Piccoli compressori per lavori di fai da te

NEWS DI Idee fai da te
Scopriamo i tanti utilizzi del compressore, anche per uso personale non professionale, che spaziano dalla pulizia alla verniciatura, passando per il gonfiaggio.
27 Ottobre 2016 ore 16:24
Valerio Poggi

Compressore: indispensabile in laboratorio


Con il compressore si possono svolgere un gran numero di lavori perché, ai tradizionali compiti di gonfiaggio e spruzzatura è possibile affiancare le lavorazioni più diverse, grazie ai numerosi accessori disponibili.
Il compressore è un apparecchio che, col passare del tempo, trova sempre maggiore ospitalità anche nel piccolo laboratorio fai da te, mentre, fino a non molti anni or sono, solo pochi lo possedevano e sembrava riservato esclusivamente alle officine artigiane.


Il gruppo di controllo

Il gruppo di controllo

Il gruppo di controllo
Distribuzione dell'aria compressa

Distribuzione dell'aria compressa

Distribuzione dell'aria compressa
Compressore per utilizzo non professionale

Compressore per utilizzo non professionale

Compressore per utilizzo non professionale
Tanti utilizzi per il compressore

Tanti utilizzi per il compressore

Tanti utilizzi per il compressore
Misurazione della pressione dell'aria del compressore in bar

Misurazione della pressione dell'aria del compressore in bar

Misurazione della pressione dell'aria del compressore in bar

La diffusione è stata resa possibile dalla crescente offerta sul mercato di apparecchi con caratteristiche più consone alle richieste di una utenza non strettamente professionale.

Si tratta, però, solo di una riduzione di proporzioni, non di qualità. I compressori professionali sono grossi e piuttosto costosi, mentre quelli adatti all’attività del fai da te sono poco ingombranti e il loro costo è molto contenuto.


La struttura del compressore pneumatico


L’apparecchio è costituito da tre elementi fondamentali: il compressore vero e proprio, formato da un cilindro con pistone azionato da un motore elettrico, il serbatoio e il gruppo erogatore e di controllo.

Compressore per laboratorio fai da te
Il funzionamento è molto semplice: tramite un’apposita apertura dotata di filtro, l’aria viene aspirata all’interno del cilindro. Qui viene compressa dal pistone e immagazzinata (a pressione notevolmente superiore a quella atmosferica) in un apposito serbatoio.
Un’apparecchiatura di controllo (pressostato) provvede fermare la compressione quando la pressione all’interno del serbatoio ha raggiunto un valore predeterminato.

Tramite un rubinetto erogatore, l’aria compressa può essere prelevata e condotta, attraverso un tubo flessibile, fino all’attrezzo da impiegare. La pressione disponibile all’uscita può non essere uguale a quella del serbatoio. In effetti, come si vedrà più avanti, conviene che sia minore anche per controllare meglio il flusso. A questo scopo vi è un regolatore di pressione di lavoro che può essere azionato manualmente. Mentre si utilizza l’aria compressa la pressione nel serbatoio scende, allora interviene il pressostato (questo funziona sul principio del termostato delle caldaie) che riaccende il motore e rigenera la pressione.

I compressori che vanno bene per un impiego non gravoso di tipo non professionale hanno un serbatoio che va dagli 8 ai 25 litri di capacità, mentre la potenza del motore che aziona il compressore può essere compresa tra gli 0,75 e gli 1,5 HP (la potenza di un motore si misura in cavalli vapore - sigla HP- e frazioni degli stessi. A volte la medesima potenza viene anche riportata in Watt. 1 HP equivale a 735,49 Watt).

Struttura del compressore ad aria
Le pressioni mediamente raggiungibili da questi apparecchi vanno dai 7 ai 10 bar (il bar è un’unità di pressione pari a 0,98 atmosfere). La pressione interna del compressore è rilevabile tramite un apposito indicatore (manometro) a lancetta.

