Il patrimonio edilizio realizzato nei decenni precedenti presenta, alla stessa stregua dei vecchi centri storici, evidenti stati di degrado percepibili soprattutto in corrispondenza delle strutture in calcestruzzo.
Per far fronte a queste cause l'industria propone diverse soluzioni in grado di intervenire sia su ampie superfici che in zone localizzate.
Si prende ad esempio l’Evercem DPS, impermeabilizzante antidegrado del calcestruzzo.
Questo è un prodotto liquido, atossico, non infiammabile, inodore e trasparente, e può essere applicato facilmente sul calcestruzzo sia a pennello che a spruzzo.

Per le sue proprietà, dovute ad uno speciale catalizzatore, penetra nella massa del calcestruzzo, divenendone parte integrante per effetto di una reazione chimica.
In questo modo all’interno del materiale, in corrispondenza degli spazi vuoti e nei capillari, si compone uno strato di materiale avente potere sigillante insolubile che impedisce all’umidità di penetrare ma al contempo consente la traspirazione del calcestruzzo.
La quantità di prodotto necessario da impiegare dipende chiaramente dalla porosità e consistenza della superficie del conglomerato cementizio, e con un consumo (da scheda tecnica) da 0,2/0,3 litri per metro quadrato.

Gli effetti di Evercem DPS, comportano la protezione delle strutture da elementi naturali come la pioggia ma anche dall’aggressività di sali, oli e prodotti chimici che causano il degrado del materiale, la corrosione delle barre di armatura ed il distacco di elementi.
Quest’ultimo fenomeno è peraltro riscontrabile anche durante i cicli di gelo e disgelo.
Tra le avvertenze sulle modalità di applicazione vi è la necessità di pulire la superficie e di attendere almeno otto ore per la stesa di una seconda mano.
Nel caso vi siano delle cavillature superiori a 1,5 mm, occorre eseguire una prima mano di prodotto a due mani incrociate, stendere una boiacca di cemento portland, per poi completare con due mani di Evercem Dps.
Oltre all’impiego su elementi di vecchia fattura e per combattere i fenomeni di carbonatazione del materiale, il suddetto prodotto può essere impiegato anche su parti in calcestruzzo nuovo e su pavimentazioni industriali.
Se il degrado del calcestruzzo ha causato distacchi parziali di materiale, si può utilizzare Planitop Rasa & Ripara della Mapei, studiato per il ripristino non strutturale e la rasatura delle superfici.
Questo materiale è una malta cementizia tissotropica monocomponente rinforzata, può essere applicata a cazzuola o a spatola (per uno spessore da 3 a 40 mm in una sola mano), ed è un prodotto dotato di un eccellente adesione sui supporti, di presa rapida ed indurisce senza ritiri per la presenza di resine sintetiche tra i suoi componenti.
Per queste caratteristiche tecniche Planitop Rasa & Ripara, si presta al ripristino rapido di: spigoli di travi e pilastri, pannelli di tamponamento, cornicioni e frontalini dei ballatoi, modanature decorative (fasce marcapiano e/o elementi aggettanti lungo la facciata).
Inoltre è indicato anche per regolarizzare i difetti superficiali presenti nei getti di conglomerati cementizi come ad esempio: i nidi di ghiaia, i fori per i distanziatori, riprese di getto ecc., prima della pitturazione dell’elemento. 
Tra le modalità di uso sono previste, prima dell’applicazione della malta, la rimozione del materiale deteriorato ed incoerente, la pulitura del supporto da polveri fino ad ottenere un fondo ruvido e resistente e l’eliminazione, prima, della ruggine sulle barre di armatura e, in seguito, il trattamento del ferro con Mapefer o con Mapefer 1K.
Per l’utilizzo di tutti i prodotti sopra menzionati è necessario avvalersi di personale qualificato, oltre che seguire attentamente le prescrizioni inserite nelle modalità di applicazione.
Per ulteriori informazioni sui prodotti consultare i seguenti siti:
www.evecem.it
www.mapei.com
arch. Emanuele Distefano