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Ancora rialzo mutui: la BCE aumenta i tassi di interesse

La BCE, per contrastare l'inflazione, aumenta di altri 50 punti i tassi d'interesse. A pagarne le spese saranno coloro che hanno in essere mutui a tasso variabile
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Rate muri tasso variabile più pesanti di 180 euro da inizio anno


La BCE avrebbe deciso un ulteriore aumento dei tassi di interesse. Sulla base di quanto precedentemente già detto, i tassi dovrebbero salire di 50 punti base, con ovvie ripercussioni sulle rate dei mutui a tasso variabile.

Per sapere con esattezza di quanto varieranno le rate è necessario attendere di vedere come l’Euribor si muoverà rispetto alle decisioni prese dalla Banca Centrale.

L’impatto circa l’aumento sarà infatti diverso per i singoli mutuatari sulla base di vari fattori, come la quantità di rate mancanti e l’importo che residua.

Con il nuovo aumento dei tassi d'interesse, le rate dei mutui a tasso variabile continuano ad aumentare
Per avere un'idea indicativa, facciamo una simulazione tenendo come riferimento un finanziamento da 126.000 euro a tasso variabile in 25 anni sottoscritto a inizio 2022.

All'atto della sottoscrizione, il TAN era di 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A luglio si è assistito a un rialzo consistente tanto che la rata di dicembre è arrivata a 602 euro circa.

Con il nuovo aumento di 50 punti basi, se l’Euribor crescesse in maniera analoga a quanto fatto finora, la rata mensile arriverebbe più o meno a 636 euro, ovvero, quasi 35 euro in più rispetto ad adesso e ben 180 euro in più rispetto all'inizio.

Lo scorso novembre, l’indice Eurirs, il parametro riguardante i finanziamenti a tasso fisso, ha messo in evidenza un netto calo rispetto al mese di ottobre.

In pratica, poniamo il caso di un contribuente che il 1° dicembre ha acceso un mutuo da 150.000 euro a 30 anni a tasso fisso (spread all’1,5%). La rata fissa sarebbe ammontata a 675 euro. Una cifra quindi più bassa rispetto ai 716 euro del 1° novembre.

Il motivo per cui aumentino i tassi variabili è strettamente connesso alle decisioni della Banca Centrale Europea.

Per frenare l’inflazione (che allo stato attuale è attorno al 12%), la BCE è praticamente obbligata ad aumentare i tassi dei mutui. Poiché è impossibilitata ad incrementare quelli fissi (come lo stesso nome dice), l’azione va allora a ripercuotersi sull’Euribor, il parametro riguardante il tasso variabile.

Le prospettive future non sono di certo rosee. Se la BCE manterrà il programma degli aumenti graduali dei tassi, l’Euribor continuerà a salire di mese in mese creando grossi disagi a chi ha in essere un mutuo a tasso variabile.

L'unica soluzione per coloro che hanno un mutuo variabile è quello di stabilire una soglia massima da non superare perché insostenibile e rivolgersi quindi ad un consulente o al proprio Istituto di Credito per trovare la miglior soluzione per il singolo caso.

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Nuova impennata mutui: BCE aumenta ancora i tassi di interesse
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