I migliori modelli sono dotati di due manometri: uno che indica la pressione all’interno del serbatoio, l’altro quella all’uscita. Il peso di un compressore di questa classe è compreso tra i 15 ed i 30 kg ed il suo ingombro può essere paragonabile a quello di un trolley medio.
Ve ne sono di varie forme, a sviluppo orizzontale o verticale, e vi sono anche i compressori privi di serbatoio, detto anche polmone. Essi hanno funzionamento continuo e non hanno grande potenza.


Impiego del compressore nel fai da te


Impiego del compressore per la pulizia dalla polvereVi sono due ordini di impiego: quello che utilizza l’aria compressa direttamente e quello che la sfrutta per azionare particolari utensili.

L’impiego diretto dell’aria compressa è costituito dalle operazioni di gonfiaggio, soffiaggio, lavaggio e di verniciatura.

Il gonfiaggio di ruote è il lavoro più usuale per il compressore: esistono diversi modelli di attacchi per valvole di ruote di vario tipo, gommoni e altro ancora.

I migliori sono dotati di manometro sull’impugnatura: si gonfia a insufflazioni ripetute, quindi si rilascia il pulsante di erogazione e si controlla la pressione raggiunta. In caso si fosse superata si preme il pulsante a metà corsa e si scarica un poco d’aria.

Il soffiaggio si esegue con un’apposita pistola con ugello: dirigendo un forte soffio di aria compressa si puliscono rapidamente da polveri e sporcizia o prodotti di lavorazione, macchine e utensili vari. Se l’aria compressa è inviata a una pistola con serbatoio contenente liquido detergente o gasolio, si ottiene un forte spruzzo che permette di lavare agevolmente e a fondo motori e altri oggetti sporchi di fango, grasso e altro.

La verniciatura si esegue con un altro tipo di pistola, sempre dotata di serbatoio, con ugelli intercambiabili. Grazie alla potenza e alla perfetta continuità di erogazione dell’aria, è molto agevole spruzzare pitture, vernici ed altri tipi di coperture continue, anche piuttosto viscose.
L’impiego della pistola a spruzzo ad aria richiede un locale adatto, in quanto si forma una certa nebulizzazione della pittura che può depositarsi tutt’attorno.

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Conviene lavorare sempre con mascherina e occhiali e isolare bene con carta da giornali o teli di plastica tutto ciò che non deve essere pitturato.
La verniciatura a spruzzo col compressore è ideale per ritocchi sulla carrozzeria dell’auto, per dipingere termosifoni, porte e finestre (conviene smontarli e portarli nel luogo adatto al lavoro) ed altro ancora.

È sempre necessario utilizzare gli ugelli di spruzzo adatti a ogni tipo di pittura e all’oggetto da dipingere e usare liquidi correttamente diluiti per non causare gocciolamenti e macchie.
Prima di procedere a una verniciatura fate alcune prove e familiarizzate con l’uso della pistola che, soprattutto le prime volte, può causare alcuni problemi di regolazione.


Utensili ad aria compressa


Il secondo metodo di utilizzazione del compressore è l’impiego indiretto dell’aria compressa.
Sempre sulla scia del successo industriale, sono reperibili sul mercato utensili diversi come trapani, avvitatori, smerigliatrici, levigatrici, che, invece di avere un motore elettrico, sono azionabili con aria
compressa. Basta collegarli al compressore ed essi svolgono benissimo il loro lavoro offrendo una sicurezza maggiore, visto che non vi sono cavi percorsi da elettricità.

Inoltre sono molto più silenziosi e pesano molto meno in quanto sono privi del motore elettrico.


La scelta del compressore


In base alle considerazioni appena svolte, se ritenete che un compressore possa esservi utile, valutate quale capacità e potenza è più conveniente per i vostri impieghi.

In linea generale, un serbatoio più grosso offre maggiori garanzie di buon funzionamento e di continuità di erogazione: il motore si mette in azione meno frequentemente e si usura di meno.

