Consigli per risolvere il problema dell'umidità di risalita nelle pareti

News di Ristrutturazione
L'umidità di risalita capillare è una fra le cause più comuni dei danni alle murature in una casa. Capiamo bene di cosa di tratta e le soluzioni per eliminarla.
11 Ottobre 2016 ore 12:24

L'umidità di risalita cos'è e come si manifesta


L'umidità di risalita, nota anche come umidità ascendente, è un fenomeno molto diffuso nelle abitazioni e nei locali che in genere si trovano a un piano terra o a un piano seminterrato, come locali garage, tavernette o semplici ambienti seminterrati, siano essi in località di mare o di montagna, ma anche comunemente in città.

La causa principale di questo fenomeno è la capillarità: l'acqua presente nel sottosuolo penetra nelle masse murarie propagandosi verso l'alto attraverso i capillari presenti nei materiali di cui sono costituite le murature stesse, che in questo caso si comportano come una vera e propria spugna.

Umidità di risalita di Volteco
L'umidità nel corso del tempo imbibisce le murature manifestandosi in superficie attraverso delle macchie; in virtù dello spessore e della maggiore o minore porosità del materiale della parete interessata, le tracce di questa umidità ascendente proveniente dal sottosuolo possono fermarsi a pochi centimetri dall’attacco con la pavimentazione, oppure possono estendersi a più metri di altezza.

In genere, le infiltrazioni di questo tipo si presentano come aloni scuri orizzontali, paralleli al terreno, con andamento a onda, talvolta questi aloni sono accompagnati da efflorescenze, con conseguente sfarinamento o distacco dell’intonaco.
Quando ci si trova dinanzi a fenomeni di questo tipo bisogna capire l'origine dell’umidità, per poi poter predisporre la tipologia d'intervento adatto all'eliminazione del fenomeno.


Quali danni comporta la presenza di umidità di risalita nelle pareti?


La risalita capillare si sviluppa molto rapidamente e se non fermata in tempo può comportare fenomeni irreversibili di disfacimento degli elementi in laterizio, degli intonaci e delle malte che costituiscono le murature provocando al contempo anche una riduzione dell'isolamento termico degli edifici.

Non solo. Ciò provocherebbe anche un notevole aumento del tasso di umidità all’interno dell’ambiente coinvolto, portando alla formazione di muffe, l’eventuale fessurazione di pavimenti o anche l’esplosione del copriferro, se sono presenti elementi metallici. Non meno importanti sono i costi aggiuntivi per riscaldare gli ambienti che risultano sempre umidi e freddi.

I tipi di degrado che si possono avere sono:
- il degrado chimico, che consiste nella corrosione-ossidazione;
- il degrado fisico, che invece a seguito di un’alternanza di dilatazioni termiche e cristallizzazioni porta alla vera e propria rottura dell’elemento murario interessato.
- il degrado che porta alla formazione di muffe e organismi vegetali, che si sviluppano sulla superficie della parete.


Come intervenire per bloccare il fenomeno dell’umidità di risalita


La soluzione ideale per bloccare il flusso di risalita dell’acqua all’interno della muratura è mettere un ostacolo orizzontale all’interno della muratura stessa, ma questo non basta.
Infatti, per compiere un intervento a regola d’arte, considerando tutte le condizioni al contorno, si possono adottare tre distinti sistemi:

Barriera chimica contro l'umidità di risalita di Volteco
- realizzare una barriera chimica eseguendo al piede della muratura delle iniezioni di prodotti specifici;
- realizzare una barriera meccanica eseguendo un vero e proprio taglio nel muro;
- utilizzare il sistema dell‘elettrosmosi attiva, attraverso l’applicazione di elettrodi, che inibisce la risalita dell’acqua nelle porosità del materiale costituente la parete.

Tutti questi interventi vengono adoperati a seconda dei diversi casi di degrado che ci si ritrova a dover risanare e differiscono tra loro per principio di funzionamento e per i materiali impiegati nel metodo di risanamento.

