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Condono edilizio 2017: i criteri per stabilire demolizione o condono

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Condono edilizio: il Ddl Falanga in fase di approvazione, consentirebbe di stabilire nuovi criteri per decidere quando condonare e quando demolire un'immobile.
03 Luglio 2017 ore 16:48
Francesca Panico

Il disegno di Legge Falanga sui criteri per la demolizione degli immobili


Possibili novità sul fronte del condono edilizio. Il Ddl Falanga è in fase di approvazione alla Camera; se dovesse passare, consentirebbe di stabilire quali sono i criteri per decidere quando condonare un abuso edilizio e quando invece procedere con la demolizione dell'immobile.
In Italia, il fenomeno dell'abusivismo edilizio raggiunge livelli assai elevati; il condono, consente di ottenere l’annullamento per il reato commesso e relativa pena.

Della legge se ne discute in parlamento già da tre anni. Il disegno di legge Falanga riguarda i criteri per l’esecuzione delle demolizioni.
Questi, cambiando, potrebbero lasciare in piedi molti immobili abusivi che attualmente non potrebbero essere condonati. Il Senato ha infatti apportato delle modifiche rispetto al precedente testo approvato dalla Camera, riducendo le risorse per la banca dati degli abusi edilizi e aggiornando i riferimenti temporali al 2017.

Condono edilizio e Ddl Falanga
Sarà il Pubblico Ministero a prendere la decisione finale sulla demolizione o meno di un edificio, facendo riferimento ai seguenti criteri:

- immobili di grande impatto ambientale o costruiti su area soggetta a vincolo paesaggistico, sismico, idrogeologico, archeologico o storico-artistico, su un'area di proprietà del demanio;
- pericolo per l'incolumità del cittadino;
- immobili disponibili per soggetti condannati sulla base di reati di associazione mafiosa;
- immobili colpiti da misure di prevenzione.

Tra questi, gli immobili in fase di costruzione avranno la precedenza.

Spetterà alle Amministrazioni statali e regionali preposte alla tutela il compito di trasmettere l’elenco delle demolizioni da seguire, entro 31 dicembre di ogni anno.

Il disegno di legge sul condono edilizio 2017 prevede, inoltre, l’istituzione di una Banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti da realizzare entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Legge.
La banca dati sarà a cura di Enti, Amministrazioni e altri organi competenti in materia di abusivismo

L’approvazione del Decreto Legge potrebbe consentire di risolvere con un condono la propria posizione nei confronti della legge. Bisognerà attendere i risvolti per capire quali immobili saranno salvati e quali dovranno essere demoliti.

riproduzione riservata
Articolo: Condono edilizio 2017 e criteri per la demolizione
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  • Roberto delpopolo
    Roberto delpopolo
    Martedì 26 Settembre 2017, alle ore 23:03
    Sembra un cane che si morde la coda.
    Allora ci troviamo in questa situazione molto semplice e chiara ma che tentano di fare apparire complicata:

    1) Finanziano dei soldi per le operazioni del condono ma in tali operazioni non ci sono i soldi per pagare ingegneri ed architetti o geometri in modo da offrire costi vantaggiosi per fare un condono;
    2) La gente vede che il condono costa una fortuna e che il loro edificio aumenterà del doppio l'originale valore.
    La gente che deve fare un condono trova ciò totalmente ingiusto e tendono a simpatizzare con la mafia;
    3) Chi volesse fare un condono si ritrova senza soldi e con poco lavoro con la conseguente impossibilità di pagare il condono;
    4) Chi alza i prezzi sui costi del condono appare di natura losca in quanto mette il cittadino in una condizione economica impossibile e lo forza spesso a svendere la sua proprietà a prezzi stracciati.
    D'altronde cosa se ne fa più un cittadino di un'edificio che vale quanto gli altri edifici adiacenti ma finisce a costare il doppio se si intende venderlo?
     E qui subentra l'interesse vero di chi vuole i condoni e cioè comprare le proprietà altrui a bassi prezzi;
     5) Chi tanto pubblicizza le operazioni intese al condono si mette a fare i conti per lo Stato facendo apparire che i cittadini afflitti dal problema del condono debbano pagare tutte le spese di tali finanziamenti intesi alle operazioni del condono.
    Cosa totalmente ingiusta, errata, senza dignità ed opposta al diritto del cittadino di crescere come espresso nell'articolo 3 della Costituzione.
     Come si può vedere, questo è un cane che si morde la coda perché non aiuta i cittadini in difficoltà a liberarsi della morsa dell'illegalità ma invece li punisce economicamente.
    Chi tanto si fanatizza per essere un cittadino di una società civilizzata fa passare finanziamenti per l'Internet che ammontano a 250 mila euro l'anno (l'Italia ne ha investiti appena 150 dei 250 richiesti) e non si preoccupa affatto che tali finanziamenti vengano ripagati dagli utenti, anche che essi siano criminali, ma si preoccupa però così tanto di ricuperare dei soldi non stanziati per il condono.
     I conti non tornano se osservati dalla parte di chi fa gli interessi del popolo e gli antagonisti continuano irrimediabilmente ad aumentare.
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