Consulenze tecniche per il condominio

NEWS DI Condominio21 Febbraio 2008 ore 19:09
In un edificio possono verificarsi danni che hanno origine da parti comuni dell'immobile.E' quel che accade, ad esempio, se nell'appartamento di un

In un edificio possono verificarsi danni che hanno origine da parti comuni dell'immobile.
È quel che accade, ad esempio, se nell'appartamento di un singolo condomino si verificano infiltrazioni, o peggio ancora, un allagamento, causati dalla rottura di una colonna montante.56587044.jpg
Se per l'edificio è stata stipulata una polizza assicurativa, l'assicurazione provvederà a inviare un perito, un proprio tecnico di fiducia, incaricato di verificare e quantificare i danni.
Tuttavia, se l'entità del danno è superiore al massimale coperto dalla polizza, il condominio dovrà farsi carico del risarcimento della cifra restante.

Molto spesso, in queste situazioni, possono sorgere delle controversie che vanno dal non riconoscimento della natura del danno, che si presume non avere origine da parti comuni, fino alla non approvazione dell'importo stimato per il indennizzo dei danni.
È opportuno, quindi, che il condomino danneggiato si affidi ad un consulente tecnico di parte, un professionista architetto, ingegnere o geometra, che lo assisterà dal punto di vista tecnico.

Il professionista sarà incaricato di effettuare una perizia tecnica, una volta svolti i necessari sopralluoghi, per accertare l'origine del danno e fare una valutazione delle spese necessarie per ripristinare lo stato dei luoghi e quindi il relativo indennizzo.
Se non si riesce a dirimere la controversia, può essere necessario affidarsi ad un avvocato e ricorrere in giudizio.
In sede di giudizio, il giudice nominerà un consulente tecnico d'ufficio, un esperto iscritto ad un apposito Albo, che, rispondendo ai suoi quesiti, gli chiarirà quegli elementi che gli occorrono per giungere a una decisione.
Costui relazionerà quanto appreso in base a sopralluoghi e colloqui con le parti, documentandolo opportunamente.
Il consulente di parte dovrà essere presente alle operazioni peritali sia per affiancare il legale e illuminarlo sulle questioni tecniche, che per presentare le proprie osservazioni al C.T.U.
Le conclusioni raggiunte dal consulente d'ufficio saranno quelle fondamentali sulla cui base il giudice emetterà la sentenza.
Le spese tecniche per la consulenza d'ufficio saranno a carico della parte soccombente.
Naturalmente, visti i tempi che intercorrono per lo svolgimento di una causa, è sempre consigliabile cercare di risolvere il problema in sede extragiudiziale.

riproduzione riservata
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Consulenze tecniche per il condominio: Commenti e opinioni


