraverso piastrelle, massetto e strati impermeabili.
Batteria di accumulo in terrazza - Marstek
Il foro non deve essere sigillato soltanto con una goccia di silicone intorno alla vite.
L’acqua può scendere lungo il fissaggio e raggiungere la membrana, provocando infiltrazioni difficili da localizzare.
Quando è necessario attraversare l’impermeabilizzazione, il dettaglio deve essere progettato e realizzato con componenti compatibili con il sistema esistente.
In alternativa si possono valutare supporti collegati a parete o predisposizioni strutturali che evitino fori nel piano orizzontale.
Prima di perforare bisogna conoscere anche il passaggio di tubazioni, scarichi e impianti eventualmente presenti nel massetto.
Un’installazione elettricamente corretta può produrre danni edilizi se gli ancoraggi non vengono coordinati con la tenuta del terrazzo.
Una batteria alta e stretta può essere soggetta a ribaltamento, soprattutto se collocata su un terrazzo esposto o protetta da un pannello che aumenta l’azione del vento.
Gli ancoraggi previsti dal produttore devono essere installati anche quando il peso dell’apparecchiatura sembra sufficiente a mantenerla ferma.
Batteri di accumulo smart -
SaiJiaoYang
Il collegamento serve anche a contrastare urti, vibrazioni e azioni accidentali.
Sedie, biciclette, tavoli e attrezzature per la pulizia non dovrebbero poter colpire l’involucro.
Una zona tecnica delimitata può proteggere l’apparecchio, purché la barriera non riduca ventilazione e accesso.
Gli oggetti depositati sopra o accanto alla batteria possono cadere, ostruire le aperture o danneggiare i cavi.
Il balcone non dovrebbe continuare a essere utilizzato come ripostiglio nello spazio richiesto all’impianto.
La collocazione esterna deve essere valutata insieme al percorso elettrico.
I cavi possono dover attraversare la facciata, una soglia o più locali prima di raggiungere inverter e quadro.
Lunghezza, sezione, caduta di tensione, protezione meccanica e modalità di posa devono essere calcolate dall’installatore.
All’esterno, tubazioni, canaline, cassette e pressacavi devono essere adatti a raggi ultravioletti, acqua e temperatura.
Ogni componente della conduttura deve mantenere il grado di protezione necessario nel luogo di installazione; non basta che la sola batteria possieda un involucro adatto.
La CEI 64-8 richiama la necessità di scegliere e posare le condutture in modo da limitare i danni provocati da acqua e corpi solidi.
I cavi non devono correre liberamente sul pavimento, passare sotto le porte o attraversare le zone di ristagno.
Le curve devono rispettare il raggio ammesso e i collegamenti devono rimanere ispezionabili.
In alcuni sistemi la batteria viene collegata sul lato in corrente continua, in altri sul lato in corrente alternata; esistono inoltre apparecchi integrati nei quali conversione e accumulo appartengono allo stesso involucro.
La distanza ammessa tra batteria e inverter dipende dal sistema.
Cavi di potenza, collegamenti di comunicazione e dispositivi di protezione possono avere lunghezze massime o modalità di posa stabilite dal costruttore.
Installare la batteria all’esterno e lasciare l’inverter all’interno può essere una soluzione valida, ma non deve essere improvvisata dopo l’acquisto.
Il progettista deve verificare compatibilità, percorso e condizioni ambientali di entrambi i componenti.
Anche l’eventuale unità di backup, il misuratore e il quadro di commutazione possono richiedere una posizione separata.
Un sistema dichiarato outdoor non rende automaticamente idonei all’esterno tutti gli accessori forniti.
L’accumulo deve poter essere isolato secondo la sequenza prevista dal produttore e dal progetto elettrico.
Batteriie di accumulo installate all'esterno - Humsienk
Interruttori, sezionatori e dispositivi di arresto non dovrebbero essere nascosti dietro fioriere, pannelli o arredi.
Le etichette devono rimanere leggibili e resistenti all’ambiente esterno.
La Norma CEI 0-21 disciplina la connessione alla rete in bassa tensione anche per i sistemi di accumulo e richiama il rispetto della CEI 64-8 per sezionamento, verifiche e sicurezza dell’impianto.
L’edizione consolidata disponibile riporta inoltre controlli e documentazione specifici per sistemi di accumulo connessi alla rete.
La posizione dei dispositivi deve consentire al manutentore di operare senza esporsi a cadute o passare in spazi troppo stretti.
Un componente collocato oltre il parapetto, dietro la batteria o sotto una copertura non removibile non è realmente accessibile.
