Lesioni da sorvegliare

NEWS DI Ristrutturazione20 Giugno 2008 ore 10:41
Il monitoraggio delle lesioni in modo semplice ed efficace
lesioni

La comparsa di una lesione su di una parete della nostra abitazione, ci mette subito in allarme ed il pensiero corre spesso veloce verso scenari catastrofici.

Fortunatamente il più delle volte il fenomeno è dovuto a semplici assestamenti della struttura o alle sollecitazioni prodotte dai cosiddetti microsismi (l'azione del traffico adiacente all'edificio o altre sollecitazioni simili).

In ogni caso prima di allarmarsi inutilmente sarebbe opportuno effettuare un semplice monitoraggio delle lesioni attraverso metodi semplici e sempre efficaci.

In questa breve nota ci occuperemo delle metodologie e degli strumenti che vengono comunemente utilizzati per il monitoraggio delle fratture che si formano su paramenti di fabbrica piani, costituiti da materiali fragili (tramezzi, murature).

Ci interesseremo quindi, di un solo tipo di parametri che occorre misurare nel caso di monitoraggio strutturale e cioè degli spostamenti assoluti e relativi, che possono avvenire nel tempo sul manufatto, a cavallo di fessure e giunti.

Nel contesto descritto, le grandezze da misurare sono rappresentate da piccoli spostamenti se considerate in relazione alle dimensioni geometriche del manufatto.

L'applicazione di spie o biffe (traversine di malta a forma di doppia coda di rondine) è stato per molto tempo il metodo tradizionale più impiegato per il controllo delle fessurazioni e conserva ancora oggi la sua validità per la particolare facilità di impiego, oltre che per l'immediatezza del risultato.

Esso consente di conoscere se il fenomeno fessurativo progredisce o meno, ma non fornisce una misurazione della ampiezza della fessurazione, nè individua la direzione della progressione della fessurazione nel piano, pertanto non si hanno indicazioni sulla natura del moto (di rotazione, traslazione o combinato).

Questo metodo ha l'unica finalità di accertare se il dissesto che ha causato le lesioni è ancora in atto o è cessato e pertanto la struttura ha raggiunto un nuovo stato di equilibrio.

L'applicazione di una biffa si effettua eseguendo un incasso nel muro nel punto della lesione, con la sezione minima in corrispondenza della frattura; è importante che tale incasso arrivi sino al vivo della muratura.

Nel caso di fessurazione passante, estesa a tutto lo spessore del muro, bisogna cercare di introdurre la malta il più possibile nella fessurazione, per evitare una essiccazione troppo veloce.

Infatti l'aria, passando attraverso la fessura, può provocare un ritiro accelerato della parte centrale della biffa, causandone delle microfessurazioni che potrebbero essere confuse con movimenti della struttura, in questo caso inesistenti.

Dunque è necessario che la malta delle biffe non sia soggetta a ritiro e pertanto sono sconsigliate biffe realizzate con malta di cemento, il cui ritiro durante la presa può causare microfessurazioni indipendenti dalla presenza del moto nella struttura.

La malta che si utilizza per la confezione delle biffe può essere di tipo differente in funzione dell'ubicazione del punto del manufatto.

Per pareti interne ed asciutte si possono utilizzare biffe di gesso o scagliola, o ancora di malta comune come quella dell'intonaco.

Il gesso è da preferirsi perché non presenta pericoli di fessurazione da ritiro ed inoltre ha una resistenza in genere inferiore a quella della malta comune: pertanto con il progredire del movimento si fessura più facilmente e consente una più tempestiva indicazione del moto in atto.Per pareti esterne, quindi soggette agli agenti atmosferici, si devono impiegare invece malte idrauliche o bastarde; anche in tal caso infatti, per le malte di cemento, ci si troverebbe di fronte al problema della presenza di microfessurazioni dovute al ritiro.

Le spie di vetro hanno anch'esse sagoma a doppia coda di rondine, la cui parte più esigua viene disposta a cavallo della lesione, e sono fissate al muro con malta; queste però non sono consigliabili in quanto il vetro può risultare più resistente della malta con la quale la biffa di vetro è fissata al muro o dell'intonaco dello stesso.

Pertanto in presenza di piccoli movimenti può aversi il cedimento dell'intonaco o della malta che fissa la biffa, mentre quest'ultima rimane integra.

Al fine di evitare tali inconvenienti occorre dunque che il materiale di cui è composta la spia sia meno resistente della malta di fissaggio e dell'intonaco del muro. Il controllo deve essere effettuato ad intervalli di tempo costanti e comunque tanto più brevi quanto maggiore è l'entità presunta del dissesto; i controlli saranno segnalati in un apposito registro riportando la data e l'esito degli stessi.

Nel caso in cui avvenga la rottura di una biffa se ne può mettere in opera un'altra sulla stessa fessurazione o vicino a questa; accanto si segnerà la nuova data ed eventualmente i nuovi segnali di cuspide.

In considerazione del fatto che durante la rottura delle spie non si hanno dati quantitativi sullo spostamento in essere, lo scopo ultimo è quello di ottenere almeno in via qualitativa il tipo di moto a cui è sottoposta la frattura.

Nel caso in cui si dovesse rilevare un aumento del quadro fessurativo progressivo sarà bene rivolgersi ad un professionista del settore, al fine di ottenere una diagnosi del dissesto, con relativo provvedimento di competenza.


arch. Francesco Oliva

riproduzione riservata
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