Le ninfee

NEWS DI Giardino02 Maggio 2012 ore 18:36
Fiore acquatico per eccellenza, viene impiegato come pianta ornamentale per decorare stagni, vasche e laghetti. Ecco tutti i consigli per tenere le ninfee al meglio.
ninfea , laghetto , pianta acquatica , stagno
Marco De Natale

Costruire un parterre


Le ninfeeIl giardinaggio è una passione che coinvolge sempre più persone.
Costruire un parterre (termine francese, ormai anche in uso in Italia e pronunciato all'italiana, che sta ad indicare un complesso o anche una singola aiuola) non è semplice perché bisogna tener presente tanti fattori.

Una delle maggiori cose cui bisogna pensare prima di fare aiuole fiorite è che non bisogna accozzare senza una logica i fiori: non tutti sono uguali, non tutti necessitano della stessa quantità d'acqua e della stessa cura, quindi non possono convivere nello stesso terreno (non si può mettere nello stesso terreno una pianta grassa con una che necessita di essere annaffiata spesso).

Il ciclo naturale impone che, come i fiori sbocciano alla fine del loro ciclo di vita sfioriscono; ciò ci costringe a piantare le infiorescenze capaci di colorare il nostro giardino in ogni stagione dell'anno.
Se invece volessimo creare una platea colorata acquatica?
Diciamo che, qualora questo fosse il nostro obiettivo, non ci sarebbe niente di meglio che delle ninfee.


Cos'è la ninfea?


La ninfea è un bellissimo fiore acquatico appartenente alla famiglia delle Nymphaeaceae.
Essa è ideale come pianta ornamentale per decorare stagni, vasche e laghetti, oppure coltivarla in grossi mastelli o recipienti simili, colmi d'acqua sui terrazzi.

Nella mitologia greca la ninfea ha sempre rappresentato l'amore platonico un amore non corrisposto.
Diversa è invece la concezione che avevano di essa gli Egizi: essiinvece ornavano le pareti delle tombe dei faraoni, con questi fiori perché gli attribuivano il significato di rinascita, tant'è vero che resti di ninfee sono stati trovati nella camera sepolcrale di Ramesse II.
Colui il quale è ricordato come un dei maggiori estimatori di queste piante/fiori acquatici è indubbiamente Claude Oscar Monet.
Egli è uno dei più grandi pittori en plein air (pittura all'aperto), il più impressionista degli impressionisti, come viene definito.

NinfeaTale era la sua passione per le ninfee che nel 1920, 6 anni prima della sua morte, offrirà allo Stato Francese dodici tele, di circa 4 mt ciascuna, raffiguranti per l'appunto questo magnifico fiore.
Ossessionato al punto di far deviare dal suo corso un braccio della Senna per costruire un enorme giardino acquatico, ha dimostrato in più di un'occasione di essere il più famoso estimatore delle ninfee.
Prendendo ciò che ha fatto Monet come un prezioso assist, possiamo dire che per poter realizzare un giardino acquatico perenne possiamo coltivare le ninfee come prodotto principale.
La loro origine è asiatica è per lo più la loro famiglia è composta da una cinquantina di specie ogn'una diversa dall'altra.
I fiori hanno uno stelo che fuoriesce dall'acqua per circa 10/15 cm.


Le specie di ninfee esistenti


Le ninfeeIn natura esistono prevalentemente due specie di ninfee: rustiche e tropicali.
Le Ninfee rustiche sopravvivono anche alle temperature italiane, quindi tranquillamente possono essere coltivate nel nostro paese col nostro clima.
Sopportano in maniera decente gli sbalzi di temperatura anche se non preferiscono velocissimi sbalzi termici ma è ideale un gradato cambio delle temperatura; esse, inoltre, vanno immerse in vasche della profondità di circa 40 cm.
Le Ninfee tropicali sono originarie dell'Estremo Oriente, dell'Australia e del Sud America.
Hanno una fioritura profumatissima e notturna: sul calar della sera si aprano e chiudono le corolle in tarda mattinata.

Temono
parecchio e vanno immerse in vasche poco profonde perché crescono bene a temperature calde: in inverno quindi vanno protette e ritirate all'interno dove la temperatura non deve essere inferiore ai 10°C.
Capita spesso che le ninfee vengano confuse con i fiori di loto.
Occorre effettuare una chiarificazione: entrambe le piante sono acquatiche, appartengono alla stessa famiglia, ma sono di due specie diverse.
Il loto appartiene alla famiglia delle ninfeacee (proprio come le ninfee), ma appartiene alla specie Nymphaea lotus (la classica ninfea è appartenente alla specie Nelumbo nucifera).


Com'è fatta una ninfea?


Le ninfeeLe ninfee sono composte da foglie verdi che fuoriescono dall'acqua e da un fiore (solitamente uno per foglia).
Le foglie sono rotonde, verdi con la pagina inferiore sempre rossastra, protette da uno strato ceroso con un profondo taglio che raggiunge il punto di inserzione del gambo.
Tali foglie crescono dal fondo arrotolate e giunte in superficie e per circa un palmo si srotolano.
I fiori, invece, sono molto grandi e portati da peduncoli che li fanno emergere dall'acqua solo per pochi centimetri.
Sbocciano di giorno e si chiudono di notte; Come precedentemente riportato, le ninfee tropicali seguono il processo inverso fiorendo solo di notte.

Una caratteristica importanti di questi fiori acquatici è che hanno una brevissima durata, di appena pochi giorni (4-5 per la precisione).
In compenso il processo produttivo dei fiori è molto frequente con un ritmo di 1,3 nuovi fiori ogni 10 ninfee (calcolo medio ponderato effettuato su un periodo di 45 giorni): la loro produzione è continua soprattutto nei periodi che vanno da Maggio a Settembre.
I petali sono numerosi e diventano sempre più piccoli a mano a mano che ci si avvicina al centro della corolla.


Come si coltivano le ninfee?


Le ninfeeLe ninfee sono tutte facili da coltivare, vanno piantate sul fondo di un laghetto profondo dai 2 mt ai 40 cm: il compromesso è che vengano "piantate in acque" dove il sole batte frequentemente.
Esse nascono da un rizoma (una sorta di grosso fusto che ha la funzione di fare da riserva d'acqua) che viene riposto in un vaso di plastica sul fondo del laghetto.

Il terriccio per il substrato deve essere argilloso misto a sabbia e farina di ossa in parti uguali.
Durante l'inverno, perdono completamente la vegetazione (ma non muoiono) resistono a temperature molto rigide (riescono a sopravvivere fino a zero gradi, purché immerse nel laghetto, al di sotto della crosta gelata).
Con l'arrivo della primavera, quando l'acqua è più calda, iniziano a formarsi le nuove foglie e con l'arrivo dell'estate anche una produzione esuberante di fiori colorati.

La moltiplicazione si effettua per divisione delle radici rizomatose in primavera.
Accanto alla pianta madre, ogni due anni circa, si producono nuovi rizomi che vanno staccati con cura ed interrati.

riproduzione riservata
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