L’Italia è uno dei paesi in cui la proprietà della propria casa di abitazione è percentualmente più diffusa. Si può dire che i pochi che non possiedono ancora una casa aspirano a diventare proprietari.
Ma, mentre in passato era facile per una giovane famiglia esaudire questo sogno, oggi, a causa della riduzione del potere d’acquisto, comprare una casa è diventato un passo molto più difficile da compiere.
Ci sono poi alcuni nuclei familiari a basso reddito, con lavoro precario, per i quali la casa di p
roprietà costituisce addirittura un miraggio, e anche il mercato degli affitti è poco accessibile, tanto più in questo periodo in cui la situazione economica rende ancora più difficile l’acquisto o la costruzione degli immobili.
Una risposta a queste problematiche è costituita dalla cosiddetta autocostruzione edilizia, già diffusa in molti paesi europei, tanto che in Irlanda viene addirittura regolata da una legge dello stato, che sta prendendo piede in questi ultimi anni nel nostro Paese.
L’autocostruzione edilizia è una metodologia edilizia in cui gli stessi futuri proprietari degli alloggi ne sono anche gli artefici della costruzione materiale.
In questo modo si dà la possibilità a chiunque di costruire la propria casa, anche con tecniche di edilizia avanzata, riuscendo ad ottenere un abbattimento dei costi fino al 60%.
Non si tratta del resto di un’idea nuova: negli anni Sessanta molti dei nostri nonni si sono costruiti la casa da soli trasformandosi in muratori della domenica. Ma oggi lo si fa con standard lavorativi migliori e con una maggiore organizzazione.

Il cantiere autogestito prevede che varie famiglie si riuniscano in Gruppi organizzati, diretti e seguiti nei lavori da personale professionale costituito da tecnici abilitati ed esperti.
Ogni componente del nucleo familiare può diventare, così, un operaio qualificato, e costruire la propria casa con tecniche molto progredite, impiegando non più di mille ore in due anni.
Solitamente il cittadino costruttore impiega a questo scopo i fine settimana e il tempo libero in genere.
Ogni famiglia dovrà contribuire alla costruzione di tutti gli alloggi che, solo alla fine, saranno singolarmente attribuiti, favorendo così la solidarietà e i rapporti sociali, che preluderanno a futuri buoni rapporti di vicinato.
Questo tipo di iniziativa ha infatti anche un’importante finalità sociale, perché rappresenta un modo di dare aiuto, attraverso il lavoro cooperativo, a persone in difficoltà, favorendo la convivenza pacifica tra cittadini di diversa provenienza etnica, religiosa e culturale, perché molti nuclei familiari sono costituiti da stranieri che lavorano in Italia.
Dal punto di vista economico bisogna fare ricorso al sostegno di banche sensibili a questo tipo di progetto e disposte a concedere mutui agevolati.
Un vantaggio è che il mutuo si inizia a pagare a lavori conclusi, quando le famiglie hanno preso ormai possesso delle rispettive abitazioni.
Molti amministrazioni locali in Italia stanno favorendo questo processo, con indubbi vantaggi, visto che ciò consentirà loro un notevole risparmio sugli investimenti per l’edilizia popolare.
arch. Carmen Granata