Pannelli fotovoltaici double face

NEWS DI Impianti rinnovabili25 Ottobre 2014 ore 09:16
I pannelli fotovoltaici double face presentano due facce di esposizione al sole, riuscendo ad assicurare un rendimento elevato anche in condizioni di basso irraggiamento.

Tecnologia dei pannelli fotovoltaici double face


La tecnologia fotovoltaica si è via via sviluppata nel corso degli anni, migliorando i prodotti e provando nuove forme e materiali per sfruttare il più possibile l'energia del sole.
Solo di recente, però, si è pensato ad una delle soluzioni più ovvie: sfruttare il lato oscuro del pannello, quello non direttamente orientato verso il sole.

tecnologia dei pannelli fotovoltaici a due facceI pannelli fotovoltaici a due facce presentano la caratteristica di avere due facce di esposizione al sole, riuscendo in tal modo ad assicurare un rendimento del 50% anche in condizioni di basso irraggiamento.
Quindi possiamo dire che questo tipo di pannelli consente di incrementare del doppio la produzione di energia elettrica, rispetto alle tipologie tradizionali.

L'incremento non si ottiene con delle particolari modifiche alla struttura, alla forma o ai materiali utilizzati, ma semplicemente aumentando la superficie di esposizione alla radiazione solare, destinando a tale scopo anche quella che normalmente rimarrebbe a contatto con il tetto o con la copertura.

Gli studi sono partiti dall'osservazione della parte inferiore dei tradizionali pannelli fotovoltaici: essa rimane, in genere, sollevata dal piano in cui sono posti, sia per mantenere la giusta inclinazione per i pannelli, che per arieggiarli.
Tuttavia questa posizione fa sì che essi vengano colpiti dai raggi del sole riflessi, quindi in misura minore, ma comunque raccolgono una certa energia, che non va sprecata e può essere sfruttata.

Produttori di pannelli fotovoltaici a due facce


Lo sviluppo della tecnologia dei pannelli bi – facciali è partito dalla b-solar.com, un'azienda israeliana attiva nel campo delle energie rinnovabili, la quale ha sviluppato in particolare il tema dello sfruttamento della luce riflessa, specializzandosi nella produzione di questi pannelli.

celle bifacciali BiSolarSecondo l'azienda con i pannelli che sfruttano la luce del sole rilessa si può aumentare il rendimento dal 10% al 30%, e nei casi di pannelli posti in verticale (come quelli che si possono trovare lungo recinzioni) è possibile raggiungere un rendimento del 50%.

La parte posteriore dei pannelli viene realizzata utilizzando il boro al posto dell'alluminio, perché quest'ultimo è in grado solo di rifrangere la radiazione luminosa e non di assorbirla.

I costi di produzione sono anche inferiori, tenendo conto non solo della maggiore produttività, ma anche dell'utilizzo di materiali diversi dal silicio, più costoso ed inquinante.

La tecnologia è stata presentata per la prima volta durante l'Intersolar Europe di Monaco del 2012, ma la prima realizzazione è stata fatta in Giappone, con un impianto di 730 kW.

In Italia le celle solari bifacciali sono prodotte da MegaCell, una start up fondata da Franco Traverso, a suo tempo fondatore anche della Helios Technology, che ha poi venduto nel 2008.
La società detiene anche un brevetto che le permette di produrle ad un prezzo di mercato più basso. Infatti le celle sono realizzate integrando una normale linea produttiva con solo due ulteriori fasi di lavorazione.

celle bifacciali BiSonLe celle bifacciali BiSon in silicio monocristallino N-type sono ad elevatissima efficienza e sono state sviluppate grazie ad una collaborazione dell'azienda con l'Istituto di Ricerca tedesco ISC di Costanza.
A differenza delle celle P-Type, queste sono dette a zero LID. Il LID (acronimo di Light Induced Degradation) è il fenomeno per il quale dopo l'installazione e quindi dopo l'esposizione al sole di qualche giorno, le celle si degradano e vedono ridursi la loro potenza di circa il 2 – 3%. Con le celle BiSon questo fenomeno non avviene.
Esse non sono soggette neanche all'effetto PID (Potential induced degradation), causa di perdite di isolamento e della riduzione di longevità di una cella.

Ogni modulo BiSon si compone di 60 celle N – Type e permette di incrementare notevolmente la produzione di energia elettrica, ponendosi come valida alternativa all'uso dei combustibili fossili.
Inoltre l'azienda ha allo studio un nuovo tipo di pannello in grado di garantire una durata di 50 anni, rendendo così ancora più conveniente il ricorso alla tecnologia fotovoltaica.

I moduli realizzati con queste celle trovano un vasto campo di applicazioni anche se, ovviamente, i risultati migliori si raggiungono laddove meglio è possibile sfruttare la bifaccialità.
Con una superficie riflettente come l'erba, queste celle possono arrivare ad un'efficienza del 21,8%, mentre su neve il valore sale fino al 38%.
Lo stesso risultato può essere raggiunto verniciando di bianco la superficie del piano sotto il pannello.

Ci sono poi situazioni in cui i vantaggi di questo tipo di celle possono essere sfruttati al massimo come nelle installazioni su recinzioni orientate est – ovest.

riproduzione riservata
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