Il costo, però, lievita sensibilmente. Per quanto riguarda lo spazio potete valutare la possibilità di acquistare, al posto del classico compressore a sviluppo orizzontale, un modello sviluppato in altezza ed eventualmente con il serbatoio a disco o addirittura senza serbatoio.


La giusta collocazione del compressore ad aria


Come utilizzare il compressoreIl compressore è dotato di una impugnatura e di due o tre ruote che ne permettono un agevole spostamento in prossimità del luogo di lavoro.

Ma se prevedete che l’impiego avverrà esclusivamente nel vostro laboratorio o nelle immediate vicinanze è conveniente alloggiare il compressore in un posto fisso e utilizzare gli appositi tubi di collegamento per l’aria compressa.

Se avete poco spazio è possibile murare una robusta mensola alla parete e alloggiarvi l’apparecchio, effettuando poi i necessari collegamenti. Con i normali tubi idraulici, in acciaio e anche in rame, potete realizzare una linea di distribuzione con più attacchi (sono disponibili gli appositi attacchi rapidi) in prossimità di banchi di lavoro e di altre zone in cui potete aver bisogno dell’aria compressa, come si vedrà più avanti.


La manutenzione del compressore


Un'attenta manutenzione del compressore è molto importante per un buon funzionamento.
Dopo le prime 100 ore di lavoro è conveniente sostituire l’olio che lubrifica il pistone e gli ingranaggi.

L’olio da utilizzare è consigliato dai vari produttori. In genere vanno bene gli oli automobilistici di tipo multigrado.

Ogni 50 ore controllate il livello dell’olio con l’apposita astina, eventualmente effettuate il rabbocco e pulite l’elemento filtrante soffiandovi aria compressa.

Possibilmente, ogni settimana scaricate la condensa che si forma all’interno del serbatoio per mezzo dell’apposito rubinetto posto sotto al serbatoio stesso.
Questo lavoro è molto importante, in quanto ,se si lascia formare del liquido nel serbatoio possono crearsi dei fenomeni di ossidazione interna che, a lungo andare, possono intaccare seriamente le pareti del serbatoio stesso. È bene anche serrare a fondo i prigionieri della testa del motore dopo le prime ore di funzionamento.

Se sospettate che vi siano delle perdite d’aria, agite nel seguente modo: portate il compressore alla pressione massima, quindi scollegatelo dalla corrente. Poi, con acqua saponata e un pennellino, bagnate tutti i punti in cui potrebbe esservi la fuga: connessioni, curve, tubi e verificate se si formano delle bolle. Evitate sempre di svitare qualsiasi connessione con il serbatoio in pressione. Accertatevi preventivamente che esso sia scarico.

Come si è detto, il pressostato è in grado di controllare la pressione del serbatoio arrestando o facendo partire il motore in modo che sia sempre disponibile il massimo della pressione.
La pressione di lavoro, che è impostabile preventivamente tramite un'apposita ghiera ruotabile sul regolatore di pressione, conviene sia mantenuta sempre un poco al di sotto di quella massima raggiungibile dal compressore.

Una prolungata permanenza della pressione ai massimi valori potrebbe causare un deterioramento di organi di controllo, ad esempio la membrana del riduttore di pressione di uscita.
Per cui, dopo l’uso conviene riportare la ghiera del riduttore a 0 bar.


Gli utensili ad aria compressa e i loro vantaggi


Stanno decisamente uscendo dall’ambito industriale e artigianale per entrare nei piccoli laboratori del fai da te. Naturalmente non siamo ancora arrivati alla diffusione di massa in quanto permangono alcune difficoltà connesse con l’uso di questi attrezzi, prima delle quali, appunto, la disponibilità di un compressore.

L’impiego di attrezzi ad aria presenta alcuni indubbi vantaggi: si elimina totalmente il pericolo di folgorazioni causate da cavi che corrono attraverso il locale e che possono essere spellati o tranciati da parti metalliche; si abbassa considerevolmente la rumorosità del funzionamento e l’ utensile risulta più leggero in quanto non è contenuto, al suo interno, alcun motore elettrico.

