Demolizione degli abusi edilizi in zone vincolate

NEWS DI Normative30 Gennaio 2006 ore 00:00
Il T.A.R. di Napoli contro il Consiglio di Stato: impossibile la sanatoria e l'autorizzazione postuma.
demolizione , abusi
Archivio Lavorincasa.it

I Giudici amministrativi napoletani si ribellano all'orientamento giurisprudenziale dei colleghi di Palazzo Spada che ammette la sanatoria degli abusi edilizi in aree sottoposte a vincolo e, con una coraggiosa sentenza (TAR Napoli, sez. IV, n. 3780/05), applicano correttamente la legge che impone al dirigente comunale il diretto e repentino abbattimento dell'opera illecita.

La trattazione che segue è una materia un po' ostica per i non addetti ai lavori, ma è di primaria importanza sociale poiché il 47% del territorio italiano è vincolato: l'art. 4, comma 2 della legge 47/1985, trattato dalla sentenza in esame, (ora sostituito pariteticamente dall'art. 27, comma 2 del D.P.R. 380/2001) imponeva infatti al Sindaco (ora al Dirigente dell'ufficio) la demolizione “(…) quando accerti l'inizio di opere eseguite senza titolo su aree assoggettate da leggi statali, regionali o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo di inedificabilità, o destinate ad opere e spazi pubblici ovvero ad interventi di edilizia residenziale pubblica (…) nonché alle aree di cui alle leggi 1° giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, e successive modificazioni ed integrazioni, il sindaco provvede alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi (…).

La demolizione ed il ripristino dello status quo ante deve quindi avvenire senza alcuna dilazione, senza alcun potere discrezionale, senza analisi della dimensione e della gravità dell'opera o del danno arrecato, senza necessità di comunicazione di avvio del procedimento, senza alcuna considerazione di alternativa all'abbattimento, senza alcuna valutazione in merito alla sanabilità dell'intervento e senza alcuna analisi del pregiudizio cagionato alla rimanente parte del lavoro eventualmente regolare o del danno subito dal privato responsabile dell'abuso.

Il legislatore ha dunque ritenuti irrinunciabili, repentini e certi la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi nei casi accertati di abusi edilizi compiuti nelle aree di particolare pregio, togliendo qualsiasi potere decisionale ai responsabili comunali ed ai tutori dei vincoli. Allo stesso modo si è anche pronunciata la Corte Costituzionale ( ordinanza 21 febbraio-6 marzo 2001, n. 46 - Presidente Santosuosso – relatore Chieppa) e parimenti si è sempre espressa la Cassazione Penale.

Il Consiglio di Stato, invece, dopo aver sostenuto per anni l'impossibilità di autorizzazione postuma da parte dell'Ente preposto alla tutela del vincolo, improvvisamente, nel 2002, ha ribaltato il proprio orientamento dando per scontata questa opportunità, ignorando, per mezzo di un discutibile artifizio interpretativo, la posizione dei loro colleghi costituzionalisti e penalisti.

La sentenza del Tribunale Amministrativo napoletano dovrebbe indurre tutti ad un'attenta riflessione: i colleghi degli altri Tribunali Amministrativi Regionali e soprattutto quelli di più alto rango del Consiglio di Stato, ma anche i responsabili delle Sovrintendenze o degli altri Enti posti a salvaguardia dei vincoli, i tecnici comunali, gli esperti chiamati ad esprimere il loro parere in materia paesaggistico-ambientale e tutti coloro cui sono demandate le decisioni in materia ed infine i professionisti, costruttori e committenti, che spesso fanno i furbi.

Non mi risulta invece che questa sentenza abbia prodotto il clamore che si sarebbe meritata: siamo forse alle solite?

Spero proprio di no, e mi incoraggia il fatto che anche il Codice Urbani (D.L.vo n. 42/2004) preveda all'art. 146, comma 10, lettera c) il divieto dell'autorizzazione postuma e, poco oltre, all'art. 181, consenta per i piccolissimi abusi solamente una depenalizzazione del reato ed una sorta di minisanatoria, ma solamente a carattere paesaggistico-ambientale e non anche urbanistica.

Tempi duri per coloro che credono sia ancora possibile condonare o trovare qualche scappatoia! Speriamo che il buon senso prevalga.

Gigi Rusconi

riproduzione riservata
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