Retrofit energetico per edifici esistenti

NEWS DI Ristrutturazione26 Agosto 2012 ore 10:28
Non solo edifici di nuova costruzione con prestazioni energetiche elevate: anche i fabbricati esistenti possono essere migliorati, grazie al retrofit energetico.
risparmio energetico , adeguamento , cantiere , lavori

Interventi sull'esistente



Si parla tanto di risparmio energetico e progettazione intelligente. Ma il più delle volte tutto questo è legato a processi di nuova costruzione. Costruire dal nuovo è più semplice. Se ben progettato, l'edificio nasce già con le basi giuste per essere ecosostenibile e con prestazioni energetiche elevate.
Diverso il discorso quando si parla di ristrutturazione. Vincoli, di forma, di luogo e di impianti sono spesso all'ordine del giorno quando si decide di porre rimedio all'obsolescenza funzionale e fisica di certi edifici.

Tuttavia il miglioramento delle prestazioni di fabbricati esistenti sta sempre di più prendendo piede e viene interpretato con un'operazione specifica, chiamata retrofit energetico.
I decadimenti strutturali e prestazionali, spesso non sono imprescindibili da adeguamenti anche impiantistici e funzionali delle strutture e delle opere presenti in un dato edificio. Da qui l'importanza di compiere delle migliorie anche sotto l'aspetto energetico, salvaguardando sì il patrimonio storico, tramite la conservazione, ma migliorandone anche la funzionalità e le prestazioni, nel rispetto delle attuali esigenze abitative, mutate ormai parecchio, nel corso del tempo.

Miglioramento prestazioni energetiche



Il retrofit energetico viene visto come un processo di aggiornamento e adeguamento, mediante le attuali tecnologie e sistemi innovativi, per rendere più efficiente il sistema impiantistico di un dato fabbricato. Operazioni mirate al risparmio di energia, al miglioramento dell'uso dell'energia stessa, nonché dove possibile, l'utilizzo di climatizzazione passiva e produzione di energia rinnovabile, almeno per uso domestico.

Uno dei problemi maggiori che il retrofit energetico deve affrontare è la dispersione termica attraverso l'involucro e i suoi elementi tecnici. Cattiva progettazione, mancanza di orientamento idoneo iniziale, o eccessivi ponti termici nel sistema dei serramenti. Questi i principali fattori che determinano prestazioni energetiche basse e spesso negative.
Se poi si scende in profondità, si possono individuare altre cause, spesso correlate sempre a scelte iniziali e difficili, vista l'esistenza dell'edificio, da debellare. Tra questi si individuano facilmente gli isolanti, dimensionati e posizionati spesso in modo non idoneo, nonché la scelta di serramenti, le cui prestazioni sono facilmente degenerate nel tempo.

Interventi su involucro e impianti



Perciò risulta facile capire come i miglioramenti delle prestazioni energetiche di un edificio non possano prescindere, nella maggior parte dei casi, dall'intervenire anche sull'involucro ed efficienza degli elementi tecnici orizzontali e verticali.

Se l'edificio appare ad una prima analisi, progettato in modo discreto e le dispersioni non sono così elevate, si può procedere con un primo intervento di retrofit, andando ad intervenire solo sulla parte impiantistica, in modo da ridurre i consumi e avere un miglioramento energetico, senza dover alterare la morfologia del fabbricato, con dispendio di soldi e cantieri aperti.

Chiaramente però per affrontare in modo definitivo il problema della dispersione termica ed energetica, la soluzione ottimale è intervenire direttamente sulle dispersioni, magari aggiungendo anche una serie di fattori in grado di far raggiungere livelli prestazionali più alti, anche ad un edificio esistente. Le soluzioni più comuni in questo tipo di retrofit energetico sono la sostituzione degli infissi, con elementi più performanti, la scelta di un isolamento più efficiente, magari operando anche dall'interno dell'edificio stesso e introdurre soluzioni in grado di avere un controllo e uno sfruttamento solare positivo.

Cantieri di tipo diverso



Non sempre questo determina grossi sconvolgimenti, soprattutto se l'edificio si trova in contesti storici o comunque vincolati, anche solo da posizione e vicinato, dove questi interventi sono ancora molto limitati.

Nella maggior parte dei casi però, il retrofit energetico reale, comporta interventi più pesanti, che vedono l'utilizzo anche di alcune demolizioni parziali, interne ed esterne, o, dove possibili, anche di integrazioni esterne agli involucri coinvolti.

A volte, nei casi più fortunati, il cambiamento della disposizione interna degli ambienti facilita già di per sé il miglioramento delle prestazioni. Cambiando la destinazione d'uso di alcune stanze, tipo ad esempio, zona giorno e zona notte, si ha molto spesso già giovamento, sia in fatto di benessere ambientale, sia economico, in bolletta.
Su edifici esistenti è impossibile pensare a miglioramenti energetici, slegati dal benessere ambientale e fisico. Il comfort ambientale deve essere valutato seguendo fattori particolari, legati ad esempio a contesto, risorse locali, o ancora a flussi energetici e ambientali.

Non sempre poi la modernità e il cambiamento sono la soluzioni chiave. Interventi di retrofit energetico sull'esistente devono essere calibrati e ancora di più supportati da ricerche specifiche, contestuali, in modo da trovare la soluzione più idonea e meno invasiva, senza che sia a discapito del miglioramento energetico stesso o del basso impatto ambientale.

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Retrofit energetico per edifici esistenti: Commenti e opinioni


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Alert Commenti
  • Giorgio Bonafè
    Giorgio Bonafè
    Martedì 28 Agosto 2012, alle ore 08:30
    Desidero sapere se esiste una tecnologia integrata condizionamento/scaldabagno/caldaia che consente in estate di scaldare l'acqua dei sanitari utilizzando l'energia/calore sottratto dalle stanze ed in inverno alimentare la pompa di calore con acqua calda proveniente dalla caldaia. Grazie, saluti Giorgio
    rispondi al commento
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