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Beni di valore significativo

News di Normative
Normativa inerente l'applicazione dell'aliquota Iva per l'installazione di beni di valore significativo su edifici appartenenti al patrimonio edilizio esistente.
Beni di valore significativo
Arch. Sara Martinelli
Arch. Sara Martinelli

Definizione di beni di valore significativo


Hai mai sentito parlare di beni di valore significativo?

vasca da bagno bene di valore significativo- ascensori e montacarichi;
- infissi interni ed esterni;
- caldaie;
- videocitofoni;
- apparecchiature di condizionamento;
- sanitari e rubinetteria da bagno;
- impianti di sicurezza.

Le categorie di beni di valore significativo sopraelencate sono individuate dal Decreto del Ministero delle Finanze 29 dicembre 1999 (pubblicato sulla G.U. 31.12.1999, n.306-serie generale). Tale elenco si riferisce a quei beni il cui valore di sola fornitura risulta significativo nell’ambito delle prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale esistente. In parole semplici, sono quei beni il cui valore ha una certa rilevanza rispetto alla manodopera necessaria ad installarli.


Applicazione dell’aliquota IVA sui beni di valore significativo


Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale esistente (manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, così come definiti all’Articolo 3 del Testo Unico in materia edilizia, approvato con D.P.R. 6 giugno 2001, n.308) sono generalmente soggetti all’applicazione dell’aliquota Iva al 10%.

Nel caso specifico di installazione di beni di valore significativo qualcosa cambia. Bisogna innanzitutto avere ben chiaro in che contesto di lavori questi beni vengono installati, ossia bisogna capire se rientriamo in una manutenzione ordinaria, straordinaria oppure in un restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia.

Di solito l’inquadramento della tipologia di intervento è desumibile dalla pratica edilizia presentata in Comune o, nel dubbio, diventa opportuno chiedere delucidazioni al tecnico di fiducia che sta seguendo i lavori oppure ancora all’ufficio tecnico del Comune.

Qualora i beni di valore significativo siano installati nell’ambito di un restauro, di un risanamento conservativo o di una ristrutturazione edilizia, l’applicazione dell’iva agevolata al 10% è sempre valida, sia su tutto l’importo di fornitura dei beni che su tutta la manodopera necessaria per installarli. Ciò è valido sia nel caso in cui i beni siano forniti e installati dalla medesima ditta, sia nel caso in cui l’acquisto sia fatto direttamente dal committente e la ditta ne esegua solo l’installazione.

Quando invece ricadiamo in una manutenzione ordinaria o straordinaria l’applicazione dell’iva diventa un po’ più complessa. Dobbiamo prima di tutto fare distinzione fra la situazione in cui i beni sono forniti da un soggetto diverso da quello che li installa (ad esempio se il committente acquista direttamente i beni e li fa posare ad un installatore) e la situazione in cui la medesima ditta fornisce e installa i beni.

caldaia bene di valore significativoNella prima situazione l’iva da applicare sulla fornitura dei beni acquistati direttamente dal committente è al 22%. L’iva da applicare sulla posa fatta dall’installatore è invece al 10%.

Nella seconda situazione in cui la medesima ditta fornisce e installa i beni di valore significativo l’applicazione dell’iva in fattura va fatta separando in modo chiaro le spese per la prestazione di servizi di installazione (manodopera) e la spesa per la mera fornitura del bene.

Per la manodopera è prevista l’applicazione dell’aliquota iva al 10%, così come per tutte le prestazioni relative al recupero del patrimonio edilizio residenziale esistente.

Per quanto concerne invece la fornitura del bene di valore significativo, la Circolare del Ministero delle Finanze 7 aprile 2000 n.71/E affronta l’argomento al paragrafo 4: ai beni elencati nel predetto decreto ministeriale (Decreto del Ministero delle Finanze 29 dicembre 1999) l’aliquota ridotta si applica solo fino a concorrenza del valore della prestazione, considerato al netto del valore dei predetti beni.


Esempio di applicazione dell’iva


La regola di calcolo appena descritta e inerente la situazione in cui la medesima ditta fornisce e installa beni di valore significativo nell’ambito di una manutenzione ordinaria o straordinaria risulterà molto più chiara con un esempio.

serramenti beni di valore significativoIl Sig. Rossi decide di sostituire i serramenti di casa. Sostiene una spesa complessiva di 6.500 euro, di cui 2.000 euro per la manodopera e 4.500 euro per la fornitura dei serramenti.

L’aliquota iva da applicare ai 2.000 euro di manodopera è al 10%.

Per la fornitura dei serramenti, invece, si applicherà l’aliquota al 10% fino a concorrenza del valore di prestazione, ossia fino ad un importo pari al costo della manodopera, e quindi su 2.000 euro di fornitura. Alla restante parte di spesa per la fornitura (2.500 euro) si applicherà invece l’iva al 22%.


Iva sui beni di valore significativo e detrazioni fiscali per ristrutturazioni e risparmio energetico


Per coloro che erroneamente ritengono che se si beneficia delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni o sul risparmio energetico si ha automaticamente diritto all’iva agevolata, vorrei precisare che il discorso sull’IVA è indipendente da quello sulle detrazioni fiscali. Seppure nella maggior parte degli interventi sul patrimonio edilizio esistente si possa beneficiare sia dell’iva agevolata che delle detrazioni fiscali, bisogna comunque tenere sempre ben separati i due discorsi, a maggior ragione quando si parla di beni di valore significativo.

condizionatoe bene di valore significativoInfatti talvolta si possono presentare casi in cui è possibile beneficiare dell’iva agevolata ma non si può beneficiare anche delle detrazioni fiscali, come pure il contrario, proprio perché le due questioni richiedono presupposti differenti e vanno valutate separatamente.

Ad esempio, se decido di sostituire i rubinetti di casa eseguo un’opera di manutenzione ordinaria, per la quale non posso beneficiare delle detrazioni fiscali, ma posso invece beneficiare dell’iva agevolata (con le dovute restrizioni previste per i beni di valore significativo, tra cui rientrano i rubinetti). Se la medesima ditta mi fornisce e posa i rubinetti, potrò avere iva sulla posa al 10% e iva sulla fornitura in parte al 10% e in parte al 22%, calcolandola col metodo precedentemente descritto.

Al contrario, se decido di installare un videocitofono comprandolo da un rivenditore e installandolo autonomamente col faidate, potrò beneficiare della detrazione sulle ristrutturazioni edilizie (in quanto le misure atte a prevenire il compimento di atti illeciti da parte di terzi sono detraibili), ma non dell’iva agevolata perché si tratta di un’opera inquadrabile come manutenzione ordinaria e acquistando da me il videocitofono avrò iva al 22% sulla fornitura, per la posa invece non ci sono spese e quindi non ha senso parlare di iva.

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