Il limite è quello di essere poco flessibile nell’impiego in quanto esso deve essere utilizzato in prossimità di un compressore o collegato a un tubo di alimentazione fisso di aria compressa, per cui l’impiego fuori del laboratorio è poco pratico.
Ma per la piccola officina di casa risulta senz’altro pratico e sicuro, se vi attrezzate adeguatamente per operare nelle migliori condizioni.


La struttura degli attrezzi ad aria compressa


Esistono, in commercio, attrezzi ad aria compressa che svolgono diversi lavori.
Al fai da te interessano, più strettamente, il trapano, l’avvitatore, la smerigliatrice, la levigatrice, la sega, mentre attrezzi come i martellatori, le frese e gli avvitatori a impulsi sono più specificatamente dedicati all’industria.

Il funzionamento di questi attrezzi è molto semplice: l’aria compressa che proviene dal compressore, penetra all’interno del corpo dell’attrezzo e aziona una turbina a pale sagomate che è in collegamento, tramite opportune riduzioni, con l’utensile da azionare.

Premendo il pulsante d’avvio si fa giungere l’aria al propulsore interno e si dà origine al moto.
Per regolare la velocità massima e la potenza impiegata l’aria può essere fatta parzialmente defluire da un condotto, detto di scappamento, per cui non entra in gioco nell’azionamento della turbina.

I vari tipi di utensili, anche a seconda delle case produttrici, presentano a questo proposito significative differenze: dal blocco regolabile di massima potenza alla regolazione preventiva della potenza erogata per mezzo di una manopola graduata; dalla riduzione automatica della massima rotazione a vuoto, alla frizione che stacca la rotazione quando la coppia è eccessiva.


L’impiego di attrezzi ad aria compressa


Come si è accennato, l’apparecchio deve essere collegato a un compressore di buona capacità e discreta potenza. Sono sufficienti i modelli medio-piccoli con polmone da 15-20 litri e della pressione massima di esercizio di 8 bar, in quanto gli attrezzi ad aria compressa lavorano bene in un arco di pressioni comprese tra i 5 e i 7 bar.

Il collegamento al compressore può essere eseguito in due modi molto diversi: direttamente, con l’attacco di sicurezza al tubo flessibile del compressore stesso ma si ha l’inconveniente, piuttosto antipatico, di essere limitati nella libertà d’azione, in quanto bisogna spostare il compressore ogni volta che si opera lontano dal banco da lavoro.

In alternativa, si può stendere un opportuno condotto di aria compressa con prese diverse, che raggiunga posti vari, anche abbastanza lontani dal compressore, in modo da potersi spostare con l’utensile e andarsi a collegare in uno degli attacchi predisposti lungo la linea di alimentazione.

Questo tipo di impianto, piuttosto frequente in molte aziende, non è affatto difficile da realizzare e quando è in funzione offre la massima sicurezza e praticità d’impiego.


L’impianto ad aria compressa


Se intendete realizzare un impianto di questo tipo dovete, innanzitutto, stendere un progettino su carta, individuando alcuni punti fondamentali: dove collocare il compressore; lungo quale percorso far correre il tubo e dove collocare le prese d’aria.

In linea generale, si può affermare che un circuito può avere lo sviluppo di diversi metri,ma non superiore ai 20 mt per compressori di medio-piccola potenza, ed essere collocato a una altezza di circa 1 mt da terra, lungo la parete, mentre gli attacchi sono disposti nei punti più convenienti, anche se la loro distanza minima non è utile che sia inferiore ai 2-3 mt.


Costruzione dell’impianto ad aria compressa


Per la realizzazione della conduttura ad aria compressa, adoperate del normale tubo di acciaio zincato del diametro di 3/8 di pollice, che è più che sufficiente per erogare una buona quantità d’aria. Il tubo viene dotato di gomiti, giunti a T e ogni altro elemento di raccordo che permetta di seguire il percorso desiderato.

