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Belladonna, velenosa e utile

Conosciuta fin dall'antichità per le proprietà velenose anche gravi, la belladonna è una pianta caratterizzata da bacche nere e una fioritura abbondante.
07 Novembre 2012 ore 01:07 - NEWS Giardino
coltivazione , pianta , belladonna , velenoso
Atropa belladonna fioreLa Atropa belladonna è un' erbacea perenne di grandi dimensioni che appartiene alla famiglia delle Solenaceae, le cui proprietà sono note fin dai tempi antichi. Deve il suo nome alla sua velenosità e all'impiego cosmetico che se ne fa e se ne è fatto nel corso della storia. Atropa, infatti, significa inevitabile, proprio collegato alla pericolosità delle bacche, mentre belledonna è invece collegato all'uso rinascimentale di minuscole parti della pianta, che una volta ingerite, proprio grazie alla presenza di atropina, sono in grado di far dilatare gli occhi, rendendo più bello lo sguardo. Le bacche della belladonna sono molto belle, nere, lucide e molto invitanti. Peccato che sia anche decisamente molto velenose. Una filastrocca inglese recita che l'ingestione della belladonna rende caldo come una lepre, cieco come un pipistrello, secco come un osso, rosso come una barbabietola, matto come un gallina, ovvero tutti i sintomi dell'avvelenamento da belladonna, che appare spesso anche nei romanzi noir. La belladonna è una pianta anche molto decorativa, poco conosciuta e ancor meno coltivata nei nostri giardini. La limitata diffusione della pianta con funzioni decorative pare dipendere proprio dalla sue caratteristiche di tossicità tanto che le bacche prendono il nome di ciliegie di Satana. Per questa ragione, in caso di coltivazione, le bacche vengono rimosse al termine della fioritura per evitare che si possano presentare situazioni spiacevoli. Va tenuto presente però che le bacche sono tossiche per gli uomini, mentre gli uccelli le apprezzano particolarmente. belladonna baccheLe piante di belladonna sono caratterizzate, oltre che dalle bacche, da foglie ovali e da una fioritura molto rigogliosa con fiori di varie tonalità che vanno dal verde al viola.L'impegno richiesto per la coltivazione della belladonna è estremamente limitato, ma può regalare grosse soddisfazioni in termini di ornamento del giardino. La fioritura avviene in primavera stessa stagione in cui viene fatto l'impianto che, a sviluppo completo della pianta, porta la Belladonna ad una altezza di circa 150 cm. La collocazione della belladonna deve essere fatta preferibilmente in posizioni soleggiate ma non direttamente illuminate dei raggi del sole. Importante che la pianta sia riparata dal vento ma non occorre che sia mantenuta in luogo caldo. In inverno la pianta perde il fogliame ma resiste bene al gelo. Il suolo ideale per la coltivazione della belladonna è tendenzialmente secco con tendenze calcaree. Molto importante per questa pianta è che il terreno sia ben drenato e che non vi siano ristagni d'acqua che porterebbero ad un rapido decadimento della pianta. belladonna Sul fronte idrico la belladonna soffre in caso di siccità, perciò è bene procedere con annaffiature regolari cercando, comunque, di evitare i ristagni. Per l'inverno meglio ricoprire il colletto con una pacciamatura di foglie e/o terriccio con letame. Questo trattamento rende la pianta molto resistente e praticamente immune da attacchi di parassiti e malattie.Per la moltiplicazione si provvede tramite seme da estrarre dalle bacche ma, per questa operazione, meglio calzare i guanti. Forse non tutti sanno che la belladonna è un ingrediente molto utilizzato in omeopatia; diluito correttamente è un ottimo rimedio per febbre anche alta, cefalee, indigestioni e crisi allergiche anche violente.
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