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Liti condominiali, chiesto l'intervento delle Sezioni Unite

La Cassazione, più nello specifico la seconda sezione del Supremo Collegio, con ordinanza interlocutoria n
25 Ottobre 2010 ore 13:55 - NEWS Liti tra condomini
liti condominiali , cause condominiali

La Cassazione, più nello specifico la seconda sezione del Supremo Collegio, con ordinanza interlocutoria n. 21220/10, ha rimesso gli atti di una causa al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione del ricorso alle Sezioni Unite.

Liti in condominioMotivo del contendere: la forma dell'atto introduttivo del giudizio d'impugnazione delle delibere condominiali.

La domanda cui, eventualmente, le Sezioni Unite saranno chiamate a dare risposta è la seguente: qual è l'atto introduttivo del summenzionato giudizio?


Ad oggi, nonostante l'art. 1137 c.c. utilizzi il termine ricorso, non è dato fornire soluzione certa al quesito.
In tal senso poco più di un anno fa il Tribunale di Salerno, nel decidere su una causa inerente anche tale problematica ha avuto modo d'evidenziare che la questione della forma dell'atto di impugnazione delle delibere condominiali è in realtà tuttora massimamente controversa.

Secondo l'orientamento che può considerarsi ora prevalente in giurisprudenza, invero, nonostante l'art. 1137 c.c. usi l'espressione letterale "ricorso", l'azione può essere esercitata indifferentemente sia con ricorso che con citazione, dovendosi aver riguardo, in quest'ultimo caso, per il rispetto del termine decadenziale ivi stabilito, alla data della notificazione (così Trib. Salerno 23 giugno 2009).

Il problema, tutt'altro che secondario, incide grandemente sui tempi della causa ma anche sul rispetto del termine dei trenta giorni.

Laddove si propendesse per la possibilità d'utilizzare tanto l'ordinaria citazione quanto il ricorso il rispetto dei tempi varierebbe e non poco.



Vediamo schematicamente perché.

Deliberazione assembleareTermini per l'impugnazione:

a) 30 giorni dall'adozione per dissenzienti ed astenuti;

b) 30 giorni dalla comunicazione del verbale per gli assenti.

Liti in condominioSe s'introduce il giudizio con la citazione, per essere nei termini essa deve essere notificata al condominio nei termini di cui all'art. 1137 c.c.

La sola notificazione non produce la sospensione della delibera che può essere chiesta, eventualmente, alla prima udienza e quindi almeno 90 giorni dopo la notifica dell'atto.

Giudizio introdotto con ricorso e rispetto dei termini:

a) deposito in cancelleria entro 30 giorni che decorrono come per la citazione (punti a e b precedenti);

b) notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza successivamente, nel termine indicato nel suddetto decreto;

c) possibilità di ottenere la sospensione della deliberazione alla prima udienza che di norma avverrà molto prima degli ordinari termini che devono trascorrere per la citazione.

La questione non si ferma solamente a questi dubbi ma investe anche il contenuto proprio dell'atto introduttivo, molto più dettagliato (art. 163 c.p.c.) nel caso si decidesse d'utilizzare la citazione.

Il tutto sempre tenendo presente che l'allungamento dei tempi di decisione incide e non poco (al di là della richiesta di sospensione) sulla valutazione della esecuzione della delibera nei punti impugnati.

In sostanza, all'incertezza sull'atto d'introduzione del giudizio corrisponde un'incertezza anche sui tempi per la maturazione della definitività del deliberato assembleare.

La questione, è bene ricordarlo, riguarda le delibere annullabili poiché quelle nulle possono essere impugnate in ogni tempo con un'ordinaria citazione.In questo contesto, per concludere come evidenziato dalla stessa Cassazione in ragione dei contrastanti orientamenti espressi da questa Corte sul tema, ed avuto comunque riguardo alla particolare importanza delle questioni di massima sollevate, si ravvisa la opportunità della rimessione degli atti al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite (così Cass. ord. n. 21220/10).

riproduzione riservata
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