Prima di eseguire un qualsiasi tipo di intervento è necessario che un tecnico esegua uno studio di fattibilità dell’intervento di risanamento, il quale dovrà tener conto di entità e posizione del danno e materiale con cui è realizzata la costruzione.


La barriera chimica


Si preferisce questo tipo di intervento quando si ha a che fare con murature intonacate in mattoni, in pietra o sassi.

Si opera eseguendo delle iniezioni di miscele particolari in genere di natura chimica come dice stesso il termine, all’interno della muratura, espandendosi in essa per capillarità, così da formare uno strato consistente che funge da barriera all’acqua tendente a risalire dal sottosuolo.

Si utilizzano specifici trasfusori che, attraverso una serie di fori praticati alla base del muro, rilasciano il prodotto favorendone la diffusione nella sezione di muratura.

Tra i vari prodotti di tipo chimico, TRIPLEZERO di Volteco è uno di quelli all’avanguardia in questo settore. È una soluzione atossica, economica, di facile e rapida applicazione per risolvere definitivamente i problemi di distacco intonaco, creazioni muffe, formazione macchie di sali in superficie legati alla risalita capillare dell’acqua dal terreno o alla presenza di infiltrazioni.

Barriera chimica contro l'umidità di risalita di Volteco
La miscela utilizzata è inodore e priva di solventi, adatta sia per il risanamento di murature interne sia esterne, è una soluzione versatile adatta a murature in pietra, mattoni e tufo ed è veloce da applicare. Vendibile in confezioni da 600 cc o in vaso da 15 kg, ha un’ottima resa, circa 10 cc per cm di spessore per m lunghezza muro, costituisce una protezione idrorepellente efficace e duratura nel tempo e vanta un ottimo rapporto qualità/costo dell’intervento.

La barriera chimica è un tipo d’intervento che si può realizzare anche in fai da te: infatti, esistono dei kit completi di prodotto, attrezzatura e istruzioni con cui l’utilizzo della barriera chimica è sicuro e pratico, anche realizzandolo da soli.

Kit Cox fai da te di Peter Cox
Tra questi, ad esempio, è possibile ritrovare il Kit Cox di Peter Cox, disponibile in tre formulazioni diverse in funzione della tipologia dell’intervento – cantiere o abitazione – assicurando sempre la stessa performance di risultato.

Applicazione Kit Cox fai da te di Peter Cox

La barriera meccanica


In genere si adopera questa tecnica per intervenire su pareti in mattoni e in pietra naturale.
La barriera chimica consiste nel distacco della muratura umida dalle fondamenta attraverso un taglio orizzontale nelle pareti portanti siano esse interne o perimetrali ed il successivo inserimento di materiali plastici o metallici per lo sbarramento dell'umidità.

Se si opta per materiali plastici, sarà possibile utilizzare una guaina isolante, in genere in vetroresina, liscia o bi-sabbiata che isola la muratura dall’umidità di risalita proveniente dal terreno. Se si opta per la soluzione metallica allora sarà necessario inserire nella muratura una lamina che, oltre a bloccare l’acqua di risalita, renderà più stabile la struttura anche in caso di sisma.

Barriera meccanica di Comer
La profondità del taglio dipende dal livello di degrado della parete e dalla natura della parete sulla quale si interviene. L'operazione del taglio della muratura è molto delicata, in quanto, se non eseguita con attenzione e da personale specializzato potrebbe causare cedimenti e sollecitazioni con successivi assestamenti strutturali.

L’azienda Comer con il sistema Igrostop esegue il taglio con speciali macchine e poi inserisce a pressione all’interno del taglio eseguito un primo strato di una specifica boiacca di cemento Igrostop, in grado di sigillare le piccole fessure presenti nello spessore del muro fino a 30 cm grazie alla sua particolare costituzione che, penetrando nel materiale, forma una rete di cristalli insolubili, ovvero, non si sciolgono nell’acqua.


