Come accatastare le unità collabenti o ruderi

NEWS DI Catasto31 Agosto 2013 ore 09:00
L'Agenzia delle Entrate ha diffuso una nota con cui fornisce indicazioni su come accatastare le unità collabenti, cioè i fabbricati ridotti allo stato di ruderi.
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Quando ci si trova in presenza di un fabbricato ridotto ormai allo stato di rudere ci si chiede se sia necessario accatastarlo, visto che la denuncia di accatastamento altro non è se non un'indicazione della rendita suscettibile dal fabbricato che serve ai fini fiscali per la tassazione dello stesso.

ruderePer chiarire tutti i dubbi in merito la Direzione Centrale Catasto e Cartografia dell'Agenzia delle Entrate, che ha ormai assorbito l'Agenzia del Territorio ( Catasto ), ha di recente pubblicato un documento sull'argomento, la nota n. 29440 del 30 luglio 2013, avente ad oggetto le Dichiarazioni in catasto di Unità Collabenti (categoria F/2), che fornisce a tecnici e proprietari tutte le indicazioni su come agire in presenza di fabbricati con queste caratteristiche, in fase di predisposizione delle pratiche di accatastamento.

A tale scopo la nota è stata trasmessa trasmessa ai Consigli nazionali degli architetti, ingegneri, agronomi, geometri, periti agrari e industriali.


Quando un fabbricato può essere considerato rudere?


Innanzitutto il Fisco fornisce le caratteristiche che un edificio deve avere per essere considerato un rudere.
Se un fabbricato si trova nelle condizioni di particolare degrado che ne determinano l'incapacità a produrre reddito per un periodo di tempo piuttosto rilevante, può essere classificato come unità collabente ed accatastato nella categoria F/2, così come previsto dall'art. 3, comma 2 del decreto del Ministero delle Finanze 2 gennaio 1998, n. 28.

rudereSe però il fabbricato è privo della copertura e delle strutture portanti e di tutti i solai e, se delimitato dai muri perimetrali, questi sono di altezza inferiore ad un metro, allora l'immobile non può essere neanche perimetrabile e/o individuabile.

Viste le caratteristiche, quindi, e il fatto che tali immobili non possono determinare un reddito, l'Agenzia delle Entrate precisa che l'iscrizione in Catasto può essere fatta solo per la classificazione dell'immobile e per indicarne caratteristiche e destinazione d'uso, e non certo per calcolarne un'eventuale tassazione.

Pertanto la denuncia in Catasto non prevede l'attribuzione di alcuna rendita catastale.

Pertanto la denuncia di accatastamento , come previsto dal comma 2 dell'articolo prima citato, è una possibilità, ma non un obbligo, per il proprietario.
Ma come si procede all'accatastamento in questi casi?


Accatastamento dei ruderi


La nota sopra citata fornisce proprio delle informazioni per effettuare l'accatastamento del rudere, indicando una procedura semplificata, rispetto a quella standard che il tecnico (architetto, ingegnere o geometra), deve seguire negli altri casi.

La procedura che il professionista, su incarico del committente, deve mettere in atto consiste nella redazione di una relazione tecnica, datata e firmata, che descriva lo stato dei luoghi, soffermandosi in particolare sulle condizioni delle strutture e sullo stato di conservazione del manufatto, accompagnata da un opportuno rilievo fotografico che possa rappresentare adeguatamente il fabbricato.

È importante, però, che a questa relazione venga allegata un'autocertificazione resa dell'intestatario dell'immobile ai sensi degli articoli 47 e 76 del DPR n. 445/2000, che attesti l'inesistenza degli allacciamenti alle reti di distribuzione dell'acqua, dell'elettricità e del gas e quindi l'inesistenza dei relativi servizi idrici ed elettrici, così come richiesto dall'articolo 7 del citato D.M. n. 28/1998.

Ai sensi, infine, della circolare n. 9 del 26/11/2001 dell'Agenzia del Territorio le unità immobiliari collabenti devono essere individuate esclusivamente nell'elaborato planimetrico.

riproduzione riservata
Articolo: Come accatastare i ruderi
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Come accatastare i ruderi: Commenti e opinioni


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Alert Commenti
  • Pietro Sternativo
    Pietro Sternativo
    Martedì 10 Settembre 2013, alle ore 17:57
    Avendo letto tale informativo ho capito che la prassi per denunciare un rudere è quella di conferma di mappa con pregeo, se risulta in visura come f.r. e docfa, come unità collabente accompagnato da relazione tecnica con foto, stato di fatto e autocertificazione proprietario, penso che sia giusto o sbaglio?
    Quindi mi chiedo che tipo di semplificazione c'è su questa casistica visto che è la solita prassi.
    Saluti.
    rispondi al commento
    • Carmen
      Carmen Pietro Sternativo
      Mercoledì 11 Settembre 2013, alle ore 11:18
      Per Pietro Sternativo: come descritto nella procedura, non è previsto alcun elaborato docfa.
      rispondi al commento
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