Il sistema di accumulo fa parte dell’impianto elettrico e non deve essere installato come un elettrodomestico da collegare autonomamente.
Il D.M. 37/2008 disciplina le attività di installazione degli impianti negli edifici e prevede l’impiego di imprese abilitate e il rilascio della dichiarazione di conformità al termine dei lavori.
Il lavoro comprende progetto quando richiesto, protezioni, messa a terra, collegamenti, configurazione dell’inverter, prove e aggiornamento della documentazione.
La dichiarazione di conformità deve essere conservata con schema, allegati e manuali.
Anche le fotografie dei percorsi e degli ancoraggi possono risultare utili quando le canalizzazioni vengono successivamente coperte o integrate nella facciata.
L’aggiunta di una batteria modifica la configurazione dell’impianto di produzione e deve essere gestita nei rapporti con il distributore secondo le procedure applicabili.
Il GSE ricorda che i sistemi di accumulo devono rispettare le configurazioni ammesse dal CEI e riportate nelle proprie regole tecniche.
Per gli impianti fotovoltaici incentivati, l’installazione dell’accumulo rientra tra gli interventi che richiedono le comunicazioni previste, anche nei casi in cui altri interventi di piccola entità risultino esonerati.
L’installatore o il tecnico incaricato deve verificare anche l’aggiornamento delle informazioni nel sistema GAUDÌ e gli adempimenti connessi alla pratica di rete.
Collocare fisicamente la batteria sul balcone è quindi soltanto una parte del lavoro. L’impianto deve risultare correttamente configurato, registrato e documentato.
La presenza di un balcone in uso esclusivo non elimina le regole condominiali.
L’articolo 1122 del Codice civile vieta opere nella proprietà individuale che danneggino le parti comuni o pregiudichino stabilità, sicurezza e decoro architettonico dell’edificio.
L’articolo 1122-bis consente l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sulle parti di proprietà individuale e su superfici comuni idonee.
Quando sono necessarie modifiche alle parti comuni, l’interessato deve comunicare all’amministratore contenuto e modalità dell’intervento; l’assemblea può prescrivere modalità alternative o cautele per stabilità, sicurezza e decoro.
La batteria può interessare facciata, parapetto, soletta, canalizzazioni esterne e passaggi nelle parti comuni.
È quindi opportuno presentare all’amministratore una documentazione comprensibile con posizione, dimensioni, peso, fissaggi, percorso dei cavi e finitura esterna.
Una comunicazione preventiva riduce il rischio che il problema venga sollevato soltanto dopo l’installazione, quando spostare cavi e apparecchiature diventa più oneroso.
Una batteria visibile dall’esterno può modificare l’aspetto del balcone, soprattutto quando viene installata sul parapetto o su una parete laterale esposta.
La batteria non deve alterare l'aspetto esterno - Getty Images
Il colore dell’involucro non dovrebbe essere modificato con vernici o rivestimenti non autorizzati.
Pellicole e pannelli applicati direttamente possono influire sulla dissipazione e ostacolare l’accesso.
Una schermatura architettonica può essere realizzata soltanto mantenendo distanze, ventilazione e ispezionabilità.
Lamelle o pannelli microforati devono resistere al vento e non impedire di rimuovere la batteria.
In edifici vincolati o in contesti soggetti a tutela, anche una struttura apparentemente modesta può richiedere verifiche ulteriori.
L’inquadramento edilizio e paesaggistico dipende dal luogo e dalla configurazione e dovrebbe essere chiarito prima dell’ordine.
Le celle non producono normalmente rumore meccanico, ma il sistema completo può comprendere ventilatori, pompe, relè, inverter e dispositivi di raffreddamento.
Il funzionamento può variare con potenza e temperatura: un apparecchio poco percepibile durante una prova diurna può diventare più evidente di notte su un balcone vicino alla camera.
Pareti leggere, nicchie e pannelli metallici possono amplificare vibrazioni e risonanze.
L’unità non dovrebbe essere appoggiata direttamente a superfici capaci di trasmettere il rumore senza i sistemi di fissaggio previsti.
La scheda tecnica deve essere consultata anche per le emissioni sonore, valutando la distanza dai locali propri e dalle finestre dei vicini.
Il produttore indica distanze minime laterali, superiori e frontali che devono essere rispettate durante l’installazione.
Questi spazi servono a:
Non devono quindi essere considerati superfici inutilizzate da occupare dopo il collaudo.
La documentazione tecnica dei sistemi di accumulo prevede generalmente aree libere intorno all’unità per garantire ventilazione e gestione termica, vietando la presenza di oggetti o strutture all’interno delle distanze prescritte.