L’elettrosmosi attiva


Il sistema si basa sulla formazione di un campo elettrico, maggiore e opposto a quello naturale presente nel muro umido e si realizza inserendo degli elettrodi all’interno della parete interessata e posizionando una centralina elettronica che oltre ad alimentare il sistema, ne permette il monitoraggio continuo.

Questo intervento è adatto sia per murature fuori terra sia per murature interrate. Il campo elettrico creato artificialmente permette di allontanare l’acqua capillare presente nelle pareti, interrompendo anche la risalita dell'umidità. Si innesca così un processo di deumidificazione progressiva della muratura che si conclude eliminando definitivamente il problema dell'umidità in eccesso.

Elettrosmosi di Elo SystemNello specifico, per le pareti fuori terra, l’acqua di risalita viene allontanata in verticale, mentre nel caso di pareti interrate avviene orizzontalmente.

In virtù della tipologia di muratura e di degrado della parete gli elettrodi si potranno applicare con tecniche diverse a seconda che si realizzino o meno delle tracce nella parete. Nel caso in cui questo non fosse possibile si potranno alloggiare i cavi lungo i corsi di malta tra i mattoni.

Elettrosmosi di Domodry™
Tra i sistemi che sfruttano questo sistema abbiamo l’impianto di elettrosmosi di Elo System che permette l’asciugatura completa del muro oppure il sistema Domodry™.
Oggi tra le varie soluzioni quest’ultima è sicuramente la più efficace e la meno invasiva.

Articolo: Umidità di risalita: cause e soluzioni
Valutazione: 4.07 / 6 basato su 45 voti.