Gli elementi più pratici di sospensione del tubo sono i tasselli a espansione la cui testa, a vite, termina con due ganasce semi-tonde al cui interno viene inserito e stretto il tubo.

All’inizio del tubo deve essere montato un raccordo per il compressore dotato di rubinetto di intercettazione; alla fine del tubo, potete collocare un normale tappo a vite o un ulteriore attacco con rubinetto, per potervi collegare con un altro attrezzo.

Lungo lo sviluppo del tubo inserite delle derivazioni a T nelle quali potete inserire sia il classico raccordo a vite per aria compressa sia il più moderno e pratico giunto a inserimento rapido che permette di realizzare un collegamento a perfetta tenuta semplicemente inserendo il maschio del tubo esterno all’interno della femmina montata sulla linea.

Se optate per questa soluzione dovete anche predisporre i necessari tubi di materiale gommoso, (specifici per questo impiego) dotandoli, a una estremità, del giunto maschio da inserire nel tubo fisso al muro e dall’altra parte del giunto femmina che si incastra nel maschio montato sull’attrezzo.
Anche l’attrezzo deve essere elaborato: esso è dotato del normale giunto a vite, che deve essere tolto e sostituito con un giunto maschio di tipo rapido.

Tutti i collegamenti devono essere perfettamente stagni: a questo proposito utilizzate il nastro di teflon avvolto sulle filettature, prima di serrarle a fondo.


Il collaudo degli attrezzi ad aria compressa


Quando l’impianto è terminato potete passare al collaudo mettendo in pressione il compressore e quindi collegandolo all’attacco e aprendo sia il rubinetto di erogazione posto sull’apparecchio, sia quello di intercettazione collocato all’inizio del condotto.

Contemporaneamente, chiudete ogni altro eventuale rubinetto di erogazione mentre i tipi rapidi, femmina, presenti sul percorso, si chiudono automaticamente quando il maschio non è inserito.
Il tubo viene così a trovarsi sotto pressione: munitevi di uno spray apposito per la rivelazione di fughe di gas e spruzzatelo su tutti i giunti e gli attacchi: se vi è una perdita, anche minima, vedrete formarsi diverse bolle sulla perdita stessa.

Se non trovate in commercio il liquido rivelatore potete raggiungere un risultato molto simile spennellando le zone critiche con un poco d’acqua in cui avete sciolto del sapone liquido.


Uso e manutenzione


Ora potete procedere alla lavorazione con l’utensile ad aria compressa, sia collegandolo direttamente al compressore, sia prelevando aria dal condotto.
Ricordate che gli attrezzi necessitano di una certa lubrificazione interna: a questo scopo, se non è diversamente indicato dalla casa costruttrice, è sufficiente la minima quantità d’olio che l’aria compressa porta con sé prelevandola dall’olio di lubrificazione dei meccanismi del compressore.

Per evitare guasti o malfunzionamenti, verificate spesso il livello dell’olio nel compressore e rabboccatelo quando è necessario. L’olio adatto è del tipo SAE 10.

Il funzionamento, come si è detto, deve avvenire nell’arco di pressioni variabili tra 5 e 7 bar: costringere l’apparecchio a lavorare con pressioni inferiori o superiori vuol dire ottenere un minor rendimento e rischiare di comprometterne il funzionamento.

La tubazione di adduzione dell’aria, in particolare quella flessibile, non deve mai presentare strozzature che impediscano il regolare flusso dell’aria all’utensile e sono da evitare giunti, gomiti e derivazioni diverse non strette da una apposita fascetta.

Se nella tabella d’uso di un utensile è indicato il diametro del tubo da usare per la sua alimentazione, attenetevi a tali indicazioni. Pulite, periodicamente, il raccordo aria con filtro presente sull’utensile e riponete gli utensili in un luogo pulito ed asciutto dopo l’uso.
Ricordate anche che, prima di avviare utensili inattivi da tempo è necessario lubrificarli internamente con gasolio.


