Vimini creativo

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La tradizione dell'intreccio del vimini ritorna e rivive nel design per il giardino e non solo, grazie alla creatività e alla sperimentazione di giovani designer.
Vimini creativo
Arch. Valentina Caiazzo
Arch. Valentina Caiazzo

C’è chi lo chiama Midollino, chi Rattan e chi, ancora, secondo la tradizione, lo chiama vimini. Ovvero un materiale che si ottiene dalla lavorazione di specie vegetali. Per la precisione quando si parla di vimini, si intende un ramo di Salix viminalis, una specie di salice tipico delle zone comprese tra l'Europa centro - settentrionale e la Siberia. Introdotta in Italia già nell’antichità, la pianta da vimini oggi non è più molto coltivata, anche se ne rimangono delle coltivazioni sporadiche nella Pianura Padana meridionale.
In passato, oltre alle classiche ceste o gerle per il trasporto di oggetti, il vimini veniva anche largamente impiegato per la legatura dei tralci delle viti, usanza oggi sostituita da lacci in plastica.

Vimini in giardino



Uno degli usi più classici arrivati ai giorni nostri, oltre ai cesti e ai contenitori per la cucina, è l’arredo da giardino. Usato fin dagli anni ’60, come il rattan ha visto un rapido sviluppo fino agli anni ’90, quando l’intreccio tipico di questi materiali, è stato sostituito con materiale plastico ad alta resistenza, in grado di resistere alle intemperie e anche per lungo tempo all’aperto.

I classici divanetti o sedie a dondolo sono state rimpiazzate da arredi da giardino dal design moderno e funzionale, oltre che comodo.
Come le sedute da giardino della collezione Canasta, create qualche anno fa da Patricia Urquiola, per B&B. Riproducono fedelmente la trama del classico vimini intrecciato, conservandone anche le caratteristiche di leggerezza e facilità di trasporto, nonostante le dimensioni abbondanti, con un occhio anche alla tradizione.

Tutti realizzati con una struttura in alluminio e un rivestimento in nastro di polietilene da 3 cm, sono caratterizzati da una serie di  intrecci che si rifanno in realtà alla precisione della paglia di Vienna, molto riconoscibile e usata generalmente per le sedie impagliate con la tecnica thonet. La collezione comprende una bellissima seduta circolare di grandi dimensioni, ma anche sedili e poltrone dall’alto schienale, che può fingere anche da paravento.

Sulla falsa riga di Canasta, troviamo anche Swingrest, l’elegante divano intrecciato, creato dal designer Daniel Pouzet in collaborazione con il Dedon Island Resort, il laboratorio creativo esterno di Siargao nelle Filippine.
Qui, il classico intreccio del vimini, caratterizza un vero letto da giardino, che può  essere sia appoggiato a terra che appeso in veranda o  in terrazza, e ombreggiato con una tenda leggera in tessuto.

Sperimentare con i vimini



Il vimini però sta diventando anche uno dei materiali di sperimentazione di giovani designer, che ne spingono l’uso anche oltre le classiche applicazioni. Ultima, in ordine di tempo, Bent Reed, la creazione del giovane designer Taylor Mckenzie-Veal, avvistata all’ultima New York Design Week. Bent Reed è una panca da esterno, ma può anche fungere benissimo da tavolo. E’ un arredo originale creato usando una tecnica particolare che si basa  sul curvare i rami di vimini, immergendoli prima in acqua, in modo da renderli particolarmente flessibili.
I rami così preparati, vengono poi successivamente intrecciati su uno stampo apposito, formato da ganci paralleli, che alla fine producono un pattern a zig zag davvero originale, che imprime anche maggiore resistenza alla struttura.

Sono ottimi anche come vasi per esterno invece, i Bow Bin, i cestini per la carta della designer tedesca Cordula Kehrer. Qui il vimini correda e completa la classica e banale struttura tipica dei cestini della cartastraccia, coniugando in un unico prodotto modernità e tradizione.  Un oggetto con un marcia in più, se si pensa che i Bow Bin partecipano ad un programma di commercio equo-solidale nelle Filippine, per sostenere le economie locali.
Per acquistarne uno, basta andare sul sito Areaware: sono in vendita a partire da 45 dollari.


Vimini creativo fai da te



E se siete provvisti di manualità  e un po’ di fantasia, vi piacerà sicuramente l’idea di riciclo creativo di un classico cesto di vimini, trasformato in poche mosse in un originale paralume dal design minimal.

Ricorda infatti atmosfere nordiche  e naturali, ideale per verande o terrazze coperte, ma anche all’interno dell’ambiente domestico.
Per realizzarlo bastano un cesto di vimini, della vernice spray del colore prescelto e un cavo elettrico corredato da lampadina, oltre ad un dado di fissaggio e alla colla forte.
 
Se il cesto è usato, utilizzando la tintura bianca, si avrà facilmente l’effetto legno sbiancato, ricco di dettagli e sfumature, impreziosite dalle imperfezioni dell’effetto spray. Tagliando il fondo del cesto e inserendo un piccolo disco di plastica incollato si può fermare il tutto, praticando il foro di passaggio per il cavo elettrico e il dado di fissaggio. Una volta ottenuto il paralume, basta capovolgerlo e fissare la lampadina prescelta, optando per una versione con vetro satinato, per evitare bagliore o luce troppo intensa.

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