Umidità di risalita: cause e soluzioni: Commenti e opinioni


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  • Ing.montesano
    Ing.montesano
    Mercoledì 29 Marzo 2017, alle ore 09:48
    Il suo più che un commento costruttivo mi sembra palesemente una critica fatta solamente perché il suo sito non è stato citato nell'articolo.
    Non a caso ha messo il suo link a fine commento.
    A mio avviso pessimo modo per farsi pubblicità su un portale online che ha il solo scopo di informare gli utenti sulle tecnologie e i sistemi presenti sul mercato.
    Dal suo commento si percepisce che la sua lettura è stata piuttosto superficiale infatti nell'articolo non solo viene spiegato ai non addetti ai lavori il problema dell'umidità di risalita, con il solo obiettivo di far capire come nasce e come si manifesta, ma vengono illustrati i vari sistemi da poter adottare nel caso in cui si manifestino fenomeni di questo tipo nelle murature.
    Si parla sia dei sistemi più invasivi che di quelli meno invasivi.
    Ovviamente la scelta e la riuscita di un intervento rispetto ad un altro variano da condizione a condizione, purtroppo la questione dell'umidità di risalita nei muri non si può generalizzare la invito pertanto a limitarsi ad un commento oggettivo sulla questione e non ad uno screditamento delle aziende che come lei si occupano di questo problema e che vengono citate nell'articolo. La informo che come da regolamento del servizio, in caso di lamentele alle aziende interessate, onde evitare commenti fasulli di aziende concorrenti, tutti i commenti negativi devono essere collegati a utenti certi e verificabili in modo che l’azienda interessata possa di conseguenza verificare l’attendibilità dell’utente ed avere quindi l’opportunità di replicare con un relativo commento nella stessa pagina web. 
    rispondi al commento
  • Enrico
    Enrico
    Martedì 28 Marzo 2017, alle ore 23:17
    Ma che ragionamento è non si può verificare se funziona però ne ha visto vari che funzionano tranne uno ecc?
    Hai mai sentito parlare di strumenti che misurano l'umidità nel muro?
    Prove ponderali, prove carburo ecc? 
    Te la sei presa perché il tuo sistema "che ci mette solo poche settimane" (tutto da dimostrare) non è stato menzionato nell'articolo?
    È ovvio che non li possono menzionare tutti e ancora più ovvio che in questi articoli sono pubblicità chiare e che qualcuno paga.
    Ma invece di criticare gli altri sistemi e chi ha scritto l'articolo potevi parlare del tuo prodotto senza tante pippe.
    rispondi al commento
    • Danielestevoli
      Danielestevoli Enrico
      Mercoledì 29 Marzo 2017, alle ore 20:19
      Enrico chiedo scusa se non ho approfondito, l'analisi è stata realizzata con la termocamera (di cui mi fido fino ad un certo punto) e con la bilancia termica abbinata alla cromatografia.se vuoi chiarimenti contattami pure, non volevo intasare il blog dato che ho già commentato tre volte..se hai bisogno contattami pure e condivido i miei rilievi con te, stai bene.
      rispondi al commento
      • Enrico
        Enrico Danielestevoli
        Giovedì 30 Marzo 2017, alle ore 17:28
        Non mi sono spiegato. Non c'è niente da approfondire. Sei un'autorità in materia?
        Non me ne faccio niente di misurazioni fatte da altri per criticare il lavoro di altri.
        Io ho commentato il tuo metodo di denigrare concorrenti invece che promuovere i tuoi di risultati (se li hai) e pagare la tua di pubblicità.
        Il resto è noia.
        rispondi al commento
  • Danielestevoli
    Danielestevoli
    Martedì 28 Marzo 2017, alle ore 23:02
    Riguardo alla certezza di risultato ed alla poca invasività ci tengoa dirvi che non è sempre così, ho personalmente assistito ad un a trentina di installazioni e la poca invasività è vera soltanto per quanto riguarda le dimensioni del dispositivo, in realtà, come è capitato in un cantiere a Ferrara, vi obbligheranno a rimuovere gli intonaci in tutte le parti ammalorate, perchè vanno comunque ricostruite, eguagliando così l'invasività di un impianto elettrosmotico, ilquale però prosciuga in tre o quattro  settimane, al contrario di domodry che impiega qualche anno,come in un cantiere in Via Aeroporto.Altra cosa che ho verificato: dove ci sono molti sali igroscopici, come il cloruro di calcio, i dispositivi in genere trovano numerose difficoltà, così come in muri legati o intonacati a cemento, in sintesi avviene questo: l'acqua perde la forza di coesione, ma rimane nel muro se non viene rimosso completamente l'intonaco in cemento.Allego questo link con le mie ricerche sulle centraline elettrofisiche, basate sull'osservazione e l'installazione di questo prodottohttp://www.dsdeumidificazioni.it/centraline-elettrofisiche/ 
    rispondi al commento
  • Danielestevoli
    Danielestevoli
    Martedì 28 Marzo 2017, alle ore 22:49
