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Litigi ed ingiurie tra condòmini e con l'amministratore

In tema di rapporti tra i condòmini, non sempre è facile individuare il confine tra diritto di critica e insulto e quindi la rilevanza penale delle offese pronunciate.
- NEWS Liti tra condomini

Ingiuria e diffamazione


IngiurieLa questione della giustezza della previsione di una specifica categoria di reati, detta reati d'opinione è spesso al centro del dibattito giuridico che coinvolge anche profili di filosofia del diritto.

Il tema della libertà d'espressione è sempre molto dibattuto e sovente gli accadimenti di tutti giorni portano a prenderne le difese o a invocarne una più rigida regolamentazione a seconda dei punti di vista.

Il riferimento è ai così detti reati d'ingiuria, diffamazione, ecc.

Chi ritiene errata l'applicazione della sanzione penale per quanto si afferma, non manca occasione di ricordare che con questi reati lo Stato tutela solo di riflesso l'interesse della singola persona.

La reale intenzione, perché quello è lo scopo del diritto penale, è impedire e poi sanzionare un comportamento che si ritiene scorretto. Il diritto penale, lo s'impara sui manuali, è l'extrema ratio: si ricorre a esso solo se tutti gli altri modi di difendere un interesse o un diritto sono inefficaci. Se dire una cosa è penalmente sanzionabile, ciò significa che, in qualche modo, le offese sono fatti talmente gravi che non c'è altro modo di sanzionarle. Non solo: in questo modo s'intende indirizzare il pensiero di una persona. In pratica è un'entità superiore, lo Stato per l'appunto, a decidere cos'è giusto o sbagliato dire e di conseguenza, sia pur indirettamente, cosa bisogna e cosa non bisogna pensare. John Stuart Mill, nel suo Saggio sulla libertà, difendendo strenuamente la libertà d'espressione diceva che Non possiamo mai essere certi che l'opinione che tentiamo di soffocare sia falsa; e se ne fossimo certi, soffocarla sarebbe ancora un male. Certo il filosofo inglese non si riferiva ai vaffa… proferiti da un condomino verso il suo vicino, ma la differenza è davvero poca; il pensiero, di qualunque genere esso sia, dev'essere sempre libero.

Chi, invece, sostiene la giustezza delle sanzioni penali previste per i reati d'ingiuria (art. 594 c.p.), diffamazione (art. 595 c.p.), ecc. ritiene fondamentale un presidio penale rispetto alle intemperanze verbali dei cittadini di uno Stato. Spesso si sente dire che le parole sono armi. Secondo i sostenitori della punizione penale di tali fatti, è giusto quindi educare, per il tramite della sanzione penale, le persone a saperle usare.

Al di là di come la si pensi, è bene comunque ricordare che alla libertà, qualunque essa sia, deve corrispondere un'assunzione di responsabilità. Sperare nell'abrogazione dei reati d'opinione, quindi non vuol dire lasciare impuniti i maleducati; significa solamente portare il livello di tutela solamente nell'ambito del diritto civile. In sostanza si lascia inalterata la possibilità di chiedere alle persone che hanno diffamato il risarcimento del danno che hanno causato; ciò che si eliminerebbe sarebbe solamente il rimprovero dello Stato per averlo detto.

A oggi la realtà dice che ingiuria e diffamazione sono punibili penalmente.


Condominio e ingiurie


Offese in condominioAccade così che se un condomino manda a quel paese una sua vicina che chiedeva più silenzio per il figlioletto che non riesce a dormire rischia una condanna per ingiuria.

Secondo la Corte di Cassazione, infatti rivolgere insulti (quali vaffa… e/o rompico…) alla mamma preoccupata costituisce ingiuria ed essi non possono essere considerati la giusta risposta alla condotta tenuta dalla prima, secondo l'offensore illecita, che era consistita nello bussare per chiedere maggiore silenzio. Chiedere silenzio, dice la Cassazione, è normale, soprattutto di sera, mentre, specificano gli ermellini, pur dovendosi prendere atto del degrado del linguaggio e della inciviltà che oramai non di rado contraddistingue il rapporto tra i cittadini, il ripetuto epiteto vaffa… accompagnato dalle espressioni non mi rompere i cogl… e non mi rompere il ca.., non è soltanto indice di cattiva educazione e di uno sfogo dovuto ad una pretesa invadenza dell'offeso, ma anche del disprezzo che si nutre nei confronti dell'interlocutore (Cass. 22 dicembre 2011 n. 48072).

Insomma, siate o non siate d'accordo con i reati d'opinione, la legge è legge (dura lex sed lex dicevano i latini) e deve essere rispettata: badate a come parlate! Ma poi, a questo genere di condanne cosa segue? La condanna penale è così esigua che, salvo recidive e simili, raramente è portata a esecuzione (solitamente si arriva alla sospensione della pena). Per la persona offesa, uno strumento in più per chiedere (se non viene riconosciuto nel giudizio penale, come quasi sempre accade) il risarcimento in sede civile.


Ingiurie in assemblea


Leggermente diverso il discorso per quanto riguarda le offese volate in assemblea. Attenzione: ciò non vuol dire che in quest'ambito sia lecito ogni genere di epiteto, però il contesto può assurgere a scriminante di espressioni che in altri contesti potrebbero essere considerate offensive.


Così, ad esempio, la Corte di Cassazione (sent. n. 5633 del 5 febbraio 2015) ha ritenuto non passibile di sanzione penale il condomino che rivolgendosi all'amministratore l'aveva definito incompetente in quanto tale affermazione è stata considerata legittima espressione del diritto di critica in un contesto nel quale si stava valutando l'operato del mandatario della compagine.

Si legge in sentenza che il termine incompetente non trascende di per sé i limiti dell'esercizio del diritto di critica non investendo la persona dell'amministratore in quanto tale, ma limitando la critica agli atti dalla stessa compiuti nel compimento del proprio incarico.

Il confine tra critica e offesa, come si può notare, non sempre è molto chiaro ed è spesso rimesso alla sensibilità del giudicante.

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Articolo: Condominio: litigi e offese
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