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Amazon tax: tassa sulla consegna a domicilio in arrivo?

Il Governo sta valutando l'ipotesi della cosiddetta Amazon tax, una tassa da pagare sulle consegne a domicilio per ridurre le consegne con mezzi non ecologici.
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Ipotesi Amazon tax, due gli obiettivi: ridurre l'inquinamento e promuovere il commercio di prossimità


L'ecommerce ha rivoluzionato il modo di fare acquisti. Sempre più persone, per moltissime tipologie merceologiche, preferiscono sfruttare questa comoda opportunità a portata di click anziché perdere tempo andando in giro per negozi.

Inoltre, in moltissimi casi, fare acquisti online permette anche di avere un bel risparmio in termini economici. Per non parlare poi della comodità della consegna a domicilio in tempi rapidi.

Il Governo sta valutando l'ipotesi di inserire la cosiddetta Amazon tax, altrimenti detta tassa verde
Di contro, però, lo shopping digitale ha messo in crisi numerose attività e contribuisce ad aumentare i livelli di inquinamento.

Lo scorso 18 novembre, i capigruppo del nuovo Governo si sono riuniti per discutere le varie misure da inserire nella manovra di Bilancio. Tra le tante, è saltata fuori anche l'ipotesi della cosiddetta Amazon tax, una tassa da pagare sulle consegne a domicilio in modo da mettere un freno alle consegne effettuate tramite mezzi non ecologici, promuovendo così al tempo stesso il commercio di prossimità.

Già da tempo si parlava di questa ipotesi e l’opzione viene chiamata anche tassa verde.

Come già detto, al momento la Amazon tax è soltanto una ipotesi. Tuttavia, le critiche si sono già fatte sentire.

Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, l’associazione del settore e-commerce, fa presente che il Governo non ha tenuto conto di quanto effettivamente e realmente il settore dell'ecommerce impatti negativamente sull'ambiente e sull'economia.

Egli, infatti, ha spiegato che lo strategico settore del digitale sta già subendo un forte rallentamento per via dell'inflazione e dell'aumento dei costi tecnologici e di gestione dell'intera rete. Porre un freno vorrebbe quindi dire mettere in seria difficoltà le piccole e medie imprese che, negli ultimi anni, hanno cominciato a sfruttare l'ecommerce come una importante risorsa strategica per lo sviluppo del loro export, raggiungendo clienti in ogni parte del mondo.

A riprova, Liscia ha citato alcuni dati. Stando a una ricerca effettuata da The European House – Ambrosetti per conto di Netcomm, il digital retail in Italia produce ricavi per 58,6 miliardi di euro circa.

Una rete che, nel 2019, contava 678mila imprese e dava occupazione a più di 290mila lavoratori.

Senza poi contare il fatto che, oggigiorno, anche gli stessi negozi tradizionali utilizzano servizi di consegna a domicilio e, pertanto, una ulteriore tassazione avrebbe ripercussioni negative anche sui costi delle loro attività, e non soltanto sui prezzi per il consumatore finale.

Infine, sulla base di uno studio eseguito dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, lo shopping online risulterebbe conveniente dal punto di vista ambientale se l’alternativa per il cliente è percorrere una distanza di crica 15 chilometri.

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Amazon Tax: si va verso la tassa sulle consegne a domicilio
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