    Ecco un altro articolo poco dettagliato che prova a far pubblicità non troppo occulta a delle aziende Domodry e Volteco. Quando ha dichiarato che la soluzione domodry è la più efficace mi sono detto, ecco ci risiamo... ma riportare delle prove anzichè delle frasi non sarebbe meglioDistinguo innanzitutto che il sistema domodry non ha niente a che fare con l'elettrosmosi, si basa piuttosto sull'emissione di un campo elettromagnetico ad impulsi, il cui funzionamento non è diverso dalla maggioranza delle centraline elettrofisiche sul mercato. è falso che sia il più efficace poichè non funziona in tutti i casi, come nei muri contro terra sprovvisti di isolamento esterno, poichè il suo funzionamento è in grado di rompere la forza di coesione ma non il principio dei vasi comunicanti.al contrario l'elettrosmosi funziona anche contro terra, con tempi di asciugatura di pochi giorni, al contrario del dispositivo ad onde elettromagnetiche che richiede dai 2 ai 6 anni in alcuni modelli per prosciugare il muro.ecco un altro articolo poco dettagliato che prova a far pubblicità non troppo occulta alle aziende Domodry e Volteco, ringraziamo l'ingegner Gilda Montesanoquando ha dichiarato che la soluzione domodry è la più efficace mi sono detto, ecco ci risiamo... ma riportare delle prove anzichè delle frasi non sarebbe megliodistinguiamo innanzitutto che il sistema domodry non ha niente a che fare con l'elettrosmosi, si basa piuttosto sull'emissione di un campo elettromagnetico ad impulsi, il cui funzionamento non è diverso dalla maggioranza delle centraline elettrofisiche sul mercato. è sbagliato pensare che sia il più efficace poichè non funziona nei muri contro terra, sprovvisti di isolamento esterno, poichè il suo funzionamento è in grado di rompere la forza di coesione ma in maniera molto lenta, per cui non è in grado di annullare il principio dei vasi comunicanti.al contrario l'elettrosmosi funziona anche contro terra ed i suoi tempi di asciugatura sono di pochi giorni, al contrario del dispositivo ad onde elettromagnetiche che richiede dai 2 ai 6 anni in alcuni modelli per prosciugare il muro. 
    rispondi al commento
  • Danielelittori
    Danielelittori
    Domenica 15 Gennaio 2017, alle ore 11:08
    Tutto quello che posso dire sul sitema Aquapol è che nel mio caso ha funzionato. Sono proprietario di un'abitazione a piano terra all'interno di una villetta bifamiliare. La mia casa era in condizioni disastrose, intonaco che si staccava e odore di muffa insopportabile. Ormai ero arrivato al limite e stavo seriamente considerando di vendere tutto quanto e cambiare una casa a cui sono davvero affezionato. Da quello che ho inteso il sistema Aquapol si basa su principi naturali piuttosto interessanti, ma la cosa più importante per quel che mi riguarda è stata la risoluzione del problema: ormai sono quasi 2 anni che l'umidità di risalita è scomparsa dalla mia abitazione. E la cosa fantastica in tutto ciò è stato l'impatto ZERO da un punto di vista energetico (zero consumi) e ZERO impatto invasivo (zero buchi nei muri e cose simili).
    rispondi al commento
  • Greentech88
    Greentech88
    Venerdì 14 Ottobre 2016, alle ore 11:32
    Ottimo resoconto anche mancano almeno 2 metodi validi. Uno è la deumidificazione naturale per inversione di polarità senza elettricità (AQUAPOL) che in quanto a efficacia e non invasività non teme confronti dalle centraline. Questo c'è dal 1985.E poi c'è la deumidificazione a microonde che asciuga il muro in poche ore (o giorni) che invece è una novità. www.green-tech.it/it/deumidificazione-muri-microonde.htm La deumidificazione a microonde si può usare per asciugare velocemente i muri umidi anche da allagamenti, infiltrazioni. Inoltre uccide le muffe e insetti nel legno e muro. Non intacca il muro asciutto e gli impianti. E naturalmente asciuga anche i muri con umidità di risalita o controterra.
    rispondi al commento
    • Carla
      Carla Greentech88
      Giovedì 24 Novembre 2016, alle ore 14:06
      Per quanto riguarda il sistema AQUAPOL lo sconsiglio altamente.
      L'ho sperimentato personalmente a casa mia e non ha dato nessun tipo di soluzione.
      I loro tecnici continuano a dire che il muro è asciutto, ma i professionisti da me contattati, con uguali strumenti di misura, mi dimostrano l'esatto contrario. 
      rispondi al commento
      • Greentech
        Greentech Carla
        Domenica 15 Gennaio 2017, alle ore 16:08
        Signora si fa presto a fare accuse generiche.
        Dove l'ha installato Aquapol?
        Chi sono questi professionisti e che prove hanno fatto?
        Se un muro è asciutto lo si può misurare oltre che vedere, non è che ognuno dice la sua.
        Contatti Aquapol con i test fatti dai suoi professionisti. Se è vero che non ha funzionato ha diritto al rimborso.
        A meno che la sua casa non soffra anche di altri problemi di umidità oltre alla risalita.
        Aquapol non può certo risolvere fenomeni che non sono la risalita capillare.
        I tecnici Aquapol eseguono una diagnostica per le altre forme di umidità e anche consulenza tecnica su come risolverle.
        Lei non è nostra cliente perché i nostri clienti sono tutti soddisfatti contatti Aquapol direttamente per risolvere il problema o ci scriva in privato e la metteremo in contatto.
        rispondi al commento
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