Schede di approfondimento

Il gruppo di controllo


A seconda del modello e della struttura generale del compressore, gli elementi di controllo possono avere forma e distribuzione diversi, ma non differiscono nella funzione.


L’importanza dei manometri


ManometroIl manometro è uno strumento di misura che indica la pressione in bar dell’aria contenuta nel polmone del compressore.

Lo strumento è costituito da un quadrante numerato ed una lancetta che si posiziona sul valore da rilevare.

In alcuni manometri un settore colorato in rosso indica i valori di pressione che non conviene raggiungere.


Il bar è l’unità di misura della pressione dell’aria e dei fluidi, il suo simbolo è b, che viene universalmente utilizzato al posto della vecchia Atmosfera .

Compressori oilless


Da alcuni anni sono in commercio compressori, anche per uso non professionale, che non impiegano olio per la lubrificazione nelle parti meccaniche.
Questi compressori, definiti oilless, forniscono un’aria compressa particolarmente pulita perché esente dalle particelle d’olio in sospensione presenti in quella prodotta dai compressori lubrificati. L’aria compressa senza olio offre la possibilità di effettuare pulizie accurate su meccanismi delicati.


Gonfiaggio e pulizia


Compressore per gonfiareIl gonfiaggio si effettua applicando il tubo alla valvola di una ruota e praticando insufflazioni ripetute, controllando sul manometro per verificare il raggiungimento della pressione corretta.

La pistola soffiante può essere utilizzata su vari apparecchi per la pulizia da polvere o altro.

La pressione di lavoro deve essere adeguatamente pre-impostata.


Lavaggio, verniciatura e livello dell'olio


Verniciatura con il compressoreIl lavaggio di motori o di altri meccanismi si effettua con un’apposita pistola nel cui serbatoio viene immesso gasolio o altro liquido detergente che viene spruzzato con buona potenza.

La pistola per verniciatura, attrezzata col giusto ugello, serve per realizzare pitture e verniciature di ottimo livello.

Verificate periodicamente che l’olio di lubrificazione sia sempre sopra la tacca del minimo.

Eventualmente rabboccate con olio adatto. Ogni 100 ore di funzionamento è conveniente sostituire l’olio. Per farlo togliete il tappo e svitate lo scarico, raccogliendo l’olio che fuoriesce.


Condensa e filtro


Almeno una volta al mese scaricate la condensa che si accumula sul fondo del serbatoio e che, a lungo andare, può intaccarne la superficie. Ogni 50 ore di funzionamento pulite l’elemento filtrante in aspirazione soffiandovi aria compressa e battendolo più volte.


Cura della valvola


Pulite accuratamente la sede della valvola di ritegno e il gommino in essa contenuto.
Quindi, rimontate il tutto e stringete forte. Se sospettate che vi siano delle perdite, spennellate i giunti e altri punti critici con una miscela di acqua e sapone: le perdite formano delle bollicine.


Dotazione di utensili ad aria compressa per mille usi


Accessori e utensili ad aria compressaUna buona dotazione di utensili ad aria compressa permette di eseguire la maggior parte dei lavori, in sicurezza e bassa rumorosità.

Gli attrezzi ad aria compressa di impiego più frequente sono:

il trapano, con potenza media di 0,5 hp e consumo medio di 500 litri d’aria al minuto;
- la smerigliatrice (potenza 0,85 hp, consumo 650 l/min);
- la levigatrice (diam. disco 150 mm, consumo 350 l/min.);
- il martello battente, consumo 350 l/min;
- il cacciavite, cons. 200 l/min.;
- e l'avvitatore (cons. 250 l/min).


Distribuzione dell’aria compressa


Il condotto ad aria compressa è costituito da un tubo di acciaio zincato da 3/8 di pollice applicato alla parete per mezzo di tasselli con collarino. All’inizio il tubo presenta un attacco e un rubinetto, mentre, lungo il suo sviluppo sono collocate diverse prese d’aria, di tipo rapido o tradizionale.

