Cancellata prima rata Imu

NEWS DI Normative25 Ottobre 2013 ore 11:39
Diventa legge l'abolizione del pagamento della prima rata Imu per le abitazioni principali, mentre non ci sono ancora certezze per la seconda, prevista a dicembre.
imu , prima casa , abitazione principale

Con 175 voti favorevoli, 55 no e 17 astenuti il Senato ha dato il via libera nella seduta di ieri mattina, alla conversione in legge del decreto legge n. 102 del 31 agosto 2013 che prevedeva, tra le altre misure, l'abolizione della prima rata dell'Imu per le abitazioni principali, sospesa a settembre.

Sottolineiamo, però, che fino ad ora manca l'accordo per dare una parola certa sull'abolizione anche della seconda rata, che altrimenti andrà pagata entro la metà di dicembre, e quindi sulla cancellazione definitiva del saldo Imu prima casa .


Immobili che non pagheranno la prima rata Imu


cancellata prima rata ImuRicapitolando, quindi, a seguito dell'approvazione dell'articolo 1 della legge, viene confermato che a non pagare la prima rata dell'Imposta Municipale Unica, saranno i seguenti immobili:
- gli immobili adibiti ad abitazione principale e le loro pertinenze, ad eccezione di quelli classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 considerati immobili di lusso;
- i terreni agricoli;
- le case popolari;
- le abitazioni delle cooperative edilizie a proprietà indivisa;
- i fabbricati rurali.

Novità importante è quella introdotta dall'art. 2 bis, che stabilisce che i Comuni possano decidere se equiparare alla prima casa, le abitazioni concesse in comodato d'uso ai parenti in linea retta entro il primo grado, ma stabilendo una soglia di reddito al di sotto della quale si potrà usufruire di questa agevolazione.

Altra modifica riguarda alcune categorie, come le forze armate, la polizia e i vigili del fuoco, per le quali non è più richiesto come requisito per individuare l'abitazione principale, la corrispondenza tra dimora abituale e residenza anagrafica.

Restano esclusi invece dall'esenzione prima rata i capannoni e gli immobili strumentali delle imprese, che continueranno ad essere tassati.


Immobili che non pagheranno la seconda rata Imu


La legge appena approvata abolisce anche, in virtù della conferma dell'articolo 2, l'esenzione dal pagamento della seconda rata Imu per gli immobili costruiti dalle imprese e rimasti invenduti, purchè permanga la destinazione d'uso e non risultino affittati.

Questa esenzione si applica a partire dal primo luglio 2013, pertanto non è previsto il rimborso della prima rata già versata dalle imprese.

Le imprese che ne vorranno usufruire, però, dovranno presentare entro i termini previsti per la Dichiarazione Imu, una domanda predisposta su apposito modulo ministeriale, in cui attestino il possesso dei requisiti richiesti e indichino gli identificativi catastali dell'immobile.


Altre misure per la casa contenute nel decreto Imu


Nella legge appena approvata sono contenute altre importante misure per favorrire l'accesso all'acquisto e alla locazione di case.

edifici efficientiIn particolare, come stabilito nell'articolo 6, la Cassa Depositi e Prestiti ha previsto uno stanziamento di 2 miliardi di euro per il sostegno all'affitto e come garanzia per i mutui per l'acquisto di immobili residenziali esistenti, classificati nelle classi energetiche A, B, e C o per le ristrutturazioni destinate all'efficientamento energetico.
Nel caso di immobili di nuova costruzione, invece, gli edifici dovranno essere almeno nella classe energetica A o A+.
Queste garanzie sui mutui saranno destinate prevalentemente a quelli per la prima casa, ma potranno usufruirne anche tutti gli altri immobili.

20 milioni di euro saranno invece destinati al Fondo istituito con il DL 112/08 per favorire l'acquisto della prima casa a giovani coppie, nuclei monogenitoriali e lavoratori atipici under 35.
Altri soggetti agevolati saranno le famiglie numerose e quelle che hanno un disabile nel nucleo familiare.

Per quanto riguarda invece il settore delle locazioni, tra il 2014 e il 2015 saranno destinati 100 milioni di euro al Fondo nazionale per l'accesso alle locazioni e 20 milioni di euro per quello a sostegno degli inquilini morosi incolpevoli.

Un capitolo importante della legge è dedicato alla cosiddetta cedolare secca, la tassazione sui redditi derivanti dall'affitto di immobili, introdotta dal decreto legislativo n. 23/2011 sul federalismo municipale.
Infatti l'articolo 4 della legge riduce, a partire dal 2013, dal 19% al 15% l'aliquota fissa di tassazione prevista per gli immobili affittati a canone concordato, con l'intento di favorire la riemersione degli affitti in nero.

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