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  • Anonymous
    Anonymous
    Venerdì 30 Agosto 2013, alle ore 10:38
    Per Dario Greco: se la causa del danno è di origine "non condominiale", cioè è dovuta all'incuria di un condomino, egli è tenuto a riparare il danno.
    rispondi al commento
  • Stefanoid
    Stefanoid
    Giovedì 29 Agosto 2013, alle ore 15:52
    Salve,espongo quanto appresso: in un edificio condominiale di 5 elevature vi sono due piani terra con giardinetto con affaccio sulla facciata principale recintato da muretto perimetrale di pertinenza condominiale.In uno dei giardinetti si é verificato la rottura del muretto condominiale ad opera delle radici di un albero (insistente nel citato giardinetto) mal curato piantato a circa due metri dal muretto condominiale.Come vanno ripartiti i danni?Cordialità.Dario Greco
    rispondi al commento
  • Legale
    Legale
    Martedì 23 Aprile 2013, alle ore 11:47
    @fittipaldi: E' bene che il danno sia risarcito dal condominio (l'assicurazione può essere chiamata in causa dalla compagine) e che il condomino non anticipi le spese per poi sentirsi dire di aver speso più del necessario. Se la situazione le sembra complessa rispetto alle sue competenze, le consiglio di farsi seguire da un legale.
    rispondi al commento
  • Fittipaldi
    Fittipaldi
    Lunedì 22 Aprile 2013, alle ore 16:01
    Un condomino ha un danno condominiale. L' amministratore di condominio è responsabile di ripristinare l'ambiente a spese dei condomini e farsi rimborsare dal assicurazione.? Occuparsi di chiamare una ditta etc.Grazie per una rispostail mio amministratore pretende che io esegue la riparazione, pagando direttamente una ditta, e poi avere rimborso da assicurazione condominiale. Sono obligata ad avansare i soldi ( circa 1000 euro) e poi aspettare che il condominio incassa soldi di assicurazione per essere a mia volta essere rimborsata?
    rispondi al commento
  • Anonymous
    Anonymous
    Lunedì 15 Aprile 2013, alle ore 09:39
    Per Luigi: le consiglio di affidarsi ad un legale che la aiuterà a far valere i suoi diritti.
    rispondi al commento
  • Rosco60
    Rosco60
    Domenica 14 Aprile 2013, alle ore 12:35
    Buonasera architetto mi permetto di scriverle per un problema che mi affligge da circa 6 mesi. Sono confinante con una parrucchiera che per 13 anni non ha mai creato nessuno tipo di problema,ma ultimamente circa 4-5 mesi fa ha sostenuto dei lavori all'interno del negozio. Sono venuto a conoscenza tramite l'amministratore del suo condominio che i lavori effettuati riguardano lo spostamento della vecchia riserva d'acqua posta in precedenza sul pavimento al'interno del bagno. Con i lavori effettuati la pompa è stata innalzata sopra ad un soppalco sempre nello stesso bagno che a linea d'aria confina con la parete della cameretta di mia figlia che purtroppo non riesce più a riposare e a studiare/, inoltre io effettuo turni di notte e per me e la stesa cosa non riposo ne di mattina ne di pomeriggio per il continuo attaccarsi di questa pompa dell'autoclave che inizia dalla mattina dalle ore 9:00 e termina alle ore 18/30 se tutto va bene. ho cercato di parlare con la proprietaria del negozio spiegandogli la problematica che si è presentata causa dovuta dai lavori effettuati la signora mi ha risposto che lei e a posto sia con le regole che con il rumore le ho spiegato che lei deve lavorare ma anche io devo vivere .purtroppo non essendoci stata una conclusione si e disposto di mandare un idraulico a spese mie dove avrebbe cercato di capire la problematica in questione il tutto con tanto di autorizzazione da parte della proprietaria . purtroppo da un esame fatto dall'idraulico si presume che per alleggerire il rumore si potrebbe mettere un flessibile dalla pompa verso la tubatura che entra nel muro visto che la conduttura attuale e molto rigida e forse facendo questo tipo di lavoro si potrebbe alleviare il problema rumore la signora riferisce all'istante che soldi non ne spende il lavoro per lei va bene cosi. se il lavoro deve essere fatto va fatto a spese mie: non capisco e mai possibile che ho ricevuto il danno e devo pagarmi un lavoro che forse neanche si riesce a risolvere il problema? Successivamente ho chiesto il numero di telefono del suo idraulico al fine di trovare un’altra soluzione l’idraulico dopo aver sentito la mia lamentela mi ha dato ragione in effetti nel soppalco si crea una forma di campana poichè non c’è sfogo di uscita riferisce che avrebbe provveduto a fare una coibentazione sperando di risolvere qualcosa: la domanda fondamentale che pongo e : Considerato il problema creato dall’idraulico o per sua scelta o per comodità di qualcuno la pompa è stata innalzata creando questo problema che continua ancora ad andare avanti. Presumo che l’idraulico non abbia mai fatto nulla deve essere lui a risolverlo? O devo procedere diversamente considerato che sia la parrucchiera che l’idraulico non hanno mai intrapreso una strada per risolvere il problema? chiedo gentilmente di sapere prima di avviarmi verso una grande problematica come dovrei comportarmi se fosse possibile capire come muovermi distinti saluti
    rispondi al commento
  • Anonymous
    Anonymous
    Lunedì 8 Aprile 2013, alle ore 10:13
    Per Luigi: In base agli art. correttamente citati, lei può spostare la sua recinzione, purchè rispetti il confine della sua proprietà e non arrechi danni alle parti condominiali. E' opportuno informare l'amministratore dei lavori a farsi.
    rispondi al commento
  • Rosco60
    Rosco60
    Venerdì 5 Aprile 2013, alle ore 17:13
    Architetto buonasera la domanda che le pongo e la seguente : sono proprietario di un appartamento al piano terra con antistante spazio di circa metri 3 di larghezza e per tutta la lunghezza dell'appartamento .Attualmente questo antistante spazio e diviso da una ringhiera in ferro per cui mi trovo con un metro e mezzo di pavimentazione /ringhiera /e un metro e mezzo di giardino fuori. Avrei intenzione di portare la ringhiera a linea di confine con l'area condominiale delineando aria privata da quella condominiale trovandomi cosi il metro e mezzo all'interno della mia proprietà posso farlo' devo chiedere il consenso all'amministratore e citarlo al'art. 841 sulla informativa preventiva ,oppure riferisco in riunione. Il novellato l'art. 1122 cosa significa posso applicarlo? distinti saluti.sarei grato di una sua risposta
    rispondi al commento
  • Anonymous
    Anonymous
    Giovedì 14 Luglio 2011, alle ore 11:02
    E' fondamentale la valutazione della proprietà del muro. Se gli atti non dicono nulla, esso si presume comune. Diversamente gli stessi atti diranno a chi compete l'obbligo di manutenzione o in alternativa, per legge, spetterà al proprietario dello stesso manutenerlo. L'interessato, nel caso di muro di confine di proprietà escluisva potrà:a) chiedere la manutenzione al proprietario;b) fare gli interventi a sue spese, una tantum, e previo accordo con il proprietario;c) chiedere la comunione forzosa del muro e risolvere alla radice il problema.Gli artt. 880 e ss c.c. spiegano bene che cosa si può fare.(Consulenza dell'avv. Gallucci)
    rispondi al commento
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