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Fondo nazionale di efficienza energetica: restano esclusi gli IACP

Gli ex IACP sono esclusi dalle norme relative al Fondo nazionale di efficienza energetica. Quali sono le motivazioni? Federcasa chiede una revisione normativa
- Detrazioni e agevolazioni fiscali

Efficienza energetica e IACP


Gli ex Istituti autonomi case popolari (IACP) sono esclusi dai finanziamenti agevolati offerti con il Fondo nazionale di efficienza energetica. L'estromissione dagli incentivi per il miglioramento dell'efficienza energetica degli immobili di proprietà della Pubblica Amministrazione non ha lasciato indifferente la Federcasa che è intervenuta per chiedere un cambiamento normativo.

La Federazione italiana per le case popolari e l'edilizia sociale ritiene opportuno che i benefici del Fondo nazionale debbano spettare a tutti gli Enti che gestiscono l'edilizia residenziale pubblica.

La Federcasa si è manifestata estremamente preoccupata e si sta adoperando affinché la situazione possa trovare al più presto un'adeguata soluzione.
Non è ammissibile che la stragrande maggioranza degli Istituti autonomi per le case popolari siano esclusi dalle agevolazioni previste.
La ragione sta nella definizione di pubblica amministrazione data dalla norma che disciplina il funzionamento del Fondo.

Iacp e Fondo nazionale efficienza energetica


Cosa prevede il decreto del 22 dicembre 2017?


In base alla normativa sono oggetto di agevolazioni gli interventi di miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici di proprietà della pubblica amministrazione e degli edifici destinati ad un uso residenziale (con particolare riguardo all'ediliziapopolare).

Nel definire la pubblica amministrazione la norma richiama l'articolo 1 comma 2 del D.lgs 30/03/2001 n. 165 nel cui elenco rientrano gli Istituti autonomi case popolari.

Qual è allora il problema? Secondo un'interpretazione letterale della normativa, possono fruire degli incentivi solo gli Istituti autonomi case popolare attualmente denominati in questa maniera.

Il punto è che nel corso degli anni molte regioni hanno modificato la denominazione degli Istituti, pur rimanendone la natura giuridica di enti pubblici non economici. Si pensi ad esempio a Piemonte, Molise e Basilicata.

Anche gli ex Istituti autonomi che sono diventati enti pubblici economici sono esclusi dall'accesso ai benefici e dall'ambito di applicazione del decreto. Si pensi alle regioni come Veneto, Lombardia, Liguria, Abruzzo, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Umbria e Lazio.
Stesso discorso per le società in house con partecipazione delle pubbliche amministrazioni come Regione Toscana e Provincia autonoma di Trento.

La Federcasa ha inviato una nota ai ministri competenti che hanno firmato il provvedimento in questione. L'obiettivo della lettera è ottenere una tutela per quegli enti che nel corso degli anni hanno cambiato denominazione e che sono stati esclusi dal Fondo nazionale.

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