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Centrale Termica, parte 2

Una centrale termica deve rispettare determinati principi per minimizzare le condizioni di pericolo ed espolsione, i più semplici sono legati alla ventilazione.
27 Dicembre 2011 ore 19:25 - NEWS Impianti
centrale termica , incendio , pericolo di incendio

Il maggior fattore di rischio relativo una centrale termica è quello di scoppio ed incendio, motivo per il quale, secondo le norme e le leggi vigenti in materia, tale locale tecnico richiede particolari nell'allestimento dei locali.

foroIn primis, i locali devono garantire la sicurezza della fuga delle persone presenti in essi in caso di pericolo, contestualmente ad un agevole intervento delle forze soccorritrici.

Tra le principali caratteristiche fisiche di una centrale termica ci sono le aperture di aerazione e ventilazione, che devono essere realizzate in funzione della potenza termica della centrale e delle caratteristiche di allocazione della stessa, che potrebbe essere fuori terra oppure parzialmente interrata; in ogni caso, ci sono dei valori minimi di riferimento, per le superfici di aerazione e ventilazione, al di sotto dei quali non è possibile scendere ed il loro il posizionamento è anche correlato alla tipologia di combustibile che alimenta la centrale stessa.


Ventilazione ed involucro delle centrali termiche



Tali aperture garantiscono, in caso di incendio, una semplice e rapida evacuazione dei fumi di combustione, e nel caso di alimentazione della centrale con combustibili gassosi, evitano il pericoloso accumulo degli stessi in caso di perdite e di mal funzionamento dei dispositivi di sicurezza e di segnalazione di pericolo.

L'involucro delle centrali termiche deve essere progettato e realizzato in modo da minimizzare, in caso di incendio, la propagazione ad altri ambienti circostanti e/o spesso sovrastanti le centrali termiche: le pareti ed i solai di copertura di queste ultime devono essere, generalmente REI 120, in grado cioè di resistere alle fiamme, alla propagazione dei fumi e del calore per 120 minuti.

FuocoUna condizione di pericolo che negli edifici condominiali, spesso si crea, è quella dovuta all'assenza della singola centrale termica a servizio dell'edificio ed alla presenza di più caldaie singole che lavorano su impianti autonomi, ma sono poste in ambienti contigui e/o direttamente comunicanti.

In tal caso le condizioni di rischio e pericolo sono legate alla presenza di potenzialità elevate, pari alla somma delle singole caldaie ed alla presenza significativa di combustibile che ognuna di esse richiede, e l'adozione di porte di separazione del tipo REI 120 non garantisce l'isolamento degli ambienti quando in uno di essi ci sono delle condizioni di pericolo: infatti, la porta REI 120 potrebbe essere semplicemente lasciata aperta per vanificare il suo potere di isolamento in condizioni di pericolo.

Il riferimento principale in termini di prevenzione incendi è il D.M. 12.04.1996, che identifica tre casi generali di riferimento per gli impianti 35termici alimentati da combustibili gassosi:
il primo caso è quello degli impianti termici alimentati da un solo generatore termico con la potenza superiore a 35 kW; il secondo caso è quello con la presenza in uno stesso locale di più apparecchiature con potenza complessiva superiore a 35 kW; il terzo caso è simile al secondo con la peculiarità che gli apparecchi sono installati non in un solo locale ma in locali direttamente comunicanti.

È bene osservare che il principio della somma delle potenze descritto non si applica ad alcuni apparecchi a gas di potenza singola inferiore ai 35 kW, tra essi: lavabiancheria, scaldabagni, radiatori portatili, stufe e caminetti.

riproduzione riservata
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