Casa, rinnoviamo la facciata

NEWS DI Ristrutturazione07 Maggio 2009 ore 13:10
Rinnovare la facciata di un fabbricato previa autorizzazione.
muratura , facciata , intonaco
Archivio Lavorincasa.it

priQuello che ci apprestiamo a fare è un intervento estetico sulla facciata di un fabbricato.

Si tratta di un lavoro teoricamente molto semplice. Per ottenere un buon risultato però serve una buona pratica.
Per prima cosa, trattandosi di una modifica all'aspetto di un immobile sarà necessaria l'autorizzazione della commissione edilizia del Comune.
Ci affideremo alla competenza di un professionista che gestirà la parte tecnica e burocratica di questo lavoro.
Noi, in attesa del via libera da parte dell'Amministrazione, incominceremo a procurarci gli attrezzi ed i materiali necessari alla messa in opera. Per prima cosa dovremo decidere il colore che vogliamo assuma la gettata.
Se opteremo per il bianco compreremo della polvere di marmo e del cemento bianco.
Se invece sceglieremo il grigio acquisteremo della sabbia normale e del cemento classico grigio.
Se l'idea che avevamo era di avere una gettata di un altro colore allora ci converrà preparare la malta bianca e, una volta che si sarà asciugata, provvederemo a dipingerla con una vernice per esterno. Anni fa si trovavano in commercio malte già colorate.
Oggi è molto difficile reperirle.

Possiamo iniziare. Posizioneremo un'asse di legno sul muro in modo che faccia da perimetro per la gettata. A seconda della durezza dell'intonaco utilizzeremo dei chiodi da muro o dei tasselli a pressione.
a bolla ci dirà se l'asse è perfettamente orizzontale. A questo punto in un secchio prepareremo la malta. Indosseremo dei guanti e vestiti da lavoro. sec
Uniremo inizialmente il cemento alla sabbia.
Le proporzioni saranno di tre parti di sabbia e due di cemento.

Una volta miscelati i due componenti aggiungeremo due parti di calce adesiva.
Se siamo degli hobbisti muratori alle prime esperienze converrebbe acquistare un flacone di additivo per malte cementizie.
Lo scopo è quello di aumentare il coefficiente adesivo dell'impasto.

Tutti i materiali di cui stiamo parlando si trovano con facilità nei centri di fai da te o nei magazzini di materiali edili. A questo punto aggiungeremo l'acqua. Questo è un passaggio delicato che determinerà la riuscita o meno del nostro terlavoro.

La malta che dobbiamo preparare dovrà essere molto più liquida di un classico impasto. Solo quando lo utilizzeremo capiremo se la consistenza è corretta.

Nel caso fosse troppo densa aggiungeremo dell'acqua. In caso contrario del cemento o della sabbia o polvere di marmo.

In commercio esistono malte già pronte a cui bisogna aggiungere solo l'acqua ed eventualmente l'additivo che ne potenzia la capacità adesiva.

Ci si può orientare verso questa soluzione; dipende dalla dimensione della parte da lavorare e conseguentemente da quanti soldi vogliamo spendere.
Qualunque sia la decisione, apprestiamoci alla gettata.

Prepariamo un secchio d'acqua e una pennellessa. Imbeviamola di acqua e inumidiamo la superficie su cui getteremo. Questo accorgimento serve ad evitare che l'intonaco del muro assorba l'acqua presente nel nostro impastoci modificando conseguentemente la proporzione tra i vari componenti.

Adesso possiamo mettere una parte di malta nella macchina schizzatrice. Riempiamola per tre quarti. Mettiamoci in una posizione stabile e iniziamo a girare la manovella.

Facciamolo con forza e velocemente.

Iniziamo la gettata dalla parte alta del muro, all'altezza dell'assicella di legno, in modo che un'eventuale colata di malta scenda sulla parte vergine della parete evitando di andare a rovinare del lavoro già fatto.

Sotto la parete avremo disteso un telo di plastica. Questo ci permetterà oltre ad evitare di rovinare il pavimento a riutilizzare la parte di malta che inevitabilmente ci sarà caduta. Per questa ragione sceglieremo il telo di plastica e non ad esempio giornali o cartoni. Dopo aver coperto con la malta circa mezzo metro quadrato di superficie ci fermeremo per fare una prima valutazione sulla consistenza.

Come abbiamo visto, nel caso lo ritenessimo necessario, interverremo modificando le percentuali dei suoi componenti. Non scoraggiamoci se il risultato non sarà subito quello voluto.
Come dicevamo questo è un lavoro che presuppone un po' di pratica. Nel caso in cui dovessimo apportare delle modifiche svuoteremo il contenuto della schizzatrice nel secchio unendola all'altra. Copriremo quindi tutta la porzione del muro.

Se siamo stati bravi e fortunati il lavoro potrebbe essere terminato. Ora laveremo con cura gli attrezzi. Un getto di acqua è sufficiente. Puliremo con particolare ultcura la macchina schizzatrice, in particolare la manopola e il perno dentato che potrebbero rompersi nel caso rimanessero dei residui di cemento indurito.

Lasciamo asciugare la gettata per due o tre giorni a seconda delle condizioni atmosferiche. Più l'aria sarà calda e secca minore sarà il tempo necessario al cemento per seccarsi. Ricordiamoci di non fare lavori con il cemento a temperature inferiori ai cinque gradi. A questo punto, passati i giorni, se l'aspettto della gettata non ci convince completamente rifiniremo il nostro lavoro facendo una nuova mano leggera di gettata.
Aspettiamo altri due giorni e poi togliamo l'assicella di legno. Lavoro finito!

riproduzione riservata
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