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Un divano in pelle può quindi stare in una casa quando si hanno degli animali?
La risposta a questa domanda è si, ma bisogna scendere a qualche compromesso.
E cioè che i nostri animali potrebbero rovinarci il divano nonostante tutte le precauzioni per proteggere il divano.
Bisogna capire che se si desidera un salotto sempre perfetto si dovrebbe impedire l’accesso al divano oppure scegliere un tessuto tecnico sfoderabile.
Come far coesistere in casa divano in pelle e animali domestici? - Getty Images
Questo non significa che dovremmo rinunciare all'idea di un divano in pelle se abbiamo animali in casa.
Per cui, cosa possiamo fare realmente?
Ebbene, per proteggere un divano in pelle da cani e gatti servono tre scelte coordinate: un rivestimento adatto all’uso intenso, protezioni stabili nei punti più esposti e abitudini che riducano graffi, sabbia e umidità.
Ma andiamo a vedere nello specifico cosa fare, partendo dalla scelta del divano.
La scelta più sensata è generalmente una pelle pigmentata o protetta, perché lo strato superficiale riduce l’assorbimento di liquidi e sporco.
Le impronte si rimuovono più facilmente e la superficie resta più uniforme nel tempo.
Tuttavia, anche le migliori finiture non sono immuni ai graffi profondi.
Prima dell’acquisto è utile valutare non solo il materiale, ma anche la qualità del produttore.
Realtà come Berto, ad esempio, permettono di scegliere tra diverse tipologie di pelle e offrono consulenza sulla manutenzione, oltre a una produzione artigianale che facilita eventuali interventi futuri o sostituzioni di parti del rivestimento.
La pelle anilina è la meno pratica in presenza di animali: è molto naturale al tatto ma più delicata.
La semi-anilina rappresenta un compromesso, mentre la pigmentata è la più resistente nella vita quotidiana.
La pelle pieno fiore conserva la superficie originaria e viene spesso presentata come la scelta migliore in assoluto.
Ebbene, questo è un messaggio incompleto.
La qualità può essere elevata, ma la resistenza nella vita quotidiana dipende anche dalla finitura.
Divano in pelle pieno fiore - Berto
Una pelle pieno fiore anilina può segnarsi più facilmente di una pelle corretta e pigmentata, anche se la prima è più pregiata.
In una casa con animali, dunque, il valore commerciale non coincide sempre con la praticità.
Bisogna valutare come il materiale reagisce a liquidi, sfregamento e flessione, non fermarsi al nome.
Un divano pelle moderna, con linee pulite e sedute ampie, può essere adatto agli animali solo se il progetto non sacrifica la praticità.
I cuscini molto morbidi creano pieghe profonde nelle quali si raccolgono peli e granelli.
I braccioli stretti e arrotondati concentrano la pressione delle zampe durante il salto.
Le cuciture decorative sporgenti sono belle da vedere, ma diventano punti nei quali le unghie possono impigliarsi.
Divano in pelle moderna - Berto
Quindi, forse è meglio preferire sedute sostenute, moduli stabili, bordi semplici e cuscini removibili che si possano sollevare per pulire. Inoltre, anche la disponibilità dei ricambi conta.
Un pannello sostituibile o un cuscino ordinabile separatamente può allungare la vita del divano dopo un incidente.
Al contrario, un rivestimento incollato o una struttura non accessibile trasforma un danno localizzato in una riparazione costosa.
Una mossa intelligente è fornire al nostro gatto un'alternativa come il tiragraffi.
Questo funziona quando offre al gatto una superficie più comoda del divano.
Deve essere stabile, abbastanza alto per consentire l’allungamento completo e collocato vicino al punto già scelto dall’animale.
Metterlo in corridoio mentre il gatto graffia il bracciolo accanto alla finestra serve a poco: la posizione e la consistenza vanno adattate al comportamento del nostro gatto.
Inoltre, se lo schienale del nostro divano serve come passaggio per raggiungere la finestra, la soluzione migliore non è coprirlo con materiali scomodi.
È più efficace creare un percorso alternativo con una mensola, una torre o un piano rialzato.