Una fioriera collocata successivamente accanto alla batteria può quindi rendere non conforme una posizione inizialmente corretta.
Lo stesso problema può essere causato da tende, armadi, rastrelliere, tavoli e biciclette.
Anche le esigenze di manutenzione devono essere considerate fin dall’inizio.
Il tecnico deve poter raggiungere l’apparecchiatura, aprirla e sostituire eventuali componenti senza dover liberare ogni volta gran parte del terrazzo o lavorare in condizioni precarie accanto al parapetto.
Il sistema non dovrebbe essere raggiungibile facilmente da bambini, animali o persone che utilizzano il balcone senza conoscerne la funzione.
Batteria accumulo - Humsienk
La protezione deve impedire gli urti senza impedire la ventilazione.
Può essere costituita da un piccolo parapetto tecnico o da una delimitazione aperta, progettata in modo che non diventi una superficie per arrampicarsi.
Interruttori e connettori non devono essere utilizzati come appigli.
I cavi dovrebbero entrare nell’apparecchio attraverso percorsi protetti e non rimanere esposti alla masticazione degli animali.
Se il terrazzo è accessibile dall’esterno o da parti comuni, bisogna considerare anche il rischio di manomissione e furto.
Serrature e protezioni non devono però impedire l’accesso di emergenza o dell’assistenza.
Molti sistemi utilizzano una connessione di rete per monitoraggio, aggiornamenti e assistenza.
Il segnale disponibile sul terrazzo può essere più debole rispetto a quello rilevato vicino al quadro interno.
Pareti, vetri schermanti e involucri metallici riducono la copertura.
La verifica deve essere eseguita nella posizione definitiva, non soltanto all’interno dell’abitazione.
Se serve un collegamento cablato, il relativo percorso va progettato insieme ai cavi di potenza.
La perdita della connessione non rende necessariamente la batteria elettricamente inutilizzabile, ma può limitare funzioni di controllo, aggiornamento o diagnosi a distanza; le conseguenze dipendono dal modello.
Il monitoraggio non sostituisce l’ispezione: un’applicazione che non mostra allarmi non può rilevare acqua intorno alla base, corrosione delle staffe o un oggetto che ostruisce la ventilazione.
Le batterie modulari permettono di aumentare la capacità aggiungendo elementi o torri.
La possibilità commerciale di espandere il sistema non garantisce che il balcone disponga dello spazio, della portata e delle condizioni per farlo.
Il progetto iniziale dovrebbe indicare la configurazione massima prevista, verificando peso complessivo, distanze, supporti, potenza dell’inverter e percorso dei cavi.
Aggiungere un modulo può modificare anche il bilanciamento, la ventilazione e l’accesso alle parti posteriori.
Non è opportuno occupare fin dall’inizio lo spazio riservato all’espansione con vasi o arredi.
La compatibilità temporale tra moduli deve essere confermata dal produttore. Batterie con età, firmware o caratteristiche differenti non possono sempre essere assemblate liberamente.
La presenza di una batteria non significa automaticamente che l’abitazione rimanga alimentata durante un blackout.
La funzione di emergenza richiede una configurazione specifica, dispositivi di commutazione e circuiti separati o gestiti secondo il sistema scelto.
La CEI 0-21 richiede che non sia possibile alimentare accidentalmente la rete pubblica quando il dispositivo di interfaccia è aperto.
Quadro di backup, gateway e dispositivi associati possono non avere la stessa idoneità ambientale della batteria.
La loro collocazione deve essere verificata separatamente.
È utile stabilire quali carichi dovranno funzionare durante l’interruzione.
Alimentare tutta l’abitazione, una pompa di calore e un piano a induzione richiede una configurazione diversa rispetto al mantenimento di frigorifero, luci e alcune prese.
La superficie esterna deve essere mantenuta libera da foglie, polvere, ragnatele e oggetti.
La pulizia va eseguita secondo il manuale, senza utilizzare idropulitrici, getti diretti o detergenti aggressivi se non espressamente ammessi.
Le griglie non devono essere aspirate o spazzolate con strumenti capaci di danneggiarle.
È utile controllare periodicamente che la base sia asciutta, lo scarico del balcone libero e le staffe prive di corrosione.
Cavi e guaine non devono presentare screpolature, schiacciamenti o segni di sfregamento.
L’utente può svolgere il controllo visivo mantenendosi a distanza dalle parti elettriche.
Apertura dell’involucro, serraggio dei collegamenti e verifiche interne sono riservati all’assistenza qualificata.
Dopo un evento meteorologico intenso bisogna osservare la zona prima di riprendere il normale utilizzo del balcone.
