Tutte le linee elettriche, che partono dal quadro elettrico di distribuzione, presente in casa generalmente in prossimita' della porta di ingresso e a valle del contatore elettrico, sono costituite da conduttori elettrici di sezione opportunamente correlata alla potenza dei carichi da alimentare, alla modalita' di posa e alla lunghezza delle linee.
Generalmente le sezioni
dei cavi presenti in un comune impianto elettrico domestico sono di 2,5 mmq con eccezione per carichi specifici e di potenza superiore rispetto agli altri, come i forni, i frigoriferi e le macchine per il condizionamento; anche in questi casi, generalmente non si supera la sezione di 4 mmq; 2,5 mmq è anche la sezione adottata per la realizzazione delle montanti per gli impianti di illuminazione; la maggiore di tali sezioni, secondo le norme, dovrebbe essere adottata anche per i conduttori di protezione dell'impianto elettrico di casa.
Nella maggior parte dei casi pratici, ossia per gli impianti domestici con potenza installata e fattori di contemporaneità ed utilizzazione di carichi elettrici tali da essere soddisfatti dal tipico contatore da 3 kW, non essendoci la necessità di realizzazione di un progetto redatto da un professionista, le protezioni automatiche per i suddetti cavi sono associate di default dagli installatori.
Generalmente si realizza un quadretto elettrico con a monte un dispositivo automatico per la protezione dalle dispersioni di corrente, il noto salvavita che interviene rilevando dispersioni di corrente a partire da 30mA; a valle del salvavita un magnetotermico con corrente nominale 10/16 A a protezione di ogni gruppo di tre o quattro prese elettriche presenti in casa; altri magnetotermici simili, o al più di 20A a seconda delle potenze in gioco, proteggono le linee separate di forni e macchine di condizionamento; mentre alla linea di illuminazione è assegnata un protezione magnetotermica di 6A.
La scelta di un conduttore elettrico per alimentare un carico dovrebbe essere fatta in modo tale che la corrente assorbita dal carico, identificata dalle norme come corrente di impiego, sia sempre inferiore alla portata di corrente dello stesso cavo; la portata di un cavo è il valore di corrente che potrebbe attraversare il cavo facendogli raggiungere la massima temperatura sopportabile dal suo isolamento per un periodo teoricamente illimitato.

Gli isolamenti termici più comuni sono il PVC e l’EPR; le norme CEI, ad esempio per i cavi con isolamento in PVC, indicano un periodo di 20 anni di resistenza dell’isolamento del cavo attraversato da una corrente tale da portarlo alla temperatura di regime di 70°C; il calcolo della corrente di impiego di un carico è legato al tipo di tensione di alimentazione, trifase o monofase, alla potenza del carico ed al coefficiente di utilizzazione del carico.
La portata di uno stesso cavo può variare in funzione di diversi fattori quali: la modalità di posa che può essere in aria, interrata, sottotraccia, in pareti isolate o non isolate termicamente, in presenza di altri cavi nella stessa conduttura o sulla stessa passerella, dalla lunghezza del cavo, etc.
Un aspetto generalmente trascurabile negli impianti elettrici civili, è quello legato alla caduta di tensione lungo la linea elettrica, caduta di tensione di cui le norme fissano il valore massimo al 4% per i carichi in generale e 3% per le linee di alimentazione delle lampade fluorescenti.
ing. Vincenzo Granato