Nel frettampo, una protezione temporanea sul bracciolo è utile mentre il gatto impara a usare l’alternativa.
Ma attenzione, lasciarla per sempre poi, senza modificare lo spazio, significa soltanto spostare il problema.
Il copridivano migliore non è il più spesso, ma quello che resta fermo senza aderire alla pelle.
Un copriseduta sagomato e lavabile protegge la zona preferita dal cane senza nascondere tutto il divano.
Sul bracciolo conviene usare una protezione su misura, priva di cerniere, bottoni o bordi rigidi sul lato interno.
Inoltre, prima di lasciarlo a lungo, è prudente controllare una zona nascosta, soprattutto quando il divano è chiaro e la copertura è scura.
Sono invece poco convincenti i teli appoggiati alla buona e i tappetini con fondo gommoso.
I primi scivolano proprio quando l’animale salta; i secondi possono trattenere umidità o lasciare impronte sulla finitura.
Anche le pellicole adesive vendute come antigraffio non sono una soluzione universale: su una superficie in pelle il collante può alterare colore e brillantezza.
Una copertura va sollevata spesso, scossa e lavata.
Se sotto restano sabbia, peli e umidità, il telo diventa parte del problema perché aumenta lo sfregamento a ogni movimento.
I peli sono visibili, ma la sabbia è il vero nemico nascosto.
I granelli trasportati da zampe e mantello si depositano tra cuscini e cuciture; poi vengono schiacciati sotto il peso dell’animale e agiscono come un abrasivo.
Passare un panno soltanto al centro della seduta non basta.
Si devono sollevare i cuscini, aprire delicatamente le pieghe e aspirare con una bocchetta morbida, evitando che bordi rigidi tocchino il rivestimento.
Un panno bianco, asciutto e non abrasivo completa la rimozione della polvere.
Saliva, urina e vomito vanno tamponati subito con un panno bianco assorbente, senza strofinare e senza premere il liquido verso le cuciture.
Poi si applica solo il prodotto indicato per quel rivestimento, dopo una prova in un punto nascosto.
Non bisogna inzuppare la pelle né asciugarla con phon, stufa o sole diretto.
Il calore accelera l’asciugatura in superficie, ma può irrigidire il materiale e fissare una differenza di colore.
Insomma, agire velocemente è utile; agire con aggressività è quasi sempre un errore.
I detergenti enzimatici per tappeti non sono automaticamente compatibili con la pelle.
Possono funzionare bene sulle fibre tessili e, nello stesso tempo, danneggiare la finitura del divano.
Se il liquido è entrato nell’imbottitura, la pulizia superficiale non elimina l’odore: occorre accedere al cuscino e valutare il trattamento o la sostituzione del materiale interno.
Alcol, candeggina, ammoniaca, sgrassatori da cucina, detergenti per vetri e vapore non dovrebbero essere usati sul divano senza una specifica autorizzazione del produttore.
Lo stesso vale per le salviette per bambini: il fatto che siano delicate sulla cute non significa che siano formulate per una finitura da arredamento.
Divano ergonomico in pelle - Berto
Olio d’oliva, vaselina e crema per le mani sono rimedi domestici inutili e rischiosi.
Possono scurire la pelle, attirare polvere e complicare una futura ricolorazione.
“Nutrire” il divano non significa ungerlo ogni mese: alcune pelli richiedono un condizionante periodico, altre hanno una finitura sulla quale il prodotto resta in superficie.
La frequenza corretta è quella prevista dal fabbricante.
Se il film è già crepato o manca materiale, aumentare la quantità di balsamo non ripara il danno e può creare un alone più evidente.
Prima di intervenire bisogna distinguere un segno superficiale da un’incisione.
Su alcune pelli cerate, un lieve sfregamento può attenuarsi lavorando delicatamente la zona con un panno morbido, ma solo se il produttore lo prevede.
Sulle pelli pigmentate, strofinare forte per “lucidare via” il graffio rischia di rimuovere altro colore.
Creme colorate scelte a occhio possono coprire la linea e lasciare una chiazza più scura o più lucida, molto più visibile del difetto iniziale.
