Malfunzionamento di un impianto elettrico domestico: corto circuito

NEWS DI Impianti elettrici05 Febbraio 2012 ore 19:35
Il caso tipico e più diffuso di malfunzionamento di un impianto elettrico, anche quando è progettato a norma e realizzato a regola d'arte, è il corto circuito.

Il corto circuito è una delle principali cause di malfunzionamento di un impianto elettrico in casa. Nonostante l'impianto sia realizzato secondo le leggi e le norme vigenti in materia, ciò non esclude la possibilità che si verifichino dei corti circuiti.

Le norme di riferimento principali per la realizzazione degli impianti elettrici negli immobili adibiti ad abitazione e degli impianti civili in generale sono le CEI 64-8 i cui relativi ultimi aggiornamenti risalgono a settembre 2011 e sono definiti come aggiornamenti delle CEI 64-8, variante V3.

Corto circuito in casaAlla fine della realizzazione di un impianto, deve essere inoltre rilasciato dalla ditta realizzatrice un documento di conformità che può far riferimento ad un eventuale progetto esistente (progetto necessario, quando si superano i 6 kW di potenza elettrica installata), dichiarazione che è basata sulla legge 37/08 che ha sostituito la 46/90.


Corto circuito impianto elettrico casa


Con riferimento ad un impianto elettrico standard in un appartamento, che ha un punto di consegna dell' energia elettrica monofase con un contatore di 3 kW ed una tensione di 230V (valore massimo) e 50 Hz, un corto circuito avviene quando vengono in contatto la fase ed il neutro in maniera accidentale o a causa del cattivo funzionamento di un'apparecchiatura.

I dispositivi comunemente installati per la protezione dai corto circuiti sono i magnetotermici, cosiddetti perché in grado di intervenire a seguito dei fenomeni magnetici innescati dalle correnti di corto circuito. Tali meccanismi sono in grado, inoltre, di intervenire in tempi brevissimi, dell'ordine dei millesimi di secondi.

Tali dispositivi sono in grado di interrompere correnti dell'ordine di grandezza pari a decine di correnti nominali che dovrebbero essere presenti normalmente in un circuito di alimentazione di apparecchiature elettriche. Negli edifici di vecchia data, caratterizzati da impianti ormai vetusti, i corto-circuiti venivano provocati (e possono ancora esserlo attualmente per impianti non messi a norma) da cavi dotati non più di un efficace capacità di isolamento.

In tal caso, anche per correnti ordinarie l'isolamento scarso, unito alla produzione di calore per effetto Joule (un'icona dello studioso a destra), poteva e può eventualmente provocare anche incendi . L'effetto Joule è il nome del fenomeno legato alla produzione di calore in un cavo, calore prodotto in misura proporzionale al quadrato dell'intensità di corrente che attraversa lo stesso cavo.


Corto circuito vecchi impianti


Nei vecchi impianti lo stesso effetto Joule era utilizzato a mezzo dei fusibili come protezione dalle linee in caso di corto-circuiti o eccessivi assorbimenti di corrente; oggi i fusibili non si utilizzano più per i moderni impianti elettrici, al più possono essere presenti su qualche impianto radiotelevisivo o di alimentazione di schede di controllo di caldaie o apparecchi di condizionamento, come pompe di calore condizionatori e simili.

Il fusibile era caratterizzato da un conduttore in una ampolla di vetro allungata, conduttore caratterizzato da un basso punto di fusione che si fondeva se attraversato da una corrente di valore elevato. In genere il filo poteva e può essere anche di piombo od ottone ed il tipo di supporto in ceramica invece che in vetro.

Protezioni automaticheI limiti fondamentali di un tale sistema di protezione sono legati al fatto che il fusibile deve essere sostituito una volta individuato il guasto o l'anomalia che ha prodotto l'eccesso di corrente che a sua volta ha bruciato il conduttore del fusibile. Al contrario, con un dispositivo automatico di protezione, quest'ultimo può essere facilmente riarmato nel momento in cui è stato individuato ed eliminato il guasto o l'anomalia che ne ha prodotto l'intervento.

Per le comuni abitazioni vari modelli di dispositivi magnetotermici differenziali sono reperibili in commercio al costo dell'ordine di decine di euro

Essi sono in grado di effettuare la protezione delle linee elettriche da corto-circuiti con l'intervento magnetico, la protezione delle linee da sovracorrenti con l'intervento termico, e la protezione per le persone da contatti indiretti con l'intervento del differenziale coordinato con l'impianto di terra.

riproduzione riservata
Articolo: Corto circuito in casa
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Corto circuito in casa: Commenti e opinioni


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  • Antonio
    Antonio
    Martedì 8 Gennaio 2013, alle ore 21:32
    Ho un problema di corto circuito nella linea delle prese di casa, e l'interruttore generale non rimane su, come posso risolvere il problema?
    rispondi al commento
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