Al termine, il tubo può essere dotato di un rubinetto con attacco erogatore o chiuso con un tappo.
Dal tubo principale può essere fatta partire una diramazione che serve di aria compressa un altro
locale. Per realizzare il circuito servono tubi in acciaio zincato, tubi in gomma per aria compressa, raccordi normali e rapidi, rubinetti e tasselli di sostegno.


Preparazione dell’impianto


Effettuate la preparazione del rubinetto di inizio circuito avvolgendo il nastro di teflon sulla filettatura dell’attacco per il compressore. Avvitatelo sul rubinetto a sfera e stringetelo con la chiave.

Tutte le filettature vanno sigillate per mezzo del nastro di teflon; dopo aver tagliato alla lunghezza adeguata il tubo zincato e averlo dotato di filettatura, avvitate su di esso il rubinetto (se è il caso, con opportuna riduzione).


Fissaggio a parete


Fissaggio a paretePer effettuare l’impianto lungo il percorso desiderato, dopo aver tracciato lo sviluppo, praticate alcuni fori lungo di esso per i tasselli di sostegno. Inserite all’interno dei fori la parte a espansione del tassello.

In generale, sono sufficienti tasselli ogni 2 mt e in prossimità delle prese d’aria.

Inserite all’interno dei tasselli i gambi filettati dotati di testa speciale composta da due ganasce a collarino, specifica per il sostegno di tubi. Stringete per bene.


Montaggio del tubo


Inserite il tubo all’interno delle ganasce del supporto e chiudete la parte mobile.
Il tubo rimane fissato e distanziato dalla parete. Lungo il tubo, installate le derivazioni collocando dei giunti a T che permettono di inserire la presa d’aria di tipo rapido e far proseguire il tubo.

All’estremità del tubo potete installare sia un rubinetto con attacco per gli attrezzi ad aria compressa sia un semplice tappo a vite. Preparate il tubo flessibile specifico per aria compressa tagliandolo col cutter in modo preciso e regolare. Non usate un normale tubo flessibile.


Il tubo flessibile


Sull’estremità del tubo così preparata inserite un cappuccio forato in metallo che si avvita alla gomma per mezzo di una chiave. Sul cappuccio avvitate strettamente il maschio rapido che serve per il collegamento alla presa d’aria. Isolate l’unione con teflon.

All’altra estremità del tubo inserite un ulteriore cappuccio forato e avvitatevi all’interno l’attacco rapido femmina che andrà collegato con l’attrezzo.


Impianto in azione


Il meccanismo interno degli attrezzi deve essere ben lubrificato, non fate mancare l’olio al compressore in modo che l’aria sia un poco unta. Il compressore viene collegato all’attacco iniziale del condotto. Prima di azionare qualsiasi attrezzo, verificate la perfetta tenuta del condotto stesso.


Preparare gli utensili


Per preparare un attrezzo con l’attacco rapido bisogna svitare quello tradizionale, se è già montato, e preparare quello di tipo rapido col teflon.
Avvitate l’attacco maschio e quindi stringete con la chiave. Se lasciate il vecchio attacco preparate uno spezzone di tubo che funga da raccordo-adattatore.
Gli attrezzi ad aria compressa sono dotati di una ghiera che serve per regolare la potenza massima scaricando aria compressa dalla turbina interna.


Collegare gli utensili


Collegare gli utensiliPer procedere a una lavorazione, inserite il tubo flessibile nell’attacco montato sull’attrezzo.

Spingete fino a un sicuro bloccaggio.
Potete ora collegare il tubo flessibile al condotto fissato alla parete, inserendo il maschio nelle prese d’aria femmina.

Nel caso si debba utilizzare l’attrezzo ad aria compressa distante dal circuito di alimentazione, dovete trasportare il compressore sul luogo di lavoro.


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riproduzione riservata
Articolo: Compressori per fai da te
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Compressori per fai da te: Commenti e opinioni


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  • Lidialamarina
    Lidialamarina
    Giovedì 27 Ottobre 2016, alle ore 20:10
    Molto utile
    rispondi al commento
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