I kit con riempitivo, pigmento e finitura sono adatti soprattutto a piccole abrasioni su pelli pigmentate, non a ogni danno.
Inoltre bisogna saper applicare il materiale: un riempitivo rigido può creparsi appena il cuscino si flette; uno strato troppo spesso resta in rilievo.
Se l’unghia ha sollevato un lembo, attraversato la pelle o aperto una cucitura, è meglio limitare l’uso della zona e chiamare un tecnico.
Tagliare il lembo o applicare colla domestica riduce le possibilità di una riparazione pulita.
Un cane che scava, morde o graffia soltanto quando resta solo non sta semplicemente usando male il divano.
Il comportamento può essere legato a noia, stress o difficoltà nella separazione.
Coprire la seduta limita qualche danno, ma non affronta la causa.
In questi casi servono una valutazione veterinaria e, quando indicato, il supporto di un professionista del comportamento.
Riempire il divano di oggetti rigidi o rumorosi durante l’assenza è una soluzione improvvisata che può creare rischi e
Lo stesso vale per il gatto che torna sempre sullo stesso angolo.
Prima di comprare spray repellenti bisogna capire perché quel punto è attraente: può trovarsi lungo un passaggio, vicino alla zona di riposo o in una posizione utile per marcare il territorio. Un tiragraffi collocato lì, premiato e reso stabile, ha più probabilità di funzionare. Gli spray odorosi possono macchiare la pelle e non andrebbero applicati direttamente. Inoltre l’odore sgradito può ridurre l’uso di una zona senza insegnare quale superficie scegliere al suo posto.
La protezione più efficace nasce spesso dalla disposizione degli oggetti.
Una cuccia accanto al divano offre vicinanza senza isolare il cane in un’altra stanza.
Un piano rialzato vicino alla finestra evita che il gatto usi lo schienale come passerella.
Una rampa frontale riduce i salti laterali sul bracciolo.
Vicino all’ingresso, panni puliti e una copertura di ricambio rendono semplice asciugare le zampe nei giorni di pioggia.
In una casa con un cane di media taglia e un gatto, per esempio, si può proteggere soltanto la seduta preferita con un telo sagomato, mettere il tiragraffi accanto al bracciolo più usato e liberare un accesso stabile alla finestra.
Ogni settimana è bene sollevare i cuscini per aspirare sabbia e peli; dopo la pioggia è buona abiturdine asciugare zampe e ventre prima dell’ingresso in soggiorno.
Questa routine costa meno di molti spray e non trasforma il divano in un mobile permanentemente coperto.
Per fare un breve riassunto, per far durare i divani in pelle non serve inseguire l’assenza totale di segni.
Serve impedire che l’usura ordinaria diventi progressiva.
La combinazione più affidabile comprende pelle pigmentata di buona qualità, colore medio, grana leggera, cuscini sostenuti e ricambi disponibili.
Le zone di salita vanno protette con elementi stabili e traspiranti.
Peli e sabbia devono essere rimossi dalle fessure, mentre liquidi e sostanze organiche vanno tamponati subito con prodotti compatibili.
Divano Chester 3 posti - Berto
Il controllo periodico vale più di una pulizia aggressiva annuale. Una cucitura aperta, un bordo scolorito o un graffio profondo vanno valutati prima che la tensione li allarghi.
Sole diretto, radiatori vicini e teli umidi accelerano l’invecchiamento.
La vera scelta non è tra animali e divano, ma tra una gestione realistica e la speranza che un prodotto risolva tutto.
Con materiali adatti e manutenzione coerente, il divano in pelle può essere tranquillamente usato anche in una casa con dei pelosetti a quattro zampe!
I divani in pelle rappresentano un'ottima soluzione per godere della bellezza di un divano e della sua funzionalità, insieme a tanti altri modelli differenti per dimensione e rivestimenti, sono in vendita negli showroom Berto Salotti come anche online sul sito internet BertO
Ogni dettaglio è personalizzabile ed è possibile chiedere un preventivo su misura compilando il form online o contattando il negozio al numero 0362 333082