Salvia, la regina delle aromatiche

NEWS DI Piante29 Giugno 2012 ore 10:54
Forse la più usata tra le aromatiche in cucina, la Salvia è un pianta anche molto ornamentale di facile gestione anche in climi molto caldi.
piante aromatiche , salvia , piante da cucina

Salvia farinaceaLa Salvia è una delle piante aromatiche per eccellenza. Se non la regina.
Forse perché è la più famosa, di sicuro una delle più utilizzate fin dagli albori della cucina.
Come per tutte le piante ne esistono diverse varietà sia annuali che perenni e che si contraddistinguono anche per una vasta gamma di utilizzi, da quello culinario a scopi terapeutici passando per varianti puramente ornamentali.

L'origine del nome è romana e deriva dalle proprietà curative che i nostri antenati attribuivano a questa pianta sia in senso di salvus come sano sia di salus come salute.
La nostra fida compagna in cucina è la Salvia comune o Salvia officinalis ovvero una pianta perenne originaria delle zone Europee a clima mite. In queste zone la nostra pianta si diffonde e mantiene facilmente sotto forma di cespugli formati da rametti dapprima verdi e poi legnosi.
Se lasciata allo stato brado può raggiungere il metro di altezza.


Le foglie sono di un bel grigio verde militare, che fa spesso capolino anche nelle tonalità della moda e sono caratterizzate da una forma lanceolata sorretta da un corto picciolo.

La parte superiore è vellutata, mentre quella inferiore è ruvida e con nervature evidenti: l'aroma caratteristico è dovuto alla grande quantità di oli essenziali che contengono.
La fioritura, normalmente primaverile, è di colore violetto con fiori ermafroditi che vengono impollinati dagli insetti.

Della salvia comune (officinalis) esistono alcune varianti come la Salvia officinalis albiflora a fiori bianchi che è la migliore per l'uso culinario oppure la Salvia officinalis purpurascens che ha i fiori rossi, sempre valida in cucina ma con migliori qualità terapeutiche.

salviaOltre alla salvia officinalis esistono anche altre varianti come la Salvia Sclarea, anche questa di origine europea e con fiori bianco azzurro che sbocciano ad inizio estate.

Si tratta di una pianta ricchissima di oli essenziali e, per questo, è sempre stata usata per fare profumi oltre che per aromatizzare bevande come Vermouth e alcuni tipi di moscato.



Come coltivare la Salvia?


A livello colturale la Salvia è una pianta decisamente semplice: richiede una esposizione in pieno sole, vegeta bene con altitudini inferiori ai 900 metri e soffre gli inverni lunghi e freddi.
Sopravvive abbastanza bene anche in appartamento ma è in terra e all'aperto che la pianta da il meglio di sè, specialmente se esposta ad una buona circolazione d'aria.

La durata media di una pianta è di quattro o cinque anni, dopo tale soglia normalmente è bene sostituirla.
Sul fronte acqua, la Salvia richiede una annaffiatura moderata, prestando attenzione a non lasciare pozze in modo che il terreno si asciughi perfettamente tra una annaffiatura e l'altra. In caso contrario la pianta deperisce rapidamente.
Per quello che riguarda il terreno, la Salvia preferisce terreni neutri, al massimo leggermente calcarei e sabbiosi, importante è che siano molto permeabili in modo da evitare il ristagno d'acqua.

La pianta predilige una concimazione liquida meglio se diluita nell'acqua di irrigazione , con cadenza bisettimanale a partire dalla primavera fino a fine estate mentre nell'inverno meglio sospendere. Su questo fronte meglio utilizzare un concime ad alto tasso di Azoto in modo da sviluppare al massimo la parte verde che viene consumata per le esigenze culinarie.
Come accennato sopra la fioritura è di colore violetto e parte a primavera, mentre la maturazione dei semi avviene tra agosto e settembre, al termine della fioritura normalmente è bene dare una spuntata alla pianta per favorirne la ricrescita.

foglie di salviaPer moltiplicare la pianta le tecniche più usate sono la semina o la talea erbacea.
La prima comporta variabili genetiche e non è detto che le piante siano identiche, nel secondo caso questa variabile è esclusa.
Per la semina si procede ad inizio primavera seminando file parallele in un terriccio per semi, devono essere interrrati in modo uniforme e poi posti all'ombra con una temperatura intorno ai 18 gradi con una costante umidificazione del terriccio fino alla germinazione che di norma avviene entro due o tre settimane.

La percentuale di riuscita è normalmente abbastanza bassa quindi è bene usare una discreta quantità di semi.In questa prima fase può essere utile coprire il recipiente prescelto con un foglio di plastica al fine di evitare un rapido essiccamento del terriccio.
Quando le piantine hanno germinato occorre aumentare gradualmente la quantità di luce avendo cura di non esporle in pieno sole ed assicurando sempre una buona ventilazione.
Se si opta per la talea, è preferibile che venga prelevata tra marzo-aprile o giugno-luglio selezionando delle punte lunghe circa 8-10 cm da piante che abbiano compiuto almeno due anni. Per ridurre al minimo le sfilacciature è necessario utilizzare una lametta od un coltello molto affilato.
La talea così ottenuta deve essere ripulita delle foglie nella parte bassa e messa a vegetare in una polvere rizogena per stimolare la radicazione.In seguito si pongono le talee in un vaso contenente terriccio fertile e sabbia (due terzi del primo e un terzo della seconda) sistemandole in profondità (almeno 3/4 cm), coprendo il tutto con un foglio di plastica, mantenendole in una zona ombreggiata con temperatura intorno ai 18 gradi.
Giornalmente si rimuove la plastica e si innaffia avendo anche cura di eliminare la condensa.

Quando compaiono i primi germogli significa che la talea ha radicato ed a quel punto si può spostare la pianta in una zona più luminosa.

Salvia farinacea cespuglioLa Salvia non soffre particolarmente di attacchi di parassiti o di malattie, tuttavia possono accusare sia attacchi di mal bianco (curabili eliminando le foglie colpite) sia da parte del fungo Peronospora in questo caso le foglie presentano macchie di colore nero che tendono a confluire e portare alla caduta della foglia.

Tali attacchi sono difficilmente curabili, in genere si procede con anticrittogamici a base di rame.
La più frequente causa di deperimento di una pianta di salvia è da individuare nei marciumi radicali dovuti a troppa umidità, quest'ultima può portare anche a malformazioni delle foglie.

Le foglie e i fiori possono essere anche raccolti e conservati. Si procede tra maggio e luglio facendole poi essiccare all'ombra conservandoli in sacchetti di carta o tela.

Questo procedimento era molto importante nell'antichità visto che alla Salvia erano riconosciute importanti proprietà curative sia dagli egiziani che dai romani, tanto che la scuola medica di Salerno aveva dato a questa pianta il nome di Salvia Salvatrix.

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