Acqua arrivata sopra la base, urti da grandine, pannelli di copertura deformati e oggetti caduti sulla batteria richiedono un controllo.
Non si deve presumere che l’assenza di un allarme escluda un danno meccanico.
Se il sistema è stato raggiunto da un allagamento oltre le condizioni ammesse, non deve essere aperto, spostato o rimesso in servizio autonomamente.
L’installatore e l’assistenza del produttore devono indicare la procedura.
Anche la scomparsa dell’acqua non dimostra che connettori e cavità interne siano asciutti.
Riattivare l’apparecchiatura senza una valutazione può trasformare un danno limitato in un guasto elettrico.
Odore insolito, fumo, sibilo, deformazione dell’involucro, calore anomalo o allarmi ripetuti non devono essere ignorati.
Non bisogna aprire il contenitore, rimuovere moduli o avvicinarsi per verificare la temperatura con la mano.
Se è possibile agire senza esporsi, si può utilizzare esclusivamente il comando esterno previsto dalle istruzioni; successivamente occorre allontanarsi e contattare i servizi di emergenza.
Gli incendi delle batterie possono richiedere un raffreddamento prolungato e possono riattivarsi.
Un intervento dei Vigili del fuoco del 2024 su batterie fotovoltaiche residenziali ha richiesto, dopo lo spegnimento iniziale, il raffreddamento e ulteriori misure per impedire una nuova accensione.
Il manuale, lo schema unifilare e la posizione dei sezionamenti dovrebbero essere conservati in un punto accessibile, senza dover passare davanti alla batteria per recuperarli.
Un appartamento dispone di un impianto fotovoltaico sul tetto condominiale ma non possiede cantina, garage o locale tecnico.
L’unica collocazione disponibile è un balcone coperto collegato alla cucina.
La prima ipotesi prevede la batteria vicino alla portafinestra, perché il quadro elettrico si trova appena all’interno.
La posizione riduce la lunghezza dei cavi, ma restringe il passaggio e colloca l’accumulo sotto una tenda da sole, accanto a un armadio in plastica.
Il progetto viene modificato spostando la batteria sulla parete laterale, in una zona che non riceve il sole pomeridiano e non interferisce con l’uscita.
Il percorso dei cavi si allunga, ma viene realizzato con canalizzazioni esterne adatte e un attraversamento sigillato della parete.
Una verifica conferma la capacità del supporto e definisce la distribuzione del peso.
La base viene mantenuta lontana dalla caditoia e leggermente rialzata mediante il sistema previsto dal produttore.
La copertura superiore rimane aperta sui lati e rispetta gli spazi di ventilazione.
L’armadio viene rimosso e i vasi vengono spostati, così che irrigazione e foglie non coinvolgano la zona tecnica.
All’amministratore vengono consegnati disegno, scheda del prodotto, fissaggi e percorso esterno.
La posizione finale è meno vicina al quadro, ma offre accesso, ombra, drenaggio e separazione più coerenti.
La verifica deve partire dal modello di batteria: la documentazione deve ammettere l’installazione all’esterno nelle condizioni climatiche del luogo, indicando temperatura, esposizione, grado IP, distanze e modalità di fissaggio.
Balcone in un condominio - Getty Images
Il punto scelto deve rimanere fuori dai ristagni, lontano dalle sorgenti d’acqua e compatibile con sole, pioggia, gelo e salsedine.
Una copertura può proteggere l’apparecchio, ma non deve trasformarsi in un vano caldo e non ventilato.
Peso e ancoraggi devono essere verificati rispetto alla struttura reale.
I fissaggi non devono compromettere impermeabilizzazione, parapetto o cappotto, mentre cavi e componenti ausiliari devono possedere caratteristiche coerenti con la posa esterna.
L’accumulo non dovrebbe restringere porte, percorsi di uscita e spazi di manutenzione.
Materiali combustibili, tende, mobili e oggetti depositati vanno allontanati secondo il progetto e le indicazioni del produttore.
L’impresa abilitata deve realizzare collegamenti, protezioni, messa in servizio e documentazione, gestendo anche gli adempimenti verso distributore e GSE.
In condominio devono essere controllati parti comuni, decoro, stabilità e comunicazioni all’amministratore.
Quando tutte queste condizioni sono soddisfatte, il terrazzo può diventare una valida collocazione tecnica.
Se invece la batteria entra soltanto eliminando gli spazi di ventilazione, coprendo uno scarico o occupando il passaggio, il problema non è la mancanza di un locale dedicato: è l’assenza di una posizione esterna realmente compatibile.
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