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Sentenza Cassazione n. 18477 del 9 agosto 2010

News di Condominio
Con la recente sentenza n. 18477 del 9 agosto delle sezioni unite della Corte di Cassazione si fa finalmente un po? di chiarezza riguardo alla questione
Sentenza  Cassazione n. 18477 del 9 agosto 2010
Arch. Carmen Granata
Con la recente sentenza n. 18477 del 9 agosto delle sezioni unite della Corte di Cassazione si fa finalmente un po' di chiarezza riguardo alla questione della revisione delle tabelle millesimali, per la quali la prassi e numerose sentenze succedutesi nel corso degli anni avevano ingenerato una certa confusione.In particolare, la questione è sempre stata tra le più foriere di aspre liti condominiali poiché, naturalmente,  il condomino che si trovasse a dover pagare una certa quota di spese condominiali, quando un altro ha realizzato un ampliamento del proprio immobile che non risulta conteggiato nel calcolo delle tabelle, deve solitamente rivolgersi all'autorità giudiziaria per far valere il proprio diritto, visto che la revisione delle tabelle poteva avvenire solo con l'approvazione unanime dell'assemblea.La nuova Sentenza stabilisce, invece, che per ottenere tale revisione sia sufficiente la maggioranza, così come avviene per il Regolamento di Condominio, a cui, secondo l'art. 68 del Codice Civile, le tabelle devono essere allegate.Quindi certamente la Sentenza segna un momento di liberazione per molti condomini costretti a subire delle ingiustizie, anche se, d'altro canto,  suscita anche qualche domanda.Ad esempio, la normativa sulla redazione delle tabelle millesimali si basa non solo su determinate regole matematiche, ma mette in campo anche criteri di valutazione che richiedono esperienza e professionalità da parte dei tecnici chiamati a redigerli.Tuttavia  la normativa stessa non risulta troppo chiara, tanto che è stata nel corso degli anni integrata con le circolari 12480/1966 e 2945/1993 del Ministero dei Lavori Pubblici.Va poi ricordato che l'amministratore di condominio, in sede di assemblea, usa proprio le tabelle millesimali per definire le maggioranze.Nel momento in cui queste vengono modificate, quindi, finiscono per avere effetto non solo su decisioni che riguardano le spese ma anche, ad esempio, la partecipazione ad un contenzioso.
Articolo: Sentenza Cassazione n. 18477 del 9 agosto 2010
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Caratteri rimanenti
  • Legale
    Martedì 21 Giugno 2011, alle ore 14:50
    @Ciro. E' tenuto a pagare le spese condominiali se il contratto di locazione lo prevede o comunque non lo esclude e nella misura (massima) indicata dall'art. 9 legge n. 392/78 (la c.d. legge sull'equo canone). Ciò al di là delle richieste (che comunque le conviene attendere non potendo lei quantificare a priori il giusto dovuto).@ Santo: se l'assemblea non modifica le tabelle, il modo per far valere le sue ragioni è quello di chiedere una revisione giudziale delle stesse. Sul punto legga:http://www.lavorincasa.it/490/tabelle-millesimali-e-approvazione-a-maggioranza
    rispondi al commento
  • Legale
    Mercoledì 12 Gennaio 2011, alle ore 11:00
    @Gianfranco: l'assemblea con il voto favorevole di tutti i partecipanti al condominio può modificare i criteri di ripartizione delle spese da lei indicate ma solamente per il futuro@Cinzia, si il condomino deve pagare due quote o quanto meno una quota complessiva più ampia che tenga conto della sua maggiore proprietà
    rispondi al commento
  • Legale
    Martedì 9 Novembre 2010, alle ore 14:44
    I commenti alle sentenze possono essere spesso discordanti, sebbene questa in esame sia tutto sommato abbastanza chiara.Questa la nostra posizione in merito:http://www.lavorincasa.it/490/tabelle-millesimali-e-approvazione-a-maggioranza
    rispondi al commento
  • Legale
    Mercoledì 8 Settembre 2010, alle ore 14:04
    Gentili signori, vi invito a leggere l'articolo al link qui indicato dove abbiamo commentato la sentenza n. 18477/10http://www.lavorincasa.it/490/tabelle-millesimali-e-approvazione-a-maggioranzaUna precisazione è obbligatoria: il caso riguarda le tabelle conformi ai criteri legali. Ciò vuol dire che se s'intendono rivedere queste tabelle è indifferente che le stesse siano contenute in un regolamento assembleare o contrattuale.Solo per revisionare le tabelle contrattuali (ossia quelle che contengono criteri diversi da quelli legali, es. divisione spese in parti uguali), infatti, è necessario il consenso di tutti i condomini.Buona lettura
    rispondi al commento
  • Arch.granata
    Lunedì 6 Settembre 2010, alle ore 15:16
    Per il sig. Marruso:un edicola votiva può essere considerata a tutti gli effetti un elemento di arredo per il giardino condominiale, quindi non è necessario nessun permesso comunale per installarla.
    rispondi al commento
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