Pulitura delle superfici di pregio

News di Ristrutturazione
I manufatti architettonici di pregio storico-artistico necessitano, per una adeguata conservazione, di una pulitura delle superfici del materiale che li riveste.
Pulitura delle superfici di pregio
Arch. Immacolata Guarino
Arch. Immacolata Guarino

Salvaguardia degli edifici storici

Salvaguardia edificiLa salvaguardia degli edifici storici necessita tra i vari interventi conservativi, anche di trattamenti di pulitura superficiale dei materiali oppure degli strati esterni del manufatto, la superficie degli edifici, infatti per una adeguata manutenzione e conservazione, necessita di operazioni di pulitura adeguatamente scelte, in base al tipo di superficie da trattare, al deterioramento della stessa, al tipo di deposito o residuo superficiale.


Il tipo di trattamento e il tipo di apparecchiatura da scegliere per l'intervento di pulitura superficiale del materiale quale, la pietra, il marmo, l’intonaco a volte decorato, gli stucchi, le malte, i laterizi e i cotti, devono essere finalizzati alla salvaguardia del materiale d'intervento e devono ovviamente mirare alla riuscita dell’intervento stesso.

Per questo motivo sono necessarie una serie di operazioni al fine di garantire il buon risultato, operazioni effettuate in base ad un approccio scientifico all'intervento, per valutare il sistema operativo più adatto. Occorre analizzare innanzitutto, la morfologia della superficie, la consistenza del materiale da pulire, il tipo di materiale che la caratterizza, il suo colore, la sua capacità di assorbire l’acqua, l’umidità presente nella parte superficiale da trattare, la quantità di sali presenti nel materiale superficiale, tutte indagini queste, realizzate su campioni di materiale prelevato.

Lo scopo dell’intervento è quello di liberare la superficie da ogni tipo di deposito che può portare al deterioramento della stessa, quindi l’analisi del deposito stesso è prioritaria alla scelta della metodologia da applicare che può essere più o meno aggressiva. Possiamo fare una distinzione tra depositi e croste, i primi possono essere più o meno solidarizzati con il materiale della superficie stessa, particelle che si sono depositate per gravità o perché magari sono state trasportate dai venti, dalle piogge oppure dall’umidità, e le seconde ossia le croste che derivano invece dalla reazione chimica delle sostanze esterne (volatili o solide) con i materiali di finitura.

IBIX SRL - Operazione di pulitura Basilica di LuceraLa superficie dei materiali lapidei può essere interessata in generale, dalla formazione di alghe, muschi e licheni, da depositi di particellato atmosferico, da croste nere, da residui di inquinamento atmosferico e da scialbi, i residui e i depositi che si solidificano con il materiale, ovviamente, sono di più difficile eliminazione e sono quelli che, come nel caso delle croste, determinano un deterioramento più grave, alterando la natura chimica del materiale stesso.

IBIX SRL - Operazione di pulitura Basilica di LuceraIn questo caso sono necessari cicli di pulitura superficiale, che possono utilizzare sistemi a base di acqua, sistemi di pulitura attraverso l'uso di apparecchi aeroabrasivi, oppure si possono utilizzare altre tipologie di sistemi. La stessa azienda che realizza le apparecchiature di pulitura indicherà tante volte l'attrezzatura più adeguata al tipo di residuo oppure deposito da eliminare. La tecnica di pulitura scelta, comunque, dovrà essere sempre testata su di un campione per verificare la sua efficacia, e il campione stesso dovrà poi essere catalogato e conservato, per successive operazioni di confronto.

Sistemi di aeroabrasione

Mi voglio soffermare in particolare sulla tecnica dell’aeroabrasione effettuata grazie ad apparecchi, oggi in commercio abbastanza sofisticati, proposti da aziende specializzate nel settore, Il sistema scelto deve asportare da edifici, a volte di pregio storico e artistico, residui e depositi in maniera assolutamente delicata in modo da salvaguardare le patine nobili e le pellicole storiche.

Esempi di sistemi di pulitura per superfici storiche e di pregio artistico, sono il sistema Edilcom, di Edilcom di Carroni Luisa, che può essere utilizzato per ogni tipo di pietra naturale, il granito, la pietra arenaria, il marmo e il travertino, il cotto antico e i laterizi, un sistema che permette una pulitura controllata e selettiva, consentendo di mantenere inalterata la pellicola naturale di protezione del materiale, la cosiddetta patina del vecchio, senza creare disgregazioni o alterazioni del materiale, permettendo una regolazione della miscela inerte-aria.

Il sistema Edilcom, può essere a secco, a umido con acqua atomizzata, e a secco con proiezione controllata di inerte minerale naturale, come il carbonato di calcio, quest'ultimo sistema è adatto per la pulitura di superfici porose come il tufo e il cotto, oppure per  superfici molto degradate o ancora per superfici decorate .

Edilcom - Pulitura scala in cottoAltra metodologia interessante risulta essere il sistema di micro aeroabrasione IBIX, di IBIX SRL, il sistema utilizza una apparecchiatura, che consente di eliminare, i depositi e i residui delicatamente, salvaguardando le patine nobili e le pellicole storiche, modulando la pressione dell'intervento partendo da valori bassissimi, e controllando il flusso dell'aggregato attraverso la giusta scelta granulometrica.

E' possibile infatti scegliere la scala granulometrica più adatta alla superficie da trattare, in base alle condizioni in cui si trova lo strato superficiale stesso e in base alla natura del materiale di cui è composto. E' possibile inoltre anche controllare, il tipo di incidenza dell'apparecchio sulla superficie, che può essere diretta, tangenziale, oppure a vortice elicoidale, definire la composizione chimica dell'aggregato Edilcom - Pulitura scala in cottoda utilizzare e scegliere se utilizzare o meno, se risulta necessario,  acqua nebulizzata.

In conclusione la pulitura mediante l'uso di apparecchi aeroabrasivi, sarà utilizzata per rimuovere dalle superfici lapidee, residui di particellato atmosferico, incrostazioni calcaree, croste nere, alghe, muschi e licheni, e infine anche graffiti. La scelta degli inerti sarà effettuata sempre in base al tipo e alla consistenza della sostanza che può essere causa di deterioramento, e che deve essere asportata, utilizzando sempre sostanze neutre non tossiche, di granulometria di pochi micron, con una durezza variabile e spigoli arrotondati, in modo da evitare abrasioni più o meno forti, modificazioni dello stato superficiale e il sopraggiungere di microfratture.

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